{"id":52445,"date":"2025-08-17T10:21:41","date_gmt":"2025-08-17T10:21:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/52445\/"},"modified":"2025-08-17T10:21:41","modified_gmt":"2025-08-17T10:21:41","slug":"sia-lode-a-madama-filologia-ovvero-sul-manoscritto-di-petrarca-e-il-leggendario-incontro-tra-pasolini-pound","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/52445\/","title":{"rendered":"Sia lode a Madama Filologia, ovvero: sul manoscritto di Petrarca e il leggendario incontro tra Pasolini &#038; Pound"},"content":{"rendered":"<p>Scriveva Nietzsche nel 1881, che la filologia \u2013 arte di oreficeria verbale \u2013 ci consente di sottrarci alla fretta, alla \u201cprecipitazione indecorosa e sudaticcia, che vuol \u2018sbrigare\u2019 immediatamente ogni cosa, anche ogni libro antico e nuovo\u201d. La lentezza del procedere filologico diventa cos\u00ec un modo di aprire fenditure nella superficie per prendersi tutto il tempo, raccogliere tutto il silenzio necessario, per andare dentro le cose \u201ccon dita e occhi delicati\u201d. Il volume\u00a0<a href=\"https:\/\/www.storiaeletteratura.it\/catalogo\/aneddoti-letterari\/21094\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><strong>Aneddoti letterari da Petrarca a Scheiwiller\u00a0(Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2024<\/strong>)<\/a>, a cura di Antonio Ciaralli e Carlo Pulsoni, rispettivamente docenti di Paleografia latina e Filologia romanza all\u2019Universit\u00e0 di Perugia, restituisce lo sguardo paziente degli studiosi.\u00a0<\/p>\n<p>Nella presentazione del volume, gli autori non mancano di sottolineare come il richiamo nel titolo a Benedetto Croce, non possa far dimenticare la ben nota avversione nei confronti della filologia, \u201cincompatibile col proprio sistema\u201d; segno, per quanto ci riguarda, della seriet\u00e0 con cui sono disposti a considerare perfino i limiti del procedere filologico, reo, secondo alcuni, di raffreddare la potenza di un\u2019opera letteraria, pur di ricostruirne le vicende che l\u2019hanno generata. Ma andare in profondit\u00e0 vuol dire entrare senza remore dentro l\u2019epoca, ricostruendo la storia della letteratura e della filologia in modo tale da far irrompere questo passato, che soltanto, appunto, in superficie pare archeologizzato, quindi morto, nelle espressioni di storia della letteratura e\/o della filologia, come fuoco vivo dentro il presente, sempre impegnato con dannata fretta a liquidare s\u00e9 stesso per inseguire un domani che si fa contenitore vuoto.\u00a0<\/p>\n<p>I cinque capitoli che compongono il libro consentono salti temporali che vanno dal Petrarca \u2013 con il riconoscimento della parziale autografia del manoscritto Vaticano latino 3195, testimone dei\u00a0Rerum vulgarium fragmenta\u00a0del poeta, vero e proprio punto di svolta nella storia della filologia petrarchesca \u2013\u00a0<strong>a Vanni Scheiwiller, al mondo dell\u2019editore milanese, al ruolo cruciale svolto nella \u201criconciliazione ideologica\u201d tra Pasolini e Ezra Pound.<\/strong>\u00a0Il capitolo si apre infatti con la fatidica data del 26 ottobre 1967 \u2013 specificando pure che si trattava di un gioved\u00ec, sicch\u00e9, al lettore, pare quasi di essere trasportato personalmente indietro, dentro un incontro cos\u00ec carico di significati, non fosse altro che soltanto la Poesia \u00e8 in grado di superare gli steccati di vedute ideologiche e politiche cos\u00ec diverse. Ma le coordinate di questo straordinario incontro sono anche geografiche: Venezia, Calle Querini Dorsoduro 252, luogo di riconciliazione.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"551\" alt=\"\" class=\"wp-image-103543 lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Cortesia-_Pasolini-Pound-scatti-da-unintervista-3.jpg\"  data-\/>26 ottobre 1967, gioved\u00ec<\/p>\n<p>Senza tacere della relazione tra lo stesso Scheiwiller, Pasolini e il poeta Biagio Marin, di cui il secondo fu sincero e vivace promotore e amico. In mezzo, ci sono Leopardi, Montale, Ungaretti e Mario Praz. Lo spirito che anima questi scritti e che illumina il senso profondo dello studio filologico \u00e8 evidenziato nella stessa introduzione, in cui Ciaralli e Pulsoni scrivono, a proposito del ritrovamento del manoscritto su Petrarca, scoperto per la prima volta nel 1886 da Arthur Pakscher e Pierre de Nolhac, che la storia di un manoscritto finisce con il riflettere lo spirito inquieto di un\u2019epoca. Non a caso, proprio il ritrovamento di questo manoscritto ebbe dei veri e propri risvolti politici, in tempi in cui certamente filologia e storia concorrevano a ricostruire, determinandola, l\u2019identit\u00e0 nazionale degli Stati in Europa, in modo tale che la supremazia negli studi storici e filologici garantisse in qualche modo (blindandola, aggiunge chi scrive) quella sul piano politico. Perci\u00f2, guardando dentro l\u2019epoca e i suoi fermenti, possiamo osservare come\u00a0<strong>le pretese imperialistiche degli stati europei esondassero i piani meramente politici e militari coinvolgendo, appunto, anche la filologia.<\/strong>\u00a0Il capitolo su Ungaretti \u2013 in particolare sulle varianti di\u00a0Gridasti: soffoco\u00a0\u2013 nella premessa sottolinea la \u201cdifficolt\u00e0 oggettiva\u201d nel ricostruire origine ed evoluzione del testo. Come giustamente rilevato da Marco Grimaldi, ci\u00f2 \u00e8 favorito anche dall\u2019epoca digitale in cui viviamo che, se da un lato consente una maggiore facilit\u00e0 nell\u2019offerta documentale al pubblico, dall\u2019altro pare indurre surrettiziamente gli studiosi a rinunciare alla ricostruzione (resa stratigrafica) del cammino di un\u2019opera nel tempo.\u00a0Il volume, dunque, esprime fin troppo bene la cura da \u201csacerdoti della memoria\u201d\u00a0che gli studiosi come Ciaralli e Pulsoni profondono in queste discipline, che risalendo dentro la polvere del tempo sedimentata sulle opere, le restituisce al loro ambiente, vive.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Livia Di Vona<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Scriveva Nietzsche nel 1881, che la filologia \u2013 arte di oreficeria verbale \u2013 ci consente di sottrarci alla&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":52446,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,43662,203,43663,204,1537,90,89,1609,43664,43665,43666],"class_list":{"0":"post-52445","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-edizioni-di-storia-e-letteratura","10":"tag-entertainment","11":"tag-filologia","12":"tag-intrattenimento","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-libri","17":"tag-livia-di-vona","18":"tag-petrarca","19":"tag-scheiwiller"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52445","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52445"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52445\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/52446"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52445"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=52445"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=52445"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}