{"id":525128,"date":"2026-06-05T16:39:17","date_gmt":"2026-06-05T16:39:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/525128\/"},"modified":"2026-06-05T16:39:17","modified_gmt":"2026-06-05T16:39:17","slug":"siamo-legati-da-un-filo-i-cartoni-animati-nati-in-ospedale-arrivano-al-cinema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/525128\/","title":{"rendered":"\u00abSiamo legati da un filo\u00bb: i cartoni animati nati in ospedale arrivano al cinema"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Cosimo Mazzotta<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Bergamo, dai reparti del Papa Giovanni XXIII al grande schermo: sette cortometraggi realizzati da bambini ricoverati raccontano il valore di \u00abCartoni Animati in Corsia\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Una bambina china sul tavolo ritaglia con estrema attenzione un cartoncino colorato. Sul foglio stanno prendendo forma le ali di un uccello azzurro. In un&#8217;altra stanza, un bambino con una flebo al braccio e grandi cuffie sulle orecchie ascolta concentrato una registrazione audio come un vero tecnico del suono, mentre i suoi \u00abcolleghi\u00bb, segnati dalle terapie, osservano sul monitor di un computer il movimento di figure animate che hanno appena contribuito a creare.\u00a0Per qualche ora i letti d\u2019ospedale, le infusioni e le visite mediche sembrano arretrare sullo sfondo. In primo piano ci sono loro: bambini che disegnano, registrano e costruiscono storie.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 dentro queste immagini che si pu\u00f2 comprendere davvero il senso di \u00ab<b>Cartoni Animati in Corsia<\/b>\u00bb, il progetto promosso da Avisco che nel biennio 2025-2026 ha trasformato i reparti pediatrici degli Spedali Civili di Brescia e dell&#8217;Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo in <b>piccoli studi di animazione<\/b>. Un&#8217;iniziativa che ora arriva al cinema <b>Lo Schermo Bianco di Bergamo<\/b>, dove <b>domenica 7 giugno<\/b> saranno proiettati sette cortometraggi realizzati dai giovani pazienti, alla presenza di <b>Bruno Bozzetto<\/b>.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dietro quei filmati c\u2019\u00e8 il lavoro di <b>160 pazienti <\/b>tra i 2 ai 20 anni. Per comprenderne il valore basta ascoltare la storia di <b>Sofia<\/b>, nome di fantasia di una bambina di dieci anni arrivata a Bergamo da un&#8217;altra regione per affrontare un complesso percorso in vista di un trapianto. Chi l&#8217;ha incontrata la ricorda come una bambina provata dalla malattia, ma \u00abcon uno sguardo capace di raccontare pi\u00f9 di molte parole \u2013 racconta <b>Antonella Ghezzi<\/b>, coordinatore infermieristico della Chirurgia Pediatrica e dell\u2019Epatologia e Gastroenterologia Pediatrica e dei Trapianti del Papa Giovanni -. Quando le \u00e8 stato proposto di partecipare al laboratorio, ha costruito una storia popolata da personaggi pieni di vita, immaginando gi\u00e0 come svilupparla nelle settimane successive\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma le condizioni di Sofia si sono aggravate e il ricovero si \u00e8 trasferito in terapia intensiva. \u00abDopo il trapianto, quando \u00e8 finalmente tornata in reparto, la prima cosa che ha chiesto agli operatori era se fosse possibile continuare il suo cartone animato\u00bb, spiega Ghezzi. Il laboratorio nel frattempo era terminato, ma la sua storia non si era fermata: un altro bambino l&#8217;aveva raccolta e portata avanti. \u00abChe bello, allora tutti noi <b>siamo legati da un filo che unisce le nostre storie in un cartone animato unico<\/b>\u00bb, fu la sua reazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 proprio quel filo a rappresentare il cuore dell&#8217;iniziativa. Un filo che unisce bambini che spesso non si conoscono, che entrano ed escono dai reparti in tempi diversi, che affrontano percorsi di cura differenti ma che, attraverso una storia condivisa, riescono a lasciare un pezzo di s\u00e9 e a raccogliere quello degli altri. La forza di \u00abCartoni Animati in Corsia\u00bb sta proprio in questo: \u00abNon si tratta soltanto di un&#8217;attivit\u00e0 ricreativa, ma di uno strumento che rende pi\u00f9 umano il tempo della malattia e del ricovero\u00bb, sottolinea <b>Simonetta Cesa<\/b>, direttore socio-sanitario dell\u2019Asst.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nato a Brescia nel 2012 e approdato a Bergamo nel 2023, in occasione di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura, il progetto si \u00e8 progressivamente consolidato. Ma perch\u00e9 tutto questo possa funzionare servono professionalit\u00e0 molto particolari. Oggi il progetto coinvolge <b>nove operatori <\/b>presenti nei reparti da agosto a marzo, per un<b> costo di circa 80 mila euro all&#8217;anno<\/b>. \u00abQuando il progetto \u00e8 nato erano soprattutto volontari che dedicavano il proprio tempo libero\u00bb, spiega il direttore artistico di Avisco, <b>Vincenzo Beschi<\/b>. \u00abOggi parliamo di professionisti che devono possedere competenze cinematografiche ma anche relazionali, educative e psico-sociosanitarie\u00bb. Un aspetto spesso invisibile ma fondamentale: gli operatori non insegnano soltanto a realizzare un cartone animato. Entrano in relazione con bambini e famiglie in momenti di particolare fragilit\u00e0, costruendo legami di fiducia che richiedono sensibilit\u00e0, preparazione e un forte coinvolgimento umano. \u00c8 anche grazie a questo lavoro che, tra le corsie di un ospedale, la fantasia riesce ancora a trovare spazio.<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/bergamo.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_bergamo\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Bergamo<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=61&amp;intcmp=NL-artic_nd_050624_corriere_ss_bergamo\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter di Corriere Bergamo<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-05T17:00:16+02:00\">5 giugno 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Cosimo Mazzotta Bergamo, dai reparti del Papa Giovanni XXIII al grande schermo: sette cortometraggi realizzati da bambini&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":525129,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1442],"tags":[2537,124187,289886,60469,289888,2766,788,694,1687,6073,80190,51731,151555,151556,289887,640,12722,21732,289889,1109,203,31405,16843,454,3385,289890,132393,2759,10654,6402,204,1537,90,89,4947,16563,289891,370,1521,2737,7872,812,690,10651,10655,10225,8143,2851,28232,1567],"class_list":["post-525128","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-film","tag-altra","tag-animati","tag-animati-corsia","tag-animato","tag-avisco","tag-bambina","tag-bambini","tag-bambino","tag-bergamo","tag-brescia","tag-cartone","tag-cartone-animato","tag-cartoni","tag-cartoni-animati","tag-cartoni-animati-corsia","tag-cinema","tag-corsia","tag-cortometraggi","tag-cortometraggi-realizzati","tag-direttore","tag-entertainment","tag-entrano","tag-fantasia","tag-film","tag-filo","tag-filo-unisce","tag-ghezzi","tag-giovanni","tag-giovanni-xxiii","tag-iniziativa","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-laboratorio","tag-legati","tag-legati-filo","tag-malattia","tag-movies","tag-nato","tag-operatori","tag-ospedale","tag-papa","tag-papa-giovanni","tag-papa-giovanni-xxiii","tag-pazienti","tag-pediatrica","tag-progetto","tag-reparti","tag-storia"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/525128","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=525128"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/525128\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/525129"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=525128"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=525128"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=525128"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}