{"id":525798,"date":"2026-06-06T02:30:40","date_gmt":"2026-06-06T02:30:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/525798\/"},"modified":"2026-06-06T02:30:40","modified_gmt":"2026-06-06T02:30:40","slug":"bartolomeo-bimbi-e-la-frutta-e-ortaggi-dei-medici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/525798\/","title":{"rendered":"Bartolomeo Bimbi e la frutta e ortaggi dei Medici"},"content":{"rendered":"<p>        di <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/1955p_andrea-fusani.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Andrea Fusani<\/a>, pubblicato il 05\/06\/2026        <br \/>Categorie:<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/12c_opere-e-artisti.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n            Opere e artisti        <\/a><\/p>\n<p>         \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-antica.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte antica<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/firenze.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Firenze<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/seicento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Seicento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/settecento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Settecento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/toscana.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Toscana<\/a> <\/p>\n<p>Angurie gigantesche, agrumi rarissimi, mele, pesche vitigni scomparsi: alla corte di Cosimo III, il pittore toscano Bartolomeo Bimbi dipinse la natura con rigore scientifico e straordinaria forza visiva, creando un archivio unico della biodiversit\u00e0 toscana. In questo articolo, Andrea Fusani ci fa fare un viaggio nella sua arte.<\/p>\n<p>La <strong>Villa della Topaia<\/strong>, prossima alle pi\u00f9 note residenze medicee di Castello e Pietraia, reca ancora i segni del tempo in cui fu casino di riposo e delizie per <strong>Cosimo III<\/strong>. Due eleganti cartigli, posti nella sala d\u2019onore, accolgono le iscrizioni regia manu sunt sata (\u201cDa mano regale furono piantate\u201d) e laetitiae cosmus dator, raffinato gioco di parole che, citando Virgilio (\u201claetitiae Bacchus dator\u201d, dall\u2019invocazione che precede il banchetto di Didone nel primo libro dell\u2019Eneide), pu\u00f2 essere reso come \u201cIl cosmo (o Cosimo?) \u00e8 il dispensatore della letizia\u201d. Il riferimento \u00e8, chiaramente, ai frutteti e ai vigneti granducali che circondavano il casino (con il termine \u201claetitia\u201d da intendersi anche nell\u2019accezione rurale di fecondit\u00e0 e rigogliosit\u00e0) ma, con rinnovata ambivalenza, pure a \u201ctutte le sorti di frutte, d\u2019agrumi, d\u2019uve e di fiori\u201d dipinte da <strong>Bartolomeo Bimbi<\/strong> (Firenze, 1648 \u2013 1729) nelle tante tele che arricchivano gli ambienti della villa.<\/p>\n<p>Nato a Settignano (Firenze) da Niccol\u00f2 del Bimbo (o Bimbi), un piccolo commerciante locale, Bartolomeo dimostr\u00f2 presto una vivace attitudine al disegno. A dodici anni entr\u00f2 nella bottega fiorentina del pittore e poeta Lorenzo Lippi (Firenze, 1606 \u2013 1665) per poi passare, alla scomparsa del maestro, in quella di Onorio Marinari (Firenze, 1627 \u2013 1715). Giunto a Roma al seguito del cardinale Leopoldo de Medici (Firenze, 1617 \u2013 1675), ebbe modo di frequentare, e stringere amicizia, con il pittore <strong>Mario Nuzzi<\/strong> (Roma, 1603 \u2013 1673). Quest\u2019ultimo, figlio di un raffinato floricultore, divenne celebre per i ricercati soggetti botanici delle sue tele, meritando l\u2019appellativo di Mario de\u2019 Fiori ed esercitando un\u2019evidente influenza sul futuro del Bimbi. Rientrato a Firenze, Bartolomeo decise presto di specializzarsi nella pittura di \u201cfiori, frutte e animali\u201d, assecondando un\u2019inclinazione personale e intravedendo, a ragione, le possibilit\u00e0 offerte da un mercato ancora inesplorato o quasi. Molto apprezzato dai contemporanei, lavor\u00f2 a lungo per la corte, non solo per il Granduca ma anche per i suoi figli, il Gran Principe Ferdinando, l\u2019Elettrice Palatina Anna Maria e Gian Gastone. Celebre il giudizio sulla sua arte espresso da Anton Domenico Gabbiani (Firenze, 1652 \u2013 1726) il quale, dopo averne osservato le opere, ebbe a dichiarare a Cosimo III: \u201cne Tiziano ne Raffaello ne alcun Pittore del Mondo che avesse voluto far frutte, e fiori mai non sarebbe arrivato a fargli in quella forma e cos\u00ec bene\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Museo della Natura morta alla Villa Medicea di Poggio a Caiano. Foto: Comune di Prato \/ Matteo Oltrabella\" title=\"Museo della Natura morta alla Villa Medicea di Poggio a Caiano. Foto: Comune di Prato \/ Matteo Oltrabella\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/museo-natura-morta-villa-medicea-poggio-a-caiano-1.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMuseo della Natura morta alla Villa Medicea di Poggio a Caiano. Foto: Comune di Prato \/ Matteo Oltrabella&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Museo della Natura morta alla Villa Medicea di Poggio a Caiano. Foto: Comune di Prato \/ Matteo Oltrabella\" title=\"Museo della Natura morta alla Villa Medicea di Poggio a Caiano. Foto: Comune di Prato \/ Matteo Oltrabella\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/museo-natura-morta-villa-medicea-poggio-a-caiano-2.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMuseo della Natura morta alla Villa Medicea di Poggio a Caiano. Foto: Comune di Prato \/ Matteo Oltrabella&#13;<\/p>\n<p>La sua riscoperta ha avuto inizio attorno al 1960 quando, grazie agli studi di <strong>Giuseppe Delogu<\/strong>, alcuni dipinti del Bimbi sono emersi dall\u2019oblio dei depositi dei musei fiorentini per essere esposti al pubblico, attirando l\u2019attenzione degli spettatori per i soggetti insoliti e di stupefacente variet\u00e0, ma anche per le dimensioni particolari delle tele e i ramificati rapporti con gli <strong>interessi botanici e scientifici<\/strong> della <strong>corte medicea tra Sei e Settecento<\/strong>. Questa capacit\u00e0 attrattiva non \u00e8 mai venuta meno, come testimoniano le tre monografiche dedicategli dopo il 2000 (quella di Cesena del 2001, quella di Poggio a Caiano 2008, e la mostra Bartolomeo Bimbi. Eccentrica natura tenutasi a Palazzo Madama, a Torino, nel 2016), la presenza costante nelle rassegne dedicate al Barocco (ultima in ordine di tempo <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/recensioni-mostre\/barocco-laboratorio-di-modernita-recensione-mostra-forli\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">quella di Forl\u00ec<\/a>, Barocco. Il gran teatro delle idee, del 2026) e il ruolo da protagonista assoluto riservatogli nell\u2019allestimento del <strong>Museo della Natura Morta nella villa medicea di Poggio a Caiano<\/strong> (2007).<\/p>\n<p>Gli studi pi\u00f9 recenti (a opera di Stefano Casciu, Chiara Nepi, Hans W. Hubert e Ilaria Della Monica) hanno evidenziato come la peculiarit\u00e0 dei dipinti di Bartolomeo Bimbi vada letta in quanto <strong>espressione di un ambiente culturale unico<\/strong>, nel convergere di <strong>interessi scientifici e religiosi<\/strong> attorno alla figura di Cosimo III: \u00e8 nella cerchia granducale costituita dal gesuita <strong>Paolo Segneri<\/strong> (Nettuno, 1624 \u2013 Roma, 1694), dal medico e naturalista<strong> Francesco Redi<\/strong> (Arezzo, 1626 \u2013 Pisa, 1697) e dal botanico <strong>Pier Antonio Micheli<\/strong> (Firenze, 1679 \u2013 1737) che maturava un approccio alla natura nuovo, dove la volont\u00e0 enciclopedica procedeva di pari passo con gli interessi del \u201cprincipe devoto e salutista\u201d (cos\u00ec Chiara Nepi).<\/p>\n<p>L\u2019orizzonte culturale del Bimbi \u00e8 dunque pi\u00f9 ampio di quanto si potrebbe essere portati a credere da una lettura superficiale delle sue opere. Esplorarne i legami con i <strong>prodotti della terra<\/strong>, e pi\u00f9 in genere della<strong> natura<\/strong>, nella loro <strong>dimensione alimentare<\/strong>, impone tuttavia di restringere il campo; il Casino della Topaia, con il suo carattere di luogo di riposo e letizia, sospeso tra la dimensione agricola, intellettuale e scientifica, meglio si presta ad affrontare l\u2019argomento da questa prospettiva. Ci \u00e8 di grande aiuto, in questo frangente, la vivace biografia che Francesco Saverio Baldinucci dedic\u00f2 al pittore a pochi anni dalla sua scomparsa, ricca di notizie e illuminanti aneddoti; \u00e8 lui a ricordarci come il granduca, ammirando il casino \u201cripieno di tutte le sorti di frutte, d\u2019agrumi, d\u2019uve e di fiori, che fin ora si sono potute trovare si di naturali come anche di stravaganti, e bizzarri aborti della natura\u201d, lo volesse \u201ctutto adorno di quadri rappresentanti al vivo le stesse cose non solo perch\u00e9 in caso della mancanza delle piante originali, restassero sempre vive nella memoria [\u2026] le forme e colori d\u2019ogni specie de frutti loro, ma eziandio perch\u00e9 noti si facessero distintamente i veri nomi, gi\u00e0 variamente confusi, delle medesime\u201d. La scelta dell\u2019artista, a questo punto, era quasi obbligata, e non poteva che ricadere su quel maestro che Baldinucci riteneva aver \u201csuperato di gran lunga ogn\u2019altro nel suo genere di dipignere, e probabilmente possa dirsi essere insuperabile da chiunque sia per venire ne futuri tempi sie Bartolommeo del Bimbo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPer la qual cosa non capit\u00f2 mai frutta forestiera, e stravagante che Sua Altezza Reale non la mandasse subito, a farne fare il ritratto al Bimbi, per collocarsi poi in detto Casino col dovuto e destinato ordine al luogo suo\u201d: la presenza dei dipinti del nostro rispondeva quindi a un <strong>progetto ben definito<\/strong>, attuato da Cosimo III sin dal 1697 e che si estende fino alla <strong>mobilia<\/strong> e alle <strong>esuberanti cornici a tema botanico<\/strong> fatte realizzare dall\u2019intagliatore <strong>Vittorio Crosten<\/strong> e ancora in opera. Colpisce, in ottica contemporanea, l\u2019uso reiterato del termine \u201critratto\u201d, ormai riservato ai soli dipinti di soggetto umano: la diffusione dell\u2019espressione <strong>\u201cnatura morta\u201d<\/strong> in italiano risale d\u2019altronde alla fine dell\u2019Ottocento, mentre il pi\u00f9 antico precedente, l\u2019olandese still-leven (documentato da met\u00e0 Seicento) rimane vincolato al carattere di una <strong>natura statica e immobile<\/strong>. Bimbi era invece noto per \u201critrarre\u201d <strong>frutta e animali<\/strong> con \u201cverit\u00e0 e espressione\u201d (Baldinucci), attravers\u00f2 modalit\u00e0 di rappresentazione in grado di unire un rigore degno di una tavola di documentazione scientifica (accompagnato dalla ricchezza pittorica tipica della natura morta barocca) ad un tono \u201cesemplare e solenne, in linea con la visione spirituale della natura come specchio della volont\u00e0 divina\u201d (Stefano Casciu).<\/p>\n<p>Uno degli episodi pi\u00f9 noti, e particolarmente adatto al caso nostro, \u00e8 quello che vede il pittore alle prese con una <strong>gigantesca anguria<\/strong>, un \u201cCocomero di libbre 105 [quasi 36 kg] bellissimo\u201d, inviatogli dal granduca \u201ccon ordine che a intero lo dipignesse, e tale lo rimandasse\u201d. Il solerte autore provvide, secondo il racconto di Baldinucci, a tempo di record ma si vide riconsegnare il quadro il giorno seguente, accompagnato da un \u201cgeneroso onorario\u201d e da una <strong>fetta freschissima<\/strong> (\u201cfortemente diacciata e di bellissimo colore\u201d) della solita anguria da aggiungere al dipinto. Cosimo non manc\u00f2 di unire all\u2019ambasciata istruzioni relative alla sorte della <strong>generosa porzione (oltre 10kg) di frutta<\/strong>, specificando come, terminata l\u2019opera, essa dovesse essere adoperata dal Bimbi per saziare \u201cla propria famiglia, e suoi amici, come segu\u00ec\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Bimbi, Cocomero di Amerigo Baldi (1704; olio su tela, 97 x 131 cm; Firenze, Museo di Storia Naturale, Sezione Botanica, inv. collezioni 1930, n. 350)\" title=\"Bartolomeo Bimbi, Cocomero di Amerigo Baldi (1704; olio su tela, 97 x 131 cm; Firenze, Museo di Storia Naturale, Sezione Botanica, inv. collezioni 1930, n. 350)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bartolomeo-bimbi-cocomero.jpg\" width=\"750\" height=\"548\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Bimbi, Cocomero di Amerigo Baldi (1704; olio su tela, 97 x 131 cm; Firenze, Museo di Storia Naturale, Sezione Botanica, inv. collezioni 1930, n. 350)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Bimbi, Tartufo di Castel Leone (1706; olio su tela, 89 x 121,5 cm; Firenze, Museo di Storia Naturale, Sezione Botanica, inv. collezioni 1930, n. 348)\" title=\"Bartolomeo Bimbi, Tartufo di Castel Leone (1706; olio su tela, 89 x 121,5 cm; Firenze, Museo di Storia Naturale, Sezione Botanica, inv. collezioni 1930, n. 348)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bartolomeo-bimbi-tartufo-di-castel-leone.jpg\" width=\"750\" height=\"540\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Bimbi, Tartufo di Castel Leone (1706; olio su tela, 89 x 121,5 cm; Firenze, Museo di Storia Naturale, Sezione Botanica, inv. collezioni 1930, n. 348)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Bimbi, Zucca dei monaci di Monteoliveto (1714; olio su tela, 146 x 201 cm; Firenze, Museo di Storia Naturale, Sezione Botanica, inv. collezioni 1930, n. 342)\" title=\"Bartolomeo Bimbi, Zucca dei monaci di Monteoliveto (1714; olio su tela, 146 x 201 cm; Firenze, Museo di Storia Naturale, Sezione Botanica, inv. collezioni 1930, n. 342)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bartolomeo-bimbi-zucca-monaci-monte-oliveto.jpg\" width=\"750\" height=\"539\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Bimbi, Zucca dei monaci di Monteoliveto (1714; olio su tela, 146 x 201 cm; Firenze, Museo di Storia Naturale, Sezione Botanica, inv. collezioni 1930, n. 342)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Bimbi, Popone \u2018cotigniolo\u2019 del marchese Capponi (1700; olio su tela, 97,2 x 77,7 cm; Firenze, Museo di Storia Naturale, Sezione Botanica, inv. collezioni 1930, n. 333)\" title=\"Bartolomeo Bimbi, Popone \u2018cotigniolo\u2019 del marchese Capponi (1700; olio su tela, 97,2 x 77,7 cm; Firenze, Museo di Storia Naturale, Sezione Botanica, inv. collezioni 1930, n. 333)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bartolomeo-bimbi-popone-cotignolo.jpg\" width=\"750\" height=\"595\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Bimbi, Popone \u2018cotigniolo\u2019 del marchese Capponi (1700; olio su tela, 97,2 x 77,7 cm; Firenze, Museo di Storia Naturale, Sezione Botanica, inv. collezioni 1930, n. 333)&#13;<\/p>\n<p>Meno lieta la sorte dell\u2019enorme Tartufo di Castel Leone (1706) oggi al Museo di Storia Naturale di Firenze: era ormai prassi comune presentare al granduca ogni sorta di <strong>eccentrico e meraviglioso prodotto della natura introdotto in citt\u00e0<\/strong>, e <strong>l\u2019immane tartufo<\/strong> (oltre 18,5 kg) non fece eccezione. Inviato al Bimbi perch\u00e9 \u201ccon tutta diligenza lo ritraesse per accomodarlo nella Topaia fra i sopraddetti ed altri frutti di straordinaria grandezza\u201d, lo <strong>smisurato tubero<\/strong> venne quindi sezionato con precisione chirurgica (Baldinucci ricorda d\u2019altronde come lo stesso Cosimo avesse ordinato \u201cche se ne facesse notomia\u201d) rivelando una sgradita sorpresa: \u201cpartito in pi\u00f9 pezzi fu riconosciuto essere non gi\u00e0 un solo Tartufo, ma un gruppo di moltissimi Tartufi d\u2019ogni grandezza, conglutinanti insieme [\u2026] ma perch\u00e9 questi avevano dentro di se molto vermicciuoli rossi fu prohibito a tutti il mangiare a seconda del parere dell\u2019Eccellentissimo Dottor del Papa, e indi ordinato che si buttasse ogni frammento nel fiume, dopo essere stati dipinti dal Bimbi tutti i pezzi nella forma che furono ritrovati\u201d. Da un lato, l\u2019intervento del medico empolese <strong>Giuseppe Del Papa<\/strong> (Empoli, 1648 \u2013 Firenze, 1735), archiatra di corte succeduto al Redi, testimonia il rigore scientifico dell\u2019intera operazione, dall\u2019altro, la contaminazione dell\u2019alimento pu\u00f2 solo farci immaginare la delusione dei presenti, e dello stesso Bimbi, di fronte alla prospettata degustazione di un tartufo di tale rarit\u00e0!<\/p>\n<p>L\u2019arrivo allo studio del pittore di <strong>ortaggi di spropositata dimensione<\/strong> accendeva anche la <strong>curiosit\u00e0<\/strong> e <strong>l\u2019entusiasmo del popolo<\/strong>: il percorso di <strong>un\u2019enorme zucca<\/strong> di 167 libbre (circa 57 kg) fu colorito dal \u201cseguito di molta curiosa gente\u201d che \u201ccon strepito\u201d accompagn\u00f2 i due poveri facchini fino alla sua casa. La nascita di tali straordinari frutti della terra, tuttavia, poteva anche essere vista come un presagio di sventura, e lo stesso pittore, vedendo giungere al suo domicilio l\u2019ennesima stranezza, poteva sbigottire \u201ctemendo di qualche sinistro avvenimento\u201d.<\/p>\n<p>A questi dipinti di carattere teratologico, dedicati cio\u00e8 a ortaggi (ma anche animali) dai caratteri eccezionali o anormali, si affiancavano poi dei veri e propri <strong>repertori ortofrutticoli<\/strong>, pensati per \u201cmostrare la bella e copiosa diversit\u00e0 di frutte che nell\u2019amene campagne e Vigne di Castello produce l\u2019industria, e la natura fece\u201d. Sono i grandi tableau che ancora incantano i visitatori della villa di Poggio a Caiano, veri e propri campionari dei prodotti delle tenute medicee considerati tra i vertici assoluti della pittura di natura morta italiana (cos\u00ec li ritiene Stefano Casciu): un\u2019attenzione alla diversit\u00e0 colturale (oggi si direbbe <strong>biodiversit\u00e0<\/strong>) di grande attualit\u00e0, ma ricca di riferimenti simbolici e spirituali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Bimbi, Arance, cedri, lime, limoni e lumie (1715, dal casino della Topaia; olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta, inv. Castello, n. 612)\" title=\"Bartolomeo Bimbi, Arance, cedri, lime, limoni e lumie (1715, dal casino della Topaia; olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta, inv. Castello, n. 612)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bartolomeo-bimbi-arance-cedri-limoni-lime.jpg\" width=\"750\" height=\"557\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Bimbi, Arance, cedri, lime, limoni e lumie (1715, dal casino della Topaia; olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta, inv. Castello, n. 612)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Bimbi, Melangoli, limoni e limette (1715; Olio su tela, 174 x 233 cm; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)\" title=\"Bartolomeo Bimbi, Melangoli, limoni e limette (1715; Olio su tela, 174 x 233 cm; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bartolomeo-bimbi-melangoli-limoni-limette.jpg\" width=\"750\" height=\"556\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Bimbi, Melangoli, limoni e limette (1715; olio su tela, 174 x 233 cm; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Bimbi, Albicocche di Germania (1703; olio su tela, 55,1 x 43,5 cm; Firenze, Museo di Storia Naturale, Sezione Botanica, inv. collezioni 1930, n. 304)\" title=\"Bartolomeo Bimbi, Albicocche di Germania (1703; olio su tela, 55,1 x 43,5 cm; Firenze, Museo di Storia Naturale, Sezione Botanica, inv. collezioni 1930, n. 304)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bartolomeo-bimbi-albicocche-di-germania.jpg\" width=\"750\" height=\"585\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Bimbi, Albicocche di Germania (1703; olio su tela, 55,1 x 43,5 cm; Firenze, Museo di Storia Naturale, Sezione Botanica, inv. collezioni 1930, n. 304)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Bimbi, Pesce e albicocche (olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)\" title=\"Bartolomeo Bimbi, Pesce e albicocche (olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bartolomeo-bimbi-pesche-e-albicocche.jpg\" width=\"750\" height=\"554\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Bimbi, Pesche e albicocche (olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Bimbi, Pesce e albicocche, dettaglio\" title=\"Bartolomeo Bimbi, Pesce e albicocche, dettaglio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bartolomeo-bimbi-pesche-e-albicocche-dettaglio.jpg\" width=\"750\" height=\"1000\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Bimbi, Pesce e albicocche, dettaglio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Bimbi, Mele (1696; olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)\" title=\"Bartolomeo Bimbi, Mele (1696; olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bartolomeo-bimbi-mele.jpg\" width=\"750\" height=\"498\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Bimbi, Mele (1696; olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Bimbi, Mele, dettaglio\" title=\"Bartolomeo Bimbi, Mele, dettaglio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bartolomeo-bimbi-mele-dettaglio.jpg\" width=\"750\" height=\"1000\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Bimbi, Mele, dettaglio&#13;<\/p>\n<p>Le quattro tele dedicate agli <strong>agrumi<\/strong> (1715), oltre a raffigurare <strong>116 variet\u00e0 di arance, limoni, lime, melangoli, cedri e bergamotti<\/strong>, potrebbero rientrare in quella lunga tradizione che interpretava il mito del <strong>Giardino delle Esperidi<\/strong>, come allegoria del felice e prospero regno mediceo sulla Toscana. L\u2019intero ciclo poteva essere letto, nella sua originaria collocazione, in doppia funzione: una glorificazione dell\u2019operato divino ma anche del buon governo del granduca \u201cagronomo\u201d: \u201cPerch\u00e9 la sua propensione maggiore fu sempre all\u2019agricoltura, e fin dai primi anni ebbe in essa moltissimo genio, egli ha avuto questa gloria, che quasi tutto il suo stato sia devenuto in coltura il giardino fertilissimo dell\u2019Italia\u201d (fra\u2019 Domenico Sandrini, Vita di Cosimo III Gran Duca di Toscana).<\/p>\n<p>Presi in s\u00e9 stessi, tuttavia, i dipinti di Bartolomeo Bimbi non si prestano facilmente a queste letture allegoriche, mantenendo con ostinazione quel carattere verace, diretto e sensuale, nato dall\u2019osservazione diretta dei fenomeni naturali. I trionfi di <strong>mele, pere, susine, albicocche, fichi e pesche<\/strong> affascinano per immediatezza e intrigano con il tono scientifico dato dall\u2019esattezza della rappresentazione ma, in maniera non minore, dalla presenza di dettagliatissimi cartigli recanti i nomi di ogni singolo esemplare. Il tutto costituisce ancora materia preziosa per gli studiosi di botanica e di storia dell\u2019alimentazione (gran parte di questi frutti non sono pi\u00f9 esistenti, o molto rari) andando a soddisfare in pieno quell\u2019antica esigenza documentaria palesata da Cosimo III.<\/p>\n<p>Contribuiscono alla vitalit\u00e0 delle composizioni, che mai assumono il carattere di freddi repertori botanici, sia elementi di contesto dal tono aulico ed evocativo (termini scolpiti, fontane, mobili riccamente intagliati ecc.), che la presenza, costante, di frutta guasta, aperta o marcia, in contrasto con gli esemplari sani \u201cche paiono veramente colti allora dalla loro pianta\u201d. \u00c8 ancora Baldinucci a ricordare, a tal proposito, un curioso episodio relativo alla tela dedicata alle <strong>pere<\/strong> dove, accanto alle rigogliose ceste piene di frutti ordinati secondo la stagionalit\u00e0, ne figuravano altre \u201csparse per la terra e per la tavola infrante, e mezze fradice, e tanto bel colorite ed imitate al naturale che sembrano in verit\u00e0 palpabili, e vere\u201d. Veniamo cos\u00ec a sapere che il granduca era solito retribuire il Bimbi <strong>un tanto a frutto<\/strong> (per l\u2019esattezza due paoli) e che il pittore, la cui modestia era proverbiale, facesse il conto escludendo quelle \u201cche si figuravano in terra sopra le tavole rotte, e difettose\u201d. Questa bizzarra attitudine rievocava forse in Bartolomeo qualche ricordo del padre bottegaio, ma va detto, a onor di Cosimo, che gli fu intimato di rifare il conteggio includendo tutto, \u201canche l\u2019altre frutte, ch\u2019erano sparse e rotte\u201d.<\/p>\n<p>Di particolare interesse, infine, le due tele con le Uve, dalle pi\u00f9 classiche variet\u00e0 toscane quali il Sangioeto (Sangiovese), la Vernaccia, il Trebbiano e il Mammolo, a quelle provenienti dal resto d\u2019Italia quali la \u201cLacrima di Napoli Nera\u201d (probabilmente un clone del Piedirosso usato per l\u2019odierno Lacryma Christi) e lo Zibibbo, ma anche antichi vitigni ormai rari quali il Canaiolo bianco, il Barbarossa o l\u2019Abrostine. Questi <strong>trionfi ampelografici<\/strong> (dal greco antico \u00e0mpelos, \u201cvite\u201d e graph\u00eca, &#8220;descrizione\u201d) rievocano senz\u2019altro i versi del celebre Bacco in Toscana (1685) di Francesco Redi, riferiti proprio alle vigne che circondavano la Topaia (Ma lodato \/ Celebrato \/ Coronato \/ Sia l\u2019eroe \/ che nelle vigne \/ Di Petraja e di Castello \/ Piant\u00f2 prima il Moscadello) ma anche la costante ricerca di nuove variet\u00e0 di uva per la tenuta di Castello che, ai tempi degli ultimi Medici, comprendeva quasi centocinquantamila ceppi, divisi ordinatamente tra i venticinque vitigni impiantati sulla collina. Il cerchio tra interessi artistici, scientifici, naturalistici e agricoli si chiude con il Grappolo d\u2019Uva moscadella colto a Castello nel 1706 del Bimbi (Poggio a Caiano, Museo della Natura Morta) e l\u2019inevitabile menzione del bando promulgato nel 1716 da Cosimo III \u201csopra la dichiarazione di confini delle quattro Regioni Chianti, Pomino, Carmignano, e Vald\u2019Arno di sopra\u201d, con il quale si posero le basi giuridiche, e culturali, degli odierni disciplinari di produzione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Bimbi, Natura morta con frutta e funghi (olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)\" title=\"Bartolomeo Bimbi, Natura morta con frutta e funghi&lt;\/em&gt; (olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bartolomeo-bimbi-natura-morta-con-frutta-e-funghi.jpg\" width=\"750\" height=\"498\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Bimbi, Natura morta con frutta e funghi (olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta) &#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Bimbi, Natura morta con fiori, frutta e tartaruga (olio su tela, 77,5 x 102 cm; Collezione privata)\" title=\"Bartolomeo Bimbi, Natura morta con fiori, frutta e tartaruga (olio su tela, 77,5 x 102 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bartolomeo-bimbi-natura-morta-con-fiori-frutta-e-tartaruga.jpg\" width=\"750\" height=\"601\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Bimbi, Natura morta con fiori, frutta e tartaruga (olio su tela, 77,5 x 102 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Bimbi, Uve (olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)\" title=\"Bartolomeo Bimbi, Uve (olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bartolomeo-bimbi-uve.jpg\" width=\"750\" height=\"548\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Bimbi, Uve (olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Bimbi, Grappolo d\u2019Uva moscadella colto a Castello nel 1706 (1706; olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)\" title=\"Bartolomeo Bimbi, Grappolo d\u2019Uva moscadella colto a Castello nel 1706 (1706; olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bartolomeo-bimbi-grappolo-uva-moscadella.jpg\" width=\"750\" height=\"498\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Bimbi, Grappolo d\u2019Uva moscadella colto a Castello nel 1706 (1706; olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Bimbi, Pappagallo bianco con penne rosse (1716 circa; olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)\" title=\"Bartolomeo Bimbi, Pappagallo bianco con penne rosse (1716 circa; olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bartolomeo-bimbi-pappagallo-bianco-con-penne-rosse.jpg\" width=\"750\" height=\"892\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Bimbi, Pappagallo bianco con penne rosse (1716 circa; olio su tela; Poggio a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta)&#13;<\/p>\n<p>Rimarr\u00e0 invece deluso chi tenti di affrontare un discorso relativo al cibo nei dipinti di soggetto faunistico e venatorio del Bimbi: sebbene la caccia sia il motivo conduttore delle opere realizzate per la villa dell\u2019Ambrogiana, posta al limitare della pi\u00f9 grande riserva di caccia granducale (il Barco Reale), a prevalere \u00e8 ancora<strong> l\u2019interesse naturalistico per l\u2019inesauribile variet\u00e0 del creato<\/strong>. Anche nel caso in cui il soggetto preveda la raffigurazione di animali morti, catturati in battute venatorie, l\u2019attenzione non cade mai su aspetti ludici o gastronomici; \u00e8 il caso della toccante Lepre morta e altra cacciagione (1720, ancora a Poggio a Caiano) dove il focus \u00e8 tutto sullo sguardo della lepre viva, che sembra osservare con un misto di sconcerto e rassegnazione l\u2019esanime compagna.<\/p>\n<p>Se la selvaggina, o i numerosi altri animali, pesci e uccelli dipinti dal Bimbi, non sono mai associati alla tavola o, pi\u00f9 in generale, all\u2019alimentazione umana, lo si deve forse alla dieta \u201cpitagorica\u201d, a base di frutta e verdura, suggerita al granduca dal Redi (e va detto che Cosimo III mor\u00ec ottuagenario). Il pittore colse tuttavia, non sappiamo se dietro richiesta del prestigioso committente o meno, l\u2019opportunit\u00e0 per dimostrare, in pi\u00f9 occasioni, come il \u201cvitto pitagorico\u201d costituisse l\u2019alimentazione di varie forme animali. \u00c8 il caso del bel Pappagallo bianco con penne rosse del 1716, ai piedi del quale figurano frutti freschi e a guscio che, gi\u00e0 nel Giornale di Guardaroba del periodo, erano chiaramente identificati nella loro funzione: \u201cpi\u00f9 pere, noce, e nocciole che servono per mangiare al suddetto pappagallo\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.castellogamba.vda.it\/it\/sole-caduto-aosta-gio-pomodoro\" target=\"_blank\" data-etichetta=\"Banner 3 - Castello Gamba, Pomodoro\" onclick=\"ga(&#039;send&#039;, &#039;event&#039;, &#039;Click&#039;, &#039;Banner 3 - Castello Gamba, Pomodoro&#039;, 1);\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/castellogamba_2026_pomodoro_adv_728x90pxl.jpg\" alt=\"Sole caduto Aosta. Gio' Pomodoro - Castello Gamba, fino al 21 giugno\" onmouseover=\"ga('send', 'event', 'Dwell', 'Banner 3 - Castello Gamba, Pomodoro', 1);\" title=\"Sole caduto Aosta. Gio' Pomodoro - Castello Gamba, fino al 21 giugno\" class=\"banner_fsa\" fetchpriority=\"high\" id=\"banner_3\" width=\"728\" height=\"90\" style=\"width:728px\"\/><br \/>\n\t\t\t<\/a>\t<\/p>\n<p>\t\t\t\t<img decoding=\"async\" class=\"immagineautoreimg\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/andrea-fusani.jpg\" title=\"Andrea Fusani\" alt=\"Andrea Fusani\"\/><\/p>\n<p style=\"font-size:16px\">L&#8217;autore di questo articolo: <strong>Andrea Fusani<\/strong><\/p>\n<p>Andrea Fusani, storico dell\u2019arte, si occupa principalmente di scultura, mercato e storia del lavoro artistico nel lungo Settecento. Dopo la laurea in Beni Culturali, conseguita a Pisa nel 2001, ha lavorato a lungo nel settore privato organizzando eventi, mostre e spettacoli. Dal 2019 \u00e8 tornato a dedicarsi a tempo pieno alla ricerca e, nel 2023, ha conseguito il Dottorato di ricerca interuniversitario toscano (Universit\u00e0 di Firenze, Pisa e Siena) con una tesi sul mercato della scultura tra Carrara e i paesi europei (1742-1814). \u00c8 stato borsista dottorale, borsista di ricerca e collaboratore a contratto presso il Dipartimento di Civilt\u00e0 e Forme del Sapere dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa, lavorando nell\u2019ambito della convenzione tra l\u2019Ateneo e la Galleria degli Uffizi. Ha pubblicato vari saggi scientifici e il volume Pietro Leopoldo I Granduca di Toscana, un ritratto inedito. Domenico Andrea Pelliccia (1736-1821), Milano, 2024. \u00c8 perito stimatore iscritto al ruolo e collabora con gallerie di alto antiquariato. Dirige il progetto di valorizzazione, apertura e restauro di Palazzo Sarteschi Del Medico Staffetti a Carrara.<\/p>\n<p>                La consultazione di questo articolo \u00e8 e rimarr\u00e0 sempre gratuita. Se ti \u00e8 piaciuto o lo hai ritenuto interessante,<br \/>\n                iscriviti alla nostra newsletter gratuita!<br \/>\n            <br \/> Niente spam, una sola uscita la domenica, pi\u00f9 eventuali extra, per aggiornarti su tutte le nostre novit\u00e0!<\/p>\n<p class=\"claim\">La tua lettura settimanale su tutto il mondo dell&#8217;arte<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/newsletter.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER<\/a><\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Andrea Fusani, pubblicato il 05\/06\/2026 Categorie: Opere e artisti \/ Argomenti: Arte antica &#8211; Firenze &#8211; Seicento&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":525799,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1657,1613,1614,1611,1610,1612,203,2266,204,1537,90,89,6052,52389,11922],"class_list":["post-525798","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-antica","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-entertainment","tag-firenze","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-seicento","tag-settecento","tag-toscana"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116700816558392221","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/525798","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=525798"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/525798\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/525799"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=525798"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=525798"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=525798"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}