{"id":525852,"date":"2026-06-06T03:34:21","date_gmt":"2026-06-06T03:34:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/525852\/"},"modified":"2026-06-06T03:34:21","modified_gmt":"2026-06-06T03:34:21","slug":"perche-le-elezioni-in-armenia-sono-le-piu-importanti-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/525852\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 le elezioni in Armenia sono le pi\u00f9 importanti del mondo"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Cari amici italiani, vi scrivo dal lago. \u00c8 giugno e l\u2019acqua del Sevan oggi \u00e8 argentea, non nera. Le mie principesse, le trote, fanno guizzi piccoli sotto la superficie, come se avessero capito qualcosa che noi non capiamo ancora. Forse hanno capito che il 6 e 7 giugno \u00e8 arrivato. Si vota. Diciannove forze politiche scese in campo per dare un governo a questa repubblica caucasica che vi sembra microscopica e invece, ve lo dico da Molokano, regge un cardine del mondo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Voi forse non lo sapete pi\u00f9. Ma noi s\u00ec. Le elezioni armene del 2026 somigliano al vostro 18 aprile 1948, peso simbolico e drammaticit\u00e0 storica compresi. Allora la domanda era: con Mosca o con l\u2019Occidente? Con un\u2019idea dell\u2019uomo o con un\u2019altra? Oggi la domanda \u00e8 la stessa, e per\u00f2 \u00e8 diventata torbida. Mosca non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, c\u2019\u00e8 solo un\u2019altra Russia, pi\u00f9 stanca e pi\u00f9 cinica. L\u2019Occidente non \u00e8 pi\u00f9 quello del Dopoguerra, dentro cui respirava ancora, malgrado tutto, qualcosa di cristiano. La Turchia \u00e8 dentro la Nato e continua a mordere il collo dell\u2019Armenia, come un coccodrillo che si fa accarezzare dagli zoologi mentre tiene sangue fra i denti. Eppure il futuro passa di qui. Sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Voi mi direte: arrangiatevi voi armeni, abbiamo gi\u00e0 i nostri teatrini italiani, le danze miserabili per un seggio mentre il potere vero sta nei fondi che decidono il destino delle banche senza mettere piede a Roma. Capisco l\u2019obiezione. Ma l\u2019Armenia, scriveva Borges dell\u2019India, \u00ab\u00e8 pi\u00f9 grande del mondo\u00bb. Lo \u00e8 davvero. E qui sopra le nostre pietre si combatte una guerra sottotraccia. Una guerra spirituale, prima che geopolitica. Cio\u00e8 una guerra vera.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center has-text-color has-link-color wp-elements-5a938e8a151ca20ce9e5a33ab86b022c wp-block-paragraph\" style=\"color:#4d4d4d\">La preferenza \u00e8 una cosa seria. <br \/><strong>Aggiungi Tempi alle tue \u201cfonti preferite\u201d di Google:<\/strong><\/p>\n<p>La pace che assomiglia a una resa<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u20198 agosto scorso, a Washington, Nikol Pashinyan e Ilham Aliyev hanno firmato sotto lo sguardo benevolo di Donald Trump. Ce la chiamano pace. Va sempre meglio della guerra, sia chiaro, anche una pace zoppa. Ma certe paci <strong><a href=\"https:\/\/www.tempi.it\/intesa-armenia-azerbaigian-mi-ribello\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">somigliano talmente alle rese<\/a><\/strong> che bisogna avere il coraggio di chiamarle col loro nome. Aliyev rappresentava il suo popolo e il suo potere. Pashinyan \u00e8 legittimamente primo ministro. Per\u00f2 moltissimi armeni \u2013 io tra loro \u2013 pensano che abbia firmato <strong><a href=\"https:\/\/www.tempi.it\/armenia-teme-pace-nomina-artsakh\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qualcosa di peggio di un armistizio<\/a><\/strong>. La mutilazione dell\u2019anima armena.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Artsakh. Quel nome che gli europei pronunciano distratti, come una vallata remota. L\u00ec invece c\u2019\u00e8 una parte decisiva della nostra carne storica. L\u00ec No\u00e8 vide ritirarsi le acque. L\u00ec torn\u00f2 verso l\u2019Arca la colomba con il ramo d\u2019ulivo. L\u00ec le pietre parlano armeno e pregano armeno. Centoventimila armeni espulsi nel 2023 dopo mesi di blocco e di fame. Decine di dirigenti politici trascinati nelle galere di Baku come trofei da esposizione. Chiese e monasteri scalpellati con pazienza al contrario: non per scoprire la memoria, per distruggerla.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E mentre tutto questo accadeva, la Russia guardava altrove. Anzi: guardava e calcolava. Putin, nel 2020, rifece quasi alla lettera il vecchio schema staliniano. Lasciare che l\u2019Armenia sanguinasse abbastanza da ricordarle chi comanda nel Caucaso. Poi entrare, quando il malato \u00e8 gi\u00e0 quasi morto, e apparire indispensabile. Due giorni prima di invadere l\u2019Ucraina, Mosca firmava un patto strategico con Baku. Nel settembre 2023 ha lasciato che l\u2019Artsakh <strong><a href=\"https:\/\/www.tempi.it\/armenia-artsakh-azerbaigian-nagorno-karabakh\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">venisse svuotato come una casa saccheggiata<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Occidente per\u00f2 \u00e8 migliore? Qui il Molokano si gratta la barba e sospira. Anche l\u2019Europa promette molto e rischia poco. A Erevan, durante il vertice della comunit\u00e0 politica europea, Emmanuel Macron \u00e8 stato accolto come una star. Si \u00e8 celebrato l\u2019avvicinamento dell\u2019Armenia all\u2019Unione Europea, si \u00e8 parlato di democrazia e cooperazione. Poi, il giorno dopo, tutti a fare affari con Baku. Gas. Energia. Corridoi strategici. Ragion di Stato. La solita ragion di Stato che \u00e8 sempre il torto della Ragione e di tutti gli Stati.<\/p>\n<p>Il prezzo italiano della vergogna<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E qui entra anche l\u2019Italia, fratelli miei. Mentre i vostri talk show vi tengono inchiodati minuto per minuto sul caso Garlasco \u2013 impronte, Dna, cucchiaini, psicologi da salotto, criminologi col broncio \u2013 \u00e8 passata quasi sotto silenzio <strong><a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/socar-perfeziona-l-acquisto-ip-api-AI5a36xC\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">una notizia gigantesca<\/a><\/strong>. Le raffinerie Ip e Api stanno passando sotto il controllo della compagnia statale azera Socar. Avete capito? Socar. L\u2019Azerbaigian. Quello stesso Azerbaigian che ha svuotato l\u2019Artsakh e <strong><a href=\"https:\/\/www.tempi.it\/poesie-varujian-pensando-fratelli-detenuti-azerbaigian\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">tiene in cella gli armeni come trofei di caccia<\/a><\/strong>. Pochi mesi prima Giorgia Meloni era stata in visita ufficiale a Baku, a ribadire la centralit\u00e0 strategica dell\u2019alleanza energetica. Coincidenze. Sempre coincidenze. Nessuno che osi dire: ma siamo sicuri che consegnare pezzi decisivi della nostra energia a un regime autoritario turcofono sia soltanto un affare?<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No. Meglio Garlasco. Garlasco \u00e8 rassicurante. I morti lontani non disturbano la digestione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi vergogno per voi, e mi vergogno con voi. Le pietre urlanti di cui parla Mandel\u2019\u0161tam non urlano abbastanza, evidentemente, per arrivare fino ai vostri studi televisivi.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"699\" alt=\"Il presidente azero Ilham Aliyev con sua moglie durante una commemorazione, nel 2023 a Baku, dei caduti nella guerra (vittoriosa) contro gli armeni per la conquista del Nagorno-Karabakh (foto Ansa)\" class=\"wp-image-461724 lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/aliyev-nagorno-karabakh-ansa-1024x699.webp\"  data- data-eio-rwidth=\"1024\" data-eio-rheight=\"699\"\/><br \/>\nIl presidente azero Ilham Aliyev con sua moglie durante una commemorazione, nel 2023 a Baku, dei caduti nella guerra (vittoriosa) contro gli armeni per la conquista del Nagorno-Karabakh (foto Ansa)<\/p>\n<p>Con chi schierarsi?<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dentro questo groviglio dovremmo scegliere. Con chi? Con Macron, che ci abbraccia di luned\u00ec e marted\u00ec pranza con Aliyev? Con Putin, che ci ha gi\u00e0 venduto due volte? Con Trump, che ha messo la sua firma sopra l\u2019estinzione dell\u2019Artsakh? Con Erdogan, che sorride <strong><a href=\"https:\/\/www.tempi.it\/tugce-yilmaz-armena-per-destino\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">mentre processa Tu\u011f\u00e7e Y\u0131lmaz<\/a><\/strong> perch\u00e9 ha pronunciato la parola \u201cgenocidio\u201d? Con gli ayatollah iraniani, che almeno, per interesse, <strong><a href=\"https:\/\/www.tempi.it\/guerra-iran-sciagura-armenia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">tengono aperto un corridoio vitale<\/a><\/strong> per Erevan?<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io sono Molokano. Eretico quanto basta per diffidare delle ideologie. Cristiano quanto basta per sapere che senza memoria un popolo marcisce, anche se \u00e8 ancora in piedi. In questi giorni ho letto discussioni feroci tra armeni di Erevan, di Marsiglia, di Losanna, di Milano. Alcuni dicono: solo l\u2019Occidente pu\u00f2 salvarci. Altri: l\u2019Occidente vuole trasformarci in una seconda Ucraina e poi lasciarci divorare. Altri ancora sostengono che bisogna restare neutrali, diventare una specie di Liechtenstein caucasico, una Svizzera povera ma intoccabile. Hanno tutti una parte di ragione. Hanno tutti anche una parte di paura.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi mi \u00e8 capitata sotto gli occhi una frase scritta da un armeno della diaspora, semplice come il latte appena munto: \u00abNoi siamo ecclesia. Lo Stato \u00e8 solo un mezzo. La nostra appartenenza vera \u00e8 la Chiesa\u00bb. Ecco. Il punto \u00e8 l\u00ec.<\/p>\n<p>Echmiadzin contro il primo ministro<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pashinyan non si \u00e8 limitato a fare concessioni geopolitiche. Ha aperto <strong><a href=\"https:\/\/www.tempi.it\/pashinyan-armenia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">uno scontro durissimo con la Chiesa apostolica armena<\/a><\/strong> e con il Catholicos Karekin II, accusato quasi di essere un agente politico filorusso, sospettato perfino \u2013 pensate alla bassezza \u2013 di avere una figlia, come se la diceria fosse dogma. Ha tentato di farne un antipapa, come se la Chiesa fosse un ministero, come se la fede fosse un settore da commissariare. Il popolo, davanti alla possibilit\u00e0 di umiliare il proprio patriarca, ha fatto muro fisicamente. Ha circondato Echmiadzin con i corpi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 la Chiesa armena non \u00e8 un dipartimento morale dello Stato. \u00c8 la continuit\u00e0 stessa dell\u2019Armenia. Noi esistiamo ancora soltanto perch\u00e9 esisteva Echmiadzin quando non esisteva pi\u00f9 nessuno Stato armeno. Lo dico semplice: senza Echmiadzin saremmo svaniti dieci volte. La nostra ragione di durare non \u00e8 iscritta sui catasti, \u00e8 iscritta sui khachkar, le croci di pietra che fioriscono perch\u00e9 contengono dentro Cristo risorto. E un popolo che cancella i suoi khachkar \u2013 o, peggio, lascia che li cancelli un governo amico delle raffinerie \u2013 sta cancellando se stesso.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allora il Molokano, pur diffidando delle semplificazioni, oggi sceglierebbe di stare con le indicazioni della Chiesa apostolica. Non perch\u00e9 i vescovi abbiano la soluzione tecnica ai problemi del Caucaso. Non l\u2019hanno. Ma perch\u00e9 possiedono la memoria lunga dei millenni. Sanno che gli imperi passano. Gli sponsor internazionali cambiano. Le alleanze evaporano. I gasdotti arrugginiscono. Ma un popolo che perde l\u2019anima religiosa diventa materiale geografico. Soltanto materiale geografico. Cio\u00e8 letame senza grano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" alt=\"Un prete davanti alla cattedrale di Echmiadzin, una delle pi\u00f9 antiche del mondo, centro della spiritualit\u00e0 dei cristiani armeni, 19 ottobre 2025 (foto Ansa)\" class=\"wp-image-461726 lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/echmiadzin-armenia-ansa-1024x683.webp\"  data- data-eio-rwidth=\"1024\" data-eio-rheight=\"683\"\/><br \/>\nUn prete davanti alla cattedrale di Echmiadzin, una delle pi\u00f9 antiche del mondo, centro della spiritualit\u00e0 dei cristiani armeni, 19 ottobre 2025 (foto Ansa)<\/p>\n<p>Cosa abbiamo imparato dai tradimenti<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo creduto ai Giovani Turchi, promettevano modernit\u00e0, laicit\u00e0, apertura. Finimmo nei deserti siriani col milione e mezzo di morti che oggi i parlamentari di Erevan ridimensionano come \u00abpercezioni del passato\u00bb. Abbiamo creduto ai sovietici. Finimmo amputati. Crediamo oggi ai tecnocrati europei? Forse s\u00ec, forse no. Sicuramente conserviamo il diritto di dubitare. E soprattutto di pregare. Perch\u00e9 non vedo grandi luci internazionali, n\u00e9 a est n\u00e9 a ovest. Siamo un pezzo fastidioso dentro puzzle altrui. E quando un popolo \u00e8 un pezzo fastidioso, l\u2019unica sapienza possibile \u00e8 quella dei santi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gregorio l\u2019Illuminatore, dodici anni in un pozzo a Khor Virap, eppure ne \u00e8 uscito a guarire un re. La Madonna del Buon Consiglio. <strong><a href=\"https:\/\/www.tempi.it\/songs-of-solomon-film-komitas-rai-faccia-qualcosa\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Komitas<\/a><\/strong>, che impazz\u00ec di dolore nel 1915 ma continu\u00f2 a custodire dentro la sua mente devastata il canto del suo popolo. Ignazio Maloyan, eparca di Mardin, fatto fuori dai persecutori a quarant\u2019anni: l\u2019altro giorno proclamato santo dalla Chiesa di Roma. Krikor Bedros XV Agagianian, il cardinale armeno che parlava il linguaggio del martirio e quello della diplomazia, e che a settembre \u00e8 stato <strong><a href=\"https:\/\/www.tempi.it\/il-viaggio-di-pace-e-di-perdono-del-corpo-incorrotto-di-agagianian\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">traslato a Beirut intatto<\/a><\/strong>, raccogliendo attorno alle sue spoglie maroniti, sciiti, sunniti, ebrei. Quando un armeno santo passa, il Medio Oriente si ritrova un istante in pace.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Essere fattori di pace senza diventare servi. Dialogare senza consegnarsi. Sopravvivere senza rinunciare alla fede. Lo dico anche a chi non crede: ragionate come se la fede esistesse, perch\u00e9 qui non si tratta di devozione privata, qui si tratta della colonna vertebrale di una civilt\u00e0. Tagliata quella, il corpo cade. Non subito. Ma cade.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima cosa, prima del voto<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi torna in mente una frase di Giovannino Guareschi. La disse di s\u00e9: \u00abNon muoio neanche se mi ammazzano\u00bb. Aveva ragione, lui \u2013 lo ammazzarono Mussolini e i partigiani e il carcere e i processi, e lui scrisse e combatt\u00e9 fino alla fine; lo port\u00f2 via un infarto a sessant\u2019anni, nel 1968, non i suoi nemici. Ora quella frase, perdonatemi il furto, all\u2019Armenia sta su misura. Anzi: sembra cucita per noi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ho vista negli occhi dei vecchi qui sul Sevan, che mi raccontano la fame degli anni sovietici e poi sorridono. L\u2019ho vista nei bambini espulsi dall\u2019Artsakh, che giocavano a rincorrersi nel cortile di una scuola di Goris come se nulla fosse, mentre i loro padri firmavano sul tavolo qualunque carta li facesse passare. L\u2019ho vista nelle vecchie che impastano il lavash parlando del genocidio come di un lutto accaduto ieri mattina, con la stessa voce ferma di chi commemora una zia. L\u2019ho vista nei preti che difendono monasteri senza soldati, senza filo spinato, senza altre armi che il segno della croce e una candela accesa nel buio. L\u2019Armenia non muore neanche se la ammazzano. Ed \u00e8 precisamente questo che d\u00e0 fastidio al mondo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allora andiamo a votare, fratelli miei. Sapendo che il voto \u00e8 poca cosa, e insieme \u00e8 tutto. Sapendo che il vero voto lo si d\u00e0 ogni mattina, quando si decide se restare in piedi davanti al khachkar o piegare il ginocchio davanti al gasdotto. Io scelgo la pietra. Scelgo Echmiadzin. Scelgo Gregorio nel pozzo. Scelgo Tu\u011f\u00e7e Y\u0131lmaz processata a Istanbul perch\u00e9 ha detto la parola proibita. Scelgo le mie trote argentee, che oggi guizzano come se sapessero qualcosa.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i capelli di questa Armenia ferita, anche oggi, infilo un fiore. Bianco. Piccolo. Testardo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuo,<br \/><strong>il Molokano<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cari amici italiani, vi scrivo dal lago. \u00c8 giugno e l\u2019acqua del Sevan oggi \u00e8 argentea, non nera.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":525853,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[59250,30541,14,164,165,206,126,5279,290197,166,83540,7,290198,15,1635,171,530,11,167,12,168,3713,161,162,163],"class_list":["post-525852","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-armenia","tag-azerbaigian","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-donald-trump","tag-giorgia-meloni","tag-governo-meloni","tag-ilham-aliyev","tag-mondo","tag-nagorno-karabakh","tag-news","tag-nikol-pashinyan","tag-notizie","tag-occidente","tag-russia","tag-turchia","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-unione-europea","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116701067744216033","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/525852","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=525852"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/525852\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/525853"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=525852"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=525852"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=525852"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}