{"id":526115,"date":"2026-06-06T07:55:14","date_gmt":"2026-06-06T07:55:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/526115\/"},"modified":"2026-06-06T07:55:14","modified_gmt":"2026-06-06T07:55:14","slug":"ledificio-piu-odiato-di-torino-la-storia-del-palazzaccio-di-piazza-san-giovanni-e-il-dilemma-abbatterlo-abbellirlo-o-nasconderlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/526115\/","title":{"rendered":"\u00abL&#8217;edificio pi\u00f9 odiato di Torino\u00bb. La storia del \u00abPalazzaccio\u00bb di piazza San Giovanni e il dilemma: abbatterlo, abbellirlo o nasconderlo?"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    di Alessandro Martini e Maurizio Francesconi<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Eretto tra gli Anni 50 e 60 tra Duomo e piazza IV Marzo, dopo aver abbatuto un palazzo del Seicento, doveva rappresentare l&#8217;\u00abefficienza accessibile. Un sondaggio l&#8217;ha definito il \u00abmeno amato in citt\u00e0\u00bb. Che farne?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 probabilmente<b> l\u2019architettura pi\u00f9 controversa tra quelle realizzate a Torino nel corso del 900<\/b>, pochissimo amata e ancor meno compresa. \u00c8 il <b>Palazzo per gli uffici tecnici comunali in piazza San Giovanni<\/b>, edificato tra gli Anni 50 e 60 nel pieno del centro monumentale della citt\u00e0, proprio di fronte alla <b>Cattedrale di San Giovanni<\/b> Battista. Nel maggio del 2001 un sondaggio dell\u2019allora principale quotidiano cittadino lo elesse a furor di popolo (cio\u00e8 di lettori votanti) come<b> l\u2019edificio \u00abmeno amato\u00bb<\/b>, addirittura con il 46% dei suffragi, surclassando <b>il grattacielo di piazza Castello <\/b>e quello <b>della Rai a Porta Susa<\/b>. Ribattezzato da qualcuno <b>\u00abil Palazzaccio\u00bb<\/b> (forse con poca fantasia ma con gran successo, bisogna dire), l\u2019edificio in piazza San Giovanni \u00e8 opera di tre architetti, che hanno variamente legato il proprio nome alla storia architettonica e culturale di Torino: <b>Mario Passanti<\/b>, <b>Paolo Perona<\/b> e <b>Giovanni Garbaccio<\/b>.<\/p>\n<p>    Perch\u00e8 fu costruito il\u00a0\u00abPalazzaccio\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il palazzo che oggi ospita l\u2019<b>Archivio Edilizio comunale <\/b>non nasce nel 1966 quando viene inaugurato, e nemmeno nel 1956, quando il relativo concorso viene bandito. Le sue origini, la possibilit\u00e0 stessa di essere edificato, risalgono invece agli anni 30 quando il regime fascista, nel pieno della sua propensione \u00abdemolitoria\u00bb, si dedica al ridisegno dell\u2019area archeologica cittadina attorno alle Porte Palatine. \u00c8 in questo contesto che nel 1935, in vista della realizzazione della nuova sede della Provincia, viene decretata<b> la demolizione dell\u2019edificio seicentesco che lo precedeva<\/b>, opera di <b>Carlo di Castellamonte <\/b>e noto come <b>Palas dij P\u00f2rti <\/b>(Palazzo dei Portici) per la successione di archi lunga 60 metri. E proprio il portico, insieme alle dimensioni dell\u2019edificio, rimane uno degli elementi imposti al piano particolareggiato cui soggiace il progetto di Passanti, Perona e Garbaccio. Un progetto che, <b>oggetto di molteplici perplessit\u00e0, anche da parte della Soprintendenza<\/b>, sulla sua compatibilit\u00e0 con il contesto monumentale, negli anni subisce ben 12 varianti.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    La\u00a0\u00absemplicit\u00e0 esibita\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019edificio infine realizzato mostra una planimetria a \u00abH\u00bb con due maniche parallele e un corpo centrale di collegamento, tetti piani, strutture in calcestruzzo armato e tamponamenti di mattoni facciavista. Ampie finestrature si susseguono con assoluta regolarit\u00e0 nelle due facciate principali, ma quella su<b> piazza San Giovanni <\/b>\u00e8 interrotta da ampie vetrate in corrispondenza della sala consiliare. L\u2019ingresso, leggermente decentrato, \u00e8 allineato con quello del Duomo. Differiscono tra loro i due prospetti laterali: quello su<b> via IV Marzo<\/b>, sistemato per consentire la vista prospettica del Duomo, prevede due fronti dalle pareti smussate esagonali, mentre le testate a nord, verso le <b>Porte Palatine<\/b>, sono rettilinee per rapportarsi con il <b>Museo d\u2019Antichit\u00e0<\/b>, previsto immediatamente al di l\u00e0 della via e mai edificato. Ci\u00f2 che caratterizza il prospetto principale \u00e8 l\u2019ampio porticato, rialzato su una breve scalinata e costituito da 10 \u00abarchi\u00bb e concluso da due leggeri sbalzi. La facciata, inizialmente pensata con vetrate continue, \u00e8 oggi ripartita in finestre disposte entro 30 moduli. Ci\u00f2 che spicca \u00e8 la \u00absemplicit\u00e0\u00bb esibita delle soluzioni costruttive e dei materiali, quelli tipici dell\u2019edilizia tradizionale locale e di certo neorealismo architettonico: il mattone, le lastre di pietra (che affiancano i pilastri), il calcestruzzo a vista, i serramenti in alluminio.\u00a0<\/p>\n<p>    Cosa fare dell&#8217;edificio meno amato di Torino<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nelle intenzioni dei progettisti il palazzo avrebbe infatti dovuto rappresentare un\u2019idea di amministrazione pubblica accessibile e vicina ai cittadini. Oggi rimane una testimonianza notevole, per quanto controversa, delle teorie e delle pratiche edilizie del secondo dopoguerra.<br \/>Al \u00abpalazzaccio\u00bb, come detto, non ha arriso il successo e persino tra gli esperti<b> c\u2019\u00e8 chi ne ha proposto la \u00abdemolizione\u00bb<\/b>, mentre si sono succedute le proposte di mitigazione e di (presunto) <b>\u00ababbellimento\u00bb<\/b>. Nel 1999 uno studio guidato da <b>Roberto Gabetti<\/b> ne propone<b> l\u2019occultamento dietro una cortina di piante ad alto fusto<\/b>. Nel 2002, come parte della riqualificazione dell\u2019intera archeologica,<b> Aimaro Isola<\/b>,<b> Giovanni Durbiano<\/b> e <b>Luca Reinerio<\/b> lanciano la suggestione di <b>circondare il Palazzaccio con un colonnato<\/b>, versione \u00abgigante\u00bb di quello che oggi delimita il giardino tra le Porte Palatine e il Teatro romano. Ma dopo un acceso dibattito, in vista delle <b>Olimpiadi del 2006 <\/b>l\u2019edificio viene soltanto <b>\u00abrestaurato\u00bb<\/b>, ripristinando l\u2019originario coronamento di mattoni traforati e ripulendo i laterizi e il calcestruzzo, ora verniciato e non pi\u00f9 a vista. E cos\u00ec \u00e8 tuttora visibile, di fronte alla facciata rinascimentale del Duomo.<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/torino.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_nd\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Torino<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=35&amp;intcmp=IIIcolonna_NL_CorTorino\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter di Corriere Torino<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-06T09:24:33+02:00\">6 giugno 2026 ( modifica il 6 giugno 2026 | 09:24)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di di Alessandro Martini e Maurizio Francesconi Eretto tra gli Anni 50 e 60 tra Duomo e piazza&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":526116,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[290300,290301,290302,290303,25642,5466,176035,290295,102338,1615,1613,1614,1611,1610,88278,483,879,91647,68404,1612,5082,290292,4487,290296,203,160967,62177,1346,290297,2759,204,1537,90,89,21541,212397,8682,11860,180328,1573,290293,156437,330,23315,290298,5543,13070,111359,7522,290294,1291,2851,45648,902,532,34410,157413,290299,13090,1567,1886,1641,46424,2529,6370],"class_list":["post-526115","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-abbatterlo","tag-abbatterlo-abbellirlo","tag-abbatterlo-abbellirlo-nasconderlo","tag-abbatuto","tag-accessibile","tag-amato","tag-ampie","tag-archeologica","tag-archi","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-calcestruzzo","tag-cio","tag-contesto","tag-controversa","tag-demolizione","tag-design","tag-duomo","tag-edificato","tag-edificio","tag-edificio-amato","tag-entertainment","tag-esibita","tag-facciata","tag-fronte","tag-garbaccio","tag-giovanni","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-iv","tag-iv-marzo","tag-marzo","tag-mattoni","tag-monumentale","tag-opera","tag-palatine","tag-palazzaccio","tag-palazzo","tag-passanti","tag-perona","tag-piazza","tag-piazza-san","tag-piazza-san-giovanni","tag-porte","tag-porte-palatine","tag-principale","tag-progetto","tag-rappresentare","tag-rimane","tag-san","tag-san-giovanni","tag-semplicita","tag-semplicita-esibita","tag-sondaggio","tag-storia","tag-successo","tag-torino","tag-vetrate","tag-viene","tag-vista"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/526115","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=526115"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/526115\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/526116"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=526115"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=526115"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=526115"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}