{"id":526283,"date":"2026-06-06T10:31:15","date_gmt":"2026-06-06T10:31:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/526283\/"},"modified":"2026-06-06T10:31:15","modified_gmt":"2026-06-06T10:31:15","slug":"lefevere-allattacco-lidl-e-red-bull-i-nuovi-ricchi-stanno-sbagliando-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/526283\/","title":{"rendered":"LEFEVERE ALL&#8217;ATTACCO. \u00abLIDL E RED BULL, I NUOVI RICCHI STANNO SBAGLIANDO TUTTO\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>Patrick Lefevere torna all\u2019attacco.<\/strong> Nel suo ultimo commento sulla rubrica Column, l\u2019ex Ceo della Soudal-Quick Step<strong> ha puntato il dito contro quelli che considera i \u201cnuovi ricchi\u201d del World Tour: Lidl-Trek e Red Bull\u2013BORA-hansgrohe.<\/strong> Due squadre con budget enormi, secondo lui, ma non sempre con le idee altrettanto chiare e ben centrate\n            <\/p>\n<p>Nelle sue critiche ci sono soprattutto tre temi: <strong>l\u2019uscita di scena di Luca Guercilena<\/strong> dalla Lidl-Trek, <strong>la nomina di Andy Schleck<\/strong> a CEO del team, e <strong>la \u201csovrabbondanza\u201d di direttori sportivi in casa Red Bull-BORA<\/strong>, con figure del calibro di Sven Vanthourenhout utilizzate su corse minori.\n            <\/p>\n<p>Lefevere non ha usato mezze misure per commentare il comunicato con cui Lidl-Trek ha salutato il direttore generale Luca Guercilena: \u00ab<strong>Una volta c&#8217;\u00e8 stato l&#8217;assassinio di Giulio Cesare, ora c&#8217;\u00e8 il comunicato stampa con cui la Lidl-Trek ha salutato il direttore generale Luca Guercilena questa settimana<\/strong>: \u201cLo ringraziamo per la sua visione, la sua leadership e la sua passione&#8230; bla bla bla\u201d. Non \u00e8 una pugnalata alle spalle in senso letterale, ma resta comunque un gesto vile, ovviamente. Ho sentito che aveva ancora due anni di contratto, quindi spero che la \u201cindennit\u00e0 di fine rapporto\u201d sia adeguata\u00bb.<\/p>\n<p>Quello che sta avvenendo nella squadra tedesca, secondo il belga, \u00e8 una vera e propria rivoluzione dall\u2019alto, guidata dal Gruppo Schwarz, la casa madre di Lidl. Il messaggio implicito:<strong> tanti soldi investiti, risultati ritenuti insufficienti, e ora parte la ristrutturazione radicale.<\/strong><\/p>\n<p>Lefevere ha voluto sottolineare come Guercilena non sia un nome qualsiasi per lui: \u00ab<strong>Io e Luca ci conosciamo da molto tempo: l&#8217;ho preso con me nel 1996, al centro di allenamento della Mapei<\/strong>, dove in seguito ha allenato giovani talenti come Fabian Cancellara e Filippo Pozzato. Pensavo fosse un buon allenatore, ma quando ha voluto diventare team manager alla Davitamon-Quick Step, mi sono opposto. <strong>Luca si \u00e8 formato come carabiniere ed \u00e8 fatto cos\u00ec: \u00e8 severo, obbediente all&#8217;autorit\u00e0 e sempre diretto.<\/strong> Nell&#8217;ammiraglia, nel caos della corsa, non sono esattamente grandi qualit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Parole che mischiano riconoscenza e critica, come spesso accade nelle sue rubriche: il rispetto per il passato, ma anche il giudizio netto su ruoli e competenze.<\/p>\n<p>Per Lefevere, Lidl-Trek e Red Bull-BORA sono oggi le squadre pi\u00f9 ricche del gruppo, e questo non porta automaticamente alle decisioni migliori: \u00ab<strong>Lidl-Trek e Red Bull-BORA-hansgrohe sono i nuovi ricchi del gruppo e si comportano come tali:<\/strong> spendono un sacco di soldi per tutto ci\u00f2 che \u00e8 di moda, ma la domanda \u00e8 se tutto questo sia coerente\u00bb.<\/p>\n<p>Il fiammingo ha portato l\u2019esempio di quando si era informato su Juan Ayuso (all\u2019epoca UAE Team Emirates): \u00abIn qualit\u00e0 di CEO della Soudal-Quick Step, mi informai su Juan Ayuso dell&#8217;UAE Team Emirates. \u201cImpossibile\u201d, rispose il direttore sportivo Joxean Matxin, \u201ccosterebbe almeno quindici milioni di euro\u201d. Non proprio il nostro genere, ma pochi mesi dopo Ayuso era\u00a0 alla Lidl-Trek\u00bb.\u00a0<strong>Lefevere cita anche il trasferimento di Derek Ge<\/strong>e, lasciando intendere cifre enormi, e denuncia un mercato in cui le squadre con pi\u00f9 budget \u201csparano alto\u201d pur di avere i nomi del momento.<\/p>\n<p><strong>L\u2019altra squadra nel mirino \u00e8 la Red Bull\u2013BORA-hansgrohe<\/strong>, nella quale Lefevere evidenzia\u00a0 una struttura tecnica fin troppo affollata: \u00abCi sono cos\u00ec tanti dirigenti sportivi in giro per la Red Bull che si intralciano a vicenda\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il caso simbolo, per lui, \u00e8 l\u2019impiego di Sven Vanthourenhout,<\/strong> ex commissario tecnico della nazionale belga, come team manager al Tour de Wallonie: \u00abSven Vanthourenhout come team manager al Tour de Wallonie, per l&#8217;amor del cielo: non \u00e8 forse sovraqualificato per quel ruolo?\u00bb<\/p>\n<p>L\u2019idea di fondo \u00e8 che l\u2019abbondanza di risorse porti a moltiplicare ruoli e figure, ma non necessariamente a migliorare le responsabilit\u00e0 o la qualit\u00e0 delle decisioni sportive.<\/p>\n<p>Altro bersaglio presente in Column \u00e8 <strong>la nomina di Andy Schleck come nuovo CEO di Lidl-Trek.<\/strong> Lefevere ammette di non conoscerlo a fondo, ma non nasconde lo scetticismo: \u00abQuanta saggezza e valutazione sono state necessarie per la nomina di Andy Schleck a nuovo CEO? Ammetto di non conoscerlo personalmente e che merita una possibilit\u00e0 per dimostrare il contrario, ma quando l&#8217;ho incontrato al Tour negli ultimi anni come volto della Skoda,<strong> l&#8217;ho sempre visto come una persona molto gentile, ma mai come un CEO<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Il parallelo \u00e8 con molti imprenditori che entrano nello sport senza un vero background tecnico. Dietro il commento c\u2019\u00e8 un messaggio preciso: <strong>il ciclismo d\u2019\u00e9lite, per Lefevere, non \u00e8 il posto dove improvvisare ruoli chiave solo perch\u00e9 si hanno grande immagine o grandi sponsor.<\/strong><\/p>\n<p>Uno dei passaggi pi\u00f9 duri \u00e8 quello in cui il belga parla di modernismo: l\u2019ossessione per i dettagli e le mode, a scapito delle fondamenta umane di una squadra. \u00abIl sintomo pi\u00f9 tipico del modernismo \u00e8 <strong>dare importanza ai dettagli dimenticando le basi. Le basi sono le persone, in ogni caso<\/strong>. Se Lidl-Trek sposta il suo centro da Deinze in Germania, costringe il personale belga e ce ne sono molti, a trasferirsi o a passare met\u00e0 della giornata in macchina. E poi perderebbero un sacco di persone.\u00bb<\/p>\n<p>Alla fine del suo commento Lefevere si dice colpito soprattutto dalla tempistica del terremoto interno a Lidl-Trek: \u00abCi\u00f2 che trovo pi\u00f9 sorprendente \u00e8 la tempistica dell&#8217;intera operazione. Un gioco di sedie cos\u00ec importante a un mese dal Tour de France.<strong> Se Juan Ayuso o Mattias Skjelmose riusciranno a ottenere qualcosa, sar\u00e0 nonostante la riorganizzazione. Certamente non grazie ad essa<\/strong>.\u00bb<\/p>\n<p>In altre parole, qualsiasi successo dei capitani del team sar\u00e0, secondo lui, frutto della loro classe individuale e del lavoro gi\u00e0 fatto, non del rimescolamento in corso.<\/p>\n<p>Di certo, il messaggio \u00e8 chiaro:<strong> soldi e immagine non bastano e per fare grande una squadra,<\/strong> Lefevere rivendica l\u2019importanza di competenza tecnica, stabilit\u00e0, gestione delle persone e scelte ponderate nel tempo. Nel mirino, questa settimana, ci sono Lidl-Trek e Red Bull-BORA. <strong>Ma, ma forse, il vero tema \u00e8 il futuro del ciclismo in un\u2019era in cui il potere economico rischia di dettare anche le strategie sportive.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Patrick Lefevere torna all\u2019attacco. 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