{"id":526934,"date":"2026-06-06T20:14:21","date_gmt":"2026-06-06T20:14:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/526934\/"},"modified":"2026-06-06T20:14:21","modified_gmt":"2026-06-06T20:14:21","slug":"larmenia-tra-unione-e-russia-sfida-pashinyan-karapetyan-con-lendorsement-di-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/526934\/","title":{"rendered":"L&#8217;Armenia tra Unione e Russia. Sfida Pashinyan-Karapetyan (con l&#8217;endorsement di Trump)"},"content":{"rendered":"<p>Tra Europa e Russia, tra il peso della storia e l&#8217;incertezza del futuro. Domani gli armeni si recheranno alle urne per un voto che potrebbe ridisegnare gli equilibri del Caucaso meridionale. In gioco non c&#8217;\u00e8 soltanto la maggioranza parlamentare, ma la collocazione geopolitica di un Paese che da anni vive sospeso tra l&#8217;eredit\u00e0 sovietica e la tentazione occidentale. Dopo oltre trent&#8217;anni di dipendenza politica, economica e militare da Mosca, Erevan si trova infatti davanti a una scelta che molti osservatori descrivono come storica: proseguire il percorso di avvicinamento all&#8217;Occidente avviato dal premier Nikol Pasinyan oppure tornare nell&#8217;orbita russa sostenuta da una parte consistente delle opposizioni. Il voto assume i contorni di un referendum sulla leadership di Pasinyan, al potere dal 2018 dopo la \u00abrivoluzione di velluto\u00bb che pose fine al lungo dominio delle \u00e9lite post-sovietiche. Il premier ha puntato sulla lotta alla corruzione, sul rafforzamento delle istituzioni e su una progressiva emancipazione da Mosca. La svolta \u00e8 arrivata dopo la sconfitta nel Nagorno Karabakh e l&#8217;offensiva azera del 2023, vissute da molti armeni come la prova dell&#8217;inaffidabilit\u00e0 russa. Da allora Erevan ha raffreddato i rapporti con il Cremlino, intensificato<\/p>\n<p>quelli con Bruxelles, Usa e rilanciato il dialogo con Azerbaigian e Turchia.<\/p>\n<p>\u00c8 questa la linea che oggi divide l&#8217;Armenia: da un lato il partito di governo, che vede nella pace con Azerbaigian e Turchia e nell&#8217;apertura all&#8217;Occidente la chiave per il futuro del Paese; dall&#8217;altro le opposizioni, che accusano Pasinyan di aver concesso troppo a Baku e di aver compromesso il rapporto con Mosca senza ottenere sufficienti garanzie di sicurezza.<\/p>\n<p>La campagna elettorale \u00e8 stata segnata dallo scontro tra Russia e Occidente. Nelle ultime settimane Mosca, attraverso il ministro degli Esteri Lavrov, ha aumentato la pressione su Erevan con minacce economiche e avvertimenti politici, arrivando persino a evocare il precedente ucraino. Dichiarazioni interpretate come tentativo di influenzare il voto. Pasinyan si presenta come il garante della pace e della modernizzazione del Paese, puntando sull&#8217;avvicinamento all&#8217;Unione Europea, sul rafforzamento dei rapporti con gli Stati Uniti e sulla trasformazione dell&#8217;Armenia in un hub strategico tra Europa e Asia.<\/p>\n<p>I sondaggi indicano il premier favorito (preferenze fino al 42%), anche grazie a un&#8217;opposizione filorussa frammentata tra Armenia Forte di Samvel Karapetyan, l&#8217;Alleanza Armenia dell&#8217;ex presidente Robert Kocharyan e Armenia Prospera di Gagik Tsarukyan. A rafforzare la sua immagine internazionale \u00e8 arrivato l&#8217;endorsement di <a data-autogenerated=\"yes\" data-datalayer-click-event-target=\"internal\" href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/persone\/donald-trump-131539.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Donald Trump<\/a>, che lo ha definito \u00abun amico e un grande leader\u00bb capace di condividere la sua \u00abvisione di pace e prosperit\u00e0\u00bb. Senza dimenticare che un accordo siglato con Vance durante una visita a Erevan quest&#8217;anno aprirebbe la strada alla costruzione di una centrale nucleare da parte di un&#8217;azienda Usa.<\/p>\n<p>Gli scenari possibili sono tre. Il pi\u00f9 probabile \u00e8 una riconferma di Pasinyan con una maggioranza sufficiente a governare, che consoliderebbe l&#8217;avvicinamento all&#8217;Occidente.\n<\/p>\n<p> Pi\u00f9 complessa una vittoria senza una maggioranza autosufficiente, che costringerebbe il premier a cercare alleati e renderebbe pi\u00f9 difficile portare avanti le riforme necessarie agli accordi con Baku. Infine, un Parlamento frammentato e dominato da opposizioni divise potrebbe aprire una fase di instabilit\u00e0, rallentando il riavvicinamento a Europa e Stati Uniti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tra Europa e Russia, tra il peso della storia e l&#8217;incertezza del futuro. 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