{"id":527696,"date":"2026-06-07T09:32:22","date_gmt":"2026-06-07T09:32:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/527696\/"},"modified":"2026-06-07T09:32:22","modified_gmt":"2026-06-07T09:32:22","slug":"marco-delvecchio-intervista-la-roma-i-derby-totti-linter","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/527696\/","title":{"rendered":"Marco Delvecchio intervista: &#8220;La Roma, i derby, Totti, l&#8217;Inter&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>                                L&#8217;ex attaccante della Roma, oggi immobiliarista: \u201cMoratti mi disse che sarei diventato una bandiera dell&#8217;Inter\u2019, due mesi dopo ero alla Roma. Potessi tornare indietro nel tempo rigiocherei la finale di Euro 2000 con la Francia. Con gli immobili \u00e8 come in area: devi fiutare l&#8217;occasione prima degli altri\u201d<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">All\u2019appuntamento al tramonto arriva in tenuta sportiva, puntuale come se dovesse ancora andare ad allenarsi. Marco Delvecchio ha smesso da anni, ma il calcio gli \u00e8 rimasto addosso: nel passo e nella disciplina. Anche al bar, il suo di fiducia, dove non deve neanche ordinare: caff\u00e8 amaro a prescindere dall\u2019orario, perch\u00e9 \u201cgli zuccheri fanno male\u201d. Oggi compra, vende e affitta immobili nel centro di Roma. Il settore immobiliare gli ha regalato una seconda carriera, non un\u2019altra vita. \u201cLa mentalit\u00e0 \u00e8 la stessa del Delvecchio attaccante\u201d. Cambia il campo, non il modo di stare al mondo. E pensare che una volta quel mestiere prov\u00f2 perfino a nasconderlo. Quando conobbe quella che sarebbe diventata sua moglie, non le disse di essere un calciatore. Lei lo scopr\u00ec allo stadio: il posto accanto al suo era vuoto. Perch\u00e9 Marco non era in tribuna. Era in campo.<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Dica la verit\u00e0: si vergognava di fare il calciatore?<\/b><br \/>\u201cNo, non era vergogna. \u00c8 vero, lo avevo nascosto alla mia ex moglie, ma perch\u00e9 non volevo che si avvicinasse a me solo perch\u00e9 ero un giocatore di Serie A&#8230;. dovevo capire se ci fosse altro\u201d.<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Quando la conobbe era ancora il giovane attaccante su cui l\u2019Inter stava costruendo il futuro.<\/b><br \/>\u201cS\u00ec, la fiducia la sentivo. Mi avevano lanciato in Serie A e con Moratti mi sono sempre trovato benissimo. Due mesi prima di cedermi mi aveva detto che sarei diventato una bandiera dell\u2019Inter. Poi arriv\u00f2 lo scambio con Branca e finii alla Roma. Oggi posso solo ringraziare quella scelta\u201d.<\/p>\n<p class=\"text\">La Roma voleva un bomber alla Balbo o Voeller, io non ero quel tipo di attaccante e me lo facevano pesare<\/p>\n<p>Marco Delvecchio<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Ad accoglierla nella Capitale c\u2019\u00e8 Carlo Mazzone.<\/b><br \/>\u201cMazzone era un uomo spettacolare. Appena arrivato mi disse: \u2018Davanti abbiamo due fenomeni, Balbo e Fonseca, e poi dietro c\u2019\u00e8 un ragazzino fortissimo che vuole giocare titolare. Tu ti ritaglierai il tuo spazio\u2019. Quel ragazzino era Francesco. Io pensai: \u2018E allora che sono venuto a fare?\u2019. Poi le cose andarono diversamente\u201d.<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Mazzone in un flash?<\/b><br \/>\u201cUn uomo forte, deciso, ma anche pieno di ironia. Ricordo l\u2019ultima partita con lui, contro l\u2019Inter. Entr\u00f2 nello spogliatoio e disse: &#8216;Ragazzi, non avremo vinto nulla, per\u00f2 quanto ci siamo divertiti?&#8217;. Quello era Carlo\u201d.<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Quando nel 1997 arriva Zeman, arrivano anche le critiche nei suoi confronti.<\/b><br \/>\u201cLa Roma in realt\u00e0 cercava un centravanti diverso, un bomber alla Balbo o alla Voeller. Io non ero quel tipo di attaccante e una parte della tifoseria me lo faceva pesare. Si arriv\u00f2 a parlare di uno scambio con Trezeguet, ma alla fine non se ne fece nulla con il Monaco\u201d.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" alt=\"12 Nov 2000:  Francesco Totti and Marco Del Vecchio of Roma in action during the Serie A 6th Round match between Roma and Reggina played at the Olimpico Stadium, Rome.   DIGITAL CAMERA Mandatory Credit: Grazia Neri\/ALLSPORT\" src=\"https:\/\/dimages2.gazzettaobjects.it\/files\/image_527_789_h\/uploads\/2026\/06\/06\/6a24755ed4dc5.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/6a24755ed4dc5.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Da quei fischi nasce un\u2019esultanza diventata iconica: le mani dietro le orecchie.<\/b><br \/>\u201cComincia per sfida: volevo far capire che il mio lavoro lo stavo facendo. Poi, dopo un confronto con i tifosi a Trigoria, quel gesto cambi\u00f2 significato. Non era pi\u00f9 per sentire i fischi, ma l\u2019esultanza della gente. \u00c8 diventato il mio modo di celebrare la Roma\u201d.<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Roma, invece, l\u2019ha celebrata soprattutto nei derby.<\/b><br \/>\u201cErano le partite pi\u00f9 importanti dell\u2019anno, ma le vivevo con leggerezza. Forse era quello il segreto: quando una gara la senti troppo, rischi di sbagliarla\u201d.<\/p>\n<p class=\"text\">Nesta mi diceva: &#8216;Sei diventato famoso grazie a me&#8217;<\/p>\n<p>Marco Delvecchio<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>E in quei derby c\u2019era sempre un avversario che sembrava soffrirla pi\u00f9 degli altri: Nesta.<\/b><br \/>\u201cAlessandro era un difensore molto corretto e questo mi avvantaggiava. Eravamo anche simili fisicamente, nel modo di correre. Forse per quello riuscivo a metterlo in difficolt\u00e0, fino a farlo scivolare. Quando ci incontravamo in Nazionale lo prendevo spesso in giro, ma lui mi rispondeva: \u2018Tu sei diventato famoso grazie a me\u2019\u201d.<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Di tutti i derby, ce n\u2019\u00e8 uno che porta pi\u00f9 nel cuore?<\/b><br \/>\u201cQuello dell\u201911 aprile 1999. Quel giorno and\u00f2 tutto bene: vincemmo 3-1, segnai due volte io e una Francesco. Ci furono anche le magliette: la sua, \u2018Vi ho purgato ancora\u2019, \u00e8 rimasta nella memoria perch\u00e9 era uno sfott\u00f2. La mia un\u2019autocelebrazione da derby\u201d.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" alt=\"\" src=\"https:\/\/dimages2.gazzettaobjects.it\/files\/image_527_789_h\/uploads\/2026\/06\/06\/6a2474916b4e6.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/6a2474916b4e6.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>In fondo quella partita racconta anche un\u2019altra storia: quella sua e di Francesco Totti.<\/b><br \/>\u201cFrancesco \u00e8 stato la costante di un\u2019intera epoca. La bandiera e l\u2019ottavo re di Roma. Il pi\u00f9 grande giocatore con cui abbia mai giocato. Insieme abbiamo condiviso una vita di ricordi\u201d.<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Ne racconti uno che lo rappresenta bene.<\/b><br \/>\u201cTornavo dal Mondiale in Giappone e Corea e non avevo ancora fatto un allenamento. Pensavo di essere l\u00ec solo per fare gruppo. Alla riunione Capello legge i titolari e sento il mio nome. Francesco scoppia a ridere, si gira verso l\u2019allenatore e dice: &#8216;Ma questo \u00e8 matto?&#8217;. Alla fine giocai e segnai pure\u201d.<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Quell\u2019intesa era stata decisiva per Capello soprattutto nell\u2019anno dello scudetto.<\/b><br \/>\u201cA luglio del 2000 Fabio mi chiam\u00f2 e mi disse: \u201cQuest\u2019anno giocher\u00f2 con Totti e Batistuta davanti, per\u00f2 tu devi farmi tutta la fascia. Solo cos\u00ec possiamo vincere lo scudetto\u201d. Io accettai e lui ebbe ragione\u201d.<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Se esistesse una macchina del tempo, dove tornerebbe?<\/b><br \/>\u201cA Euro 2000. Rifarei quella finale contro la Francia identica, cambiando soltanto gli ultimi venti secondi. Segnare in una finale europea con la Nazionale \u00e8 stato straordinario. Prendere quel gol di Wiltord al 93\u2019, invece, \u00e8 stato uno dei dolori pi\u00f9 grandi della mia carriera (si andr\u00e0 poi ai supplementari col golden gol di Trezeguet, ndr). Secondo solo all\u2019addio alla Roma\u201d.<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Oggi il suo campo \u00e8 un altro: l\u2019immobiliare.<\/b><br \/>\u201cLa chiave \u00e8 rimasta esattamente la stessa: fiutare l\u2019occasione prima degli altri\u201d.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;ex attaccante della Roma, oggi immobiliarista: \u201cMoratti mi disse che sarei diventato una bandiera dell&#8217;Inter\u2019, due mesi dopo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":527697,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1452],"tags":[5781,291293,291294,3476,562,2281,721,921,50233,10407,1740,14781,1537,90,89,4047,1229,987,1739,245,244],"class_list":["post-527696","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-calcio","tag-accanto","tag-accanto-vuoto","tag-accanto-vuoto-marco","tag-addosso","tag-attaccante","tag-calciatore","tag-calcio","tag-campo","tag-delvecchio","tag-disse","tag-football","tag-immobili","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-marco","tag-moglie","tag-roma","tag-soccer","tag-sport","tag-sports"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116708137985292704","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/527696","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=527696"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/527696\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/527697"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=527696"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=527696"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=527696"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}