{"id":528051,"date":"2026-06-07T15:26:12","date_gmt":"2026-06-07T15:26:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/528051\/"},"modified":"2026-06-07T15:26:12","modified_gmt":"2026-06-07T15:26:12","slug":"cardinale-e-lora-di-decidere-tutti-i-pro-e-contro-di-rangnick","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/528051\/","title":{"rendered":"Cardinale, \u00e8 l&#8217;ora di decidere: tutti i pro e contro di Rangnick"},"content":{"rendered":"<p>                                Nei giorni scorsi il tedesco ha chiarito le sue condizioni per legarsi al Milan. Ora tocca al numero uno di RedBird scegliere, tra budget, equilibri interni e sostenibilit\u00e0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Palla nella propria met\u00e0 campo, costruzione dal basso &#8211; molto dal basso &#8211; cercando la via migliore per uscire dalla pressione e dare vita alla fase offensiva. La metafora di gioco rende bene per raccontare l&#8217;attuale momento del Milan, obbligato a uscire dall&#8217;impasse e a costruire. \u00c8 ci\u00f2 a cui \u00e8 chiamato Gerry Cardinale, che ha preso possesso della situazione in prima persona e deve restituire un volto alle quattro poltrone liberate simultaneamente il giorno dopo lo sprofondo col Cagliari. &#8220;Costruire&#8221; non \u00e8 un verbo casuale, \u00e8 uno dei termini su cui si basa l&#8217;intera carriera di Ralf Rangnick, che indipendentemente dal ruolo &#8211; in panchina o nel management &#8211; non si \u00e8 mai limitato a eseguire le direttive aziendali: ha utilizzato il suo modello e la sua visione. E s\u00ec, in questo momento il pallone \u00e8 proprio nella met\u00e0 campo rossonera perch\u00e9 \u00e8 RedBird che in questi giorni deve decidere se Ralf sia l&#8217;uomo giusto per la ricostruzione del Diavolo. Lui ha consegnato a Cardinale le sue condizioni e le sue di solito sono condizioni non trattabili. Pacchetto completo, prendere o lasciare. Gerry riflette e mette sul tavolo pro e contro. Ce ne sono diversi, in entrambe le caselle.<\/p>\n<p>        pro\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Rangnick non \u00e8 un dirigente, un gestore o un pianificatore. O meglio: lo \u00e8, ma non inteso come entit\u00e0 singola. \u00c8 un intero modello operativo, sviluppato e perfezionato nel corso dei decenni grazie alle sue esperienze sia in panchina, sia nella dirigenza di un singolo club, sia nel management di un intero gruppo (Red Bull). \u00c8 quindi perfettamente in grado di portare una visione d&#8217;insieme sulla gestione dell&#8217;area sportiva, proprio perch\u00e9 ci ha lavorato indossando diversi vestiti. Sarebbe oggettivamente un grande punto di forza in un contesto come quello rossonero dove occorre ripartire praticamente da zero sotto molti aspetti. La capacit\u00e0 particolare di Rangnick \u00e8 quella di tenere legati sotto lo stesso ombrello i capisaldi dell&#8217;area sportiva di un club: mercato, scouting, sviluppo del settore giovanile. Un altro punto in comune con RedBird \u00e8 la strategia: il tedesco ha affinato il suo bagaglio professionale sviluppando con successo un modello &#8211; quello Red Bull &#8211; che prevede espressamente l&#8217;autosostenibilit\u00e0 basata su ricerca, creazione e sviluppo dei talenti in casa propria. Tradotto: si spalanca l&#8217;allettante mondo delle plusvalenze, che non sono sempre necessariamente l&#8217;unico obiettivo finale, ma di certo costituiscono un&#8217;opzione interessante. Cardinale, poi, in Rangnick troverebbe un &#8220;dominus&#8221; riconosciuto e riconoscibile, che vuole scegliere allenatore, ds e capo scouting, che si porta dietro uno staff di persone di propria fiducia. In teoria, un blocco unico che dovrebbe evitare le incomprensioni, i litigi e le differenze di visione progettuale come avvenuto pi\u00f9 volte in questa stagione.<\/p>\n<p><a class=\"is-partner-link\" href=\"https:\/\/fantacampionato.gazzetta.it\/home?intcmp=CTAMondiale26\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Dimostra di essere il migliore: il fantaconcorso pi\u00f9 ricco d&#8217;Italia diventa Mondiale! Abbonati a soli 9,99\u20ac<\/a><\/p>\n<p>        contro\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Alcuni dei &#8220;pro&#8221;, per\u00f2, portano con s\u00e9 anche dei &#8220;contro&#8221;. Lo staff, appunto, \u00e8 decisamente nutrito in termini banalmente numerici. Troppo nutrito: pi\u00f9 persone tra Casa Milan e Milanello, pi\u00f9 stipendi da pagare. Il progetto \u00e8 costoso. E poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;incognita pi\u00f9 grande di tutte: affidarsi a un gruppo di lavoro monolitico, ovvero facente capo a una sola figura, significa anche correre il rischio di dover ripartire nuovamente da zero se le cose disgraziatamente non funzionassero. Nel sistema calcio italiano tradizionale, siamo abituati a vedere un allenatore che salta se non arrivano i risultati, o un ds licenziato se il mercato non ha reso secondo le aspettative. Ma qui si parlerebbe di un sistema integrato dove tutto \u00e8 interconnesso. Se il progetto non decollasse, il Milan si ritroverebbe a essere una scatola vuota esattamente come adesso. \u00c8 anche su questo che sta riflettendo parecchio Cardinale. Cos\u00ec come pensa agli equilibri interni, scottato dall&#8217;annata appena conclusa. Rangnick oltre a essere figura autorevole, \u00e8 anche personaggio autoritario: quando arriva, arriva per comandare. Contraddittorio: pochino. L&#8217;altra grande questione quindi verte sulla volont\u00e0, o meno, del numero uno di RedBird di mettere nelle mani di un uomo solo la scelta dell&#8217;allenatore, del ds e del responsabile scouting. Poi, certo, l&#8217;ultima parola sarebbe quella di Gerry, ma nel momento in cui decidi di affidarti a Rangnick, scegli di affidarti a un modello conosciuto e con pochi compromessi. Prendere o lasciare, dunque. \u00c8 davvero arrivato il tempo di decidere.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nei giorni scorsi il tedesco ha chiarito le sue condizioni per legarsi al Milan. 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