{"id":528838,"date":"2026-06-08T04:40:26","date_gmt":"2026-06-08T04:40:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/528838\/"},"modified":"2026-06-08T04:40:26","modified_gmt":"2026-06-08T04:40:26","slug":"masters-of-the-universe-la-delusione-dei-fan-di-he-man-che-sognavano-il-cartone-animato-degli-anni-80","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/528838\/","title":{"rendered":"\u00abMasters of the Universe\u00bb, la delusione dei fan di He-Man che sognavano il cartone animato degli anni &#8217;80"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Sara D&#8217;Ascenzo<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">In sala il film di Travis Knight che tenta il live action impossibile. Ma il pubblico fa la fila per \u00abBackrooms\u00bb. Ecco perch\u00e9<\/p>\n<p>    \u00abMasters Of The Universe\u00bb di Travis Knight<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Una voce impostata con la classica ironia da film americano (quel misto di\u00a0\u00abmi prendo sul serio ma mi prendo anche in giro\u00bb, inaugurato probabilmente da\u00a0\u00abShreck\u00bb ormai un quarto di secolo fa) racconta che cosa \u00e8 Eternia, un mondo da sogno in cui tutto scorre al riparo dalle brutture del mondo. Finch\u00e9 non arriva il cattivissimo Skeletor con i suoi sgherri &#8211; una squadra raccogliticcia di mostri alla Suicide Squad &#8211; <b>e il piccolo Adam, principe designato, vede sparire in un lampo il suo mondo<\/b>: i genitori catturati e lui, mingherlino e solo, scaraventato in una cittadina dell&#8217;America.\u00a0\u00c8 lui stesso a raccontarlo, con dovizia di particolari, a un&#8217;ignara ragazza conosciuta su un&#8217;App di incontri. Che ovviamente sparisce dall&#8217;inquadratura prima ancora che il racconto epico e decisamente distopico sia finito. <b>Adam (l&#8217;attore\u00a0Nicholas Galitzine) \u00e8 dunque un figlio degli anni Zero <\/b>alla ricerca della spada che ha perso atterrando malamente in America anni prima. Ma soprattutto Adam ha il compito di provare a riempire il vuoto lasciato nel cuore dei fan dal cartone animato inventato dal personaggio <b>Mattel negli anni Ottanta<\/b>. <b>Chi non \u00e8 cresciuto al suono di\u00a0\u00abHe-Man, He-Man\u00bb non pu\u00f2 capire.<\/b> E forse non prover\u00e0 quella delusione che l&#8217;ammiratore della serie originale sente. Perch\u00e9 il film alla fine \u00e8 godibile, un buon prodotto d&#8217;intrattenimento seppure per nulla originale, con meccanismi oliatissimi e dunque scontati, ma non troppo noioso, anche se una sforbiciata di mezz&#8217;ora avrebbe giovato. A essere insoddisfatti sono dunque quelli cresciuti a latte e biscotti davanti al cartone di Italia 1. Per loro la segreta speranza che dopo il film torni il cartone. Come quando erano piccoli.<br \/><b>Voto: 6. Un buon ritmo, qualche lungaggine, ma si lascia guardare. Anche se qualche minuto in meno avrebbe fatto alzare il gradimento.\u00a0<\/b>\u00a0<\/p>\n<p>    \u00abSmart Working\u00bb di Svevo Moltrasio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Giuliano (Maccio Capatonda) \u00e8<b> convinto che lo smart working gli abbia risolto la vita: pi\u00f9 tempo per s\u00e9,<\/b> ma soprattutto pi\u00f9 tempo per stare col figlioletto e la moglie incinta (Sara Lazzaro). Ma in questo meccanismo all&#8217;apparenza perfetto messo in moto dal lavoro da casa, si inseriscono alcune variabili: i colleghi, lontani dalla routine d&#8217;ufficio, lavorano meno; la moglie voleva fare la scrittrice ma \u00e8 vittima del blocco creativo e si ritrova oggetto di una proposta tentatrice da parte di due amici che hanno una casa editrice; e come se non bastasse c&#8217;\u00e8 la ricerca di una nuova casa pi\u00f9 grande e un presunto stalker che sembra seguirla. <b>Il film di Moltrasio \u00e8 un oggetto strano<\/b>: utilizza un comico come Capatonda e ne fa l&#8217;elemento serio del gruppo; sfrutta la comicit\u00e0 naturalmente surreale di Maurizio Nichetti per gestire una sorta di ufficio clandestino che si installa a casa di Giuliano con i colleghi che finalmente tornano produttivi; ma se alcune presenze come quella di Nichetti sono delicate, altre finiscono per essere caricaturali, come la suocera &#8211; tanto &#8220;sciura&#8221; &#8211; e soprattutto i colleghi, un campionario un po&#8217; troppo macchiettistico. Dove si salva \u00e8 nel registro un po&#8217; surreale in capo a Capatonda e Nichetti, che con Lazzaro &#8211; misurata ma giusta per il ruolo &#8211; tengono in equilibrio per quanto possibile una storia che fa un po&#8217; troppa acqua.<br \/><b>Voto: 6&#8211;. Peccato perch\u00e9 ad osare un po&#8217; di pi\u00f9 e a sfoltirlo di qualche turpiloquio gratuito, la farsa sullo smart working avrebbe potuto essere molto pi\u00f9 feroce e dunque godibile.<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    \u00abHen &#8211; Storia di una gallina\u00bb di\u00a0Gy\u00f6rgy P\u00e1lfi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si inizia dall&#8217;origine del mondo: la nascita di un uovo, con un&#8217;inquadratura decisamente azzardata. E si finisce dove tutto era cominciato. In mezzo lo sguardo vacuo e stralunato di una gallina, colta da quando \u00e8 un pulcino nero in mezzo a un mare di pulcinetti gialli, a quando, gallina adulta, subisce ripetutamente gli assalti del gallo nel pollaio nel quale \u00e8 finita.<b> &#8220;Hen&#8221; \u00e8 un film ad altezza di gallina<\/b>, dove lo sguardo dell&#8217;animale \u00e8 la soggettiva da cui osservare e interagire col mondo. Gli umani sono comparse che provocano solo disastri, mentre la vera trama \u00e8 tutta incollata a questa gallina &#8211; nella realt\u00e0 ne sono state necessarie otto, tutte simili, per dare l&#8217;idea della continuit\u00e0 &#8211; che attraversa il mondo con la sua pacatezza senza mai farsi travolgere dagli eventi. Dove il film zoppica \u00e8 proprio sugli umani, per i quali \u00e8 stata immaginata una trama un po&#8217; troppo convenzionale, mentre finch\u00e9 il film rimane ad altezza di pollaio il regista sforna le inquadrature pi\u00f9 interessanti. Se fosse solo un film di umani, le scene del pollaio sarebbero di una violenza incredibile, con la donna ridotta a un mero oggetto sessuale o riproduttivo. <b>La gallina riesce invece a restituire l&#8217;inevitabilit\u00e0 della dinamica, <\/b>con un&#8217;accettazione momentanea che sovente si trasforma in via di fuga, e per fortuna!<br \/><b>Voto: 6,5. La scoperta del mondo con gli occhi di una gallina, \u00e8 una scoperta sbilenca e avventurosa, che zoppica solo quando si presentano gli umani: troppo presi dalle loro trite dinamiche.<\/b><\/p>\n<p>    \u00abBackrooms\u00bb di\u00a0Kane Parsons<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">All&#8217;origine di un successo planetario e di un fenomeno che dalla rete \u00e8 arrivato al cinema e ora torna nella rete con le discussioni generate online, c&#8217;\u00e8 l&#8217;osservazione di quanto avvenuto su <b>Youtube<\/b>, dove una leggenda metropolitana digitale\u00a0 ha generato duecento milioni di visualizzazioni. In mezzo a questo diluvio di clic, un ragazzo di vent&#8217;anni, Kane Parsons, che gi\u00e0 da adolescente era diventato cliccatissimo per aver postato anche lui, come tanti, la sua visione delle\u00a0\u00abBackrooms\u00bb.<b> Ma cosa sono le\u00a0\u00abBackrooms\u00bb?<\/b> Nel film le \u00abstanze dietro\u00bb sono quelle che il protagonista, un mobiliere infelice cacciato di casa dalla moglie, scopre nei sotterranei del suo enorme negozio una notte in cui lo sfarfallio della luce lo attira nel piano di sotto.\u00a0\u00a0\u00c8 l&#8217;inizio di un incubo, l&#8217;immersione in un mondo che \u00e8 tante cose che al cinema si sono gi\u00e0 viste &#8211;<b> il sottomondo di\u00a0\u00abStranger Things\u00bb, l&#8217;effetto\u00a0\u00abhomevideo\u00bb di\u00a0\u00abThe Blair Witch Project\u00bb<\/b> &#8211; combinate con l&#8217;infelicit\u00e0 dell&#8217;uomo contemporaneo, la sua solitudine allucinata,<b> frutto di un&#8217;incapacit\u00e0 di accettare i fallimenti,<\/b> qualsiasi essi siano. Il fallimento della vita professionale del protagonista, che avrebbe voluto fare l&#8217;architetto e invece vende mobili orrendi che si rompono in favore di telecamere mentre viene ripreso vestito da pirata zoppo. Il naufragio della sua vita sentimentale, con la moglie che lo molla dopo una lite in cui era ubriaco e le ha riversato addosso una valanga di frustrazioni. E, certo, anche il peso che si porta addosso la sua psicanalista (<b>Renate Reinsve<\/b>, qui particolarmente allucinata), sopravvissuta malamente a un&#8217;infanzia da incubo. Che cosa c&#8217;\u00e8 nelle stanze sul retro? Quali mostri si celano dietro le fessure del muro?<b> Il regista dimostra di aver visto e interiorizzato David Lynch <\/b>in tutta la sua potenza destabilizzante: alcune inquadrature sono calchi di\u00a0\u00abTwin Peaks\u00bb, altri di\u00a0\u00abInland Empire\u00bb eppure tutto si tiene, perch\u00e9\u00a0 Parsons sta parlando anche dell&#8217;oggi. Di quell&#8217;angoscia che proviamo nell&#8217;avanzare del\u00a0\u00abnulla\u00bb (gli effetti dell&#8217;Intelligenza artificiale come avanzava il\u00a0\u00abnulla\u00bb della \u00abStoria Infinita\u00bb), degli angosciosi livelli dei videogiochi, messi in scena come fossero piani infiniti di un condominio dell&#8217;horror, dove domina un&#8217;estetica disfunzionale alla Escher. <b>A chi dice che l&#8217;ha gi\u00e0 visto due volte e lo rivedrebbe bisogna credere<\/b>, perch\u00e9 pur nella sua linearit\u00e0 \u00e8 un film in cui si pu\u00f2 scoprire qualcosa di nuovo alla seconda e forse anche alla terza visione, uscendone come ipnotizzati. E pur sapendo che non nasce dal nulla, che mutua l&#8217;estetica del Vhs, che parla ai giovani e giovanissimi col linguaggio di Youtube, se ne esce avviluppati da cinefili. E non \u00e8 poco.<br \/><b>Voto: 7,5. Se ne parla e se ne parler\u00e0 ancora. E per fortuna. Va visto senza riserve, e senza paura (a patto di non dover andare mai pi\u00f9 in cantina o in garage di notte).\u00a0\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                                    <a href=\"https:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/venezia-mestre\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_venezia\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Venezia Mestre<\/a><br \/>\n                        <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=39&amp;intcmp=NL-artic_nd_060624_corriere_ss_veneto\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-06T17:52:20+02:00\">6 giugno 2026 ( modifica il 6 giugno 2026 | 17:52)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Sara D&#8217;Ascenzo In sala il film di Travis Knight che tenta il live action impossibile. 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