{"id":529084,"date":"2026-06-08T09:13:14","date_gmt":"2026-06-08T09:13:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/529084\/"},"modified":"2026-06-08T09:13:14","modified_gmt":"2026-06-08T09:13:14","slug":"oriente-occidente-di-rampini-un-giorno-hormuz-non-sara-piu-un-problema-ecco-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/529084\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Un giorno Hormuz non sar\u00e0 pi\u00f9 un problema: ecco perch\u00e9"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">Il \u00abproblema <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/oriente-occidente-federico-rampini\/26_aprile_06\/hormuz-e-aperto-basta-pagare-a5dfdea6-bf5d-4b42-a21d-c2368ff59xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Hormuz<\/a>\u00bb non ci assiller\u00e0 per sempre. Le economie di mercato hanno una innata capacit\u00e0 di adattamento. Hanno flessibilit\u00e0, reattivit\u00e0, resilienza. <b>Ogni crisi energetica<\/b> \u2013 e ne abbiamo collezionate davvero tante, a intervalli ravvicinati dal 1956 in poi \u2013 <b>ha generato risposte di varia natura<\/b>. Dopo ogni shock, le mappe geografiche degli approvvigionamenti si sono messe in movimento, e in breve tempo \u00e8 emerso un mondo diverso. Perci\u00f2 che ragiona in modo statico, e d\u00e0 per scontato che la capacit\u00e0 di ricatto del regime iraniano a Hormuz sar\u00e0 un dato perenne, fisso e immutabile, non ha studiato la storia.<b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Hormuz ha un valore immenso oggi, come punto di strozzatura dell\u2019economia globale.<\/b> Ma \u00e8 un valore destinato a deperire velocemente, a decrescere nel tempo, perch\u00e9 il mondo intero sta gi\u00e0 attivandosi per cercare alternative. Un giorno ci \u00absveglieremo\u00bb e scopriremo che Hormuz \u00e8 diventato molto meno trafficato, meno importante. Il mercato funziona. <b>Anche i governi non stanno con le mani in mano<\/b>, alcuni sono pi\u00f9 reattivi di altri, tutti imparano qualcosa. Chi crede di potersi godere una rendita parassitaria in eterno \u2013 anche se la rendita si chiama \u00abgeografia\u00bb, nel caso del regime iraniano a Hormuz \u2013 sbaglia i suoi calcoli. A richiamarci a questa lezione della storia \u00e8 un personaggio autorevole e credibile: <b>un alto dirigente dell\u2019Amministrazione Obama<\/b>. Non lo si pu\u00f2 sospettare di voler minimizzare l\u2019impatto della guerra nel Golfo per assolvere Trump.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ecco cos\u2019ha scritto sul New York Times Christopher Smart, ex consigliere per il commercio internazionale e dirigente del Dipartimento del Tesoro sotto la presidenza di Barack Obama. \u00c8 una lettura istruttiva perch\u00e9 <b>mette nel giusto contesto la crisi energetica attuale<\/b>, attingendo alle lezioni di tutte quelle precedenti: \u00abQualunque accordo di pace gli Stati Uniti e l\u2019Iran riescano a mettere insieme, non ci sar\u00e0 un rapido ritorno ai flussi energetici che attraversavano lo Stretto di Hormuz prima della guerra. Anche quando le mine saranno state rimosse, <b>ci vorr\u00e0 un comandante di petroliera particolarmente coraggioso per fidarsi del fatto che il passaggio sia tornato sicuro<\/b>; inoltre, l\u2019aumento dei premi assicurativi potrebbe far crescere di milioni di dollari il costo di ogni traversata.\u00a0 Ma con il passare dei giorni il mondo sta imparando a vivere senza le esportazioni marittime del Golfo. Cos\u00ec come la pandemia di Covid-19 e i dazi di Trump hanno costretto a una profonda riorganizzazione delle catene globali di approvvigionamento, l<b>a chiusura dello Stretto ha provocato un adattamento analogo<\/b>. Forse anche voi ne fate parte. Quando i prezzi della benzina aumentano, le persone iniziano a limitare gli spostamenti in automobile. Walmart ha appena riferito che i clienti delle sue stazioni di servizio acquistano in media meno di dieci galloni di carburante per volta.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Stati Uniti, Brasile, Canada, Kazakistan e Venezuela stanno gi\u00e0 aumentando la produzione di petrolio. Anche massicci prelievi dalla Riserva Strategica Petrolifera americana stanno contribuendo a compensare le carenze. Come un corso d\u2019acqua che trova un nuovo percorso attorno a un tronco caduto, i mercati individuano nuove fonti di approvvigionamento quando quelle tradizionali vengono improvvisamente interrotte. Questo processo di adattamento \u00e8 tutt\u2019altro che indolore. <b>Il Qatar pu\u00f2 esportare il suo enorme volume di gas naturale liquefatto soltanto attraverso lo Stretto<\/b> e, di conseguenza, secondo il Fondo Monetario Internazionale la sua economia potrebbe contrarsi di oltre il 9 per cento quest\u2019anno. Per l\u2019intera regione del Golfo, le previsioni di crescita sono state pi\u00f9 che dimezzate.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nonostante l\u2019abbondanza di offerta interna, il costo medio di un gallone di benzina in California \u00e8 attorno ai sei dollari, mentre la media nazionale \u00e8 circa 4,25 dollari, perch\u00e9 sono i mercati globali a determinare i prezzi.<b> L\u2019aumento dei costi del gas naturale ha colpito la produzione petrolchimica tedesca<\/b>. La perdita delle forniture di fertilizzanti provenienti dal Golfo \u2014 prodotti a partire dal gas naturale \u2014 ha provocato forti aumenti dei prezzi alimentari dall\u2019Egitto all\u2019Indonesia. Anche agricoltori e consumatori americani stanno subendo pressioni inflazionistiche.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I mercati sono dinamici e reagiscono sempre. In primo luogo, una parte del petrolio continua a uscire dal Golfo: attraverso il limitato numero di navi che tenta la traversata, alcune sotto protezione americana, oppure tramite gli oleodotti dell\u2019Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti. Queste infrastrutture hanno la capacit\u00e0 di sostituire fino a un quarto dei normali flussi marittimi. In modo piuttosto controverso, <b>Trump ha inoltre allentato le sanzioni sul petrolio russo per attenuare i danni all\u2019economia<\/b>, anche se i proventi energetici continuano a finanziare l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I principali clienti asiatici del Golfo hanno introdotto sistemi di razionamento e altre misure di risparmio energetico.<b> La Cina ha sospeso per alcune settimane le importazioni. <\/b>La Corea del Sud ha imposto ai dipendenti pubblici di utilizzare l\u2019automobile a giorni alterni. Le Filippine hanno ordinato ai dipendenti statali di lavorare quattro giorni alla settimana in ufficio e con limitazioni all\u2019uso dell\u2019aria condizionata. L\u2019Australia ha predisposto piani di razionamento obbligatorio qualora la situazione dovesse peggiorare.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Molti Paesi stanno cercando di riequilibrare il proprio mix energetico. Prima della guerra con l\u2019Iran, circa il 40 per cento delle importazioni petrolifere della Cina proveniva dal Golfo. Il petrolio rappresenta il 20 per cento del fabbisogno energetico cinese, e <b>Pechino ha gi\u00e0 iniziato a incrementare gli acquisti da Russia, Asia Centrale e Stati Uniti.<\/b> La Corea del Sud ha inviato emissari per assicurarsi forniture da Malesia, Kazakistan e Canada, annunciando piani per sviluppare strutture congiunte di stoccaggio petrolifero con il Giappone. Il governo giapponese ha fatto ampio ricorso alle proprie riserve strategiche per attutire il colpo, mentre cerca fornitori alternativi in Colombia e Messico e accelera l\u2019espansione della capacit\u00e0 nucleare. Le esportazioni americane di carburante per aerei potrebbero consentire alle compagnie aeree europee di evitare drastici tagli ai programmi estivi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tutto questo non significa minimizzare le difficolt\u00e0 che attendono molte aziende e settori industriali man mano che le scorte e le riserve governative si assottigliano. <b>Raffinerie e impianti petrolchimici avranno inevitabilmente difficolt\u00e0 a procurarsi il tipo di greggio pi\u00f9 adatto alle loro esigenze<\/b>. La compagnia low-cost americana Spirit Airlines non sar\u00e0 l\u2019unica azienda che questa crisi spinger\u00e0 verso il fallimento. Lo scenario peggiorerebbe se nuove ostilit\u00e0 dovessero danneggiare ulteriormente la produzione energetica del Golfo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma i colli di bottiglia non durano per sempre<\/b>. I repubblicani di Trump potrebbero o meno pagare un prezzo politico per l\u2019aumento dell\u2019inflazione mentre si avvicinano le elezioni di met\u00e0 mandato. Lo stesso presidente sembra oscillare tra due posizioni: da una parte ha affermato che l\u2019aumento del prezzo della benzina \u00e8 un \u201cprezzo molto modesto da pagare\u201d per sconfiggere l\u2019Iran; dall\u2019altra ha discusso l\u2019ipotesi di sospendere la tassa federale sulla benzina. Tuttavia, quanto pi\u00f9 a lungo lo Stretto rester\u00e0 bloccato, tanto meno importante diventer\u00e0 il petrolio che lo attraversa.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli utili aziendali continuano a crescere e i consumatori americani, soprattutto quelli pi\u00f9 benestanti, continuano a spendere. <b>I prezzi del petrolio hanno mostrato una tendenza al ribasso non perch\u00e9 i mercati si aspettino una rapida riapertura dello Stretto<\/b>, ma perch\u00e9 vedono domanda e offerta avviarsi verso un nuovo equilibrio. Tra i vincitori di questo riassestamento figurano i produttori americani di petrolio e gas naturale, che possono colmare parte del deficit creato dalla chiusura di Hormuz, cos\u00ec come i fornitori di energia nucleare e rinnovabile. <b>Possono beneficiarne anche altri esportatori di greggio<\/b>, come Brasile e Guyana. Anche la Russia trarr\u00e0 vantaggio dalla situazione, se l\u2019applicazione delle sanzioni continuer\u00e0 a indebolirsi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le nazioni del Golfo, invece, si trovano di fronte a perdite prolungate. I turisti fanno fatica a immaginare una vacanza a Dubai senza pensare a hotel di lusso minacciati dagli attacchi. <b>Gli armatori potrebbero impiegare mesi, se non anni, prima di convincersi che lo Stretto sia davvero libero<\/b> dal rischio di droni e altre minacce. Se \u00e8 difficile immaginare un mondo in cui Hormuz non riapra mai pi\u00f9, \u00e8 altrettanto difficile immaginare che l\u2019economia mondiale torni un giorno a dipendere dalla regione per il 20 per cento del proprio fabbisogno di petrolio e gas.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli acquirenti disperati riescono sempre a trovare nuovi venditori quando quelli tradizionali non sono pi\u00f9 in grado di consegnare. Pi\u00f9 a lungo il mondo vivr\u00e0 senza certe forniture del Golfo, pi\u00f9 facile diventer\u00e0 farne a meno\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-08T11:02:38+02:00\" content=\"2026-06-08\">8 giugno 2026, 09:36  &#8211; modifica il 8 giugno 2026 | 11:02<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il \u00abproblema Hormuz\u00bb non ci assiller\u00e0 per sempre. 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