{"id":529981,"date":"2026-06-08T22:44:18","date_gmt":"2026-06-08T22:44:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/529981\/"},"modified":"2026-06-08T22:44:18","modified_gmt":"2026-06-08T22:44:18","slug":"man-ray-tutto-alla-fondazione-magnani-rocca-di-mamiano-di-traversetolo-parma-arriva-la-piu-ampia-retrospettiva-italiana-mai-dedicata-allartista-americano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/529981\/","title":{"rendered":"\u00abMan Ray: tutto\u00bb, alla Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma) arriva la pi\u00f9 ampia retrospettiva italiana mai dedicata all&#8217;artista americano"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Chiara Corradi<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">A cinquant&#8217;anni dalla sua scomparsa, la Villa dei Capolavori raccoglie oltre 250 opere. La mostra sar\u00e0 visitabile dal 12 settembre al 13 dicembre<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dal 12 settembre al 13 dicembre 2026 la Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo (PR) ospiter\u00e0 una delle mostre pi\u00f9 attese della stagione culturale italiana. Si intitola <b>\u00abMan Ray: tutto\u00bb ed \u00e8 la pi\u00f9 ampia retrospettiva italiana mai dedicata all&#8217;artista americano<\/b> che ha rivoluzionato fotografia, pittura, scultura, cinema e design, diventando uno dei protagonisti assoluti delle avanguardie del Novecento. <b>A cinquant&#8217;anni dalla sua scomparsa, la Villa dei Capolavori raccoglie oltre 250 opere<\/b> tra fotografie, dipinti, oggetti, sculture, grafiche, libri e film, offrendo per la prima volta una lettura completa della produzione di Man Ray: un percorso espositivo che restituisce l&#8217;immagine di un artista totale, capace di abbattere ogni confine tra linguaggi espressivi.<br \/>A guidare il visitatore sar\u00e0 la stessa filosofia creativa sintetizzata dall&#8217;artista in una celebre frase: \u00abDipingo ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere fotografato, ci\u00f2 che proviene dall&#8217;immaginazione, dai sogni o da una spinta inconscia. Fotografo le cose che non desidero dipingere, le cose che hanno gi\u00e0 un&#8217;esistenza\u00bb.<\/p>\n<p>    <b>Le opere esposte in mostra<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tra le opere pi\u00f9 attese spicca<b> Le Violon d&#8217;Ingres del 1924, l&#8217;iconica fotografia che ritrae la musa Kiki de Montparnasse trasformata in uno strumento musicale<\/b> attraverso l&#8217;aggiunta delle celebri &#8220;effe&#8221; sulla schiena. Accanto a questo capolavoro saranno esposte immagini diventate simbolo della fotografia del Novecento, come Lacrime, Noire et Blanche, La preghiera e Anatomia, oltre ai celebri ritratti di Lee Miller e Nusch \u00c9luard. <br \/>La mostra ripercorre <b>l&#8217;intera carriera dell&#8217;artista<\/b>, nato a Philadelphia nel 1890, dagli anni americani legati al Dadaismo fino all&#8217;esperienza parigina che lo consacr\u00f2 tra i protagonisti del <b>Surrealism<\/b>o. A Parigi, dove arriv\u00f2 nel 1921 accolto dall&#8217;amico Marcel Duchamp, Man Ray divenne il <b>fotografo ufficiale dell&#8217;avanguardia europea<\/b>, ritraendo artisti, scrittori e intellettuali che stavano cambiando il volto dell&#8217;arte contemporanea. Ampio spazio sar\u00e0 dedicato anche alle sue sperimentazioni fotografiche pi\u00f9 innovative, come i celebri rayographs e le solarizzazioni, tecniche che contribuirono a ridefinire il concetto stesso di immagine fotografica.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;esposizione mette in luce anche aspetti meno noti ma fondamentali della sua produzione. Non mancano infatti dipinti surrealisti come <b>\u00c0 l&#8217;Heure de l&#8217;Observatoire, les Amoureux, celebre opera in cui le labbra di Lee Miller dominano il cielo sopra l&#8217;Osservatorio di Parigi<\/b>, trasformando una vicenda personale in una visione onirica e universale. Saranno presenti anche alcuni dei suoi oggetti pi\u00f9 celebri, tra cui Cadeau, il ferro da stiro ricoperto di chiodi che divenne una delle icone del Dadaismo, e L&#8217;oggetto indistruttibile, il metronomo con l&#8217;occhio di Lee Miller, simbolo del rapporto tra arte, ironia e provocazione. Il percorso comprende inoltre lavori di design, opere grafiche e una selezione di film sperimentali che testimoniano la continua ricerca di Man Ray verso nuove forme espressive e la sua concezione dell&#8217;arte come esperienza totale.<\/p>\n<p>    <b>Iniziativa della Fondazione Magnani Rocca<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Curata da Walter Guadagnini, Mauro Carrera e Stefano Roffi, la mostra riunisce prestiti provenienti da importanti musei, gallerie e collezioni private italiane e straniere. L&#8217;iniziativa si inserisce nel solco delle grandi esposizioni organizzate negli ultimi anni dalla Fondazione Magnani-Rocca dedicate ai protagonisti delle avanguardie storiche, da Mir\u00f3 a De Chirico, da Cocteau a Warhol. La scelta della Villa dei Capolavori non \u00e8 casuale. La sede della Fondazione custodisce infatti una delle pi\u00f9 importanti collezioni d&#8217;arte europee, con opere di Tiziano, D\u00fcrer, Goya, Monet, Renoir, C\u00e9zanne, Morandi, De Chirico e Burri, offrendo un contesto unico per accogliere un artista che ha attraversato e influenzato gran parte della cultura visiva del Novecento.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La mostra sar\u00e0 visitabile dal marted\u00ec al venerd\u00ec dalle 10.00 alle 18.00 e nei fine settimana e festivi dalle 10.00 alle 19.00.<\/b><\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/corrieredibologna.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_bologna\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Bologna<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=38&amp;intcmp=NL-artic_nd_050624_corriere_ss_bologna\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter del Corriere di Bologna<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-08T23:38:49+02:00\">8 giugno 2026 ( modifica il 8 giugno 2026 | 23:38)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Chiara Corradi A cinquant&#8217;anni dalla sua scomparsa, la Villa dei Capolavori raccoglie oltre 250 opere. 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