{"id":530302,"date":"2026-06-09T05:07:14","date_gmt":"2026-06-09T05:07:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/530302\/"},"modified":"2026-06-09T05:07:14","modified_gmt":"2026-06-09T05:07:14","slug":"la-leggenda-dellalpi-zaim-torna-a-vivere-in-un-documentario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/530302\/","title":{"rendered":"La leggenda dell\u2019AlPi. Zaim torna a vivere in un documentario"},"content":{"rendered":"<p>Un grande campione non si dimentica mai. Ed \u00e8 quello che \u00e8 successo nel fine settimana fra Prato e Montecarlo di Lucca dove una troupe proveniente dalla Bosnia ed Erzegovina \u00e8 arrivata in Toscana per completare un documentario dedicato a <strong>Zaim Kobilica<\/strong>, immenso capitano ed allenatore dell\u2019AlPi Pallamano Prato, nato a Zenica il 25 maggio 1965 e scomparso a Lucca il 17 luglio 2015. Zaim arriv\u00f2 a Prato nell\u2019estate del 1991, su segnalazione dell\u2019allora tecnico della squadra pratese Zdenko Antovic, anche lui bosniaco. Massimo Taiti, una vita nell\u2019handball e che all\u2019epoca era dirigente del club, si accorse subito della grandezza del giocatore e lo port\u00f2 in riva al Bisenzio con un abile blitz di mercato come lui sapeva fare, strappandolo dal cuore della Bosnia jugoslava e da quella citt\u00e0 conosciuta per l\u2019acciaio. Con la guerra alle porte, Zaim lasci\u00f2 in lacrime il suo paese dopo essere cresciuto nel \u010celik, ma voglioso di ritornarci. Indoss\u00f2 nel 1993 la casacca della neonata nazionale (che portava il giglio come simbolo, che verr\u00e0 sostituito poi dalle stelle nella bandiera ufficiale adottata dal 1998 in poi) ai giochi del Mediterraneo nella regione di Linguadoca-Rossiglione, in Francia: fu seguito nell\u2019occasione da Taiti e dall\u2019altro dirigente pratese Beppe Nardini. Per ricostruire la storia e i ricordi nei confronti di un campione che oltre a Prato ha rappresentato un vanto per la repubblica balcanica, \u00e8 giunta in citt\u00e0 una troupe composta da un direttore della fotografia, un regista e un operatore, guidati da Mustafa Dzonlagic, ex console della Bosnia ed Erzegovina in Turchia e grande giocatore di pallamano negli anni 80\/90 compagno di nazionale di Zaim. La troupe \u00e8 partita da Sarajevo ed \u00e8 giunta in Toscana venerd\u00ec scorso, proveniente da Roma. Al Palazzetto di Maliseti, intitolato dal 24 giugno 2017 a Zaim Kobilica, sono state girate le immagini principali del lavoro che sar\u00e0 completato nei prossimi mesi, con le interviste alla moglie Maida e alle figlie Diana ed Emma che hanno ricordato con commozione momenti privati anche dello Zaim padre e marito. Maida, ex giocatrice della Pallamano Montecarlo (visto che proviene da l\u00e0), ha raccontato del primo incontro avvenuto in occasione di una partita dell\u2019AlPi al Pattindoromo e sottolineato come la figlia Diana, anche lei nazionale di pallamano indoor e beach-handball oltre ad essere apprezzata mental coach certificata, ricordi molto nelle movenze tecniche e di tiro il padre. Emma, che ha giocato meno a pallamano ed attualmente \u00e8 una apprezzata maestra di ballo, ha raccontato non senza versare qualche lacrima alcuni ricordi intimi e di quanto le manchi Zaim. Sono stati intervistati infine Massimo Taiti (attualmente delegato provinciale Coni) che ha ricordato la grandezza del giocatore e il giornalista Stefano Chini che dai microfoni di Toscana Tv e Radio Antenna Toscana Uno ha raccontato, esaltandoli con la voce, i gesti tecnici di Zaim, con i due scudetti e le due coppe Italie conquistate dal capitano in riva al Bisenzio. La sua maglia numero 7 \u00e8 appesa accanto al tabellone luminoso del Palazzetto di Maliseti, come una presenza immortale in quell\u2019impianto che raccolse l\u2019eredit\u00e0 del Pattinodromo nel quale, per la verit\u00e0, si celebrarono tutte le vittorie della pallamano pratese. Le riprese si sono concluse a Montecarlo di Lucca, dove \u00e8 sepolto Zaim che in Italia ha segnato 2816 reti in 484 partite (giocate tutte col Prato, ad eccezione di una ventina col Rubiera nel 2000). Vanta anche 34 presenze e 187 gol in maglia azzurra, dopo la sua naturalizzazione che avvenne nel 1997 grazie al matrimonio con Maida: indimenticabili le partecipazioni al mondiale di Kumamoto in Giappone nel 1997 (la prima in assoluto nella storia per l\u2019Italia, bissata solo nel 2025) e all\u2019Europeo altoatesino l\u2019anno dopo. Argento a Conversano nel 1997 ai Giochi del Mediterraneo, con la vittoria della fortissima Croazia di misura (20-21) in una finale tirata fino alla sirena. Zaim \u00e8 stato anche allenatore per due anni dal 2007 al 2008 della Pallamano Prato, con cui ha chiuso l\u2019attivit\u00e0 agonistica poco prima del deflagrare della malattia che troppo presto ce l\u2019ha portato via. La delegazione bosniaca ha ringraziato tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questo lavoro, che una volta completato sar\u00e0 presentato anche alla citt\u00e0 di Prato, in onore di quello che sicuramente \u00e8 un simbolo sportivo laniero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un grande campione non si dimentica mai. 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