{"id":530721,"date":"2026-06-09T11:42:15","date_gmt":"2026-06-09T11:42:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/530721\/"},"modified":"2026-06-09T11:42:15","modified_gmt":"2026-06-09T11:42:15","slug":"antonio-tiberi-spesso-si-giudica-solo-il-breve-periodo-non-siamo-tutti-pogacar-e-vingegaard-sono-cambiato-mentalmente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/530721\/","title":{"rendered":"Antonio Tiberi: &#8220;Spesso si giudica solo il breve periodo, non siamo tutti Pogacar e Vingegaard. Sono cambiato mentalmente&#8221;"},"content":{"rendered":"<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Antonio Tiberi<\/strong> si presenta all\u2019appuntamento pi\u00f9 importante della sua stagione con sensazioni positive e una consapevolezza diversa rispetto al passato. Il 24enne della Bahrain Victorious ha vissuto un buon avvio di stagione e ha costruito il 2026 attorno a un obiettivo ben preciso: il debutto al Tour de France, in programma il prossimo 4 luglio. Un percorso di avvicinamento diverso rispetto agli anni precedenti, sia per il calendario sia per la preparazione. Dopo l\u2019uscita di Michele Bartoli dallo staff Bahrain Victorious, il laziale ha iniziato a lavorare con Andrea Fusaz, che ha impostato una programmazione specifica in funzione della Grande Boucle. Dopo un inizio di stagione molto convincente tra UAE Tour e Trofeo Laigueglia, Tiberi ha attraversato una fase pi\u00f9 complicata in primavera, prima di riprendere il lavoro in altura sul Teide in vista del Giro di Svizzera e del Tour. A poche settimane dal grande appuntamento francese, Antonio ha raccontato il proprio percorso di crescita, gli insegnamenti ricevuti negli ultimi anni e le aspettative con cui si prepara ad affrontare il primo Tour della carriera.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>La tua stagione era iniziata molto bene tra UAE Tour e Laigueglia. Poi cosa \u00e8 successo ad aprile tra Paesi Baschi e Romandia?<br \/><\/strong>\u201cHo iniziato la stagione molto bene e questo era uno degli obiettivi sia miei sia della squadra. Volevo riscattare il finale dello scorso anno e per questo gi\u00e0 da dicembre avevo impostato un lavoro molto mirato, con allenamenti specifici e grande concentrazione. Non mi era mai capitato di partire cos\u00ec forte, ma dopo diversi mesi a questi livelli ho inevitabilmente iniziato ad accusare un po\u2019 di fatica e le prestazioni ne hanno risentito. Era una possibilit\u00e0 che avevamo messo in conto. Dopo il Romandia ho staccato per qualche giorno, per poi riprendere gli allenamenti e poi salire sul Teide per completare la preparazione in vista del Giro di Svizzera e del Tour de France.\u201d<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Quanto \u00e8 stato difficile assorbire la ferita del Giro d\u2019Italia 2025 e come ti ha cambiato?<br \/><\/strong>\u201cOrmai \u00e8 acqua passata. Sicuramente \u00e8 stata un\u2019esperienza che mi ha insegnato molto, ma oggi preferisco guardare avanti.\u201d<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Adesso sta toccando a Giulio Pellizzari vivere una situazione simile alla tua. In Italia commettiamo l\u2019errore di mettere troppa pressione a voi ragazzi giovani nella speranza di tornare ad ottenere risultati?<br \/><\/strong>\u201cPenso che spesso si giudichi soltanto ci\u00f2 che si vede nel breve periodo, senza considerare tutto quello che c\u2019\u00e8 dietro: la vita dell\u2019atleta, il lavoro quotidiano e l\u2019aspetto psicologico. La nostra \u00e8 una vita molto stressante e oggi si tende a fare continui paragoni con i pochi fenomeni che stanno dominando il ciclismo. Ma, al di l\u00e0 di corridori come Pogacar o Vingegaard, \u00e8 assolutamente normale attraversare momenti di calo. Quando le cose vanno bene veniamo esaltati, mentre quando incontriamo qualche difficolt\u00e0 veniamo subito criticati. Io stesso ho imparato, anche attraverso certe esperienze, che la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 non dare troppo peso alle voci esterne e restare concentrati sul proprio percorso e sulla propria carriera.\u201d<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Andando al Tour senti meno aspettative e quindi pressione?<br \/><\/strong>\u201cS\u00ec, sento meno pressione. Da atleta le aspettative restano sempre alte perch\u00e9 si cerca continuamente di dare il massimo, ma mi avvicino al Tour con entusiasmo e con la voglia di fare bene. Allo stesso tempo sono consapevole che sar\u00e0 la mia prima Grande Boucle e che si tratta della corsa pi\u00f9 dura e prestigiosa del calendario.\u201d<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Cosa ha portato te e la squadra a puntare sul Tour de France?<br \/><\/strong>\u201c\u00c8 stata una scelta maturata mettendo insieme diversi fattori. Ormai ho accumulato una buona esperienza nei Grandi Giri grazie alle partecipazioni al Giro d\u2019Italia e alla Vuelta e, insieme alla squadra, abbiamo ritenuto che questo fosse il momento giusto per affrontare il Tour, sia dal punto di vista fisico sia da quello mentale.\u201d<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Sar\u00e0 una Bahrain a due capitani con te e Lenny Martinez o potrebbero esserci delle gerarchie ben definite?<br \/><\/strong>\u201cPartiremo con me e Lenny come capitani. Poi, come sempre accade nei Grandi Giri, sar\u00e0 la strada a definire eventuali gerarchie. Lenny \u00e8 pi\u00f9 orientato alla ricerca di vittorie di tappa e alla maglia a pois, mentre io avr\u00f2 come riferimento principale la classifica generale.\u201d<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>La top 10 pu\u00f2 essere un obiettivo alla portata per te?<br \/><\/strong>\u201cLa top10 pu\u00f2 rappresentare un obiettivo personale, ma voglio affrontare il Tour con grande realismo. Essendo la mia prima partecipazione, preferisco restare con i piedi per terra e ricordare che al via ci saranno i migliori corridori del mondo.\u201d<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Che risposte speri di ottenere a breve al Giro di Svizzera?<br \/><\/strong>\u201cPi\u00f9 che il risultato, mi interessa avere conferme dalle sensazioni. Voglio sentire che la gamba gira bene e che il fisico risponde come deve. Se avr\u00f2 queste certezze, arriver\u00f2 al Tour con maggiore serenit\u00e0 e fiducia.\u201d<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>La Vuelta \u00e8 nei tuoi programmi stagionali?<br \/><\/strong>\u201cNo, quest\u2019anno far\u00f2 soltanto il Tour come Grande Giro. Successivamente mi concentrer\u00f2 sulle corse italiane e sul Mondiale.\u201d<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>A settembre si svolger\u00e0 un Mondiale su un percorso impegnativo. Ne hai gi\u00e0 parlato con il ct Amadio?<br \/><\/strong>\u201cNo, non ne abbiamo ancora parlato. In questo momento tutta la mia attenzione \u00e8 rivolta al Tour de France. Dopo vedremo come programmare il resto della stagione.\u201d<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Quanto e in cosa \u00e8 diverso l\u2019Antonio Tiberi attuale da quello che arriv\u00f2 quinto al Giro d\u2019Italia 2024? E cosa ti manca per raggiungere la tua miglior versione?<br \/><\/strong>\u201cSono cambiato soprattutto dal punto di vista mentale e nel modo di affrontare la mia vita sportiva. Nell\u2019ultimo anno ho capito davvero cosa significa fare la vita dell\u2019atleta professionista. Non perch\u00e9 prima non fossi serio o non lavorassi bene, ma oggi riesco a vivere tutto con maggiore naturalezza e questo mi permette di risparmiare energie preziose da investire nelle gare. Mi sento pi\u00f9 tranquillo: se in passato il giudizio esterno poteva influenzarmi maggiormente, oggi penso soprattutto a me stesso e alle mie sensazioni. Credo che questa sia la cosa pi\u00f9 importante. Allo stesso tempo so di avere ancora ampi margini di crescita. Come mi ha insegnato Damiano (Caruso, ndr), c\u2019\u00e8 sempre qualcosa da migliorare e un passo in pi\u00f9 da compiere. Per questo sono convinto di non aver ancora raggiunto la mia miglior versione.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Antonio Tiberi si presenta all\u2019appuntamento pi\u00f9 importante della sua stagione con sensazioni positive e una consapevolezza diversa rispetto&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":530722,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1456],"tags":[17085,1824,1825,24047,1537,90,89,22381,245,244],"class_list":["post-530721","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-ciclismo","tag-antonio-tiberi","tag-ciclismo","tag-cycling","tag-damiano-caruso","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lenny-martinez","tag-sport","tag-sports"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116719973024310517","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/530721","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=530721"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/530721\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/530722"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=530721"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=530721"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=530721"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}