{"id":531153,"date":"2026-06-09T17:49:14","date_gmt":"2026-06-09T17:49:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/531153\/"},"modified":"2026-06-09T17:49:14","modified_gmt":"2026-06-09T17:49:14","slug":"oriente-occidente-di-rampini-putin-xi-jinping-lo-schiaffo-del-gas-e-le-crepe-nellalleanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/531153\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Putin-Xi Jinping: lo \u00abschiaffo\u00bb del gas e le crepe nell&#8217;alleanza"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019alleanza fra Cina e Russia \u00e8 stata determinante per consentire a Vladimir Putin la sua aggressione all\u2019Ucraina<\/b>. Ma questa alleanza ha dei limiti. Di recente ha mostrato le crepe, dietro l\u2019apparenza di una solidit\u00e0 granitica. In particolare, Xi Jinping si mostra molto meno ingenuo di quanto lo furono gli europei nei decenni passati: non vuole consegnarsi a una eccessiva dipendenza energetica da Mosca.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo si vede dal fatto che <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_giugno_08\/la-visita-di-xi-a-kim-pechino-vuole-frenare-l-asse-con-mosca-mentre-la-corea-del-nord-si-scopre-piu-ricca-e-indipendente-1ae535f4-58c1-49a9-892c-541d65872xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Xi<\/a> <b>continua a bloccare la costruzione di un gasdotto a cui Putin tiene moltissimo<\/b>. Mentre a Xi sta bene che la Russia sotto Putin scivoli verso la sfera economica cinese e una crescente dipendenza da Pechino, non deve accadere il contrario.<br \/>A spiegare la logica cinese \u00e8 una fonte autorevole: <b>Sergey Aleksashenko<\/b>, economista ed ex vicegovernatore della Banca centrale russa. Aleksashenko propone una lettura disincantata del grande progetto energetico che dovrebbe suggellare la svolta strategica della Russia verso l\u2019Asia. La sua tesi: il gasdotto Power of Siberia 2, che il Cremlino considera essenziale per compensare la perdita del mercato europeo, incontra un ostacolo fondamentale. L<b>a Cina non ha alcuna urgenza di comprare il gas russo nelle quantit\u00e0 e ai prezzi che Mosca considera necessari<\/b>.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo ha confermato la visita compiuta da Putin a Pechino nel maggio scorso. Una delle principali missioni del presidente russo era sbloccare finalmente il negoziato sul Power of Siberia 2, il gigantesco collegamento che dovrebbe portare il gas della penisola di Yamal, in Siberia nord-occidentale, fino al mercato cinese attraversando la Mongolia. In teoria il contesto sembrava favorevole a Mosca. <b>La chiusura dello stretto di Hormuz e i danni subiti da parte della capacit\u00e0 produttiva del gas liquefatto del Qatar avevano alimentato timori sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici mondiali<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Eppure, nonostante i comunicati ufficiali abbiano parlato di progressi importanti, le questioni decisive sono rimaste irrisolte: non esiste ancora un accordo definitivo sul prezzo del gas, sulla data di inizio dei lavori e nemmeno sull\u2019avvio delle future forniture.<br \/>Per capire perch\u00e9 il progetto sia diventato cos\u00ec importante bisogna ricordare quanto sia cambiata la geografia energetica russa dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">P<b>er decenni Gazprom ha vissuto grazie all\u2019Europa<\/b>. Circa tre quarti dei suoi ricavi provenivano dalle vendite ai paesi dell\u2019Unione Europea. La guerra, le sanzioni e il progressivo divorzio energetico tra Bruxelles e Mosca hanno cancellato gran parte di quel mercato. Da allora Gazprom attraversa una fase difficile. I risultati positivi che ancora riesce a presentare derivano spesso da attivit\u00e0 collaterali e da societ\u00e0 controllate che non hanno nulla a che vedere con l\u2019estrazione e l\u2019esportazione del gas.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019\u00e8 poi un problema industriale. La Russia ha investito decine di miliardi di dollari nello sviluppo dei giacimenti di Yamal, costruiti proprio per servire il mercato europeo. Molti di quegli investimenti furono finanziati a debito e devono ancora essere ammortizzati. <b>Senza nuovi sbocchi commerciali, una parte rilevante di queste infrastrutture rischia di restare sottoutilizzata.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Accanto alla dimensione economica c\u2019\u00e8 quella politica. Power of Siberia 2 rappresenta il simbolo della cosiddetta \u00absvolta a Oriente\u00bb proclamata dal Cremlino.<b> La narrazione ufficiale sostiene che la Russia ha saputo sostituire l\u2019Europa con l\u2019Asia, trasformando una crisi in un\u2019opportunit\u00e0<\/b>. Il nuovo gasdotto dovrebbe dimostrare che i flussi commerciali possono essere reindirizzati e che le perdite provocate dalle sanzioni occidentali sono recuperabili.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In realt\u00e0 questa storia comincia molto prima della guerra in Ucraina.<\/b> Gi\u00e0 nel 2006 Putin, durante una visita a Pechino, aveva promesso due grandi collegamenti energetici verso la Cina, uno orientale e uno occidentale, per una capacit\u00e0 complessiva di 80 miliardi di metri cubi all\u2019anno. Il primo progetto \u00e8 poi diventato il Power of Siberia, inaugurato nel 2019 e arrivato alla piena capacit\u00e0 di 38 miliardi di metri cubi nel 2024. Il secondo, quello che oggi si chiama Power of Siberia 2, \u00e8 rimasto per anni nel cassetto perch\u00e9 la Cina non mostra particolare entusiasmo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il progetto \u00e8 tornato alla ribalta nel marzo 2023 durante <b>la visita di Xi Jinping a Mosca<\/b>. In quell\u2019occasione le due parti hanno discusso una capacit\u00e0 teorica di 50 miliardi di metri cubi all\u2019anno, una quantit\u00e0 molto significativa e paragonabile a una parte rilevante delle esportazioni che la Russia un tempo destinava all\u2019Europa.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il problema emerge quando si guarda all\u2019evoluzione del sistema energetico cinese.<b> Negli ultimi venticinque anni la Cina ha decuplicato la propria produzione interna di gas naturale<\/b>. Dai 27 miliardi di metri cubi del 2000 \u00e8 arrivata a circa 260 miliardi nel 2025. Ha sviluppato non solo i giacimenti convenzionali ma anche shale gas, gas da carbone e altre fonti non tradizionali. Quasi met\u00e0 della produzione nazionale proviene ormai da queste tecnologie.<br \/>Parallelamente \u00e8 cresciuta anche la domanda. Per soddisfarla Pechino ha costruito una rete sempre pi\u00f9 sofisticata di approvvigionamenti: gasdotti dall\u2019Asia centrale, terminali per il gas naturale liquefatto proveniente da tutto il mondo, accordi con numerosi fornitori.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019enorme sviluppo del nucleare, delle energie rinnovabili e delle tecnologie di accumulo ha poi ridimensionato il ruolo del gas, almeno in prospettiva. Quest\u2019ultimo non \u00e8 pi\u00f9 considerato il pilastro della crescita futura bens\u00ec una fonte di transizione, utile ma non indispensabile.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Oggi la Cina consuma circa 430 miliardi di metri cubi di gas all\u2019anno. Oltre il 60 per cento arriva dalla produzione domestica.<\/b> Le importazioni sono suddivise in modo relativamente equilibrato tra gas liquefatto e gas trasportato via pipeline. Quest\u2019ultimo proviene soprattutto dall\u2019Asia centrale e dalla Russia, con una quota minore dal Myanmar.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A prima vista potrebbe sembrare una scelta poco razionale. Il gas trasportato via gasdotto costa molto meno del gas liquefatto. Le forniture centroasiatiche vengono acquistate a prezzi compresi tra 200 e 260 dollari per mille metri cubi. Quelle russe tra 240 e 280 dollari. Il gas liquefatto pu\u00f2 invece oscillare da 250 fino a oltre 1.000 dollari a seconda delle condizioni di mercato.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Eppure Pechino continua a comprare LNG. La ragione \u00e8 strategica. <b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/opinioni\/26_maggio_29\/xi-jinping-la-doppia-faccia-della-politica-cinese-visto-da-fuori-un-fenomeno-ma-quanta-confusione-dall-interno-709620f3-5787-4423-b913-978a184d3xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">La Cina<\/a> vuole evitare qualsiasi dipendenza eccessiva da un singolo fornitore<\/b>. Ha osservato attentamente ci\u00f2 che \u00e8 accaduto all\u2019Europa con la Russia e non intende ripetere lo stesso errore. Diversificare significa pagare qualcosa in pi\u00f9, ma significa anche aumentare la sicurezza nazionale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Guardando al futuro, il quadro diventa ancora pi\u00f9 problematico per Mosca. <\/b>Se la Cina manterr\u00e0 l\u2019attuale equilibrio tra le diverse fonti di approvvigionamento, solo una parte limitata delle importazioni potrebbe essere coperta dal gas russo. Per giustificare economicamente il nuovo progetto, Power of Siberia 2, Pechino dovrebbe accettare una quota molto maggiore di forniture russe oppure Gazprom dovrebbe ridurre drasticamente le dimensioni del gasdotto, compromettendone la redditivit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Da qui nasce il nodo del negoziato.<\/b> Per la Cina il gas russo \u00e8 utile ma non essenziale. Dopo lo shock energetico del 2021-2022, Pechino ha firmato numerosi contratti a lungo termine per il gas liquefatto. <b>Molti di questi accordi, soprattutto con fornitori americani, sono flessibili<\/b> e consentono di rivendere i carichi sul mercato internazionale se la domanda interna non cresce come previsto.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questa flessibilit\u00e0 ha un enorme valore strategico. Il gas liquefatto pu\u00f2 essere acquistato, immagazzinato, deviato e rivenduto. Un gasdotto no. Una pipeline crea una relazione rigida tra un venditore e un compratore. Dal punto di vista cinese questo riduce il vantaggio dell\u2019operazione. <b>Xi Jinping ha capito la \u00abtrappola europea\u00bb degli ultimi decenni, e la eviter\u00e0<\/b>. Considera la debolezza russa una leva negoziale. Gi\u00e0 oggi la Cina acquista gas russo a prezzi sensibilmente inferiori rispetto a quelli pagati dagli ultimi clienti europei. Secondo Aleksashenko, durante gli ultimi colloqui i negoziatori cinesi avrebbero addirittura chiesto prezzi dimezzati rispetto ai livelli attuali. A quelle condizioni il margine di profitto per Gazprom sarebbe quasi inesistente.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La partnership strategica tra Mosca e Pechino<\/b>, conclude Aleksashenko, incontra un limite concreto: gli interessi economici.<b> Il Cremlino ritiene che la vicinanza geopolitica dovrebbe spingere la Cina ad acquistare pi\u00f9 gas russo. La Cina ritiene invece che proprio quella vicinanza le dia il diritto di ottenere sconti sempre maggiori e di imporre le sue condizioni<\/b>. Il Power of Siberia 2 difficilmente vedr\u00e0 la luce nella forma immaginata. Potrebbe diventare realt\u00e0 solo se la domanda cinese crescesse molto pi\u00f9 del previsto, oppure se una nuova crisi globale rendesse impossibile l\u2019accesso ad altre fonti di approvvigionamento. In alternativa, Mosca potrebbe accettare prezzi molto bassi e condizioni estremamente favorevoli per Pechino. Ma non sarebbe la dimostrazione del successo della svolta russa verso l\u2019Asia. Sarebbe, al contrario, la prova della sua debolezza.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-09T17:05:40+02:00\" content=\"2026-06-09\">9 giugno 2026, 15:59  &#8211; modifica il 9 giugno 2026 | 17:05<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019alleanza fra Cina e Russia \u00e8 stata determinante per consentire a Vladimir Putin la sua aggressione all\u2019Ucraina. 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