{"id":53139,"date":"2025-08-17T19:29:14","date_gmt":"2025-08-17T19:29:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/53139\/"},"modified":"2025-08-17T19:29:14","modified_gmt":"2025-08-17T19:29:14","slug":"i-paradossi-tra-occupazione-e-produttivita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/53139\/","title":{"rendered":"i paradossi tra occupazione e produttivit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Ascolta la versione audio dell&#8217;articolo<\/p>\n<p class=\"atext\">L\u2019occupazione cresce, da luglio 2024 siamo stabilmente sopra i 24 milioni di unit\u00e0; ma \u00e8 trainata solo dagli over50. La demografia purtroppo si sente, cos\u00ec come si sente l\u2019effetto dell\u2019aumento dell\u2019et\u00e0 pensionabile. Per giovani e donne il quadro mostra pi\u00f9 ombre che luci; il costo del lavoro a carico delle aziende \u00e8 elevatissimo, la produttivit\u00e0 invece al palo; e si sconta un mismatch ormai a livelli insopportabili. Abbiamo sacche di inattivit\u00e0 e di Neet troppo elevate. Senza girarci troppo intorno, c\u2019\u00e8 un problema salari, ma la contrattazione collettiva funziona, eppure bene, e dove i Ccnl si rinnovano nei tempi, come nell\u2019industria, il gap con l\u2019inflazione si sta recuperando. Il pubblico impiego resta troppo indietro. Proviamo a vedere per macro temi come sta davvero andando il mercato del lavoro, numeri alla mano.<\/p>\n<p>Occupazione record (ma tutti over50)<\/p>\n<p class=\"atext\">L\u2019ultimo dato Istat, stima provvisoria, relativa al mese di giugno ha registrato un nuovo, lieve, incremento del numero di occupati (+16mila persone). Sull\u2019anno ci sono 363mila individui che lavorano in pi\u00f9. L\u2019occupazione per\u00f2 sta salendo, e da mesi, <a target=\"_self\" href=\"https:\/\/24plus.ilsole24ore.com\/art\/lavoro-l-occupazione-italia-cresce-grazie-anziani-ecco-perche-AHeHJjVB\" rel=\"nofollow noopener\">solo nella fascia over50<\/a>: +603mila occupati rispetto a giugno 2024; la fascia centrale d\u2019et\u00e0, quella per capirci tra i 35 e i 49 anni, ha subito una netta flessione tendenziale, -180mila unit\u00e0. I nuovi occupati sembrano essere in larga parte persone che sono rimaste pi\u00f9 a lungo al lavoro dopo le ultime riforme delle pensioni, soprattutto quella Fornero. In numeri assoluti gli occupati in Italia non sono mai stati cos\u00ec tanti (pur restando il nostro tasso di occupazione all\u2019ultimo posto in Europa): 24.326.000 unit\u00e0; in un anno si sono registrati 472mila occupati permanenti in pi\u00f9 (lavoratori con contratto a tempo indeterminato) e 299mila temporanei in meno. Nel lavoro dipendente, \u00e8 in atto, da un po\u2019 di mesi, un interessante processo di \u201csostituzione\u201d tra occupazione a tempo (sempre meno) e permanente (che invece aumenta), spiegabile anch\u2019essa con i ritardi nei pensionamenti. Tra giugno 2024 e giugno 2025 \u00e8 in crescita anche il lavoro autonomo: +190mila indipendenti. Il tasso di disoccupazione, sempre a giugno, \u00e8 sceso al 6,3% (nell\u2019area Euro siamo al 6,2%): in numeri assoluti i disoccupati in Italia sono 1.621.000, in calo di 94mila unit\u00e0 nel confronto con i 12 mesi prima. C\u2019\u00e8 per\u00f2 un problema di inattivit\u00e0 che resta a livelli record in Europa: il tasso \u00e8 salito al 32,8%, anche se sull\u2019anno, il numero assoluto di inattivi (tra cui si annoverano gli scoraggiati) \u00e8 sceso di 147mila unit\u00e0.<\/p>\n<p>Giovani in affanno, ancora troppi Neet<\/p>\n<p class=\"atext\">Per una delle categorie pi\u00f9 vulnerabili del mercato del lavoro, cio\u00e8 <a target=\"_self\" href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/da-settembre-piattaforma-digitale-120mila-giovani-neet-accompagnare-il-supporto-dell-ia-il-lavoro-AHseIntB\" rel=\"nofollow noopener\">i giovani<\/a>, il quadro mostra pi\u00f9 ombre che luci. Il tasso di disoccupazione degli under 25 \u00e8 al 20,1%; siamo agli ultimi posti a livello internazionale (la Germania \u00e8 distante anni luce da noi, con il 6,4% di tasso per gli under 25). Sull\u2019anno l\u2019occupazione \u00e8 in calo sia nella fascia sotto i 25 anni (-43mila unit\u00e0) sia in quella tra 25 e 34 anni (-17mila unit\u00e0) e il tasso, pur essendo cresciuto negli ultimi anni, resta basso e con forti disparit\u00e0 territoriali. Un campanello d\u2019allarme \u00e8 l\u2019inattivit\u00e0, che sta rialzando la testa in queste fasce d\u2019et\u00e0. C\u2019\u00e8 poi il potenziale non sfruttato dei Neet, vale a dire giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi formativi. Gli ultimi dati Istat relativi al 2024 rilevano, sebbene in diminuzione, 1,34 milioni di ragazzi e ragazze tra i 15 e i 29 Neet, con un\u2019incidenza nel Mezzogiorno pi\u00f9 che doppia rispetto al Nord. Su questi numeri pesano politiche attive (e di integrazione tra formazione e lavoro) di gran lunga inadeguate, messe in campo dai governi di ogni colore politico. Se a ci\u00f2 aggiungiamo la quota di giovani \u201cexpat\u201d ci rendiamo conto dell\u2019allarme. La Fondazione Nord Est ha elaborato dati agghiaccianti: tra il 2011 e il 2024, oltre 630mila giovani (18- 34 anni) si sono trasferiti all\u2019estero; al netto dei rientri, il saldo negativo sfiora le 440mila unit\u00e0, in gran parte laureati. Il risultato \u00e8 una perdita di capitale umano che indebolisce il potenziale di crescita e l\u2019innovazione, con ricadute sulla produttivit\u00e0, sulla sostenibilit\u00e0 del nostro sistema di welfare, sui conti pubblici.<\/p>\n<p>Per le donne ancora pi\u00f9 ombre che luci<\/p>\n<p class=\"atext\">Se prendiamo in considerazione l\u2019altra categoria debole del mercato del lavoro, cio\u00e8 le donne, la situazione \u00e8 molto preoccupante. A fronte di un tasso di occupazione maschile al 71,5%, quello femminile si ferma al 54,2%, vale a dire oltre 17 punti percentuali in meno. Siamo fanalino di coda anche a livello internazionale nonostante il livello di donne occupate sia al punto pi\u00f9 alto mai raggiunto in Italia. Non solo. Il tasso di permanenza nell\u2019inattivit\u00e0 delle donne \u00e8 4 punti superiore a quello degli uomini. Solo il 20% delle ragazze immatricolate poi sceglie corsi scientifico-tecnologici (Stem), rispetto al 40% dei ragazzi. Secondo l\u2019Ocse, ridurre il divario di genere, soprattutto tra i giovani, potrebbe aumentare la crescita annua del Pil pro capite nazionale di oltre 0,35 punti tra oggi e il 2060, il maggior contributo tra i Paesi Ue.<\/p>\n<p><a class=\"aprev aprev--acor aprev--acor-small aprev--shline\" href=\"https:\/\/s24ore.it\/flussotv\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/258x258.png\" alt=\"Scopri di pi\u00f9\"\/><\/a><a class=\"aprev aprev--acor aprev--acor-small aprev--shline\" href=\"https:\/\/tariffe.ilsole24ore.com\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/258x258.png\" alt=\"Scopri di pi\u00f9\"\/><\/a><\/p>\n<p>La demografia \u00e8 una mina<\/p>\n<p class=\"atext\">Le ultime parole del ministro dell\u2019Economia, Giancarlo Giorgetti, hanno suonato un po\u2019 la sveglia: la <a target=\"_self\" href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/inverno-demografico-2060-l-italia-perdera-12-milioni-lavoratori-attivi-AHHqU7sB\" rel=\"nofollow noopener\">denatalit\u00e0 \u00e8 un problema<\/a>, soprattutto per il mercato del lavoro, e diventer\u00e0 un serio problema tra qualche anno. I numeri li hanno ricordati un po\u2019 tutti i principali osservatori statistici: entro il 2040, come ci dice l\u2019Istat, il numero di persone in et\u00e0 lavorativa si ridurr\u00e0 di circa cinque milioni di unit\u00e0. Ci\u00f2 potrebbe comportare, ha aggiunto Banca d\u2019Italia, una contrazione del prodotto stimata nell\u201911 per cento, pari all\u20198 in termini pro capite. Negli ultimi anni le nascite sono state inferiori alle 400mila l\u2019anno, con questo andamento, al netto di clamorose quanto improbabili inversioni di rotta, la popolazione passer\u00e0 dagli attuali 59 milioni di abitanti a 54,7 milioni entro il 2050. L\u2019effetto di ci\u00f2 \u00e8 una lenta, silenziosa, ma inesorabile ricomposizione della popolazione: in uno scenario mediano, sempre le previsioni Istat, indicano entro il 2050 che le persone di 65 anni e pi\u00f9 potrebbero rappresentare il 34,6% del totale (dal 24,3%). Ci\u00f2 farebbe aumentare il tasso di dipendenza degli anziani, cio\u00e8 l\u2019indicatore che esprime il rapporto tra gli over 65 e le persone in et\u00e0 lavorativa (15-64 anni), si va dal 19% del 1980 al 52% stimato nel 2060. Senza considerare che in vent\u2019anni, dal 2004 al 2024, abbiamo gi\u00e0 perso oltre 900mila giovani under19. Ne consegue un rallentamento della crescita del Pil pro capite, con un calo, in assenza di un significativo aumento della produttivit\u00e0, del 40% da qui al 2060. Secondo l\u2019Ocse, la popolazione in et\u00e0 lavorativa scender\u00e0 del 34% tra il 2023 e 2060. Sono 12 milioni di persone in meno (a fronte di un calo medio dell\u2019area Ocse dell\u20198%). La riduzione del rapporto tra occupati e popolazione, stimata sempre dall\u2019Ocse, di oltre 5 punti percentuali nel 2060, avr\u00e0 conseguenze pesanti: senza interventi di politica economica e la solita crescita della produttivit\u00e0, l\u2019Organizzazione parigina prevede una flessione per l\u2019Italia del Pil pro capite di quasi 0,5 punti all\u2019anno. Nel 2060 si prevede un (drammatico) -22% rispetto a quello attuale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ascolta la versione audio dell&#8217;articolo L\u2019occupazione cresce, da luglio 2024 siamo stabilmente sopra i 24 milioni di unit\u00e0;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":53140,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-53139","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53139","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=53139"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53139\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/53140"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=53139"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=53139"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=53139"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}