{"id":533095,"date":"2026-06-10T22:35:10","date_gmt":"2026-06-10T22:35:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/533095\/"},"modified":"2026-06-10T22:35:10","modified_gmt":"2026-06-10T22:35:10","slug":"lotito-lettera-ai-tifosi-la-lazio-prima-di-tutto-torniamo-a-parlarci-anche-io-voglio-vincere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/533095\/","title":{"rendered":"Lotito, lettera ai tifosi: \u00abLa Lazio prima di tutto, torniamo a parlarci. Anche io voglio vincere\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Cari tifosi laziali,<\/p>\n<p>desidero innanzitutto ringraziare il Direttore e il giornale che ospitano queste righe, perch\u00e9 offrire spazio a una riflessione ampia, in un momento delicato, significa contribuire a un confronto pi\u00f9 completo, pi\u00f9 leale e pi\u00f9 utile alla Lazio.<\/p>\n<p>Scrivo direttamente a voi. A chi vive la Lazio ogni giorno. A chi la segue allo stadio, in televisione, in trasferta, nei Lazio Club, nelle famiglie, nei quartieri, nei ricordi e nelle speranze. Scrivo a chi gioisce, a chi soffre, a chi critica, a chi pretende, a chi si arrabbia. Scrivo anche a chi oggi \u00e8 distante, deluso, amareggiato.<\/p>\n<p>Non lo faccio per alimentare polemiche. Non lo faccio per chiedere indulgenza. Non lo faccio per dire che va tutto bene, perch\u00e9 non sarebbe vero e non sarebbe rispettoso della vostra intelligenza. Lo faccio perch\u00e9 sento il dovere, da Presidente della S.S. Lazio, di rimettere in fila alcuni fatti, alcune responsabilit\u00e0 e alcune prospettive. E soprattutto perch\u00e9 credo sia arrivato il momento di provare ad aprire una fase nuova: una fase di dialogo, di ascolto, di rispetto reciproco.<\/p>\n<p>La Lazio non \u00e8 un\u2019azienda qualunque. \u00c8 storia, appartenenza, identit\u00e0, sentimento. \u00c8 una comunit\u00e0 popolare, profonda, orgogliosa. \u00c8 una parte della vita di centinaia di migliaia di persone. Proprio per questo il confronto \u00e8 legittimo. La critica \u00e8 legittima. La contestazione fa parte della storia del calcio e della libert\u00e0 dei tifosi. Ma il confronto deve restare dentro una cornice di rispetto, di verit\u00e0 e di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>IL CALCIO MODERNO  <\/p>\n<p>Si pu\u00f2 non essere d\u2019accordo con una scelta tecnica, con una strategia societaria, con una comunicazione, con una stagione sportiva. Si pu\u00f2 criticare il Presidente, la societ\u00e0, il mercato, il rapporto con la tifoseria. Ma ridurre oltre vent\u2019anni di lavoro, sacrifici, responsabilit\u00e0 personali, risultati ottenuti e battaglie istituzionali a una caricatura significa non leggere fino in fondo cosa sia diventato oggi il calcio moderno.<\/p>\n<p>Il calcio di oggi \u00e8 un sistema sempre pi\u00f9 complesso, sempre pi\u00f9 spregiudicato, a volte privo di una visione autentica. Un sistema nel quale i fatturati vengono raccontati come trofei, mentre dietro quei numeri si nascondono spesso indebitamenti enormi, operazioni finanziarie aggressive, fondi che entrano nel mercato non per custodire identit\u00e0, territori e passioni, ma per speculare sul valore di un brand e sul consenso emotivo di una comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Ho sempre pensato che la Lazio dovesse restare padrona del proprio destino. Questa \u00e8 stata, \u00e8 e rester\u00e0 una linea fondamentale. La Lazio deve competere, deve crescere, deve ambire alla vittoria. Ma deve farlo senza perdere dignit\u00e0, autonomia, equilibrio e futuro. Il primo dovere di chi amministra un club non \u00e8 inseguire l\u2019applauso di un giorno. \u00c8 garantire che quella societ\u00e0 resti solida, libera e rispettata anche domani.<\/p>\n<p>So bene che questo principio, a volte, pu\u00f2 apparire duro. So bene che il tifoso vuole vincere, vuole sognare, vuole vedere la propria squadra sempre pi\u00f9 forte. \u00c8 giusto che sia cos\u00ec. Anche io voglio una Lazio pi\u00f9 forte. Anche io voglio una Lazio competitiva. Anche io voglio una Lazio capace di vincere. Ma la sostenibilit\u00e0 non \u00e8 il contrario dell\u2019ambizione. \u00c8 il modo pi\u00f9 serio per darle un futuro. In questi anni ho sempre messo la faccia. Nelle scelte facili e in quelle difficili. Nei momenti positivi e in quelli complicati. Ho combattuto nelle istituzioni sportive e politiche non soltanto per la Lazio, ma per difendere il sistema calcio nel suo complesso. Perch\u00e9 un calcio senza sostenibilit\u00e0, senza regole, senza equilibrio, senza rispetto per i tifosi \u00e8 un calcio destinato a perdere se stesso.<\/p>\n<p>Questo non significa non aver commesso errori. Chi decide pu\u00f2 sbagliare. Chi governa una societ\u00e0 importante come la Lazio sa di essere esposto, giudicato, contestato. Io non mi sottraggo. Ma chiedo che il giudizio tenga conto dell\u2019intero quadro, non soltanto della parte pi\u00f9 emotiva o pi\u00f9 conveniente del racconto.<\/p>\n<p>E dentro questo quadro c\u2019\u00e8 un tema che voglio affrontare con chiarezza: il rapporto con i tifosi deve migliorare radicalmente. Lo dico senza ambiguit\u00e0. La Lazio deve trovare forme nuove, serie e responsabili di ascolto, dialogo e coinvolgimento della propria gente. Esistono regole, vincoli stringenti, responsabilit\u00e0 giuridiche e istituzionali che spesso limitano il dialogo diretto e creano, in alcuni momenti, una barriera quasi invalicabile. Ma una barriera, se esiste, va affrontata. Non ignorata. Voglio dire anche una cosa personale. Pu\u00f2 essere accaduto che, in qualche occasione, in un clima di forte tensione, amareggiato da parole dure, offese e attacchi continui, io abbia risposto al telefono in modo avventato, con toni che non avrei voluto usare e che possono essere stati percepiti come distanza o chiusura. Se questo \u00e8 accaduto, me ne assumo la responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma voglio essere chiaro: non c\u2019\u00e8 mai stata, n\u00e9 ci sar\u00e0 mai, una mancanza di rispetto verso i tifosi della Lazio. Il rispetto per chi ama questi colori viene prima di tutto. Ogni tifoso che mette tempo, risparmi, chilometri, passione, sacrifici personali e familiari per seguire la Lazio merita non soltanto rispetto, ma gratitudine. Perch\u00e9 senza questo amore quotidiano, senza questa appartenenza profonda, nessun club avrebbe davvero un\u2019anima. E io, che ho l\u2019onore e la responsabilit\u00e0 di rappresentare la Lazio, non posso e non voglio dimenticarlo.<\/p>\n<p>LA STRADA CONCRETA  <\/p>\n<p>Per questo l\u2019idea di chiamare tutti i Lazio Club, avviare un percorso di riconoscimento ufficiale e collegarlo all\u2019adesione al codice etico della societ\u00e0 \u00e8 sul tavolo. Non come operazione di immagine. Non come progetto astratto. Ma come possibile strada concreta per ricostruire un rapporto ordinato, trasparente e rispettoso tra la societ\u00e0 e il suo popolo.<\/p>\n<p>Una mediazione va trovata. Ma deve essere una mediazione vera, non strumentalizzata. Non pu\u00f2 diventare una guerra tra vinti e vincitori, tra la societ\u00e0 e la tifoseria, tra la ragione istituzionale e la passione popolare. La Lazio \u00e8 una sola. E nessuno, se ama davvero questi colori, pu\u00f2 avere interesse a spaccarla. La societ\u00e0 deve ascoltare di pi\u00f9 e meglio. Questo \u00e8 vero. Ma anche il confronto deve uscire dalla logica del sospetto permanente. Quando ogni gesto viene letto come provocazione, quando ogni scelta viene interpretata come chiusura, quando ogni parola diventa terreno di scontro, alla fine a perdere non \u00e8 una parte: perde la Lazio.<\/p>\n<p>Mentre una parte del racconto pubblico si ferma alla polemica quotidiana, la Lazio sta costruendo un percorso che guarda pi\u00f9 lontano.<\/p>\n<p>La nascita e lo sviluppo di una vera media company biancoceleste non sono operazioni di facciata. Sono strumenti moderni per parlare al mondo, valorizzare il marchio Lazio, dialogare con mercati nuovi e portare la nostra identit\u00e0 oltre i confini tradizionali. I numeri dimostrano che una parte importante del traffico arriva dall\u2019estero. Questo significa che la Lazio non \u00e8 chiusa dentro una dimensione locale, ma pu\u00f2 parlare una lingua globale senza rinunciare alla propria anima storica, popolare e italiana. Questo passaggio \u00e8 fondamentale anche perch\u00e9 il mondo dei diritti audiovisivi sta vivendo una rivoluzione profonda. Piattaforme, abitudini di consumo, distribuzione dei contenuti, rapporto diretto con le community, internazionalizzazione dei brand sportivi: tutto sta cambiando. Il calcio non pu\u00f2 pi\u00f9 pensare di vivere soltanto dentro schemi tradizionali. Deve essere vigile, deve capire dove sta andando il mercato, deve proteggere il valore del prodotto e deve pretendere che quel valore venga distribuito con criteri capaci di tutelare l\u2019intero sistema e non soltanto pochi soggetti dominanti.<\/p>\n<p>Anche qui la Lazio non pu\u00f2 restare immobile. Deve guardare avanti. Deve difendere il proprio peso, la propria storia, il proprio bacino di passione e la propria capacit\u00e0 di parlare a pubblici nuovi. La partita dei diritti TV e dei contenuti digitali sar\u00e0 una delle grandi partite del futuro. Chi non se ne accorge oggi rischia di pagare domani un ritardo strategico enorme.<\/p>\n<p>Lo stesso vale per il lavoro commerciale. Gli accordi di sponsorizzazione innovativi, le interlocuzioni internazionali, il dialogo con realt\u00e0 come il Nasdaq, l\u2019attenzione di grandi operatori globali come Legends non nascono per caso. Nessun grande interlocutore internazionale si siede a un tavolo senza vedere seriet\u00e0, prospettiva, credibilit\u00e0 e visione. Non sono medaglie da esibire. Sono segnali di un percorso. Sono la dimostrazione che la Lazio pu\u00f2 e deve crescere anche fuori dal campo, rafforzando il proprio valore, la propria reputazione e la propria capacit\u00e0 di stare nei mercati globali senza perdere identit\u00e0.<\/p>\n<p>LE INFRASTRUTTURE  <\/p>\n<p>Un capitolo decisivo riguarda poi le infrastrutture. Una societ\u00e0 che vuole costruire futuro non pu\u00f2 limitarsi alla gestione del presente. Il progetto Flaminio \u00e8 stato valutato e inserito nella cornice dei progetti strategici legati agli stadi per Euro 2032: un passaggio non scontato, che conferma la concretezza di un dossier complesso, tecnico, urbanistico e istituzionale. Non siamo davanti a una suggestione comunicativa, ma a un percorso reale, che riguarda la Lazio e riguarda Roma. Il Flaminio rappresenta una sfida ambiziosa: riqualificare un impianto storico, modernizzare l\u2019esperienza sportiva, creare valore per il club e restituire centralit\u00e0 a un pezzo importante della citt\u00e0. \u00c8 uno di quei temi sui quali il confronto dovrebbe uscire dalla polemica quotidiana e misurarsi con i fatti, con i tempi delle istituzioni, con la complessit\u00e0 delle procedure e con la responsabilit\u00e0 di chi prova a trasformare un\u2019idea in un progetto.<\/p>\n<p>A questo si aggiunge il lavoro sull\u2019Academy, destinato a rendere il Training Center di Formello una struttura sempre pi\u00f9 completa e innovativa. Non soltanto un centro di allenamento, ma un polo integrato per la crescita della prima squadra, della Lazio Women, della Primavera e del settore giovanile. All\u2019interno di questo percorso sono previsti anche spazi dedicati alla formazione, allo studio e, nel rispetto delle diverse sensibilit\u00e0, al raccoglimento e al culto. \u00c8 un aspetto importante, perch\u00e9 il calcio ha una responsabilit\u00e0 che non si esaurisce nel campo. Formare un ragazzo significa accompagnarlo nella crescita tecnica, ma anche nella costruzione della persona. Non tutti diventeranno campioni, non tutti saranno professionisti, ma tutti un giorno saranno uomini e donne inseriti nella societ\u00e0. Anche questa \u00e8 visione: costruire luoghi, strumenti e competenze attraverso cui il futuro della Lazio possa nascere, formarsi e diventare patrimonio stabile del club. Perch\u00e9 un\u2019Academy moderna non deve preparare soltanto calciatori migliori, ma persone pi\u00f9 consapevoli, pi\u00f9 responsabili e pi\u00f9 pronte alla vita.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi il lavoro quotidiano della direzione sportiva e del direttore Angelo Fabiani, che sta affrontando una fase delicata di ristrutturazione, valorizzazione e consolidamento della rosa. Il player trading, nel calcio moderno, non pu\u00f2 essere considerato una parola proibita. E soprattutto non pu\u00f2 essere confuso con una rinuncia all\u2019ambizione. \u00c8, al contrario, uno strumento necessario per una societ\u00e0 che vuole crescere, creare valore, difendere il proprio patrimonio tecnico e restare competitiva dentro un mercato sempre pi\u00f9 complesso. Valorizzare calciatori, saper scegliere il momento giusto per intervenire, cogliere opportunit\u00e0 in entrata e in uscita, costruire relazioni solide e riconosciute nel mercato internazionale: tutto questo fa parte di una societ\u00e0 che vuole stare dentro il calcio contemporaneo senza subirlo. Ma il punto deve essere chiaro: ogni operazione, ogni scelta, ogni valutazione tecnica ed economica deve avere un\u2019unica finalit\u00e0, quella di rendere la Lazio pi\u00f9 forte, pi\u00f9 solida, pi\u00f9 competitiva. Sempre con l\u2019obiettivo della vittoria.<\/p>\n<p>L\u2019OBIETTIVO  <\/p>\n<p>Perch\u00e9 la sostenibilit\u00e0 non \u00e8 il contrario dell\u2019ambizione. \u00c8 il modo pi\u00f9 serio per darle un futuro.<\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 il lavoro silenzioso, spesso lontano dai riflettori, della divisione sociale della S.S. Lazio. Un lavoro che ogni anno tiene alto il prestigioso titolo di Ente Morale, riconosciuto alla Lazio il 2 giugno 1921. Quel titolo non \u00e8 un fregio da esibire nelle ricorrenze. \u00c8 un obbligo morale. \u00c8 una responsabilit\u00e0 quotidiana verso la citt\u00e0 di Roma, verso il territorio, verso chi vive difficolt\u00e0, solitudine, fragilit\u00e0. Grazie all\u2019impegno della dottoressa Cristina Mezzaroma, la divisione sociale ha assunto ulteriore centralit\u00e0, sensibilit\u00e0 e forza. Non parlo di un\u2019attivit\u00e0 accessoria, n\u00e9 di iniziative collaterali. Parlo di una responsabilit\u00e0 che appartiene alla storia stessa della Lazio e alla sua natura di Ente Morale. La Lazio ha il dovere di promuovere, sostenere e portare ogni giorno nella citt\u00e0 progetti sociali, iniziative educative, campagne di sensibilizzazione. Lo fa attraverso attivit\u00e0 dedicate ai ragazzi e alle famiglie in difficolt\u00e0, attraverso momenti di riflessione con eccellenze della societ\u00e0 civile, attraverso iniziative contro il cyberbullismo, contro la violenza sulle donne e contro ogni forma di violenza di genere. Lo fa cercando di usare la forza comunicativa del calcio per arrivare dove spesso altri linguaggi non riescono ad arrivare.<\/p>\n<p>Anche questo \u00e8 calcio: usare la cassa di risonanza del calcio per comunicare messaggi sociali, per seminare consapevolezza, per far germogliare valori nel futuro dei nostri ragazzi. Il calcio non \u00e8 solo business. Non \u00e8 solo mercato. Non \u00e8 solo classifica. \u00c8 anche responsabilit\u00e0, comunit\u00e0, educazione, esempio.<\/p>\n<p>Sono fatti che meritano di essere rimessi in fila con lealt\u00e0, senza enfasi e senza propaganda. Perch\u00e9 criticare \u00e8 legittimo, ma giudicare una societ\u00e0 significa guardare l\u2019intero quadro: campo, sostenibilit\u00e0, direzione sportiva, relazioni internazionali, diritti, media, sociale e infrastrutture. Solo cos\u00ec il confronto diventa utile alla Lazio, ai suoi tifosi e alla citt\u00e0.<\/p>\n<p>La Lazio non pu\u00f2 vivere di slogan. Non pu\u00f2 essere trascinata dentro una narrazione in cui tutto ci\u00f2 che viene fatto \u00e8 sbagliato per definizione e tutto ci\u00f2 che viene promesso da altri \u00e8 automaticamente migliore. La Lazio ha bisogno di critica, s\u00ec. Ma di critica leale. Ha bisogno di passione, non di distruzione. Ha bisogno di tifosi esigenti, non di una guerra permanente che rischia di indebolire proprio ci\u00f2 che si dice di voler difendere.<\/p>\n<p>Non vi chiedo di essere sempre d\u2019accordo con me. Non sarebbe giusto e non sarebbe nemmeno possibile. Vi chiedo per\u00f2 di ragionare insieme: di distinguere la critica dalla delegittimazione, la passione dalla distruzione, il dissenso dalla frattura insanabile.<\/p>\n<p>I ruoli sono diversi e devono restare tali. La societ\u00e0 ha il dovere di decidere, programmare e assumersi responsabilit\u00e0. I tifosi hanno il diritto di amare, giudicare, chiedere, pretendere. Ma entrambi, societ\u00e0 e tifosi, hanno un interesse superiore: difendere la Lazio.<\/p>\n<p>LA SFIDA VERA  <\/p>\n<p>Difendere la Lazio, oggi, non significa negare i problemi. Significa difendere un principio: la Lazio deve restare padrona del proprio destino. Deve crescere senza perdere la propria identit\u00e0. Deve competere senza consegnarsi a modelli finanziari pericolosi. Deve aprirsi al mondo senza diventare merce. Deve ascoltare i suoi tifosi senza essere ostaggio della strumentalizzazione.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la sfida vera. \u00c8 difficile, scomoda, a volte impopolare. Ma \u00e8 l\u2019unica sfida seria per chi vuole bene alla Lazio non soltanto oggi, ma anche domani.<\/p>\n<p>La Lazio non \u00e8 ferma. La Lazio sta lavorando. La Lazio sta costruendo. E lo sta facendo dentro un calcio che cambia velocemente, dove servono nervi saldi, visione internazionale, senso istituzionale e capacit\u00e0 di resistere alle sirene di chi promette tutto e subito senza spiegare chi pagher\u00e0 il conto.<\/p>\n<p>Io questo conto non l\u2019ho mai voluto scaricare sulla Lazio. Ho sempre cercato di governarlo secondo un principio di responsabilit\u00e0. Posso aver commesso errori, ma non ho mai trattato la Lazio come un bene qualsiasi. Non l\u2019ho mai considerata merce. Non l\u2019ho mai pensata come qualcosa da utilizzare e poi lasciare al proprio destino.<\/p>\n<p>Con rispetto per tutti voi, per la vostra passione e per la storia che rappresentate, credo sia arrivato il momento di aprire una fase nuova: pi\u00f9 dialogo, pi\u00f9 ascolto, pi\u00f9 responsabilit\u00e0 reciproca. Senza strumentalizzazioni. Senza rese dei conti. Senza dividere la Lazio tra buoni e cattivi.<\/p>\n<p>La Lazio non appartiene a una polemica. Appartiene alla sua storia, ai suoi tifosi e al futuro che tutti abbiamo il dovere di difendere.<\/p>\n<p>\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Ogni giorno le notizie della tua squadra del cuore<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cari tifosi laziali, desidero innanzitutto ringraziare il Direttore e il giornale che ospitano queste righe, perch\u00e9 offrire spazio&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":533096,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1452],"tags":[721,9309,1740,1537,90,89,5188,294134,47918,1739,245,244],"class_list":["post-533095","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-calcio","tag-calcio","tag-claudio-lotito","tag-football","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lazio","tag-lazio-calcio","tag-lotito","tag-soccer","tag-sport","tag-sports"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116728203081293336","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/533095","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=533095"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/533095\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/533096"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=533095"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=533095"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=533095"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}