{"id":533714,"date":"2026-06-11T09:09:16","date_gmt":"2026-06-11T09:09:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/533714\/"},"modified":"2026-06-11T09:09:16","modified_gmt":"2026-06-11T09:09:16","slug":"preservativi-piu-cari-pasti-saltati-niente-autobus-il-costo-della-guerra-in-iran-lo-pagano-soprattutto-i-piu-poveri-anche-negli-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/533714\/","title":{"rendered":"Preservativi pi\u00f9 cari, pasti saltati, niente autobus: il costo della guerra in Iran lo pagano soprattutto i pi\u00f9 poveri (anche negli Usa)"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Elena Tebano<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Nei Paesi poveri quasi la met\u00e0 della spesa \u00e8 destinata al cibo e all\u2019energia. In Cambogia e Nepal il prezzo della benzina \u00e8 salito del 40-60%. E negli Stati Uniti l\u2019inflazione \u00e8 ai massimi da tre anni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mentre <b>Israele<\/b> e <b>Stati Uniti<\/b> hanno ripreso a scambiarsi attacchi con l\u2019Iran, i preservativi stanno per diventare pi\u00f9 cari. Due delle pi\u00f9 grandi aziende produttrici di profilattici al mondo,<b> l\u2019indiana Mankind Pharma e la malese Karex, hanno annunciato nei giorni scorsi che dovranno aumentare i prezzi di almeno un terzo, forse di pi\u00f9<\/b>. \u00c8 una delle molte conseguenze inaspettate della guerra in Iran. <br \/>Tutta la <b>plastica<\/b> diventer\u00e0 pi\u00f9 cara, perch\u00e9 \u00e8 prodotta con il <b>petrolio<\/b>. Il prezzo al barile \u00e8 aumentato del 40% fino a sfiorare i 100 dollari, da quando <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/energie\/26_giugno_10\/hormuz-riapertura-incognite-f81a5de2-117e-4994-8eff-07a386092xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">la guerra ha di fatto chiuso lo stretto di Hormuz<\/a>, da cui passava circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas. <b>E questo porter\u00e0 ad altri aumenti a cascata, perch\u00e9 la plastica \u00e8 usata in moltissimi settori, dal confezionamento degli alimenti all\u2019industria automobilistica.<\/b><\/p>\n<p>    Il boom dell\u2019inflazione Usa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Intanto gli <b>Stati Uniti<\/b> registrano <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/consumi\/26_giugno_10\/inflazione-usa-i-prezzi-tornano-a-correre-4-2-a-maggio-e-si-allontana-il-taglio-dei-tassi-della-fed-41ea4d1d-5be8-4ada-8c90-96692d913xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">l\u2019inflazione pi\u00f9 alta degli ultimi tre anni<\/a>, un dato dovuto soprattutto all&#8217;aumento del costo dei carburanti.<b> I prezzi al consumo sono saliti del 4,2% a maggio rispetto a un anno fa, secondo il Dipartimento del Lavoro, in aumento rispetto al 3,8% di aprile, e per il terzo mese di seguito.<\/b> L\u2019alta inflazione, come \u00e8 noto, \u00e8 stata il motivo principale del malcontento nei confronti dell\u2019ex presidente democratico americano <b>Joe Biden<\/b>. L&#8217;anno scorso aveva iniziato a diminuire, ma poi Donald Trump, ad aprile 2025, ha imposto la sua massiccia politica di dazi. E i prezzi sono saliti alle stelle dopo che la guerra con l&#8217;Iran ha reso pi\u00f9 costosi i carburanti e diverse materie prime.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    I costi della guerra<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In Europa tutti si aspettano che l\u201911 giugni la Banca Centrale Europea (Bce) alzi i tassi di interesse sui prestiti a causa della crisi energetica. <b>Anche nell&#8217;Unione europea l&#8217;inflazione \u00e8 salita ben pi\u00f9 dell&#8217;auspicato 2%: a maggio era al 3,2%<\/b>. I rincari li vediamo tutti quando andiamo a fare la spesa, paghiamo le bollette, facciamo benzina. Ma per quanto la guerra si faccia sentire sulle economie ricche, \u00e8 su quelle pi\u00f9 povere che pesa di pi\u00f9. Il costo della guerra non \u00e8 diviso equamente. <br \/>In molti Paesi poveri, <b>la \u00abcrisi energetica\u00bb portata dal conflitto in Iran significa che le persone hanno iniziato a saltare i pasti, rinunciare alle visite mediche, coltivare meno terra o ritirare le bambine da scuola per risparmiare sui trasporti,<\/b> come denuncia l&#8217;organizzazione non governativa ActionAid, che attraverso le proprie sedi in Africa e Asia vede gli effetti a catena del caro-carburante su trasporti, cibo, acqua, sementi, fertilizzanti e accesso ai servizi essenziali.<\/p>\n<p>    L\u2019impatto sui paesi pi\u00f9 poveri<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00ab<b>In Somaliland, il prezzo della benzina \u00e8 salito fino al 67%; in Nepal l\u2019aumento della benzina \u00e8 stato di circa il 40%, mentre il diesel \u2014 il carburante pi\u00f9 utilizzato per il trasporto pubblico \u2014 ha superato il 70% al picco della crisi. In Cambogia, la benzina \u00e8 aumentata di circa il 40% e il diesel di oltre il 60%,<\/b> mentre le forniture hanno subito interruzioni temporanee, con migliaia di distributori costretti a sospendere le vendite e centinaia rimasti chiusi per carenze e ritardi nei rifornimenti\u00bb denuncia la ong. \u00abAnche in Zimbabwe e Malawi si registrano rincari compresi tra il 35% e il 43%. A pesare di pi\u00f9 sono i trasporti pubblici, da cui dipendono lavoratori e lavoratrici a basso reddito per raggiungere il luogo di lavoro, i mercati, le scuole o le strutture sanitarie.<b> In Somaliland, il costo dell\u2019autobus locale \u00e8 aumentato del 50%, passando da 2.000 a 3.000 scellini somali<\/b>. In Zimbabwe, da marzo 2026, le tariffe di minibus e autobus sono cresciute tra il 50% e il 100%, rendendo sempre pi\u00f9 difficile permettersi anche spostamenti essenziali verso cliniche, mercati o scuole\u00bb.<\/p>\n<p>    Ancora in crescita i prezzi dei carburanti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E secondo Politico, i prezzi del petrolio sono destinati ad aumentare ancora a breve, indipendentemente dagli ultimi attacchi nel Golfo: l&#8217;industria petrolifera ha avvertito l&#8217;amministrazione Trump che la chiusura dello Stretto<b> \u00absta progressivamente riducendo le scorte a livelli tali da provocare un&#8217;impennata dei prezzi globali dell&#8217;energia nelle prossime settimane\u00bb ha scritto il sito. <\/b>\u00abQuesti avvertimenti sono stati lanciati proprio alla fine del mese scorso, quando i dati dell\u2019U.S. Energy Information Administration e di altre fonti hanno iniziato a mostrare che i produttori di carburanti facevano sempre pi\u00f9 affidamento sul petrolio e sui carburanti presenti nei propri serbatoi di stoccaggio per sostituire i prodotti che non arrivavano pi\u00f9 dal Medio Oriente\u00bb.<\/p>\n<p>    Cambiamenti strutturali<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tra i Paesi pi\u00f9 colpiti dalla crisi energetica, ma anche dall\u2019aumento dei costi di fertilizzanti (dallo stretto di Hormuz passa circa un terzo del commercio delle principali materie prime per produrli), ci sono Pakistan, Filippine, Vietnam, India, Sri Lanka, Egitto, Kenya, Etiopia e Marocco. <br \/>Nei Paesi poveri<b> \u00abquasi la met\u00e0 della spesa media delle famiglie \u00e8 destinata al cibo e all\u2019energia.<\/b> Con gran parte della popolazione sull\u2019orlo della povert\u00e0 economica e con scarsi risparmi su cui contare, l\u2019impennata dei prezzi rappresenta un duro colpo\u00bb ha scritto sul New York Times il professore della Cornell University Eswar Prasad. \u00abLa guerra in Iran \u00e8 solo l\u2019ultima battuta d\u2019arresto degli ultimi anni per i Paesi a basso reddito e a reddito medio-basso, che hanno scarsa capacit\u00e0 di proteggersi dalle turbolenze finanziarie e geopolitiche. <b>I dazi del presidente Trump, il crollo dell\u2019ordine post-seconda guerra mondiale, l\u2019incapacit\u00e0 di arrestare il cambiamento climatico e l\u2019avvento dell\u2019intelligenza artificiale hanno tutti oscurato le prospettive di queste nazioni pi\u00f9 povere, in cui vivono circa 3,8 miliardi di persone, quasi la met\u00e0 della popolazione mondiale\u00bb.<\/b><\/p>\n<p>    Effetti di lungo termine<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Pu\u00f2 sembrare un problema lontano, ma non lo \u00e8: l&#8217;aumento della povert\u00e0 e dell&#8217;instabilit\u00e0 nei Paesi poveri porter\u00e0 inevitabilmente a un aumento dell&#8217;immigrazione illegale nei Paesi ricchi. Chi non ha niente \u00e8 disposto a correre grandi rischi, pur di avere qualcosa. Gli effetti di questa guerra del tutto evitabile li vedremo ancora a lungo. Non tutti allo stesso modo, per\u00f2. Lo sa bene Trump, che questa guerra ha contribuito a scatenarla: <b>\u00abGli Stati Uniti sono di gran lunga il maggiore produttore di petrolio al mondo, quindi quando i prezzi del petrolio salgono, guadagniamo un sacco di soldi\u00bb ha fatto scrivere a marzo sull&#8217;account ufficiale della Casa Bianca.<\/b> Con buona pace di chi non ha quote o azioni delle industrie petrolifere.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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