{"id":53377,"date":"2025-08-17T23:05:09","date_gmt":"2025-08-17T23:05:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/53377\/"},"modified":"2025-08-17T23:05:09","modified_gmt":"2025-08-17T23:05:09","slug":"da-quando-per-chi-e-i-nuovi-importi-della-manovra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/53377\/","title":{"rendered":"da quando, per chi e i nuovi importi della Manovra"},"content":{"rendered":"<p>Quello delle pensioni sar\u00e0 probabilmente uno dei capitoli pi\u00f9 delicati e complessi che il governo sar\u00e0 chiamato ad affrontare nella prossima manovra. Nel 2027, come previsto dalle regole della legge Fornero, \u00e8 previsto un nuovo aumento automatico dell\u2019et\u00e0 di pensionamento per adeguarla alla speranza di vita. Lo scalino, calcolato dall\u2019Istat e recepito nelle previsioni della Ragioneria generale del Tesoro, \u00e8 di tre mesi. Significa che l\u2019et\u00e0 di uscita per vecchiaia dovrebbe passare da 67 anni a 67 anni e 3 mesi, quella anticipata, vale a dire in base agli anni di contributi versati, da 42 anni e 10 mesi a 43 anni e 1 mese per gli uomini e da 41 anni e 10 mesi a 42 anni e un mese per le donne. Ma il governo, per bocca del ministro dell\u2019Economia Giancarlo Giorgetti, ha gi\u00e0 detto che intende fermare questo adeguamento automatico. Rinviarlo di due anni, a seconda delle stime, avrebbe un costo che oscilla tra 300 milioni e un miliardo di euro. Ma il vero problema \u00e8 un altro, e lo ha evidenziato la stessa Ragioneria generale dello Stato nell\u2019ultimo rapporto sulle \u201cTendenze di medio e lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario\u201d appena pubblicato e aggiornato con i dati fino a giugno di quest\u2019anno.<\/p>\n<p>Eliminare il meccanismo di adeguamento automatico dell\u2019et\u00e0 di pensionamento alla speranza di vita, ha spiegato la Ragioneria, avrebbe un effetto sugli stessi assegni pensionistici che sarebbero pi\u00f9 bassi. Di quanto? Se si lasciasse scattare solo un altro scalino, se cio\u00e8 l\u2019et\u00e0 di pensionamento fosse di 67 anni e 3 mesi, i futuri pensionati avrebbero una pensione pi\u00f9 bassa di quasi il 9% (8,9% per l\u2019esattezza), nel caso fossero lavoratori dipendenti, e del 7,9% nel caso si trattasse di lavoratori autonomi. Quali sono le ragioni di questo \u201ctaglio\u201d? Per capirlo bisogna comprendere bene quali sono i meccanismi introdotti dalle riforme delle pensioni degli anni scorsi che tengono in piedi il sistema. Sono sostanzialmente due: l\u2019adeguamento dell\u2019et\u00e0 alla speranza di vita, e l\u2019adeguamento dei coefficienti di trasformazione.<\/p>\n<p><strong>I PUNTI<\/strong> <\/p>\n<p>Il primo \u00e8 quello pi\u00f9 noto e dibattuto: la vita media aumenta, e dunque anche quella lavorativa deve crescere. Lo \u201cscatto\u201d avviene ogni due anni: nel 2027 sono previsti 3 mesi in pi\u00f9 di lavoro (67 anni e 3 mesi), nel 2029 altri due mesi (67 anni e 5mesi) per arrivare nel 2040 a 68 anni e un mese. Il secondo meccanismo \u00e8 pi\u00f9 tecnico, ma ha un impatto ugualmente rilevante. I \u201ccoefficienti di trasformazione\u201d sono quei numeretti che trasformano i contributi accumulati in assegno previdenziale. Anche questi numeretti cambiano ogni due anni e vengono adeguati alla speranza di vita. Il principio \u00e8 semplice. Se ho accumulato, per esempio, 100 mila euro di contributi, un conto \u00e8 che mi vengano restituiti sotto forma di pensione per 15 anni, un altro conto che mi vengano restituiti per 20 anni. Il punto qual \u00e8? Che i due meccanismi, et\u00e0 di pensionamento e coefficienti, viaggiano di pari passo e hanno effetti contrari. I coefficienti tagliano l\u2019assegno, l\u2019adeguamento dell\u2019et\u00e0 lo fa crescere, facendo s\u00ec che i contributi versati aumentino e il periodo di pensionamento si riduca. Fermare solo uno dei due meccanismi, insomma, si traduce in pensioni pi\u00f9 basse.  <\/p>\n<p><strong>I MECCANISMI<\/strong> <\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che questi due meccanismi sono alla base della sostenibilit\u00e0 del sistema previdenziale italiano. Eliminare l\u2019adeguamento dell\u2019et\u00e0 alla speranza di vita, calcola sempre la Ragioneria generale dello Stato nel suo rapporto, avrebbe un costo da qui al 2045 di 15 punti di Pil, vale a dire 300 miliardi di euro. Ed entro il 2070 questo costo raddoppierebbe. La Ragioneria sembra poco convinta anche della via \u201cspinta\u201d dal sottosegretario al lavoro Claudio Durigon, e in parte gi\u00e0 introdotta con l\u2019ultima manovra di bilancio. Vale a dire consentire il pensionamento anticipato a 64 anni di et\u00e0 sommando alla previdenza \u201cpubblica\u201d anche l\u2019assegno della previdenza complementare (per chi ce l\u2019ha). Questo, spiega il rapporto, \u00abcomporterebbe il venir meno del contributo integrativo della previdenza complementare\u00bb (vale a dire l\u2019assegno integrativo), nonch\u00e9 un \u00abpeggioramento della sostenibilit\u00e0 del sistema pensionistico e delle grandezze di finanza pubblica\u00bb. Insomma, il problema dell\u2019adeguamento dei requisiti di pensionamento potr\u00e0 essere rinviato al 2029, magari introducendo nuove finestre mobili per sostenere la spesa, ma uscire definitivamente da questo meccanismo automatico non sar\u00e0 semplice.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Risparmio e investimenti, ogni venerd\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quello delle pensioni sar\u00e0 probabilmente uno dei capitoli pi\u00f9 delicati e complessi che il governo sar\u00e0 chiamato ad&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":53378,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,737,177,1537,90,89,7711,243],"class_list":{"0":"post-53377","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-aumento","10":"tag-business","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-pensioni","15":"tag-ultima-ora"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53377","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=53377"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53377\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/53378"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=53377"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=53377"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=53377"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}