{"id":533864,"date":"2026-06-11T11:19:18","date_gmt":"2026-06-11T11:19:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/533864\/"},"modified":"2026-06-11T11:19:18","modified_gmt":"2026-06-11T11:19:18","slug":"una-pazza-giornata-di-vacanza-ferris-buellers-day-off-quando-il-cinema-diventa-uno-spazio-dove-tutto-puo-essere-reinventato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/533864\/","title":{"rendered":"\u00abUna pazza giornata di vacanza\/Ferris Bueller\u2019s Day Off\u00bb, quando il cinema diventa uno spazio dove tutto pu\u00f2 essere reinventato"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Filippo Mazzarella<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Quarant&#8217;anni fa usciva il film di John Hughes. Protagonista Ferris Bueller, interpretato da un grande Matthew Broderick<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">11 giugno 1986: nelle sale Usa esce<b> Una pazza giornata di vacanza\/Ferris Bueller\u2019s Day Off<\/b> (arriver\u00e0 nelle sale italiane, ignorato, solo a dicembre). L\u2019opera quarta dell\u2019allora trentaseienne <b>regista John Hughes  &#8211;<\/b>prematuramente scomparso nel 2009- rappresenta uno dei vertici del cinema adolescenziale statunitense del decennio e al tempo stesso \u00e8 opera emblematica della poetica di un regista che s<b>eppe trasformare il periodo di passaggio all\u2019et\u00e0 adulta in un vero e proprio territorio mitologico.<\/b> Sottovalutato all\u2019epoca (ma poi citato, imitato, studiato e continuamente riscoperto dalle nuove generazioni), si \u00e8 guadagnato col tempo una posizione quasi sacrale nell\u2019immaginario americano grazie alla sua <b>riflessione sorprendentemente complessa sul tempo, sul desiderio di libert\u00e0 e sulla costruzione dell\u2019identit\u00e0 individuale.<\/b> Se Hughes era gi\u00e0 diventato una figura centrale della teen comedy grazie a opere come Un compleanno da ricordare\/Sixteen Candles (1984), o The Breakfast Club (1985), nonch\u00e9 (per interposta regia, solo qualche mese prima) Bella in rosa\/Pretty in Pink, \u00e8 con questo film che compie un decisivo passo avanti: <b>non pi\u00f9 il racconto di \u201cgiovani\u201d alle prese con i conflitti sentimentali o sociali tipici dell\u2019et\u00e0, bens\u00ec la celebrazione di una figura quasi astratta capace di \u201csospendere\u201d per un giorno le regole del mondo adulto.<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il protagonista Ferris Bueller (Matthew Broderick), che parla direttamente allo spettatore e si presenta come dotato di carisma, <\/b>amato sia dai compagni sia dagli insegnanti pi\u00f9 indulgenti e apparentemente capace di ottenere qualsiasi cosa desideri. \u00e8 uno studente chicagoano dell\u2019ultimo anno di liceo <b>che decide di simulare una malattia per sottrarsi alla routine scolastica e trasformare quella giornata \u201crubata\u201d in un\u2019esperienza memorabile<\/b>. Per riuscirci, coinvolge il suo migliore amico, l\u2019ipocondriaco Cameron Frye (Alan Ruck), oppresso da un padre ricco e autoritario la cui presenza grava costantemente sulla sua vita, <b>e con lui raggiunge la fidanzata Sloane (Mia Sara) <\/b>che viene fatta uscire da scuola grazie a un elaborato inganno telefonico. <b>I tre decidono quindi di trascorrere la giornata nel centro di Chicago a bordo della preziosissima Ferrari<\/b> 250 GT California Spyder, \u201cfeticcio\u201d appartenente al padre di Cameron e simbolo dell\u2019autorit\u00e0 paterna che il ragazzo teme di sfidare. Mentre attraversano la citt\u00e0, i<b>l preside Edward Rooney (Jeffrey Jones)<\/b> <b>intraprende una caccia personale per smascherarlo<\/b> e Jeanie (Jennifer Grey), sorella di Ferris, insofferente verso i privilegi del fratello, tenta pi\u00f9 volte di dimostrare la colpevolezza di Ferris, ma finisce coinvolta in una serie di eventi imprevisti che culminano nell\u2019incontro con un giovane ribelle (Charlie Sheen) che si riveler\u00e0 decisivo per modificare il suo atteggiamento. <b>Quella dei tre protagonisti \u00e8 una vera utopia \u201ctemporanea\u201d:<\/b> assistono a una partita dei Chicago Cubs, visitano l\u2019istituto d\u2019arte della citt\u00e0, osservano quadri di Georges Seurat e altri maestri, pranzano in un raffinato ristorante spacciandosi per altri e partecipano casualmente a una parata cittadina durante la quale Ferris conquista l\u2019intera folla esibendosi sulle note di Twist and Shout. <b>\u00c9 per\u00f2 Cameron, inaspettatamente, a diventare il vero fulcro emotivo della storia:<\/b> temendo il padre, entra in crisi quando rischia che la sua assenza con la Ferrari venga scoperta; e quando, nel tentativo di \u201ccancellare\u201d le miglia percorse, <b>l\u2019auto finisce per precipitare e distruggersi,<\/b> l\u2019evento segna una svolta: <b>Cameron accetta la responsabilit\u00e0 e decide di affrontare il padre. <\/b>A quel punto i tre si separareranno e Ferris inizier\u00e0 una corsa contro il tempo per rientrare a casa prima dei genitori. Rooney, vicino a scoprirlo verr\u00e0 fermato da Jeanie (e dal cane di famiglia) e Ferris riuscir\u00e0 cos\u00ec a tornare nel suo letto all\u2019ultimo istante, mantenendo il suo inganno.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La scrittura di Hughes, ricca ma anche apparentemente esile, nasconde sotto la superficie di una commedia \u201csfrenata<\/b>\u201d un\u2019allegoria pi\u00f9 complessa del rapporto tra individuo e societ\u00e0. <b>Ferris Buelle<\/b>r non \u00e8 semplicemente un adolescente scapestrato, ma una sorta di personificazione del principio di possibilit\u00e0; e <b>la sua capacit\u00e0 di aggirare le regole<\/b> non viene presentata come (blanda) \u201cdelinquenza\u201d, ma come<b> affermazione della libert\u00e0 contro la rigidit\u00e0 delle istituzioni. <\/b>Hughes costruisce cos\u00ec una commedia che dialoga addirittura con la tradizione del fool shakespeariano (o dell\u2019eroe picaresco), forgiando un personaggio a tutto tondo (forse il migliore e pi\u00f9 iconico mai interpretato da Broderick) che conosce bene i meccanismi del racconto (da cui il ripetuto ricorso alla demolizione della \u201cquarta parete\u201d) e sa come manipolarli a proprio vantaggio, mentre<b> il film indugia spesso su una visione quasi filosofica del Tempo<\/b> e sulla necessit\u00e0 di sottrarlo all\u2019automatismo della vita moderna per recuperare uno sguardo autentico sulle cose. Diventando cos\u00ec anche una <b>riflessione sulla sospensione dell\u2019attivit\u00e0 \u201cproduttiva\u201d: ovvero una sorta di elogio dell\u2019inutile inteso come spazio di esperienza<\/b>, dove la citt\u00e0 di Chicago (filmata con entusiasmo \u201canalitico\u201d da un gigante della fotografia: Tak Fujimoto) diventa luogo puramente mentale e scenario \u201cideale\u201d di un evento irripetibile.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il tempo, come detto, ha tolto al film parte della sua fama di commedia generazionale<\/b> per aggiungergli per\u00f2 una nuova interpretazione alla stregua di testo \u201cidentitario\u201d: una sorta di <b>romanzo di formazione <\/b>(ma condensato in 24 ore!) capace di incarnare il sogno di una libert\u00e0 assoluta che esiste soltanto per un giorno ma che proprio per questo esercita un fascino cogente. <b>Hughes, attraverso Ferris, non celebrava semplicemente l\u2019adolescenza; ne faceva l\u2019ultima et\u00e0 possibile dell\u2019incanto, <\/b>il momento in cui il mondo pu\u00f2 ancora essere reinventato prima che le convenzioni sociali ne restringano definitivamente gli orizzonti. E la strizzata d\u2019occhio finale (con il protagonista che invita gli spettatori a tornare a casa) non era solo un ulteriore espediente comico, ma una dichiarazione di poetica: per dire che <b>il il Cinema, cos\u00ec come quella \u201cpazza giornata di vacanza\u201d \u00e8 uno spazio di sospensione in cui tutto pu\u00f2 essere piegato, rallentato e reinventato. <\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-10T09:24:51+02:00\">11 giugno 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Filippo Mazzarella Quarant&#8217;anni fa usciva il film di John Hughes. 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