{"id":534369,"date":"2026-06-11T18:09:17","date_gmt":"2026-06-11T18:09:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/534369\/"},"modified":"2026-06-11T18:09:17","modified_gmt":"2026-06-11T18:09:17","slug":"i-transponder-spenti-e-la-rotta-verso-loman-loperazione-segreta-di-trump-per-far-passare-le-petroliere-da-hormuz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/534369\/","title":{"rendered":"I transponder spenti e la rotta verso l\u2019Oman: l\u2019operazione \u00absegreta\u00bb di Trump per far passare le petroliere da Hormuz"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Stefano Agnoli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Il flusso in uscita dal Golfo avrebbe raggiunto circa due milioni di barili al giorno: molto al di sotto della normalit\u00e0 pre-guerra, ma un risultato notevole rispetto ai minimi del conflitto<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mercoled\u00ec 10 giugno, mentre i prezzi del petrolio rimbalzavano dopo i nuovi attacchi americani sull&#8217;Iran, il presidente americano Donald Trump ha confermato ci\u00f2 che i mercati energetici sospettavano da settimane: <b>milioni di barili di greggio stanno attraversando lo Stretto di Hormuz in segreto<\/b>, sotto protezione militare americana. Un giorno prima era stato il segretario all&#8217;Energia Chris Wright ad affermare in modo pi\u00f9 sibillino ma sufficientemente chiaro per gli addetti ai lavori, che <b>il traffico di petroliere attraverso lo stretto stava \u00abcrescendo in modo molto significativo\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p>    Le petroliere che passano da Hormuz<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il fine settimana precedente le dichiarazioni di Trump, secondo la ricostruzione di Bloomberg, le immagini del satellite europeo Copernicus avevano catturato una scena inedita: 16 petroliere al largo delle coste dell&#8217;Oman per effettuare trasferimenti di carichi di greggio. Un mese prima quella stessa area di mare risultava deserta. Il 6 giugno, la societ\u00e0 di tracciamento via satellite TankerTrackers.com aveva invece identificato altre 12 navi che trasferivano barili arabi, non iraniani, fuori da Hormuz. Tutto greggio che sarebbe di propriet\u00e0 delle compagnie petrolifere degli Emirati e del Kuwait.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Una nuova\u00a0\u00abflotta ombra\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La Adnoc (Abu Dhabi National Oil Company) avrebbe venduto almeno 14 milioni di barili attraverso un\u2019asta conclusa nei giorni scorsi, con carichi attesi da questo mese e con destinazione le raffinerie dell&#8217;Asia orientale, Corea del Sud, Giappone, India. Il flusso in uscita dal Golfo avrebbe raggiunto circa due milioni di barili al giorno: molto al di sotto della normalit\u00e0 pre-guerra, ma un risultato notevole rispetto ai minimi del conflitto. E, soprattutto, un flusso trasportato al di fuori della strozzatura di Hormuz da <b>una nuova \u00abflotta ombra\u00bb, sotto copertura degli Stati Uniti<\/b>.<\/p>\n<p>    I precedenti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/26_gennaio_07\/flotta-fantasma-russa-303ec69b-35ff-470c-90df-d535f8ec2xlk.shtml\" title=\"Cos\u2019\u00e8 la \u00abflotta fantasma russa\u00bb, che trasporta illegalmente petrolio e gas: \u00abIn azione tremila navi\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Negli ultimi anni il termine \u00abflotta ombra\u00bb o \u00abdark fleet\u00bb ha designato un universo ben preciso<\/a>: le petroliere iraniane che aggiravano le sanzioni americane, le navi russe che esportavano greggio malgrado le restrizioni post-Ucraina, i tanker venezuelani che eludevano i controlli internazionali. Navi vecchie, mal assicurate, registrate sotto bandiere compiacenti di piccoli Stati \u2014 Comore, Gabon, Palau \u2014 con strutture proprietarie opache per eludere la tracciabilit\u00e0. Alla fine dello scorso anno, le stime indicavano tra le mille e le 1.600 petroliere operative in questa zona grigia, oltre il 18% dell&#8217;intera flotta mondiale di tanker.<\/p>\n<p>    Il ruolo degli Stati Uniti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ci\u00f2 che sta accadendo nel Golfo da marzo rappresenta una rottura di paradigma. Le compagnie petrolifere nazionali degli alleati Usa nel Golfo \u2014 Adnoc, Kuwait Petroleum, QatarEnergy \u2014 stanno adottando le stesse tattiche operative della \u00abshadow fleet\u00bb russa o iraniana. Non per sfuggire a sanzioni, ma ai droni e ai missili iraniani. Lo fanno con l\u2019assistenza militar-commerciale di marina e aviazione da guerra Usa e utilizzando petroliere di propriet\u00e0 statale. Navi che dovrebbero conformarsi alle regole internazionali in vigore.\u00a0<\/p>\n<p>    Le strategie per non essere intercettati<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come avviene tutto ci\u00f2? Il monitoraggio del traffico marittimo mondiale avviene tramite l\u2019Ais (Automatic Identification System): ogni nave commerciale di stazza superiore alle 300 tonnellate \u00e8 obbligata a montare un <b>transponder<\/b> che trasmette ogni 10 secondi la propria <b>posizione, velocit\u00e0, rotta e numero Mmsi, analogo al codice fiscale di una persona<\/b>. Il risultato \u00e8 una <b>mappa globale in tempo quasi reale del traffico marittimo<\/b> commerciale (800 mila vascelli) su cui si basano assicuratori, trader, analisti, governi.<br \/>Non esiste per\u00f2 alcun meccanismo fisico per imporre a un equipaggio di non spegnere il transponder. \u00c8 sufficiente disattivarlo manualmente perch\u00e9 la nave sparisca nel giro di pochi secondi. <b>Si pu\u00f2 semplicemente spegnere il transponder<\/b>; si pu\u00f2 clonare l&#8217;identit\u00e0 MMSI di un\u2019altra nave; si possono trasmettere false coordinate geografiche con errori superiori ai 500 metri.<\/p>\n<p>    I transiti oscurati<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz, queste tecniche vengono ora combinate in modo sistematico. Secondo Bloomberg, alcune delle navi che hanno attraversato lo stretto lo hanno fatto al buio. La petroliera di Stato emiratina, kuwaitiana o qatarina ha caricato il greggio, disattivato il transponder, attraversato lo stretto senza emettere segnali per \u00abriemergere\u00bb nelle acque dell&#8217;Oman o del Mar Arabico ed effettuare un trasferimento nave-nave (\u00abship-to-ship\u00bb) con una seconda petroliera. Secondo Vortexa, ad esempio, i transiti oscuri hanno rappresentato circa il 57% di tutti i passaggi registrati attraverso Hormuz durante il conflitto, con un picco del 65% a maggio.<\/p>\n<p>    I satelliti che non dormono mai<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se l\u2019Ais \u00e8 diventato cieco, ci sono per\u00f2 occhi che non dormono e che rimangono sempre aperti: sono i satelliti equipaggiati con tecnologia Sar (Synthetic aperture radar), il sistema di telerilevamento che usa impulsi radar per costruire immagini della superficie marina indipendentemente dalle condizioni atmosferiche o della luce. A differenza dei sistemi ottici, limitati al sole e al bel tempo, i satelliti SAR mantengono circa il 95% della propria capacit\u00e0 operativa in condizioni di copertura nuvolosa e oscurit\u00e0, con una risoluzione spaziale da 1 a 25 metri, sufficiente per rilevare navi di dimensioni superiori a 5 metri. Il principio \u00e8 semplice: le superfici metalliche delle petroliere riflettono i segnali radar come specchi. Il sistema europeo Copernicus offre copertura continua della regione del Medio Oriente con tempi di rivisita di 6-12 giorni, ed \u00e8 liberamente accessibile a chiunque disponga di una connessione internet. Intorno a questa tecnologia di base si \u00e8 sviluppata negli anni un&#8217;industria commerciale in rapida espansione. Societ\u00e0 come TankerTrackers, Kpler, Windward, monitorano i movimenti delle petroliere combinando dati terrestri con dati satellitari, e sono considerate affidabili da assicuratori marittimi, produttori petroliferi, trader, istituzioni finanziarie e governi.<\/p>\n<p>    Chi controlla i dati<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma \u00e8 l\u2019integrazione tra intelligenza artificiale e immagini satellitari quotidiane che sta trasformando il monitoraggio dei flussi energetici da attivit\u00e0 di nicchia specialistica a capacit\u00e0 militare-commerciale di prima grandezza. La crisi di Hormuz sta rendendo evidente una nuova tensione e un tema politicamente delicato: chi controlla i dati e chi decide cosa rendere pubblico? E chi dipende dai contratti governativi (nell\u2019AI il caso Anthropic \u00e8 stato esemplare) tender\u00e0 ad allineare la propria politica di accesso agli interessi del committente principale?<\/p>\n<p>    Una nuova forma di commercio clandestina<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo stretto che alimentava il mondo con un barile ogni cinque \u00e8 diventato, nel giro di pochi mesi, anche il laboratorio di una nuova forma di commercio energetico globale, diventato clandestino per necessit\u00e0, militarmente assistito e satellitarmente osservato, ma solo da chi pu\u00f2 permetterselo. Un assetto molto diverso rispetto a quello su cui si reggeva l&#8217;intero sistema di determinazione dei prezzi di mercato del petrolio mondiale. Un cambiamento che una volta avvenuto non si disfer\u00e0 facilmente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. 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