{"id":534877,"date":"2026-06-12T01:42:32","date_gmt":"2026-06-12T01:42:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/534877\/"},"modified":"2026-06-12T01:42:32","modified_gmt":"2026-06-12T01:42:32","slug":"linus-in-italia-ci-sono-piu-talent-che-talenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/534877\/","title":{"rendered":"Linus: \u00abIn Italia ci sono pi\u00f9 talent che talenti\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\u00ab\u00c8 stata la festa degli ascoltatori della radio. Ma \u00e8 unico e irripetibile il fatto che, per due giorni interi, ci siano 200mila persone che girano e in ogni angolo incontrano qualcosa che ha a che fare con la radio e, soprattutto, si incontrano fra loro. Questa \u00e8 proprio la forza di Radio Deejay: aver creato una comunit\u00e0, un valore enorme di questi tempi. La nostra non \u00e8 una community digitale ma in carne e ossa. Ne siamo molto orgogliosi\u00bb. Linus parla di Party Like a Deejay, la tre giorni di musica e intrattenimento che lo scorso weekend ha animato Parco Sempione a Milano. Il direttore e speaker di punta (oltre che storico) della radio \u00e8 una persona educata, che soppesa le parole. Sa chi \u00e8 (e non \u00e8 un male), \u00e8 diretto (anche questo non \u00e8 un male), conosce quello che vuole e non \u00e8 un improvvisato. Caratteristiche che possono farlo risultare antipatico? Forse, ma chi se ne frega. Perch\u00e9 quando hai davanti uno che deve fare 20 minuti di intervista e si concede per un\u2019ora, hai davanti uno che se ne sbatte di essere personaggio, ma vuole mostrarsi come persona. E, di questi tempi, questo non pu\u00f2 che essere considerato un atteggiamento controcorrente.<\/p>\n<p><strong>Cominciamo parlando di questi cinquant\u2019anni di radio. Riassumiamoli in cinque momenti, magari uno per decennio.<\/strong><br \/>Il primo \u00e8 proprio la prima volta che ho sentito la radio, me lo ricordo perfettamente: era una domenica di primavera, tra marzo e aprile, avevo 17 anni. Torno a casa da ballare \u2013 e gi\u00e0 questo fa ridere \u2013 e mio fratello pi\u00f9 piccolo, un certo Albertino, di soli 12 anni, appena arrivo mi fa: \u00abAscolta cosa ho sentito\u00bb. Era Radio Milano International.<\/p>\n<p><strong>E\u2026?<\/strong><br \/>Quella cosa l\u00ec, quel momento l\u00ec, per me \u00e8 proprio il Big Bang. Negli anni \u201970, tutti i ragazzi erano molto appassionati di musica perch\u00e9 ce n\u2019era tantissima. Per\u00f2 non c\u2019erano altrettante occasioni per sentirla, se non quelle finestre che la Rai apriva ogni tanto. Quindi trovare una radio che facesse musica tutto il giorno \u2013 infatti il claim era \u201cnon stop music\u201d \u2013 per me fu una folgorazione. Ovviamente sono diventato subito un grande ascoltatore e poi, finalmente, sono riuscito anche a farne parte.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1030973\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Archivio-PLAD-20_ph-Matteo-Curti-2.jpg\" alt=\"\" width=\"710\" class=\"size-full wp-image-1030973\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1030973\" class=\"wp-caption-text\">Party Like a Deejay al Parco Sempione di Milano. Foto courtesy Radio Deejay<\/p>\n<p><strong>Secondo decennio.<\/strong><br \/>Quando sono arrivato a Radio Deejay. Era l\u201984 e Radio Deejay era nata da un paio d\u2019anni. Io nel frattempo facevo la radio da sei o sette anni, ero un 26enne e sono partito per le vacanze con il proposito, una volta tornato, di cercarmi un lavoro vero.<\/p>\n<p><strong>Come mai, visto che facevi radio da un po\u2019?<\/strong><br \/>Mi sembrava di essere arrivato a un vicolo cieco: andava tutto bene, guadagnavo abbastanza, lavoravo in qualche discoteca, facevo lo speaker a Radio Milano International, che per\u00f2 nel frattempo era caduta un po\u2019 in disgrazia, non dava una grande prospettiva. Volevo tenere la radio come hobby.<\/p>\n<p><strong>Invece?<\/strong><br \/>Trovo la telefonata di Claudio Cecchetto: mi chiede se voglio andare a Radio Deejay.<\/p>\n<p><strong>Terza decade.<\/strong><br \/>Un altro di quei momenti che mi hanno sicuramente cambiato la vita \u00e8 stato negli anni \u201990, quando sono diventato direttore della radio: non me lo sarei mai aspettato. A volte le cose succedono.<\/p>\n<p><strong>Quella posizione l\u2019hai cercata?<\/strong><br \/>Non l\u2019ho cercata. Col senno di poi, sono stato anche matto ad accettare.<\/p>\n<p><strong>Motivo?<\/strong><br \/>Perch\u00e9 era una cosa, ai tempi, pi\u00f9 grande di me. Per\u00f2 sono trent\u2019anni che lo faccio, le cose vanno ancora bene, quindi forse un po\u2019 di attitudine ce l\u2019ho avuta.<\/p>\n<p><strong>Mai pentito?<\/strong><br \/>No, per niente. Anzi, sono contento di averla tenuta in piedi.<\/p>\n<p><strong>Arriviamo agli anni 2000.<\/strong><br \/>Lo associo a quando comincio a fare la radio in due. Le radio private, non so per quale motivo, avevano questa roba per cui si faceva tutto in solitaria, non c\u2019era il concetto di coppia. C\u2019erano stati, in passato, esempi come Arbore e Boncompagni, ma nelle radio private non si usava. A un certo punto comincio a fare il programma insieme a Nicola Savino. E poi applico questa formula a tutta Radio Deejay. Diventa quindi una cosa di uso comune: tutte le emittenti, ormai, hanno almeno due persone in onda in contemporanea. Credo sia una cosa abbastanza semplice da capire.<\/p>\n<p><strong>Cio\u00e8?<\/strong><br \/>Prima la radio si faceva con un atteggiamento quasi da vigile urbano: bisognava soltanto smistare il traffico della musica tipo \u00abavete ascoltato\u2026\u00bb, \u00absono le ore\u2026\u00bb, \u00abla prossima canzone \u00e8\u2026\u00bb. Dire qualcosa di pi\u00f9, senza avere un interlocutore a cui rivolgerti, sembrava quasi fare un comizio. Avere un compagno, un confronto, qualcuno con cui interagire sposta molto il peso del contenuto parlato.<\/p>\n<p><strong>Ultimo decennio.<\/strong><br \/>Quando ho portato in teatro la radio facendo Radio Linetti Live. In questi ultimi due anni, \u00e8 stata un\u2019esperienza meravigliosa.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1030971\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Linus-2.jpg\" alt=\"\" width=\"710\" class=\"size-full wp-image-1030971\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1030971\" class=\"wp-caption-text\">\u2018Radio Linetti Live\u2019 a teatro. Foto courtesy Radio Deejay<\/p>\n<p><strong>Visto che hai cambiato proprietario\u2026 Secondo Dagospia, Theodore Kyriakou, l\u2019imprenditore greco che l\u2019ha acquisita, quando \u00e8 venuto a parlare con il gruppo Gedi pare volesse parlare principalmente con te, evidentemente ti vede come strategico. Che vi siete detti?<\/strong><br \/>Lui parte da un presupposto: ogni brand deve avere il suo stilista, mettiamola cos\u00ec. Lo stilista di Radio Deejay sono io, almeno negli ultimi trent\u2019anni. Per lui \u00e8 fondamentale e strategico che ci sia. Il suo ragionamento, in sintesi, \u00e8 stato: io la radio la compro se tu mi garantisci che ci sei.<\/p>\n<p><strong>Un bell\u2019attestato di stima.<\/strong><br \/>S\u00ec, ma basta guardare i numeri: Radio Deejay \u00e8 un\u2019azienda florida, va bene a livello di ascolti e di immagine. Si tratta di una radio molto viva. E fermare questa cosa sarebbe un po\u2019 pericoloso in questo momento. Specialmente per una realt\u00e0 come la sua, che arriva da un altro Paese. Per lui era importante che io fossi qui. Ovviamente sono contento della stima. Per\u00f2 probabilmente avrei fatto la stessa cosa al suo posto.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 stato un momento come direttore o come speaker in cui hai pensato seriamente di mollare tutto?<\/strong><br \/>Sono molto umorale, devo essere sincero. Dipendesse da me, cambierei vita ogni giorno. Quindi momenti in cui magari ho provato scoramento e fastidio ce ne sono stati a migliaia in questi trent\u2019anni. Alla fine la realt\u00e0 ti riporta sempre con i piedi per terra e con la verit\u00e0 vera.<\/p>\n<p><strong>Cio\u00e8?<\/strong><br \/>A volte \u00e8 come se ci fosse un filtro che ti fa vedere tutto nero. Poi ti accorgi che il giorno dopo ritorna il sole, le cose vanno bene.<\/p>\n<p><strong>Ma c\u2019\u00e8 stato un momento che ricordi?<\/strong><br \/>Non c\u2019\u00e8 stato un vero momento catartico fino ad adesso. Smetter\u00f2 nel momento in cui riterr\u00f2 di non essere pi\u00f9 \u2013 lo dico con un po\u2019 di presunzione \u2013 bravo come prima. Quando mi sembrer\u00e0 di aver perso lo smalto cercher\u00f2 di trovare la forza di dire basta. Per adesso sarebbe stupido farlo.<\/p>\n<p><strong>La delusione professionale pi\u00f9 grande?<\/strong><br \/>Onestamente non ci sono delusioni, sono contento di quello che ho fatto, potevano succedere anche altre cose. Non ho un rimpianto clamoroso o qualcosa che pensavo sarebbe diventato pi\u00f9 importante di quel che \u00e8 stato, semmai il contrario.<\/p>\n<p><strong>Vale a dire?<\/strong><br \/>Non mi aspettavo, per esempio, che le Deejay Ten (corsa podistica non competitiva ideata da Linus, nda) diventassero un movimento come quello che abbiamo creato. Vent\u2019anni fa, quando correvo, mi prendevano in giro pure i colleghi delle altre radio: era una cosa per la quale venivo un po\u2019 sbeffeggiato. Mentre adesso non esiste una manifestazione di corsa in cui non ci sia una radio a mettere la musica. Di delusioni per fortuna non ne ho avute. Magari qualcosa non ha funzionato, forse qualche personaggio passato non ha ottenuto la fortuna che poteva avere, ma sono veramente piccole cose.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1030975\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Maratona-NY.jpg\" alt=\"\" width=\"710\" class=\"size-full wp-image-1030975\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1030975\" class=\"wp-caption-text\">Linus alla maratona di New York. Foto courtesy Radio Deejay<\/p>\n<p><strong>Il personaggio che secondo te poteva funzionare di pi\u00f9?<\/strong><br \/>L\u2019unico rimpianto vero \u00e8 Guglielmo Scilla: non \u00e8 riuscito per colpa mia, per colpa nostra, a fare tutto quello che poteva fare. Sarebbe potuto diventare veramente molto bravo. Lui lo \u00e8 di suo, ma nel momento in cui ha lavorato con noi avevamo tutti gli spazi molto presidiati, e ha dovuto accontentarsi della sera. Alla fine si \u00e8 stancato, \u00e8 andato a fare altre cose tipo il cinema, che forse preferiva. Onestamente \u00e8 l\u2019unico personaggio che mi sarebbe piaciuto poter sviluppare maggiormente.<\/p>\n<p><strong>A proposito di personaggi, ne hai incontrati tantissimi che sono stati ospiti in radio. Chi ti ha sorpreso davvero?<\/strong><br \/>Ne approfitto per sottolineare una cosa: non ho mai detto che Sting \u00e8 antipatico.<\/p>\n<p><strong>Ah no?<\/strong><br \/>Ho detto che Sting gioca a fare l\u2019antipatico. Nella serie Only Murders in the Building, fa delle piccole apparizioni. E il gioco, il tormentone, \u00e8 l\u2019essere antipaticissimo. Da fan innamorato dei Police, la prima volta che l\u2019ho incontrato un po\u2019 ci sono cascato, in questo giochino. Per fortuna ho capito che fa parte dell\u2019ironia anglosassone e del personaggio che si \u00e8 costruito. Avercene di antipatici come lui! Poi certo, c\u2019\u00e8 qualcuno che rende meno, ma non voglio fare nomi.<\/p>\n<p><strong>Qualcuno che ti ha messo in difficolt\u00e0?<\/strong><br \/>Gli inglesi sono un po\u2019 complicati da intervistare: non si capisce un cazzo di quello che dicono, specialmente se sono rock. Penso ai Blur, agli Oasis e tutta quella gente l\u00ec: hanno accenti impossibili e sono molto scostanti quando li intervisti. Al contrario gli americani vengono allevati proprio per far parte dello spettacolo, che siano sportivi, attori o cantanti. Poi magari tutta questa loro simpatia \u00e8 costruita, per\u00f2 per il mestiere che facciamo \u00e8 utile.<\/p>\n<p><strong>Qualcuno che ti ha sorpreso?<\/strong><br \/>Mi ricordo un personaggio di cui avevo soggezione passata dopo un secondo: David Byrne dei Talking Heads, persona fantastica. Quando ho saputo che sarebbe venuto ero un po\u2019 preoccupato per il suo c\u00f4t\u00e9 intellettuale. Ovviamente come tutti i grandi \u00e8 super simpatico. Mi vengono in mente anche l\u2019adorabile Laurie Anderson, la moglie di Lou Reed, e Patti Smith, molto molto carina.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 la Tv non ti ha sfruttato?<\/strong><br \/>Devi chiederlo alla Tv.<\/p>\n<p><strong>Dai\u2026<\/strong><br \/>Non lo so, forse hanno ritenuto non fossi all\u2019altezza. Probabilmente \u00e8 cos\u00ec, ma non sarebbe un problema, ormai \u00e8 andata.<\/p>\n<p><strong>Magari hai fatto anche dei rifiuti eclatanti?<\/strong><br \/>No. C\u2019\u00e8 stato un periodo in cui avrei potuto fare strada da quel punto di vista, ma nel frattempo ero diventato direttore della radio. E questa cosa mi ha tolto un po\u2019 di voglia: comunque devi fare una sorta di gavetta anche in televisione, accettare progetti che magari non senti tanto nelle tue corde.<\/p>\n<p><strong>Cosa ti avevano proposto di fare?<\/strong><br \/>Una serie di programmi, vari talent\u2026 cosa c\u2019era negli anni \u201990\/2000?<\/p>\n<p><strong>Tipo Saranno famosi oppure Operazione trionfo?<\/strong><br \/>Bravo! Per Operazione trionfo ero praticamente dentro e poi non si \u00e8 fatto\u2026<\/p>\n<p><strong>Non and\u00f2 benissimo come in Spagna, dove continua con successo.<\/strong><br \/>S\u00ec, alla fine forse era destino che non dovessi farlo. Mi \u00e8 dispiaciuto non portare avanti un paio di cose fatte per il piccolo schermo anche se la colpa \u00e8 stata anche nostra. In pochi si ricordano che nel 1997 ho condotto Volevo salutare nel pomeriggio di Italia 1. Facevamo una specie di radio domenicale in diretta. La rete era molto sguarnita in quella fascia oraria. E c\u2019era Giorgio Gori come direttore. Lui era molto vicino a Radio Deejay. Mi chiese se volevamo fare questo format: \u00e8 stata veramente una grande occasione persa.<\/p>\n<p><strong>Come mai?<\/strong><br \/>C\u2019era tanta roba dentro, ma era cucinata in maniera sbagliata. Non per colpa mia, ma probabilmente per colpa degli autori, dei produttori, che erano un po\u2019 inesperti. Poi ho fatto un\u2019altra cosa su Rai 2, Il grande cocomero, programma abbastanza basico di interviste. Mi \u00e8 dispiaciuto non sia continuato: era una cosa piccola ma pi\u00f9 che dignitosa.<\/p>\n<p><strong>Hai condotto anche Mitico, negli anni \u201990.<\/strong><br \/>S\u00ec, ma ero piccolino. Era una cosa che mi avevano chiesto di condurre, non sapevo neanche cosa stessi facendo.<\/p>\n<p><strong>Qualcosa che avresti voluto si concretizzasse?<\/strong><br \/>In Italia per un certo periodo, negli anni 2000, c\u2019era la leggenda, diventata poi una specie di maledizione, del David Letterman Show italiano. Erano i tempi in cui ancora esisteva la seconda serata, c\u2019era ancora il Maurizio Costanzo Show. La prima serata finiva alle 23 e c\u2019era spazio per un altro programma. Siccome in tutto il mondo, non soltanto in America, esisteva il cosiddetto late night show, tutte le televisioni avevano cominciato a pensare di farne uno. Ho condotto diverse puntate zero. Da quel punto di vista, trattandosi di interviste, posso dire senza falsa modestia di essere uno bravo a farle. Se non altro perch\u00e9 ne faccio una al giorno.<\/p>\n<p><strong>Visto che hai parlato di talent prima, adesso pare che i programmi di questo tipo non lancino pi\u00f9 gli artisti come un tempo. Da radiofonico, qual \u00e8 la tua opinione?<\/strong><br \/>Credo sia un problema di tutta la musica italiana.<\/p>\n<p><strong>Vale a dire?<\/strong><br \/>In questo momento mancano i talenti pi\u00f9 che i talent, ma \u00e8 anche comprensibile, no?<\/p>\n<p><strong>Dici?<\/strong><br \/>L\u2019arte non la puoi inquadrare, ingabbiare o costruire a tavolino, per fortuna. \u00c8 come dire, per i calciatori, che ci sono delle generazioni in cui ce ne sono tanti fortissimi e altre in cui ne nascono pochi. Negli ultimi anni non sono nati molti personaggi che hanno fatto la differenza dal punto di vista musicale.<\/p>\n<p><strong>Di chi \u00e8 la colpa?<\/strong><br \/>Preferisco pensare sia colpa dei cicli. In questo momento, forse, ci sono pochi riferimenti, e magari si fa fatica a crescere nel solco di qualcos\u2019altro che ti \u00e8 piaciuto in precedenza. Cos\u00ec almeno avrebbe una spiegazione. C\u2019\u00e8 sempre una componente di casualit\u00e0 quando si sta parlando di qualcosa che non si pu\u00f2 costruire in laboratorio.<\/p>\n<p><strong>Parlando di talenti radiofonici: uno speaker che vorresti a Radio Deejay?<\/strong><br \/>Nessuno. Ci sono persone che rispetto, ma il dramma \u00e8 uno.<\/p>\n<p><strong>Quale?<\/strong><br \/>Negli ultimi vent\u2019anni non \u00e8 nato niente nel mondo radiofonico. Se guardo anche al di fuori di Radio Deejay, quali sono i personaggi o i programmi forti? Sempre gli stessi. Quelli del mio amico Marco Galli, del mio amico Marco Mazzoli e dell\u2019altro mio amico Cruciani. Tolti questi, gli altri sono tutti bravi professionisti, ma non c\u2019\u00e8 niente nato negli ultimi vent\u2019anni. A Radio Deejay facciamo fatica a portare avanti il ricambio generazionale: c\u2019\u00e8 Gazzoli, c\u2019\u00e8 Wad, ci sono un po\u2019 di ragazzi giovani, per\u00f2 il serbatoio da cui attingere si \u00e8 un po\u2019 svuotato.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la motivazione?<\/strong><br \/>Adesso chi ha 20 anni e vuole fare qualcosa legato alla comunicazione \u00e8 pi\u00f9 facile lo faccia su Instagram, TikTok, YouTube o comunque su una piattaforma digitale.<\/p>\n<p><strong>Da radiofonici, avete paura dei podcast e dei social?<\/strong><br \/>La paura \u00e8 che portino via personaggi che avrebbero potuto diventare buoni radiofonici. Per noi il podcast \u00e8 un proseguimento della radio, non un\u2019alternativa. Il podcast sta alla radio come Netflix sta a Canale 5: vivono entrambe le cose e vengono consumate in maniera e momenti differenti, l\u2019una non annulla l\u2019altra.<\/p>\n<p><strong>Quindi la radio ha ancora ragione di esistere?<\/strong><br \/>La radio ha ragione di esistere nel momento in cui \u00e8 dal vivo. Il podcast ha ragione di esistere nel momento in cui ti d\u00e0 un prodotto chiuso confezionato da gustare quando vuoi. Noi abbiamo la piattaforma che realizza un sacco di podcast e la viviamo come un completamento.<\/p>\n<p><strong>I social invece?<\/strong><br \/>Hanno delle cose buone e altre un pochino meno.<\/p>\n<p><strong>Tipo?<\/strong><br \/>La pressione che mettono addosso, per esempio, il fatto che chiunque possa giudicare qualunque cosa. Questo vale anche per chi non fa il nostro mestiere.<\/p>\n<p><strong>Pensi di essere antipatico o simpatico?<\/strong><br \/>Hai letto un mio post?<\/p>\n<p><strong>No, perch\u00e9?<\/strong><br \/>Perch\u00e9 in un post ho fatto un parallelismo fra me e Jovanotti: abbiamo tanti punti di contatto \u2013 siamo nati in due posti vicini, lui a Cortona e io a Foligno, abbiamo la passione per la bicicletta, siamo cresciuti sotto lo stesso tetto, siamo molto curiosi \u2013 per\u00f2 lui risulta simpatico, io no.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il percepito del pubblico, a tuo avviso?<\/strong><br \/>Io gioco a fare il burbero, ma perch\u00e9 mi piace l\u2019ironia, l\u2019umorismo un po\u2019 caustico. Lorenzo, invece, \u00e8 la persona pi\u00f9 solare del mondo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1030974\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Linus-Jova-Albertino.jpg\" alt=\"\" width=\"710\" class=\"size-full wp-image-1030974\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1030974\" class=\"wp-caption-text\">Linus con Albertino e Jovanotti. Foto courtesy Radio Deejay<\/p>\n<p><strong>Tu pensi di essere simpatico o antipatico?<\/strong><br \/>Io mi trovo simpaticissimo. Poi, sai, a volte posso essere \u201cperfettino\u201d, in altre occasioni esce una componente mia un po\u2019 rigida che pu\u00f2 dare una certa immagine di me. Devo dirti che fare teatro mi \u00e8 servito anche per questo: sono stato molto me stesso e la gente mi ha visto come sono realmente nel quotidiano. Per\u00f2, per fortuna, ho Nicola, \u00e8 la mia cartina tornasole: quando ho lui di fianco mi posso permettere di essere pi\u00f9 stupidino.<\/p>\n<p><strong>Possiamo dire che hai la sindrome del primo della classe?<\/strong><br \/>Ho la sindrome del fratello maggiore.<\/p>\n<p><strong>Ah s\u00ec?<\/strong><br \/>S\u00ec, secondo me \u00e8 quella: sono cresciuto in ambienti, come la radio, in cui sono sempre stato la persona di riferimento, che deve prendersi le responsabilit\u00e0, deve gestire. Questo aspetto mi ha fatto crescere, probabilmente, con una postura apparentemente arrogante, ma faccio di tutto per non esserlo.<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 questa storia che gli speaker di Radio Deejay, quando vedono la tua chiamata, tremano?<\/strong><br \/>Ma quello fa parte del gioco! Vent\u2019anni fa noi di Deejay abbiamo fatto un film di Natale in cui reinterpretavamo Canto di Natale di Dickens. Io mi sono cucito addosso la parte di Scrooge: i cattivi sono pi\u00f9 simpatici dei buoni, perch\u00e9 i buoni alla fine sono un po\u2019 banali, no? Il cattivo, specialmente in un contesto ironico, \u00e8 pi\u00f9 interessante, pi\u00f9 intrigante. C\u2019\u00e8 addirittura la leggenda che una volta avrei mandato a un mio speaker un messaggio bianco come per dire: \u00abNon ti dico un cazzo, ti dico solo che sono incazzato\u00bb. Io non l\u2019ho mai fatta questa cosa. Per\u00f2 mi sarebbe piaciuto\u2026 (ride)<\/p>\n<p><strong>Invece mi ha molto colpito quella volta che, a Deejay Chiama Italia, ti sei messo a piangere per il tuo cane che era morto.<\/strong><br \/>\u00c8 stato un po\u2019 imbarazzante, non era mia intenzione farlo. In quel caso ero veramente molto toccato. Solo a parlarne la cosa mi intristisce: \u00e8 stata una cosa violenta. Io non avevo mai avuto un cane, ed \u00e8 arrivato nella nostra vita. Io, mia moglie e i ragazzi ne eravamo innamorati. Non ha fatto in tempo a compiere un anno e un incidente ce lo ha portato via. \u00c8 finito sotto una macchina ed \u00e8 morto tra le braccia di mio figlio. Questa cosa mi ha turbato tantissimo. Ora ho un altro cane che comincia a diventare vecchio\u2026 gli anni passano, ha gi\u00e0 10 anni, e prima poi arriver\u00e0 anche l\u00ec il momento. Per\u00f2 un conto \u00e8 se ci arrivi preparato, un altro se la cosa \u00e8 scioccante: noi non eravamo pronti.<\/p>\n<p><strong>Cambiamo argomento. Un cantante della nuova generazione che secondo te rimarr\u00e0?<\/strong><br \/>\u00c8 una domanda difficile: ci sono cose carine, personaggi intriganti, per\u00f2 sono ancora un po\u2019 acerbi. Stiamo vivendo veramente un momento di transizione. Preferisco non fare il fenomeno e dire: \u00abPuntate su questo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un cantante sopravvalutato?<\/strong><br \/>Quello non te lo direi.<\/p>\n<p><strong>Chi ti \u00e8 piaciuto a Sanremo?<\/strong><br \/>Fulminacci. Ecco, lui \u00e8 uno carino, credo diventer\u00e0 Baglioni, al quale assomiglia tantissimo.<\/p>\n<p><strong>A me ricordava Luca Barbarossa.<\/strong><br \/>S\u00ec, \u00e8 quel cantautorato romano l\u00ec. Lui \u00e8 volutamente uno di basso profilo. Non credo sar\u00e0 mai una rockstar proprio per una questione sua, di gusto e carattere. Mi piace molto, mi \u00e8 piaciuta anche l\u2019intervista: \u00e8 un ragazzo che ha tante cose da raccontare. Mi fa molta simpatia Sayf: si fa il culo e quel poco che ha conquistato per ora se l\u2019\u00e8 guadagnato.<\/p>\n<p><strong>E il vincitore Sal Da Vinci?<\/strong><br \/>Non rappresenta il mio modo di intendere la musica. Per\u00f2 esiste anche quel mondo l\u00ec e se ha fatto divertire le persone, sono contento per lui. Mi sembra un uomo simpatico e si \u00e8 fatto veramente il mazzo. Ce l\u2019ha proprio scritto negli occhi.<\/p>\n<p><strong>Se fossi il direttore artistico del Festival, chi chiameresti subito in gara?<\/strong><br \/>Non lo so, ma sono argomenti che lasciano il tempo che trovano. Ogni momento ha i suoi personaggi. Credo sia complicato fare il tabellone dei partecipanti, anche per le pressioni che ha un direttore artistico. Nei confronti della musica italiana, in questo momento, sono alla finestra a guardare: non voglio n\u00e9 bocciare n\u00e9 promuovere nessuno. Siamo veramente in una stagione interlocutoria, aspetto tempi migliori.<\/p>\n<p><strong>In interviste precedenti ti hanno gi\u00e0 chiesto se faresti il direttore artistico di Sanremo, voglio domandarti se faresti quello del San Marino Song Contest.<\/strong><br \/>No. \u00c8 una cosa carina, divertente, ma non \u00e8 esattamente nel mio stile.<\/p>\n<p><strong>Hai dei nemici?<\/strong><br \/>Ho qualcuno a cui non sono simpatico, ma fa parte della vita. A volte uno \u00e8 antipatico per una questione di pelle. Probabilmente a qualcuno non piaccio, a giudicare da quello che mi arriva sui social.<\/p>\n<p><strong>Spiega un po\u2019\u2026<\/strong><br \/>Non sono tanti, ma a volte mi scrivono e mi insultano in maniera incomprensibile. Ne prendo atto e non sto neanche a perdere tempo a rispondere: questione di gusti.<\/p>\n<p><strong>Ma questo non rientra nel campo dei nemici.<\/strong><br \/>Nemici veri e propri no. C\u2019\u00e8 qualche amante deluso, mi piace pensarla cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Nel senso?<\/strong><br \/>Che Radio Deejay, senza peccare di falsa modestia, \u00e8 da sempre la radio aspirazionale per chi fa questo mestiere in Italia. Tutti quelli che hanno lavorato nella radiofonia hanno sognato di venire a lavorare a Radio Deejay. Chi non c\u2019\u00e8 riuscito probabilmente non mi ha in simpatia perch\u00e9 non gli ho concesso questa possibilit\u00e0. Non ho spazio per tutti e sono pagato per scegliere: se a volte ho preferito una persona invece che un\u2019altra l\u2019ho fatto in buona fede. Poi c\u2019\u00e8 chi avrebbe voluto fare quello che ho fatto io, e allora cerca di sminuire i risultati attraverso una forma di aggressivit\u00e0 un po\u2019 patetica.<\/p>\n<p><strong>Che mi dici, invece, di Mazzoli e del battibecco sui dati d\u2019ascolto?<\/strong><br \/>No, guarda, Mazzoli \u00e8 matto (ride). Con lui ho un rapporto molto molto divertente, ci sentiamo spesso. Sa di essere un po\u2019 matto e su questa cosa ci gioca. Ha il problema di essere figlio unico e ogni volta che tu, per sbaglio, gli togli il giocattolo dalle mani, qualunque sia, fa il bambino che si lamenta, ma poi finisce l\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Qualcuno a cui devi chiedere scusa e qualcuno che deve chiederti scusa?<\/strong><br \/>Non credo di dover chiedere scusa a nessuno. Se ho sbagliato lo chiedo adesso, ma non so per che cosa, mi dispiace. Se ho ferito qualcuno, l\u2019ho fatto involontariamente. Sai, noi parliamo due ore in diretta, tutti i giorni, di qualunque argomento. Ci possono essere state occasioni in cui siamo stati indelicati nei confronti di qualcuno.<\/p>\n<p><strong>Per quel che riguarda te, invece?<\/strong><br \/>Non so se qualcuno debba chiedermi scusa. Nella vita non serve a niente serbare rancore: si va avanti costruendo, non distruggendo gli altri. Chi vuole fare del male perch\u00e9 invidioso o per qualunque altro motivo lo fa a s\u00e9 stesso, perch\u00e9 il veleno nel sangue non fa bene.<\/p>\n<p><strong>Circa la vicenda del divorzio Radio Deejay-Riccione, avete trovato un \u201caccordo\u201d o resta una frattura insanabile?<\/strong><br \/>Con quelle persone non ho avuto pi\u00f9 nessun tipo di contatto e non ho nessuna intenzione di averne. Aspetto soltanto che il loro tempo sia scaduto. Si sono comportate male, lo sanno bene, lo sa tutta la citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Se ti dico Fabio Volo, invece, perch\u00e9 ci sono stati momenti di maretta in passato?<\/strong><br \/>Ma no, la cosa di Fabio \u00e8 molto divertente: con lui ho litigato una volta sola in 25 anni per la scelta di un disco che aveva messo e volevo mettere io dopo. Pensa che problemoni. Tutto il resto fa parte del suo gioco.<\/p>\n<p><strong>Quale gioco?<\/strong><br \/>Lui stesso lo ha pi\u00f9 volte raccontato. Fabio ha bisogno di sentirsi coccolato: dice di non avere avuto abbastanza coccole da piccolo. Gli piace fare l\u2019incompreso, ma \u00e8 un atteggiamento che ormai non ha pi\u00f9 da mille anni.<\/p>\n<p><strong>L\u2019hai visto Kong, il programma che ha condotto su Rai 3?<\/strong><br \/>S\u00ec, l\u2019ho visto.<\/p>\n<p><strong>E\u2026?<\/strong><br \/>\u00c8 Fabio. Lui ha una sua cifra stilistica e una forte personalit\u00e0. Quelli come lui dividono completamente il mondo tra chi li ama e chi non li sopporta. Per\u00f2 io ne vorrei dieci di Fabio in radio: \u00e8 uno dei pochi che hanno l\u2019x factor, la capacit\u00e0 \u2013 che per la radio \u00e8 fondamentale \u2013 di costruire dal nulla qualcosa di appetitoso. Chi non lo apprezza dice che per un\u2019ora ciurla nel manico, che non dice un cazzo o gioca sempre con gli stessi argomenti. In verit\u00e0, \u00e8 il motivo per cui dall\u2019altra parte la gente lo ama.<\/p>\n<p><strong>Un nome: Claudio Cecchetto.<\/strong><br \/>Spero stia bene. Non lo vedo n\u00e9 lo sento da tanto tempo. Mi auguro sia tranquillo.<\/p>\n<p><strong>Ti dispiace sia finita male tra voi?<\/strong><br \/>Non ho mai litigato con lui. \u00c8 lui che, purtroppo, una volta uscito di qui per sua scelta ha vissuto questo abbandono con grandi problematiche. Ha cercato di buttare sugli altri una cosa in cui aveva soltanto lui responsabilit\u00e0. Nessuno lo ha mandato via, nessuno gli ha portato via niente. Lui ha scelto di andare, capisco che questa cosa abbia creato, negli anni, qualche rimpianto. Se la deve risolvere da solo, non ha niente a che fare con noi.<\/p>\n<p><strong>Fuori Massena \u2013 il progetto che ha portato Radio Deejay, Radio Capital e m2o fuori dalla sede storica \u2013 \u00e8 stato un grande successo. \u00c8 diventato un format stabile o rimarr\u00e0 un esperimento?<\/strong><br \/>Credo andr\u00e0 avanti, verr\u00e0 anche sviluppato, \u00e8 parte del nostro Dna. Una delle caratteristiche di Radio Deejay, da sempre, \u00e8 che la radio non finisce nella radio, ma che esista anche nel mondo reale. Quando Radio Deejay \u00e8 nata, i primi dieci anni facevamo le serate in discoteca e i muri delle citt\u00e0 italiane erano tappezzati dalle foto di Albertino, Linus, Amadeus, Fiorello, Fargetta. Eravamo costantemente in giro per l\u2019Italia.<\/p>\n<p><strong>Il dolore pi\u00f9 grande della tua vita?<\/strong><br \/>Non lo so, per il momento non ne ho avuto uno cos\u00ec grande da esserne segnato.<\/p>\n<p><strong>E chi \u00e8 oggi Linus?<\/strong><br \/>Non \u00e8 molto diverso da quello che ha cominciato a fare la radio cinquant\u2019anni fa. \u00c8 ancora uno che fa la radio perch\u00e9 gli piace farla. Poi mi sono trovato a fare il \u201cmanager\u201d, sempre perch\u00e9 il mio ruolo \u00e8 quello del fratello maggiore. Ma se mi chiedi chi sono fra l\u2019artista e il manager, ti dir\u00f2 sempre l\u2019artista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00ab\u00c8 stata la festa degli ascoltatori della radio. 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