{"id":535145,"date":"2026-06-12T06:47:14","date_gmt":"2026-06-12T06:47:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/535145\/"},"modified":"2026-06-12T06:47:14","modified_gmt":"2026-06-12T06:47:14","slug":"ucraina-perche-litalia-rischia-un-conto-da-25-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/535145\/","title":{"rendered":"Ucraina: perch\u00e9 l&#8217;Italia rischia un conto da 25 miliardi"},"content":{"rendered":"<p>A quanto ammonti questo \u00abprezzo altissimo\u00bb, il ministro della Difesa non l\u2019ha detto. Una stima accurata l\u2019ha offerta il senatore leghista <strong>Claudio Borghi<\/strong>, sul suo sito personale. Il conto che l\u2019Italia potrebbe ritrovarsi a saldare per l\u2019aiuto a Kiev, qualora il Paese  disastrato non ripagasse il debito che ha contratto con l\u2019Ue, ammonta ad almeno 25 miliardi di euro. \u00c8 un calcolo che anche La Verit\u00e0 aveva elaborato, lo scorso 17 dicembre, quando il Consiglio europeo aveva raggiunto l\u2019accordo per l\u2019ennesimo prestito da 90 miliardi. Quello bloccato dall\u2019Ungheria di <strong>Viktor Orb\u00e1n<\/strong> e ora riesumato dal successore, <strong>P\u00e9ter Magyar<\/strong>, sempre a condizione che l\u2019Ungheria non sborsi un centesimo.<\/p>\n<p>Ma se l\u2019impegno finanziario che incombe su Roma rispecchia la quota italiana di partecipazione al bilancio comunitario, intorno al 13%, le condizioni alle quali sono stati concessi i finanziamenti a <strong>Volodymyr Zelensky<\/strong> rispecchiano soltanto il tafazzismo dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>La radiografia dei prestiti l\u2019hanno fatta a gennaio due studiosi, <strong>Lukas Spielberger<\/strong> e <strong>Moritz Rehm<\/strong>, su Review of international political economy. Spulciando i documenti, hanno accertato che i tempi di restituzione dei denari saranno lunghi: ad esempio, l\u2019Eu Ukraine facility, un pacchetto da 50 miliardi, prevede una scadenza a 35 anni e 10 anni di esenzione dall\u2019inizio della restituzione del capitale. In parole povere &#8211; povere sul serio &#8211; gli europei, ammesso che Kiev sia nelle condizioni di onorare il debito, rivedranno le prime tranche solo nel 2033. Il fondo era nato gi\u00e0 in modo un po\u2019 opaco, con 5 miliardi di euro messi a disposizione dallo stesso <strong>Zelensky<\/strong>, 33 miliardi di obbligazioni emesse da Bruxelles, 9 miliardi e mezzo sotto forma di garanzie per prestiti da istituti di credito, come la Bei, e 2 miliardi e mezzo di provenienza\u2026 ignota.<\/p>\n<p>L\u2019orizzonte dei debiti si dilata ancora di pi\u00f9 nel caso dell\u2019Ukraine loan cooperation mechanism, del valore di oltre 18 miliardi: la scadenza passa da 35 a 45 anni. Considerando che il patto \u00e8 di dicembre 2024, significa che non riavremo indietro il credito fino al 2069. \u00abGiusto per capire la totale follia di un simile schema di finanziamento\u00bb, ha scritto l\u2019onorevole del Carroccio, \u00abbasti pensare che i prestiti del Fmi hanno scadenza di 8 anni e tasso di interesse pari al 7%, oltre a essere credito privilegiato\u00bb. Il Fondo monetario, difatti, dev\u2019essere rimborsato per primo, quando il beneficiario delle sue elargizioni si procura un po\u2019 di liquidit\u00e0. <\/p>\n<p>Ad aggravare il quadro c\u2019\u00e8 che i nostri soldi sono serviti anche ad arricchire i funzionari ucraini corrotti: i famigerati bagni d\u2019oro, la cerchia del presidente in mimetica se l\u2019\u00e8 pagati con i fondi distratti dall\u2019agenzia per l\u2019energia Energoatom, a sua volta sovvenzionata, per un totale di 600 milioni, da Euratom, l\u2019agenzia Ue, e dalla Banca europea di ricostruzione e sviluppo. Quattrini cui si aggiungono i 25 miliardi di assistenza macrofinanziaria &#8211; i primi stanziati &#8211; e i 90 miliardi sbloccati con l\u2019avvento di <strong>Magyar<\/strong>. Il totale degli aiuti concessi dal Vecchio continente, ottenuto sommando le varie voci indicate sul sito della Commissione, \u00e8 arrivato a 204,8 miliardi. Al di fuori del bilancio ufficiale, poi, c\u2019\u00e8 l\u2019Eu peace facility, riesumato su autorizzazione di Budapest: dapprima impiegato per compensare gli Stati membri che fornivano armi alla resistenza, <strong>Kaja Kallas<\/strong> ha appena proposto di utilizzare la sua dotazione da 6,6 miliardi per acquistare altri armamenti e per finanziare una missione di supporto a Kiev.<\/p>\n<p><strong>Crosetto<\/strong> ha ragione: \u00abDobbiamo porre rimedio nel pi\u00f9 breve tempo possibile\u00bb a questo \u00abconflitto nel centro dell\u2019Europa\u00bb. In primo luogo, affinch\u00e9 si smetta di morire. In secondo luogo, perch\u00e9 la si smetta di svenarsi.<\/p>\n<p>Il guaio \u00e8 che, sul lungo periodo, la prospettiva di ulteriori salassi diventa sempre pi\u00f9 concreta. Il levantino <strong>Magyar<\/strong> ha accettato di incassare i finanziamenti europei negati a <strong>Orb\u00e1n<\/strong> in cambio dell\u2019assenso al percorso di integrazione di Kiev nell\u2019Ue. Ieri, il Pd ha promosso una risoluzione alla Camera nella quale si chiede al governo di \u00abadoperarsi, insieme ai partner europei, per garantire la prospettiva dell\u2019ingresso dell\u2019Ucraina nell\u2019Unione europea\u00bb. Nel partito, intanto, l\u2019intervista di <strong>Goffredo Bettini<\/strong> al Corriere, reo di aver affermato che \u00abla Russia \u00e8 parte della storia europea\u00bb e che Bruxelles dovrebbe \u00abprendere un\u2019iniziativa di pace\u00bb, ha creato scompiglio: <strong>Filippo Sensi<\/strong> ha detto che \u00abun Pd che seguisse questa agenda filorussa\u00bb dovrebbe passare \u00absul mio cadavere\u00bb, mentre <strong>Pina Picierno<\/strong>, fresca di addio al Nazareno, ha accusato i dem di non dissociarsi da posizioni \u00abche sono anche quelle di <strong>Conte<\/strong>, di <strong>Salvini<\/strong> e di <strong>Vannacci<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Purtroppo, la maggioranza non si oppone alla traiettoria masochistica dell\u2019Ue. Il ministro degli Esteri, <strong>Antonio Tajani<\/strong>, ieri ha ribadito: \u00abSiamo assolutamente favorevoli all\u2019ingresso dell\u2019Ucraina\u00bb, purch\u00e9 \u00abrispetti i criteri di adesione\u00bb. Quelli che il M5s, non proprio in sintonia con i dem, nonostante le rassicurazioni di <strong>Giuseppe Conte<\/strong>, raccomanda di \u00abverificare\u00bb, affinch\u00e9 la \u00abmembership\u00bb sia subordinata \u00aball\u2019adozione dell\u2019acquis comunitario\u00bb.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 in che misura questi processi passeranno dal Parlamento.  <strong>Borghi<\/strong> ha giustamente notato che, sebbene siano stati impegnati miliardi e l\u2019Ue abbia persino emesso debito garantito dagli Stati membri (ieri l\u2019esecutivo ha raccolto 8 miliardi per le sue \u00abpriorit\u00e0 politiche\u00bb, inclusa quella di \u00absostenere finanziariamente l\u2019Ucraina\u00bb),  nulla \u00e8 stato discusso in commissione Bilancio; men che meno votato dalle Camere. Al massimo, l\u2019Europarlamento \u00e8 stato chiamato a ratifiche sbrigative di accordi che erano stati gi\u00e0 presi in Consiglio.<\/p>\n<p>Si era detto che l\u2019Ucraina combatte per i nostri valori. Tra essi, ci pare di ricordare, c\u2019\u00e8 anche la democrazia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A quanto ammonti questo \u00abprezzo altissimo\u00bb, il ministro della Difesa non l\u2019ha detto. 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