{"id":535812,"date":"2026-06-12T16:13:13","date_gmt":"2026-06-12T16:13:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/535812\/"},"modified":"2026-06-12T16:13:13","modified_gmt":"2026-06-12T16:13:13","slug":"oriente-occidente-di-rampini-in-america-tutto-e-possibile-parla-il-fondatore-di-nvidia-mentre-spacex-sbarca-in-borsa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/535812\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | \u00abIn America tutto \u00e8 possibile\u00bb. Parla il fondatore di Nvidia, mentre SpaceX sbarca in Borsa"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSolo in America certi sogni diventano realt\u00e0\u00bb. Nel giorno in cui <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/26_giugno_12\/spacex-il-giorno-della-mega-ipo-la-compagnia-spaziale-di-musk-debutta-a-wall-street-e-fa-milionari-4-400-dipendenti-95ff7ddd-1ad0-4ba3-899f-6169f7713xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sbarca in Borsa la societ\u00e0 SpaceX di Elon Musk<\/a>, vi propongo una lettura istruttiva. Un\u2019altra societ\u00e0 tecnologica, un altro immigrato. L\u2019azienda \u00e8 <b>Nvidia<\/b>, che fino alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/26_giugno_12\/spacex-la-quotazione-vietata-ai-cinesi-la-clausola-che-piace-a-trump-e-il-segreto-con-cui-musk-ha-lasciato-indietro-la-nasa-2bcb274a-257a-4302-873e-03765400dxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">quotazione di SpaceX<\/a> \u00e8 stata il numero uno per valore di Borsa grazie ai suoi microchip avanzatissimi, indispensabili per le performance pi\u00f9 sofisticate dell\u2019intelligenza artificiale (AI). Il capo e fondatore \u00e8 <b>Jensen Huang<\/b>, cinese di Taiwan. Nvidia ha il suo quartier generale in California, nella Silicon Valley, non lontano dall\u2019universit\u00e0 di Stanford. Vi propongo qui una sintesi dell\u2019intervista a Huang condotta da un\u2019intervistatrice speciale, <b>Condoleezza Rice<\/b>. Lei fu segretaria di Stato nell\u2019Amministrazione di George W. Bush, la prima donna afroamericana in quel ruolo. L\u2019intervista \u00e8 stata condotta alla Hoover Institution di Stanford. Dal sito della Hoover ho estratto per voi i passaggi pi\u00f9 significativi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Condoleezza Rice: Jensen, la tua storia \u00e8 una delle tante storie di immigrazione che hanno costruito l\u2019America. Sei arrivato qui a nove anni. Com\u2019\u00e8 cominciato tutto?    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Jensen Huang: Sono nato a Taiwan. Quando avevo cinque anni la mia famiglia si trasfer\u00ec in Thailandia, dove mio padre lavorava alla costruzione di una raffineria. Nel 1973 un colpo di Stato convinse i miei genitori che non era pi\u00f9 un posto sicuro. Mio fratello aveva dieci anni, io nove. Decisero di mandarci negli Stati Uniti da uno zio che viveva a Tacoma, nello Stato di Washington. Ricordo ancora il mio primo impatto con l\u2019America. Non avevo mai camminato su un pavimento coperto di moquette. Mi sembrava di stare sul letto con le scarpe. Tutto mi appariva straordinario: i cereali della colazione, i programmi televisivi, le automobili, i supermercati. <b>Era un mondo che non riuscivo nemmeno a immaginare<\/b>. Dopo pochi mesi venimmo mandati in un collegio del Kentucky, uno dei pi\u00f9 economici che i miei genitori potessero permettersi. Era a Oneida, una cittadina minuscola. Guardandola oggi su Google Maps si vede quasi soltanto un puntino.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Rice: Non avevo mai sentito nominare Oneida, Kentucky.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Huang: Probabilmente oggi ha gli stessi abitanti di allora, circa seicento. Fu un\u2019esperienza difficile e spaventosa. Mio fratello aveva dieci anni e si occup\u00f2 di tutto. <b>Immagina un bambino di dieci anni che accompagna un fratello di nove dall\u2019Asia agli Stati Uniti<\/b>, passando per aeroporti giganteschi come Chicago e trovando da solo le coincidenze. Ancora oggi penso che sia stato incredibile.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Rice: Come venisti accolto?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Huang: Erano gli anni Settanta. In quella parte del Kentucky non avevano mai visto un bambino cinese. <b>C\u2019erano pregiudizi. Ma c\u2019erano anche persone generose<\/b>. Entrai nella squadra di nuoto, giocavo a calcio. Mi adattai. E poi tutto mi sembrava meraviglioso. Ricordo la prima volta che l\u2019allenatore ci port\u00f2 a mangiare in un locale dove il men\u00f9 era illuminato e il cibo arrivava in scatole colorate. Mi sembr\u00f2 una navicella spaziale. Era McDonald\u2019s. Mio padre era venuto in America anni prima per una formazione professionale. Per lui fu una rivelazione. Da allora sogn\u00f2 di portare qui la sua famiglia. <b>Gli immigrati guardano l\u2019America in modo diverso. Apprezzano tutto<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Huang: Esatto. Ricordo perfettamente che cosa significa vedere l\u2019America per la prima volta. <b>\u00c8 come assistere a un miracolo<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Rice: I tuoi genitori arrivarono poi negli Stati Uniti?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Huang: Arrivarono con niente. Vendettero tutto e portarono con s\u00e9 soltanto qualche valigia. Mia madre lavorava come domestica. Mio padre era ingegnere. Risparmiavano ogni centesimo. Compr\u00f2 un vecchio furgone verde senza sedili. Sistem\u00f2 sul pavimento una moquette e qualche cassetta del latte. Poi caric\u00f2 tutta la famiglia e ci port\u00f2 da Portland a Disneyland. Fu l\u2019unica vacanza della nostra infanzia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Rice: Come sei arrivato all\u2019universit\u00e0?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Huang: Non avevo mai immaginato di poter frequentare una grande universit\u00e0. Mi sembrava economicamente impossibile. Amavo la matematica e le scienze. E quando sei uno studente delle superiori appassionato di matematica e scienze hai pochissimi amici. Eravamo sempre gli stessi: club di matematica, club di scienze, club di informatica. Poi andavamo a giocare ai videogiochi. Un mio amico decise di iscriversi all\u2019Oregon State University. Pensai che fosse una buona idea.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Huang: Volevo fare un master ma non pensavo di potermelo permettere. Dopo la laurea fui assunto da AMD. L\u2019azienda aveva un programma straordinario: lavorare in Silicon Valley e contemporaneamente frequentare Stanford con tutte le spese pagate. Quando me lo proposero dissi: \u00abMi pagate uno stipendio e mi pagate anche Stanford?\u00bb. Mi risposero: \u00abS\u00ec\u00bb. Per me era un sogno. <b>Stanford fu fondamentale, mi insegn\u00f2 a collegare la scienza alle applicazioni industriali<\/b>. Mi aiut\u00f2 a capire il rapporto tra ricerca, tecnologia e strategia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Rice: Parliamo della nascita di Nvidia. Come nasce l\u2019idea?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Huang: All\u2019epoca tutta l\u2019industria informatica ruotava attorno al processore tradizionale, la CPU. Noi avevamo una convinzione semplice: la CPU non poteva essere la soluzione migliore per ogni problema. Esistono compiti \u2014 grafica tridimensionale, simulazioni, elaborazioni scientifiche \u2014 che richiedono un\u2019architettura diversa. <b>L\u2019idea era creare uno strumento complementare alla CPU<\/b>. Come in una cassetta degli attrezzi: non si pu\u00f2 usare sempre e soltanto un martello. Il problema era che nessuno aveva mai convinto gli sviluppatori a utilizzare una nuova architettura informatica. Serviva un\u2019applicazione iniziale che fosse abbastanza importante da giustificare il cambiamento. Pensammo ai videogiochi tridimensionali.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Rice: Non il business plan pi\u00f9 facile da finanziare.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Huang: <b>Era quasi impossibile da finanziare. Eppure la Silicon Valley ci diede fiducia<\/b>. Fondi come Sequoia Capital decisero di investire. La nostra convinzione era che il computer tradizionale non bastasse pi\u00f9 e che esistessero problemi troppo interessanti per essere risolti soltanto dalle CPU. Negli anni successivi Nvidia applic\u00f2 la stessa tecnologia a campi sempre pi\u00f9 numerosi: simulazioni fisiche, sismologia, diagnostica medica, modellazione molecolare. Poi arriv\u00f2 l\u2019intelligenza artificiale. Ricercatori come Andrew Ng a Stanford, Geoffrey Hinton a Toronto e Yann LeCun a New York cominciarono a lavorare sul deep learning. Ci contattarono. Mi resi conto che potevamo dare un contributo decisivo. <b>Da l\u00ec nacque una rivoluzione<\/b>. Abbiamo sofferto per trent\u2019anni. Nessuno credeva in quello che stavamo facendo. Per molto tempo non c\u2019erano riscontri esterni positivi. Il difficile \u00e8 continuare a lavorare quando nessuno ti incoraggia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Rice: Come si mantiene motivata un\u2019organizzazione in queste condizioni?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Huang: Bisogna partire dai propri valori. Devi vedere un futuro che gli altri non vedono ancora. Devi raccontarlo in modo che anche altri riescano a immaginarlo. Vale per Nvidia. Vale per Stanford. Vale per l\u2019America. <b>Ogni grande istituzione si regge su convinzioni profonde<\/b>. Quando guardo gli Stati Uniti con gli occhi dell\u2019immigrato che ero da bambino, e con l\u2019esperienza accumulata viaggiando in tutto il mondo, continuo a vedere qualcosa di straordinario. Vedo un miracolo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Rice: Molti giovani oggi sono pi\u00f9 pessimisti. Temono di non avere le stesse opportunit\u00e0. Che cosa diresti loro?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Huang: Tornate ai principi fondamentali. <b>Quando il futuro sembra confuso, chiedetevi quali sono i vostri valori e quali capacit\u00e0 possedete<\/b>. Direi ai giovani che si possono provare sentimenti in conflitto tra loro. Si pu\u00f2 essere grati per ci\u00f2 che si ha, insoddisfatti di ci\u00f2 che non funziona e allo stesso tempo ambiziosi. La possibilit\u00e0 di fare qualcosa di grande nasce nei periodi di trasformazione. <b>Oggi l\u2019intelligenza artificiale \u00e8 una di quelle trasformazioni. Studiatela<\/b>. Imparate a usarla. Non importa quale sia il vostro mestiere. Se volete fare i medici, il vostro compito non \u00e8 leggere radiografie ma curare persone. Se volete fare gli ingegneri, il vostro compito \u00e8 risolvere problemi importanti. Le tecnologie cambiano. Lo scopo del lavoro resta.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Rice: Sei ottimista sull\u2019intelligenza artificiale?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Huang: Direi un ottimista prudente. L\u2019intelligenza \u00e8 alla base di tutto: industria, ricerca, medicina, difesa. Ma <b>dobbiamo essere prudenti<\/b>. I sistemi devono funzionare davvero. Non basta che sembrino intelligenti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Rice: Sul piano internazionale quali sono le tue preoccupazioni?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Huang: Dobbiamo capire che l\u2019intelligenza artificiale \u00e8 una filiera completa. C\u2019\u00e8 l\u2019energia. Poi i semiconduttori. Poi le infrastrutture cloud. Poi i modelli. E infine le applicazioni. L\u2019ultimo livello \u00e8 il pi\u00f9 importante. Chi sapr\u00e0 usare meglio l\u2019AI nella sanit\u00e0, nella difesa, nella sicurezza informatica, nei trasporti e nella manifattura sar\u00e0 il vero vincitore di questa rivoluzione industriale. <b>Gli Stati Uniti sono ancora in testa, ma ogni grande svolta tecnologica \u00e8 anche un momento in cui la leadership pu\u00f2 cambiare<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Alla fine dell\u2019intervista Condoleezza Rice torna alla domanda iniziale: Una famiglia che arriva da Taiwan. Due bambini spediti in Kentucky. Oregon State. Stanford. La fondazione di Nvidia. Tutto questo sarebbe stato possibile altrove?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Huang: <b>Nvidia \u00e8 il risultato di una lunga catena di eventi altamente improbabili. Ma senza il vento favorevole dell\u2019America non sarebbe accaduto<\/b>. L\u2019America offre un contesto fatto di regole comprensibili, istituzioni affidabili, mercati aperti, possibilit\u00e0 di competere e innovare. Gli imprenditori hanno bisogno di sapere che, se costruiscono qualcosa di valido, potranno portarlo sul mercato senza ostacoli arbitrari. Per un immigrato questo paese appare come un miracolo. Arrivi qui per scelta. Trovi risorse abbondanti. Vuoi lavorare duramente perch\u00e9 non hai alternative. Non riesco a immaginare un altro luogo dove tutto questo sarebbe stato possibile. <b>Nvidia \u00e8 una storia che pu\u00f2 esistere soltanto in America<\/b>. Anch\u2019io sono una storia che pu\u00f2 esistere soltanto in America. Tutto questo \u00e8 avvenuto in una sola generazione, con genitori che hanno rinunciato a tutto per essere qui. Per questo posso dire senza esitazione: io sono la personificazione del sogno americano.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-12T16:30:44+02:00\" content=\"2026-06-12\">12 giugno 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abSolo in America certi sogni diventano realt\u00e0\u00bb. 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