{"id":536024,"date":"2026-06-12T19:14:11","date_gmt":"2026-06-12T19:14:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/536024\/"},"modified":"2026-06-12T19:14:11","modified_gmt":"2026-06-12T19:14:11","slug":"bologna-quattro-giovani-artiste-palestinesi-per-un-mese-allaccademia-delle-belle-arti-qui-per-imparare-nuove-tecniche-e-modalita-di-fare-arte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/536024\/","title":{"rendered":"Bologna, quattro giovani artiste palestinesi per un mese all\u2019Accademia delle Belle Arti: \u00abQui per imparare nuove tecniche e modalit\u00e0 di fare arte\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Fernando Pellerano<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Noran, Carmel, Hadeel e Natal provengono dalla Visual Arts Forum di Ramallah, in Cisgiordania. A fine mese la mostra conclusiva della residenza con i lavori sviluppati nelle aule di via Belle Arti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abQuesta cosa finir\u00e0, deve finire, ne siamo certe\u00bb. C\u2019\u00e8 un oceano di speranza nelle parole, e ancor di pi\u00f9 nello sguardo, di Noran, Carmel, Hadeel e Natal. <br \/><b>Quattro giovanissime studentesse palestinesi della Visual Arts Forum di Ramallah, in Cisgiordania, <\/b>arrivate a Bologna pochi giorni fa, ora in residenza artistica per un mese all\u2019Accademia delle Belle Arti grazie a un progetto di collaborazione promosso fra i due istituti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019artefice di questo ponte fra Bologna e Ramallah \u00e8 stato il duo artistico bolognese Antonello Ghezzi (Nadia Antonello e Paolo Ghezzi) che nella West Bank ha trascorso un lungo periodo in seguito al premio assegnato dall\u2019Anna Lindh Foundation, istituzione intergovernativa euro-mediterranea dedicata al dialogo interculturale. <b>L\u00ec hanno conosciuto una realt\u00e0, \u00absolo andandoci si pu\u00f2 comprendere lo stato delle cose\u00bb,<\/b> <b>che meritava un\u2019opportunit\u00e0<\/b>. Da quella terra senza pace sono arrivate loro, ora seguite dai docenti di Ababo e in particolare dal professor Carlo Branzaglia.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    La cerimonia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Venerd\u00ec 12 giugno in Aula Magna, una informale cerimonia di assegnazione delle residenze, con l&#8217;intervento in remoto di Deema Ershaid, direttrice del VAF nell&#8217;ambito di Open Tour, tradizionale evento di fine anno che invade e gallerie cittadine delle opere degli studenti. <b>A fine mese la mostra conclusiva della residenza con i lavori sviluppati nelle aule di via Belle Arti, <\/b>ora aperte per l\u2019Openshow di fine anno. Ospitalit\u00e0 possibile grazie al contributo di alcuni partner: Legacoop, Camst e Coop Alleanza 3.0, Camplus, Scuderie Future Food Living Lab, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e Parsec.<\/p>\n<p>    I racconti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dunque s\u00ec, \u00abquesta cosa finir\u00e0\u00bb. \u00abQuando la Palestina sar\u00e0 libera potremo finalmente andare al mare, uscire dalla citt\u00e0 senza dover passare dai vari controlli\u00bb, dice Carmel Khalil, in inglese. E lo dice sorridendo. Il mare e la spiaggia sono l\u00ec, a pochi chilometri, ma c\u2019\u00e8 chi c\u2019\u00e8 stato solo una volta o anche mai. Da Ramallah (e non solo) se le autorit\u00e0 israeliane non vogliono, non si esce.\u00a0\u00abAnche all\u2019interno non sempre ci si pu\u00f2 spostare. Ogni giorno <b>controlliamo sullo smartphone se i check point sono aperti per poter andare all\u2019Universit\u00e0. <\/b>Ogni giorno c\u2019\u00e8 quella difficolt\u00e0\u00bb. I racconti sono sereni. C\u2019\u00e8 una grazia mediorientale nelle loro risposte, distantissima dai toni occidentali (spesso stressati per nulla).<\/p>\n<p>    Il viaggio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Aver avuto il visto per espatriare \u00e8 stato qualcosa di speciale. Il viaggio \u00e8 stato per\u00f2 molto faticoso. \u00ab\u00c8 durato praticamente due giorni, non abbiamo dormito\u00bb, dice Natal Khaseep <b>che con la sua pittura presenter\u00e0 un lavoro \u2018emozionale\u2019 sulla perdita delle persone e sulle costrizioni. <\/b>\u00c8 lei a spiegare l\u2019itinerario del viaggio: Ramallah, Gerico (con strada bloccata), attraversamento del confine israelo-palestinese-giordano (con pedaggio) per arrivare in autobus ad Amman, quindi sosta in attesa del volo per Atene, altro scalo di 6 ore e poi a Bologna. Da un\u2019alba all\u2019altra. Per loro non ci sono voli diretti Tel Aviv-Roma.\u00a0\u00abNoi palestinesi abbiamo la carta verde, gli israeliani la blu: loro possono andare in aeroporto, noi con la verde non possiamo. Per questo abbiamo dovuto fare un altro tragitto\u00bb, dice Hadeel Quran. Anche in questo caso, il racconto di una privazione avviene in modo solare. <b>Lei disegna a carboncino, concentrandosi sullo stato psicologico dell\u2019individuo:<\/b> il progetto sar\u00e0 sul senso del viaggio, \u00abche per un palestinese \u00e8 un elemento per rinnovare il proprio dolore o in qualche modo risolverlo\u00bb.<\/p>\n<p>    Le opere<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00ab\u00c8 la prima volta che esco dalla Palestina\u00bb, racconta Noran Abu Muhsen che si muove fra performance e scultura. Il suo progetto: un corpo che cerca di volare (era il suo sogno da bambina) ma cade, per\u00f2 si rialza, vola di nuovo e cade ancora per ripartire, sempre dal basso: \u00abla circolarit\u00e0 della vita\u00bb. Non si affrontano argomenti di politica internazionale o interna. Non ce n\u2019\u00e8 bisogno. <b>Basta ascoltarle mentre parlano della loro terra. <\/b>\u00ab\u00c8 molto piacevole e amabile con la quale abbiamo una forte connessione: \u00e8 la nostra terra\u00bb.\u00a0\u00abDa noi la cosa importante \u00e8 lo spirito di comunit\u00e0. \u00c8 molto forte, questo aiuta le persone a rapportarsi con la guerra. Le nostre famiglie sono l\u00e0 e sentiamo tutta la loro forza\u00bb, precisa Carmel, istruttrice presso il VAF. Il suo lavoro esplora temi di vita quotidiana e lotte collettive legate alla realt\u00e0 palestinese, <b>utilizzando la narrazione visiva per documentare esperienze vissute: <\/b>\u00abla comprensione collettiva degli elementi visuali \u00e8 uno strumento base su cui comunicare e ha a che fare con la comunit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>    Il rientro<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 nella comunit\u00e0 che si produce la resilienza per andare avanti in quei territori martoriati, che da \u2018occupati\u2019, ignorando nei decenni le risoluzioni dell&#8217;Onu, non sono stati mai liberati, anzi. In Cisgiordania non c\u2019\u00e8 la stessa situazione &#8216;disperatissima&#8217; di Gaza, ma la violenza \u00e8 quotidiana. Eppure si procede.<b>\u00a0\u00ab\u00c8 una condizione condivisa con i nonni, con i genitori, con i fratelli. <\/b>Per noi \u00e8 importante continuare a fare le cose, a lavorare, a studiare, a vivere\u00bb. \u00c8 una modalit\u00e0 di vita \u2018stabile\u2019, radicata. Difficile definirla normale, ma \u00e8 quella. \u00abCi informiamo in rete, abbiamo i social e poi c\u2019\u00e8 Al Jazeera\u00bb.<br \/>E ora Bologna. \u00abCi piace, siamo qui per imparare nuove tecniche e nuove modalit\u00e0 di fare arte, incontrare delle persone e conoscere un ambiente completamente nuovo\u00bb, \u00abquando diciamo che siamo palestinesi sentiamo molta empatia, spontanea e gentile, non \u00e8 compassione, voglio sapere cosa succede da noi, si entra in contatto\u00bb. <b>Nessun problema di ambientamento, sono abituate ad altre \u2018difficolt\u00e0\u2019.<\/b>\u00a0A fine mese il rientro a Ramallah. I loro occhi si illuminano. \u00abTorneremo nel nostro paese, nella terra e dalle persone che amiamo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/corrieredibologna.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_bologna\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Bologna<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=38&amp;intcmp=NL-artic_nd_050624_corriere_ss_bologna\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter del Corriere di Bologna<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-12T18:28:33+02:00\">12 giugno 2026 ( modifica il 12 giugno 2026 | 18:28)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Fernando Pellerano Noran, Carmel, Hadeel e Natal provengono dalla Visual Arts Forum di Ramallah, in Cisgiordania. 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