{"id":536114,"date":"2026-06-12T20:38:17","date_gmt":"2026-06-12T20:38:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/536114\/"},"modified":"2026-06-12T20:38:17","modified_gmt":"2026-06-12T20:38:17","slug":"glasner-jaissle-amorim-e-pochettino-il-milan-pesa-pro-e-contro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/536114\/","title":{"rendered":"Glasner, Jaissle, Amorim e Pochettino: il Milan pesa pro e contro"},"content":{"rendered":"<p>                                Glasner, Jaissle, Amorim e Pochettino si giocano il Diavolo. Idee, tattica e approccio: Cardinale esamina, valuta e&#8230; interroga i candidati. Ne dovr\u00e0 uscire il nome pi\u00f9 forte possibile agli occhi dello spogliatoio<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Da un lato c&#8217;\u00e8 la missione &#8220;concettuale&#8221;. Dall&#8217;altro quella tecnica. Il Milan che sfoglia la margherita alla ricerca dell&#8217;allenatore capace di avviare davvero un ciclo &#8211; Fonseca, Concei\u00e7ao e Allegri, ovverosia gli ultimi tre, non ci sono riusciti -, deve riuscire a mettere insieme le due esigenze. Quella concettuale \u00e8 semplice nella filosofia, ma evidentemente complessa nell&#8217;applicazione: il club, in questo periodo di <a href=\"http:\/\/gazzetta.it\/Calcio\/Serie-A\/Milan\/12-06-2026\/perche-milan-non-ha-fretta-decidere-allenatore-mercato-immobile.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">frenetica ricerca tra una videocall e l&#8217;altra<\/a>, ha ben chiaro in testa come l&#8217;obiettivo finale sia consegnare al mondo rossonero &#8211; e allo spogliatoio, in particolare &#8211; un tecnico forte. Cio\u00e8: non semplicemente valido nel suo lavoro, ma che parta da una posizione solida. Autorevole e allo stesso tempo sorretto da tutte le componenti del club. Per fare un esempio concreto: mai pi\u00f9 un altro caso Fonseca, arrivato come seconda scelta (dopo il balletto surreale con Lopetegui) e quindi gi\u00e0 debole in partenza. Il problema \u00e8 che, ora come ora, il fatto che sia in atto un casting con pi\u00f9 nomi induce a pensare che un nome veramente forte rispetto agli altri in realt\u00e0 non ci sia. Altrimenti sarebbe gi\u00e0 stato individuato e portato a Milanello. Ad ogni modo in questo momento sono quattro i profili attenzionati: Glasner (quotazioni in ribasso, per\u00f2), Jaissle (nome sul taccuino da tempo), Amorim (pista pi\u00f9 recente) e Pochettino (pi\u00f9 sullo sfondo, ma da tenere ancora in considerazione). Le linee guida aziendali: serve un allenatore con un gioco offensivo, votato all&#8217;attacco, &#8220;alla Fabregas&#8221;, bandito il 3-5-2 allegriano.<\/p>\n<p>        glasner\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Lui vorrebbe fortemente il Milan. Tanto da aver gi\u00e0 rifiutato un paio di proposte, in particolare quella del Feyenoord. \u00c8 il tecnico con cui il club ha fin qui avuto pi\u00f9 colloqui e contatti, anche se negli ultimi giorni la pista si \u00e8 raffreddata. Glasner \u00e8 fra i papabili perch\u00e9 ha iniziato l&#8217;esperienza in panchina a Salisburgo, nell&#8217;ambito di quel mondo Red Bull dove il calcio offensivo e un certo modello di gioco e di gestione sono diventati presto l&#8217;unica religione (di cui Rangnick \u00e8 il massimo sacerdote). In realt\u00e0 non utilizza la difesa a quattro, ma si affida a un 3-4-2-1 comunque aggressivo e &#8220;fluido&#8221; (definizione del tecnico stesso), che diventa spesso e volentieri un 4-4-2. In base ai giocatori attualmente in rosa (o meglio: in base a chi potrebbe rimanere), un sistema col doppio trequartista sarebbe sulla carta decisamente interessante con Pulisic e Nkunku dietro il centravanti. Inoltre punta molto anche sull&#8217;aggressivit\u00e0 degli esterni, le sue sono squadre piuttosto verticali. Sarebbe un cambio tattico totale rispetto ad Allegri. Dei quattro candidati, Oliver \u00e8 il pi\u00f9 vincente in campo internazionale.<\/p>\n<p>        jaissle\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Anche nel suo caso si resta nell&#8217;alveo della forte impronta Red Bull. Quindi pressing molto offensivo, ovvero andare a difendere nella met\u00e0 campo altrui, recupero palla il pi\u00f9 rapido possibile. Il tecnico tedesco non \u00e8 un maniaco del singolo sistema di gioco e, come Glasner, non ha problemi a modificare lo spartito. Ma parte comunque da una linea difensiva a quattro, che viene per lo pi\u00f9 declinata in 4-3-3 e 4-3-1-2. La sua filosofia di gioco \u00e8 dinamica, potremmo definirla poco &#8220;paziente&#8221;: il possesso \u00e8 sempre finalizzato alla verticalizzazione, spesso per vie centrali. La sua tipologia di giocatori preferita \u00e8 quella alla Pulisic, ovvero la ricerca degli spazi tra le linee. Constatazione banale, ma Jaissle esige ritmi molto alti e squadre cortissime: il rovescio della medaglia \u00e8 che se salta una linea di pressione, dietro si aprono voragini. Dei quattro candidati, \u00e8 sicuramente il pi\u00f9 fresco come idea di gioco.<\/p>\n<p>        amorim\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Occorre ovviamente cercare di andare oltre la sua ultima avventura, conclusa malamente sulla panchina del Manchester United. Il portoghese \u00e8 stato inserito nella short list di via Aldo Rossi perch\u00e9 ha un&#8217;idea di calcio molto offensiva. Anche lui, come Glasner, parte da una difesa a tre con uno sviluppo che va dal 3-4-2-1 al 3-4-1-2. Il filo rosso che lo lega agli altri\u00a0competitor per la panchina del Milan \u00e8 sempre lo stesso: baricentro alto, aggressivit\u00e0, riconquista immediata della palla. Nel suo caso, cos\u00ec come per Glasner, hanno particolare importanza gli esterni. \u00c8 un calcio molto intenso che tende a cercare gli spazi fra le linee e necessita di una tecnica media abbastanza importante (un fattore rilevante, questo, nell&#8217;ambito di una rosa che mediamente non eccelle in questo senso).<\/p>\n<p><a class=\"is-partner-link\" href=\"https:\/\/abbonamenti.gazzetta.it\/de-promo-mondiali\/?pwcmp=cta&amp;forceBrowser=true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gazzetta Mondiale: ogni notte un\u2019edizione straordinaria esclusiva. Non perdertela, abbonati a 1\u20ac\/mese!<\/a><\/p>\n<p>        pochettino\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Con l&#8217;argentino, si torna al 4-2-3-1 o al 4-3-3. Filosofia di gioco magari meno visionaria e innovativa, ma con i giocatori giusti l&#8217;attuale ct degli Usa sa sviluppare un calcio molto aggressivo e propositivo. Fondamentali gli esterni d&#8217;attacco. Pochettino, come i suoi colleghi presenti nella lista di Cardinale, ama il calcio verticale ma, allo stesso tempo, \u00e8 fra tutti quello pi\u00f9 attento all&#8217;equilibrio. Attaccare la profondit\u00e0, s\u00ec, ma mantenendo le spalle coperte e soprattutto con una squadra che in entrambe le fasi non smette mai di muoversi. Non c&#8217;\u00e8 semplice attesa del gioco avversario, ma occupazione degli spazi pi\u00f9 corretti per riconquistare il pallone. La fase offensiva si distingue anche per una certa libert\u00e0 tattica lasciata ai suoi interpreti, situazione decisamente interessante osservando la fantasia di alcuni giocatori rossoneri. Dei quattro candidati Pochettino \u00e8 sicuramente il pi\u00f9 abituato ai grandi palcoscenici.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Glasner, Jaissle, Amorim e Pochettino si giocano il Diavolo. 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