{"id":537732,"date":"2026-06-13T21:02:13","date_gmt":"2026-06-13T21:02:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/537732\/"},"modified":"2026-06-13T21:02:13","modified_gmt":"2026-06-13T21:02:13","slug":"steven-spielberg-il-regista-di-e-t-e-la-verita-definitiva-sugli-alieni-perche-vedere-al-cinema-il-film-disclosure-day","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/537732\/","title":{"rendered":"Steven Spielberg, il regista di E.T. e la verit\u00e0 definitiva sugli alieni: perch\u00e9 vedere al cinema il film \u00abDisclosure Day\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Sara D&#8217;Ascenzo<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il regista di \u00abE.T.\u00bb torna al tema dell&#8217;incontro con gli extraterrestri, con estetica vintage e un occhio rivolto al passato ma ponendo interrogativi sulla complessit\u00e0 dell&#8217;oggi<\/p>\n<p>    \u00abDisclosure Day\u00bb di Steven Spielberg<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se avete mai pensato che gli alieni potessero essere arrivati negli anni tra noi, questo film\u00a0 vi d\u00e0 ragione. <b>L&#8217;ossessione di Steven Spielberg per l&#8217;\u00abaltro\u00bb<\/b> da noi, per l&#8217;extraterrestre, per la vita al di l\u00e0 del \u00abpiccolo\u00bb cielo che abbiamo sulla testa, trova qui la sua definitiva collocazione, come se il regista 79enne che ha regalato al mondo film di tutti i generi e per tutte le memorie visive, avesse avuto bisogno di tutti i frammenti raccontati negli anni per arrivare alla storia di\u00a0Daniel Kellner (interpretato da<b> Josh O&#8217;Connor<\/b>) un ex pirata inseguito dalla Wardex Corporation per aver rubato le prove della discesa degli alieni tra noi in almeno cinquant&#8217;anni di storia. Nella sua fuga verso il\u00a0\u00abDisclosure Day\u00bb, cio\u00e8 il giorno della verit\u00e0 in cui intende rivelare al mondo tutti i dati che possiede, Daniel coinvolge e travolge la sua ragazza, l&#8217;ex suora Jane Blankenship (Eve Hewson) la cui mente diventa preda dell&#8217;inseguitore numero uno di Daniel, Noah Scanlon (Colin Firth), capo della Wardex, che grazie a un prisma nero pu\u00f2 entrare in contatto telepatico con le persone e manipolarle. <b>E sulla strada di Daniel arriva anche Margareth<\/b> Fairchild (Emily Blunt), speaker del meteo per una televisione del Kansas che scopre di avere un dono: leggere le persone e parlare le lingue di tutti i popoli, extraterresti compresi.\u00a0\u00abDisclosure Day\u00bb \u00e8 un film stratificato, una sorta di prisma a sua volta in grado di contenere diversi generi e diversi film: Hitchcock \u00e8 il nume tutelare che guida le scene nel motel, con la luce che filtra dalle serrande e illumina a intermittenza i volti di Daniel e Jane, \u00e8 quello che guida la mano di Spielberg nella scena del treno ed \u00e8 lo spirito al quale il regista si vota per dare quel senso di minaccia che incombe sul protagonista e che sembra provenire da dentro di s\u00e9, pi\u00f9 che da qualcosa di esterno. Il tema dei temi,<b> decisamente spiegato<\/b>, \u00e8 quello dell&#8217;empatia, dell&#8217;incontro con l&#8217;altro, della perdita di rapporti tra persone rappresentato dagli alieni, metafora dell&#8217;altro da s\u00e9. Ma c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro. Come in\u00a0\u00abThe Fabelmans\u00bb (2022)<b> Spielberg riflette sul cinema <\/b>e soffre l&#8217;avanzata del nulla, dell&#8217;intelligenza artificiale che pure massicciamente utilizza (con la Cgi) creando quasi un effetto artigianale e posticcio (vedi gli animali smaccatamente finti, o i bambini cos\u00ec perfetti da sembrare automi), fino a esporre<b> una versione invecchiata e ammalorata di E.T.<\/b>, metafora del tempo e del cinema che \u00e8 passato e che probabilmente non pu\u00f2 tornare. A differenza di tanto cinema anticipatore di Spielberg,\u00a0\u00abDisclosure Day\u00bb \u00e8 dunque un film che racconta il passato, un film storico sugli alieni, una sorta di sonda\u00a0\u00abVoyager\u00bb da lanciare ai posteri con un compendio del cinema e dei suoi generi: fantascienza, ma anche thriller, spy story, giallo, politico. Privato della sua proverbiale e leggera ironia, Spielberg ammonisce e avverte:\u00a0\u00abAscoltate\u00bb. Sono tempi cupi ai quali non sfugge nemmeno il vecchio Steven.<br \/><b>Voto: 7. Da vedere per come manovra le immagini e per ci\u00f2 che racconta, rischia di essere un po&#8217; retorico e molto\u00a0\u00abcitofonato\u00bb. Ma resta un&#8217;arca del cinema e in sala ha il suo perch\u00e9.\u00a0<\/b><\/p>\n<p>    \u00abIl prigioniero\u00bb di\u00a0Alejandro Amen\u00e1bar<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Com&#8217;era Miguen de Cervantes, l&#8217;autore del\u00a0\u00abDon Quijote de la Mancha\u00bb, prima di scrivere quel romanzo? Amen\u00e1bar, regista di\u00a0\u00abThe Others\u00bb e\u00a0\u00abMare dentro\u00bb lo immagina dai lineamenti gentili, fascinoso, con un carisma naturale esercitato anche nel luogo meno libero: una prigione dei Mori ad Algeri dove finisce, ferito a un braccio, dopo la battaglia di Lepanto. Il suo destino sembra segnato: senza l&#8217;abiura non sar\u00e0 possibile uscire vivo da quel carcere dove si chiede ai prigionieri di rinunciare alla propria Fede e abbracciare quella in Allah. <b>Ma Miguel sogna.<\/b> O meglio, inventa. Inventa storie per intrattenere gli altri prigionieri che colpiscono anche il misterioso Hasan Pasha (Alessandro Borghi), fascinoso e ambiguo, che instaura col prigioniero (Julio Pe\u00f1a) un rapporto intimo, invidiato e chiacchierato. Con un meccanismo alla Sherazade delle\u00a0\u00abMille e una Notte\u00bb, che per il regista contempla anche lo spirito che permea\u00a0\u00abFahrenheit 451\u00bb (per i libri proibiti),\u00a0Amen\u00e1bar costruisce un romanzo di formazione, il ritratto di uno scrittore da giovane, che sfugge a un destino gi\u00e0 scritto &#8211; la morte &#8211; grazie alla potenza della parola e delle storie. Ma <b>il film \u00e8 troppo lungo e perde progressivamente di forza<\/b>, le immagini sono fascinose ma decisamente fini a s\u00e9 stesse e Borghi, bravo a rendere l&#8217;ambiguit\u00e0 del personaggio, da solo non regge in un film di cui si capisce poco il fine, la ratio. E resta una ricostruzione molto dettagliata ma patinata di un mondo non poi cos\u00ec lontano.<br \/><b>Voto: 6. Belle ambientazioni, bella prova di Borghi, per un film con poco mordente.<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    \u00abOrphan\u00bb di L\u00e1szl\u00f3 Nemes<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le rivolte ungheresi a Budapest nel Secondo Dopoguerra rendono la citt\u00e0 attanagliata tra rivoltosi, spie, gendarmi, famiglie disgregate e tentativi di ripartenza.<b> La macchina da presa segue costantemente Andor <\/b>un ragazzino cresciuto dalla madre con il racconto del padre morto, idealizzato, e che si trova, di fronte a un gigante uomo che sostiene di essere il suo vero padre. Le inquadrature e la fotografia richiamano in maniera esplicita la bellissima stagione cinematografica del Neorealismo. La citt\u00e0 con i segni della guerra e delle recenti rivolte, le persone che si muovono impaurite in un clima di terrore, rese dei conti e fantasmi del passato, <b>tutto \u00e8 filtrato dallo sguardo del bambino fin dalla prima inquadratura<\/b>: il bambino che osserva da un buco nei cespugli  gli adulti decidere del proprio futuro. Lo spettatore assiste all&#8217;orgoglio di chi non vuol cedere all&#8217;idea di un ritorno del padre e rifiuta categoricamente i gesti dello sconosciuto e le sue attenzioni rivolte alla madre. <b>Il film \u00e8 tutto sospeso<\/b>, con un senso di catastrofe che pu\u00f2 arrivare da un momento all&#8217;altro e in questa tensione emotiva (a tratti un po&#8217; stirata e compiaciuta) si rimane per tutto il tempo del film. <b>Bello il dialogo con il padre immaginario<\/b>, una grande cisterna nei rifugi sotterranei di una citt\u00e0 sotto assedio: ricorda un po&#8217; le confessioni che Marcellino pane vino rivolgeva al crocifisso&#8230;.\u00a0<br \/><b>Voto 6 1\/2 Il regista non si allontana dai racconti le le ambientazioni legati alle due grandi guerre (come nei precedenti \u00abIl figlio di Saul\u00bb e \u00abTramonto\u00bb) ma qui manca forse la forza del racconto, un po&#8217; di coraggio narrativo e perch\u00e9 no, anche qualche minuto in meno.<\/b><\/p>\n<p>    \u00abRomer\u00eda\u00bb di Carla Sim\u00f3n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Marina a 18 anni non ha mai conosciuto i suoi genitori<\/b>, morti quando lei era molto piccola, e i nonni paterni si sono sempre rifiutati di ammettere la sua esistenza. Dietro c&#8217;\u00e8 un segreto rimosso: la morte dei genitori per Aids alla fine degli anni &#8217;80 vissuta come una vergogna da nascondere, sotterrare tanto da non permettere nemmeno a Marina di avere una firma sui documenti per una borsa di studio. <b>Il titolo fa riferimento a un pellegrinaggio a un santuario<\/b> e il pellegrinaggio di Marina a Vigo in Galizia, con la forza generatrice del mare e i muri dell&#8217;omert\u00e0 familiare da abbattere, hanno un grande potenziale, annacquato per\u00f2 da uno stile poco incisivo, da un incedere volutamente ondivago in cui la Marina di oggi si sovrappone alla mamma (la stessa attrice, la talentuosa\u00a0<b>Ll\u00facia Garcia<\/b>) trovandosi cos\u00ec a interpretare due personaggi opposti: Marina morigerata e timorata, la mamma disinibita e libera. Dietro c&#8217;\u00e8 un approccio psicanalitico alla storia, con <b>la sovrapposizione e l&#8217;inversione di ruoli<\/b>, con un senso di morte che la segue costantemente, misto a una vergogna resa da scene familiari tese nonostante il contesto alto borghese, i soldi, l&#8217;allegria dei bambini riuniti sotto lo stesso tetto. Eppure tanto sfoggio di idee, sentimenti, mezzi, con una fotografia retro e un&#8217;estetica che ben restituisce il clima di altri anni, non porta a empatizzare con i personaggi, che restano in superficie, come figurine di un album che nessuno vuole finire.<br \/><b>Voto: 6. Poca sostanza, molta forma, per un racconto che resta volutamente ma drammaticamente sospeso.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                                    <a href=\"https:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/venezia-mestre\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_venezia\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Venezia Mestre<\/a><br \/>\n                        <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=39&amp;intcmp=NL-artic_nd_060624_corriere_ss_veneto\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-13T17:04:28+02:00\">13 giugno 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Sara D&#8217;Ascenzo Il regista di \u00abE.T.\u00bb torna al tema dell&#8217;incontro con gli extraterrestri, con estetica vintage e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":537733,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1442],"tags":[21669,296460,296461,346,296462,296463,77419,296464,296465,5713,296466,296467,14690,12373,296455,296222,36,788,694,20451,640,8840,16994,23583,4084,296456,277,16684,7406,397,296024,201805,296457,2391,203,21706,122570,454,4663,17402,2753,3453,12272,399,204,91166,1537,90,89,21709,4045,4002,2050,6408,57285,964,1521,3608,489,37664,3965,4515,25934,83117,1989,12343,635,1434,117840,3544,8336,12285,6862,296458,2677,146902,14644,125272,8309,10335,8317,8318,1567,2685,2453,628,3249,2959,19955,9294,296459,2424,296028],"class_list":["post-537732","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-film","tag-abbattere","tag-abbattere-potenziale","tag-abbattere-potenziale-annacquato","tag-abbracciare","tag-abbracciare-allah","tag-abbracciare-allah-miguel","tag-abiura","tag-abiura-possibile","tag-abiura-possibile-uscire","tag-adulti","tag-adulti-decidere","tag-adulti-decidere-spettatore","tag-aids","tag-alieni","tag-ambientazioni","tag-amenabar","tag-arrivare","tag-bambini","tag-bambino","tag-borghi","tag-cinema","tag-clima","tag-costantemente","tag-daniel","tag-day","tag-day-film","tag-de","tag-decisamente","tag-definitiva","tag-destino","tag-disclosure","tag-disclosure-day","tag-disclosure-day-film","tag-diversi","tag-entertainment","tag-estetica","tag-fascinoso","tag-film","tag-fotografia","tag-generi","tag-genitori","tag-guida","tag-immagini","tag-incontro","tag-intrattenimento","tag-inventa","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-jane","tag-madre","tag-mamma","tag-mare","tag-marina","tag-metafora","tag-morte","tag-movies","tag-padre","tag-passato","tag-pellegrinaggio","tag-personaggi","tag-prigionieri","tag-prigioniero","tag-prisma","tag-racconta","tag-racconto","tag-regista","tag-resta","tag-rivolte","tag-romanzo","tag-scene","tag-se","tag-segue","tag-segue-costantemente","tag-senso","tag-sfugge","tag-sorta","tag-sospeso","tag-spielberg","tag-spirito","tag-steven","tag-steven-spielberg","tag-storia","tag-storie","tag-tema","tag-the","tag-trova","tag-vedere","tag-vergogna","tag-verita","tag-volutamente","tag-voto","tag-wardex"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/537732","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=537732"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/537732\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/537733"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=537732"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=537732"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=537732"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}