{"id":537922,"date":"2026-06-13T23:50:17","date_gmt":"2026-06-13T23:50:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/537922\/"},"modified":"2026-06-13T23:50:17","modified_gmt":"2026-06-13T23:50:17","slug":"nove-laureati-su-10-lavorano-e-restano-in-italia-roscani-inchioda-la-sinistra-noi-investiamo-loro-distribuiscono-bonus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/537922\/","title":{"rendered":"Nove laureati su 10 lavorano e restano in Italia. Roscani inchioda la sinistra: \u00abNoi investiamo, loro distribuiscono bonus\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>I dati ribaltano la narrazione dell\u2019Italia da cui fuggire: occupazione al 94,4% tra i magistrali. E sul bonus Pd da 200 euro il deputato di FdI affonda: \u00abLa sinistra tratta i giovani come un problema, noi come una risorsa\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVada via, <strong>se ne vada dall\u2019Italia\u00bb<\/strong>. Nella scena dell\u2019esame de La meglio giovent\u00f9, pellicola del 2003, Marco Tullio Giordana fece pronunciare al professore il mantra preferito della sinistra salottiera: \u201cSe hai una qualche ambizione, scappa\u201d. L\u2019Italia come destino minore, Paese \u00abbello e inutile\u00bb, buono per le cartoline e non per costruirci il futuro. <strong>Ventitr\u00e9 anni dopo, quel copione non regge pi\u00f9.<\/strong> Anzi, \u00e8 stato smentito dai fatti. Il <strong>Rapporto AlmaLaurea 2026<\/strong> dice che oltre <strong>nove laureati magistrali su dieci lavorano<\/strong> a cinque anni dal titolo. Non solo: i giovani restano, investono qui, fanno impresa, senza aspettare la predica di chi ha trasformato la fuga dei cervelli in un alibi politico permanente. E mentre il Pd rilancia il \u201cdiritto a restare\u201d \u2014 200 euro al mese agli under 35\u2014, <strong>Fabio Roscani<\/strong>, deputato di Fratelli d\u2019Italia e presidente di Giovent\u00f9 nazionale, li frena in partenza: \u00ab<strong>I bonus servono a fare campagna elettorale, non a risolvere i problemi<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>I numeri AlmaLaurea che smontano la sinistra<\/p>\n<p>La cifra che cambia il quadro \u00e8 questa: a cinque anni dalla laurea lavora il 91,7% dei laureati di primo livello e il 94,4% dei magistrali. La disoccupazione, tra questi ultimi, si ferma al 2,6%. Nel Lazio, precisamente, il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello arriva al 94,2%. A Roma, il quadro \u00e8 ancora pi\u00f9 indigesto per i cultori sinistri del declino: l\u2019Universit\u00e0 Europea raggiunge il 97% di occupati, la Link Campus il 96,4%, Tor Vergata il 94,9%, La Sapienza il 94,7%, Roma Tre il 94,6%. Il Campus Bio-Medico, con il 92,9% di occupati, registra invece le <strong>retribuzioni pi\u00f9 alte: oltre 2.070 euro netti<\/strong> al mese.<\/p>\n<p>Sono numeri che raccontano un mercato del lavoro capace di assorbire competenze qualificate e che spostano il dibattito dal lamento alla realt\u00e0. La laurea resta uno degli strumenti pi\u00f9 efficaci per accedere all\u2019occupazione, il sistema universitario continua a formare profili richiesti e <strong>l\u2019immagine del Belpaese come vicolo cieco appare sempre meno convincente.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Elly ma che dici?<\/p>\n<p>La segretaria dem <strong>Elly Schlein<\/strong>, si sa, con i numeri ha un rapporto complicato. E allora, quando i dati smentiscono la narrazione, dal Nazareno arriva la solita ricetta: un assegno, ribattezzato per l\u2019occasione \u201cdiritto a restare\u201d. Per <strong>Roscani<\/strong>, la sostanza non cambia: \u00abLa proposta di Schlein \u00e8 <strong>l\u2019ennesimo bonus travestito da politica per le nuove generazioni<\/strong>. Ma <strong>i giovani non chiedono una mancetta<\/strong>: chiedono lavoro, stabilit\u00e0, formazione, diritto allo studio e strumenti concreti per diventare autonomi\u00bb.<\/p>\n<p>Il nodo \u00e8 tutto qui. Se il problema \u00e8 strutturale, una misura a tempo non diventa strategia solo perch\u00e9 le si cambia etichetta. Non aumenta la produttivit\u00e0, non rafforza il sistema delle imprese, non crea nuovi posti letto, non accorcia la distanza tra universit\u00e0 e lavoro. Serve a tamponare. Poi, quando il bonus finisce, il problema resta esattamente dov\u2019era.<\/p>\n<p>Giovani da sostenere, non da compatire<\/p>\n<p>L\u2019esponente di FdI rivendica una linea opposta. \u00abGrazie alle politiche del governo Meloni assistiamo a un netto cambio di passo sull\u2019occupazione, anche giovanile\u00bb, spiega. \u00ab<strong>Investire sui giovani \u00e8 stata la strada maestra:<\/strong> \u00e8 la differenza pi\u00f9 evidente rispetto ai governi della sinistra e del Movimento 5 Stelle, che per anni <strong>hanno trattato le nuove generazioni non come una risorsa, ma come un problema da gestire con bonus e assistenzialismo<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>La differenza non \u00e8 lessicale. \u00c8 di impostazione. Perch\u00e9 farli \u201crestare\u201d significa creare le condizioni e possibilit\u00e0 concrete.<\/p>\n<p>Diritto allo studio, non diritto allo slogan<\/p>\n<p>Cos\u00ec Roscani mette sul tavolo il dossier e snocciola due cifre. \u00abSul diritto allo studio abbiamo messo in campo risorse importanti:<strong> 880 milioni di euro<\/strong> destinati in questi anni al Fondo integrativo statale, quindi alle borse di studio nel loro complesso, e oltre <strong>2 miliardi<\/strong> per l\u2019housing universitario nell\u2019ambito della Missione 4 del Pnrr. <strong>Questo \u00e8 ci\u00f2 che ha fatto il governo\u00bb<\/strong>. Altro che parole. Il centrodestra d\u00e0 soluzioni. \u00abSignifica borse, affitti, libri, trasporti, posti letto: non slogan, ma strumenti concreti per rendere davvero accessibile l\u2019universit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Dietro la formula burocratica degli \u201cidonei non beneficiari\u201d, poi, c\u2019\u00e8 \u00abuna stortura tutta italiana\u00bb, afferma Roscani: \u00abStudenti che avevano diritto alla borsa, la vincevano, ma non la ricevevano perch\u00e9 mancavano i fondi. <strong>Noi siamo intervenuti per superare questo paradosso e per rafforzare l\u2019housing universitario<\/strong>, allineando finalmente l\u2019Italia agli standard europei\u00bb.<\/p>\n<p>Il lavoro non \u00e8 fermo al 2003<\/p>\n<p>Anche il quadro generale dell\u2019occupazione rende pi\u00f9 difficile continuare con la liturgia del Paese bloccato. In Italia <strong>gli occupati sono 24 milioni 207mila. Nel primo trimestre 2026 sono aumentati di 67mila unit\u00e0<\/strong> rispetto al trimestre precedente. Il tasso di occupazione \u00e8 salito al 62,7%, mentre la disoccupazione \u00e8 scesa al 5,3%, ai minimi storici. Percentuali che cozzano con il racconto di una generazione condannata a fare le valige. E che non consentono alla sinistra, del cosiddetto \u201ccampo largo\u201d, di presentarsi come osservatore innocente del disastro. Perch\u00e9 molti dei problemi che oggi denuncia li ha attraversati, amministrati, spesso aggravati. \u00abSui dati la sinistra non pu\u00f2 pi\u00f9 mentire\u00bb, affonda Roscani. \u00ab<strong>I numeri non sono n\u00e9 di destra n\u00e9 di sinistra: fotografano la realt\u00e0.<\/strong> E la realt\u00e0 \u00e8 migliore di quella che abbiamo ereditato dai loro governi. Continuare a raccontare un\u2019Italia senza futuro per i giovani significa restare prigionieri di una propaganda vecchia\u00bb.<\/p>\n<p>E conclude: \u00abQuando dicevamo che le risorse sprecate nel <strong>reddito di cittadinanza<\/strong> andavano investite in politiche attive del lavoro e nel diritto allo studio, lo dicevamo perch\u00e9 questa era la strada. Oggi i numeri confortano l\u2019azione del governo Meloni: <strong>invertiamo un trend e diamo ai giovani la possibilit\u00e0 di costruire il proprio futuro qui, in Italia<\/strong>\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I dati ribaltano la narrazione dell\u2019Italia da cui fuggire: occupazione al 94,4% tra i magistrali. 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