{"id":538272,"date":"2026-06-14T06:53:15","date_gmt":"2026-06-14T06:53:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/538272\/"},"modified":"2026-06-14T06:53:15","modified_gmt":"2026-06-14T06:53:15","slug":"fabio-capello-rivera-il-piu-forte-a-ibra-dissi-di-fare-gol-non-il-circo-in-cina-vidi-cose-una-dittatura-sono-da-sempre-anticomunista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/538272\/","title":{"rendered":"Fabio Capello: \u00abRivera il pi\u00f9 forte. A Ibra dissi di fare gol, non il circo. In Cina vidi cos&#8217;\u00e8 una dittatura. Sono da sempre anticomunista\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Aldo Cazzullo<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">\u00abI figli di Cassano sono stupefatti: &#8220;Pap\u00e0, chi \u00e8 quel signore a cui dai del lei&#8221; gli chiedono\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/corrieredibologna.corriere.it\/notizie\/cronaca\/26_maggio_02\/fabio-capello-ronaldo-cassano-ferrara-2dbc09f1-e948-461a-92d1-be114d9efxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Fabio Capello<\/a>, lei nasce ottant\u2019anni fa a Pieris.<\/b><br \/>\u00abMille abitanti, quattro giocatori in Nazionale: oltre a me, Blason, Mazzero e mio zio, Mario Tortul, il fratello di mamma\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nessuno ha espugnato Wembley per la prima volta, come lei. Botta di Chinaglia, Shilton non trattiene&#8230;<br \/><\/b>\u00abArrivo io e la metto dentro. I tabloid scrissero che a Wembley ci sarebbero stati ventimila camerieri italiani. Gli inglesi avevano promesso di dedicare la vittoria alla figlia della regina, la principessa Anna, che quel giorno si sposava\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>14 novembre 1973.<br \/><\/b>\u00abAlla fine chiesero a me a chi dedicassi la vittoria. Risposi: ai ventimila camerieri italiani di Wembley\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Vinceste pure al ritorno a Torino, 2-0, segn\u00f2 di nuovo lei. Batteste 2-0 anche il Brasile campione del mondo. Zoff aveva il record di imbattibilit\u00e0.<br \/><\/b>\u00abUndici partite senza prendere gol. Eravamo fortissimi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lo beccammo da Haiti, all\u2019esordio ai Mondiali del \u201974. Eliminati ai gironi. Cosa accadde?<br \/><\/b>\u00abSi era rotto l\u2019equilibrio nella squadra, \u00e8 incredibile come ci voglia cos\u00ec poco. Si sono formati due gruppi: Lazio-Napoli contro quelli del Nord. Una delusione terribile. Gli stadi erano pieni di immigrati italiani in Germania, li abbiamo fatti soffrire\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei segn\u00f2 un gol alla Polonia. Mazzola mi raccont\u00f2 che nell\u2019intervallo era stato incaricato di ammorbidire i polacchi&#8230;<br \/><\/b>\u00abNon me ne accorsi, ma credo sia vero. Loro erano gi\u00e0 qualificati, per\u00f2 non ci fu nulla da fare. Vinsero 2-1. Pass\u00f2 l\u2019Argentina per differenza reti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei \u00e8 friulano.<br \/><\/b>\u00abBisiacco. \u00c8 una piccola parte del Friuli, in provincia di Gorizia, fra l\u2019Isonzo e il Timavo, il fiume che esce dal Carso\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei \u00e8 del 1946. I titini erano arrivati fin l\u00ec?<br \/><\/b>\u00abPurtroppo s\u00ec. Ho avuto compagni di scuola a cui il pap\u00e0 \u00e8 stato portato via e infoibato. A mia moglie, quando ci siamo sposati, raccontavo delle foibe, e lei non capiva. Fino al 1994 non ne parlava nessuno\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 si \u00e8 sempre parlato poco delle foibe?<br \/><\/b>\u00abPerch\u00e9 nella cultura italiana c\u2019era un\u2019egemonia di sinistra che ha influenzato molto la narrazione. Erano storie che noi sapevamo, storie di confine. Poi la caduta della Prima Repubblica e la discesa in campo di Berlusconi hanno fatto crollare i muri\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei \u00e8 sempre stato molto anticomunista?<br \/><\/b>\u00abPurtroppo, s\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 purtroppo?<br \/><\/b>\u00abNon era facile esserlo, con il comunismo dall\u2019altra parte della frontiera. Pensi che, due settimane dopo che sono nato, a Pieris presero a sassate il Giro d\u2019Italia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Chi tir\u00f2 le sassate?<br \/><\/b>\u00abManifestanti filo-jugoslavi. Non volevano che il Giro passasse da Trieste\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa votava?<br \/><\/b>\u00abRepubblicano. Poi, Berlusconi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Suo pap\u00e0 \u00e8 nato in Ungheria.<br \/><\/b>\u00abSuo padre, mio nonno Edoardo, nato suddito dell\u2019impero, era emigrato in Ungheria per fare il maniscalco. Ferrava i cavalli. Poi si trasferirono a Vienna. Infine tornarono al paese\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dalle sue parti passava anche il fronte della prima guerra mondiale.<br \/><\/b>\u00abDurante le gite sul Carso si trovavano ancora bombe inesplose, arrivavano gli artificieri. Si passava il confine in bicicletta, per andare a fare il bagno a Duino\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come nasce la sua passione per l\u2019arte?<br \/><\/b>\u00abPap\u00e0 mi portava in giro, mi faceva vedere la storia. Alla Biennale, con mia sorella, scoprimmo cose molto forti, difficili da capire. Come le opere di Alberto Burri. Poi l\u2019ho conosciuto, era un grande tifoso del Perugia. Ho una sua cartolina che mi mand\u00f2 dalla Costa Azzurra: in Francia gli avevano dedicato un francobollo. In Italia no: non era dalla parte giusta\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gipo Viani la voleva al Milan gi\u00e0 da ragazzino.<br \/><\/b>\u00abViani venne a Pieris a parlare con mio padre. Che gli disse no: \u201cGrazie, ma ho dato la mia parola alla Spal. Mio figlio andr\u00e0 alla Spal\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il presidente era Mazza.<br \/><\/b>\u00abFaceva tutto lui: sceglieva i giocatori, veniva in campo per vedere come tiravamo in porta, faceva la tattica, decideva chi marcava chi, stabiliva il menu, sempre risotto alla parmigiana e filetto&#8230; Poi Mazza divenne direttore tecnico della Nazionale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei arriva a Ferrara nel 1961, e incontra sua moglie, Laura.<br \/><\/b>\u00abSul bus. All\u2019inizio mi era antipatica perch\u00e9 parlava sempre, ho pensato: con questa mai. Stiamo insieme da 57 anni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ora i calciatori si fidanzano con le influencer.<br \/><\/b>\u00abForse un tempo era pi\u00f9 un sentimento. Ora \u00e8 esibizione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>A Ferrara si \u00e8 diplomato.<br \/><\/b>\u00abPensavo di smettere di studiare. Mio padre lo intu\u00ec. Prese il treno. Me lo ritrovai di fronte all\u2019improvviso, pensai: chiss\u00e0 cos\u2019ho combinato&#8230; Mi port\u00f2 a pranzo, parlammo di tutt\u2019altro. Al momento di salutarci, mi abbracci\u00f2 stretto e mi disse soltanto: \u201cProvaci\u201d\u00bb (Capello si commuove).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Da giovane lei ha sofferto molto.<br \/><\/b>\u00abA 18 anni mi ruppi il ginocchio. A 21 anni il menisco con la Roma. Per gli esercizi avevo una scarpa di ferro. Dovevo fare riabilitazione camminando in mare con l\u2019acqua alle ginocchia per ore, a Grado, dove andava anche Pasolini. E giocavamo a pallone insieme\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Pasolini \u00e8 delle sue parti.<br \/><\/b>\u00abUn gigante della cultura. Fu lui a inventare la Nazionale Calciatori e Artisti: le prime partite si facevano a Grado, con Gigi Riva. Io volevo parlare di cinema, Pasolini voleva parlare di calcio\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Riva com\u2019era?<br \/><\/b>\u00abPoche parole, pochi amici, uno era Albertosi. Non dormiva mai, gli allenamenti si facevano nel pomeriggio perch\u00e9 si svegliava alle 11 e dovevamo aspettarlo, era troppo importante\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Meglio Albertosi o Zoff?<br \/><\/b>\u00abDue grandi portieri. Pi\u00f9 completo Zoff, pi\u00f9 acrobatico Albertosi, che per\u00f2 non sapeva uscire\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei ha avuto quattro allenatori da leggenda: il Mago Herrera, il Paron Rocco, il Barone Liedholm e Oronzo Pugliese.<br \/><\/b>\u00abMa molto di quello che so l\u2019ho imparato da Giovan Battista Fabbri, che mi allenava alla Spal. Sa perch\u00e9 ho sempre segnato tanto?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9?<br \/><\/b>\u00abPerch\u00e9 Fabbri diceva che per segnare bisogna andare davanti alla porta, non stare fuori area: la maggior parte dei gol nasce tra i 10 e i 12 metri. Lo dissi a Ibra, che amava svariare. Cominci\u00f2 a fare gol\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Herrera?<br \/><\/b>\u00abFormidabile, avanti anni luce rispetto agli altri. Lavorava su tecnica e velocit\u00e0. Se in allenamento rallentavi, ti sgridava subito. Tatticamente era carente, ma psicologicamente era molto forte. Sapeva come caricare la squadra\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Liedholm?<br \/><\/b>\u00abMolto superstizioso. Si faceva dettare la formazione dal mago di Busto Arsizio. Con lui pensavi di poter fare qualsiasi cosa, diceva sempre di s\u00ec. Prima per\u00f2 dovevi fare quello che ti diceva lui\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Liedholm sosteneva che i grandi centrocampisti sono della Bilancia o dei Gemelli.<br \/><\/b>\u00abIo sono dei Gemelli\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Mi raccont\u00f2 che, quando giocava nel Milan di Nordahl, ebbe la pi\u00f9 grande ovazione di San Siro&#8230;<br \/><\/b>\u00abGliela finisco io: \u201cNoi rimasti in dieci, io preso palla, girato per campo, arrivato vicino a porta, tornato indietro, portato palla venti minuti, poi perso palla&#8230;\u201d\u00bb (Capello sorride).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Rocco?<br \/><\/b>\u00abCapiva di calcio, ed era una persona molto diretta. Qualche volta gli piaceva bere, e ci giocava su. Ci faceva fare i giri di campo e ogni volta ne aggiungeva uno. E noi: mister, ce l\u2019ha gi\u00e0 aggiunto, doveva essere l\u2019ultimo, si \u00e8 scordato? E lui: \u201cMe go desmenteg\u00e0, colpa del vino bianco&#8230;\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Oronzo Pugliese?<br \/><\/b>\u00abAlla Roma faceva tutte le sere il giro delle case dei calciatori; noi aspettavamo che passasse, e poi uscivamo. Di calcio non capiva molto. Durante la partita correva lungo le linee laterali, in pratica ci inseguiva con la borraccia in mano, e ci incitava in dialetto: currite, strunz\u00e0s!\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gianni Rivera?<br \/><\/b>\u00abUn calciatore di un altro livello\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 il pi\u00f9 forte con cui ha giocato?<br \/><\/b>\u00abSenza confronti. Grandissime qualit\u00e0, non faceva pesare la sua leadership. Mi sono sempre trovato molto bene con lui\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E la staffetta con Mazzola?<br \/><\/b>\u00abAssurda, perch\u00e9 giocavano in posizioni diverse: Rivera pi\u00f9 indietro, Mazzola pi\u00f9 avanti, in velocit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dalla Roma lei passa alla Juve, e la Juve vince lo scudetto del \u201872.<br \/><\/b>\u00abFu la rivoluzione. Dalla Roma arrivammo io, Spinosi e Landini, che era un ottimo giocatore, purtroppo aveva l\u2019asma. Da Varese arriv\u00f2 Bettega. Causio era gi\u00e0 fortissimo. Nel \u201973 e nel \u201975 rivincemmo lo scudetto. Nel \u201974 arriv\u00f2 Scirea dall\u2019Atalanta, l\u2019anno dopo Tardelli dal Como. Tutti giocatori giovani, scelti molto bene da Boniperti. Firmavi il contratto ed eri propriet\u00e0 del club, non potevi rifiutare un trasferimento\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La cifra la faceva Boniperti.<br \/><\/b>\u00abMi disse che dovevo guadagnare come Bettega e gli altri arrivati con me; ma io non volevo prendere meno che alla Roma. Cos\u00ec rifiutai di firmare. Era la prima volta che qualcuno diceva no a un contratto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come fin\u00ec?<br \/><\/b>\u00abMi accontentarono\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Com\u2019era Agnelli?<br \/><\/b>\u00abUn personaggio incredibile. Era come se arrivasse il Papa. Ti dava la benedizione, quindici parole e poi andava via. Restava poco, alle partite, alle cene; per\u00f2 c\u2019era sempre. Ci dava del lei. Una volta mi disse che avevo nostalgia di Roma; in effetti avevo faticato a integrarmi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel \u201876 lo scudetto lo vinse il Toro, e lei and\u00f2 al Milan.<br \/><\/b>\u00abQuello scudetto lo regalammo. Eravamo in vantaggio di 5 punti a poche partite dalla fine, e ci siamo rilassati. Al mio posto arriv\u00f2 Benetti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ha sofferto a lasciare la Juve?<br \/><\/b>\u00abDirei di no. In certi club capisci che sei dentro una scuola di mentalit\u00e0 vincente, con un\u2019organizzazione fortissima. Sono posti dove respiri un\u2019atmosfera particolare: senti subito che devi vincere. Non fai nulla di straordinario, devi solo fare il tuo. A Roma ci provi; alla Juve vincere \u00e8 un\u2019abitudine. Se non vinci, te ne vai\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel \u201979 lo scudetto della stella con il Milan.<br \/><\/b>\u00ab\u00c8 stata per tutti una grande soddisfazione, un traguardo necessario. Vincemmo perch\u00e9 eravamo uniti, anche se non eravamo i pi\u00f9 forti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E smise.<br \/><\/b>\u00abEro arrivato. Ho fatto molti sacrifici per arrivare a 34 anni; poi basta. La fortuna \u00e8 che mi \u00e8 stato proposto subito di fare l\u2019allenatore. Ho cominciato con i ragazzi di 15 anni, poi quelli di 17\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E arriva Berlusconi.<\/b><br \/>\u00abMi affid\u00f2 la prima squadra al posto di Liedholm, vinsi lo spareggio con la Samp per andare nelle Coppe, e lasciai il posto a Sacchi. Berlusconi mi mand\u00f2 alla Mediolanum, mi occupavo di altri sport, di hockey. Ma aveva promesso di richiamarmi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La richiam\u00f2, e vinceste quattro scudetti.<br \/><\/b>\u00abMi chiese se me la sentivo, perch\u00e9 voleva cambiare quattro giocatori importanti. Risposi: perch\u00e9 vuole cambiarli? Sono tutti forti. Li ho riuniti e ho chiesto: davvero non avete pi\u00f9 voglia di vincere? Cos\u00ec ricreammo il gruppo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel 1994 il suo Milan vinse il campionato facendo solo 36 gol in 34 partite, ma prendendone appena 15.<br \/><\/b>\u00abGli olandesi erano fortissimi in attacco, ma la vera forza del Milan \u00e8 sempre stata la difesa: Maldini, Tassotti, Costacurta, Filippo Galli, Baresi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Era pi\u00f9 forte Scirea o Baresi?<br \/><\/b>\u00abErano diversi. Nel difendere Baresi era nettamente pi\u00f9 bravo. Scirea era un libero che sapeva giocare a centrocampo. A livello di qualit\u00e0 del gioco, Scirea era superiore\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che ricordo ha di Berlusconi?<br \/><\/b>\u00abEccezionale. Uno che realizzava i sogni. Tutti cercavano di fare televisione; lui c\u2019\u00e8 riuscito. Voleva la squadra di calcio pi\u00f9 forte del mondo; e c\u2019\u00e8 riuscito. Era molto rispettoso e generoso, ha aiutato tutti quelli che poteva aiutare. L\u2019ho sempre visto con un pezzo di carta in mano: voleva sapere cosa pensavano gli altri, si appuntava tutto. Io l\u2019ho poi fatto con le squadre: chiedevo cosa volessero i giocatori, cosa gli piaceva e cosa no. Non volevo yes men\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E Berlusconi in politica?<br \/><\/b>\u00abUna volta mi disse che doveva andare a Roma a mettere tutti d\u2019accordo. Non riusciva a essere decisivo. Questa necessit\u00e0 di trovare sempre un compromesso lo fermava\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dopo di lui chi ha votato?<br \/><\/b>\u00abLega e Forza Italia. Ho ancora il confine vicino\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Qual era il suo rapporto con i numeri 10? Baggio nel nuovo libro si lamenta degli allenatori che non lo capivano.<br \/><\/b>\u00abDopo Rivera, Baggio era il pi\u00f9 bravo di tutti. Ma aveva un enorme problema alle ginocchia e non riusciva ad allenarsi. Per gli altri era difficile accettare che uno che non si fosse allenato durante la settimana potesse giocare 90 minuti. Adesso, con cinque sostituzioni, sarebbe pi\u00f9 semplice. Oggi paradossalmente Baggio giocherebbe di pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei \u00e8 mai entrato per far male a qualcuno?<br \/><\/b>\u00abBeh s\u00ec, era normale. Adesso i giocatori sono molto pi\u00f9 tutelati\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>C\u2019\u00e8 stato un momento in cui nella sua Juve neppure Del Piero era pi\u00f9 titolare.<br \/><\/b>\u00abQuando hai tre giocatori molto forti, come Trezeguet, Ibra, Del Piero, devi fare una rotazione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Era al livello di Baggio?<br \/><\/b>\u00abBaggio aveva pi\u00f9 inventiva, creava pi\u00f9 occasioni. Tra gli italiani Del Piero lo metto al terzo posto, a pari merito con Totti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nella sua Roma Totti giocava con Cassano.<br \/><\/b>\u00abCassano aveva pi\u00f9 qualit\u00e0 negli ultimi venti metri. Totti quando riceveva la palla a centrocampo era di un altro livello\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Si racconta che a Cassano lei abbia rifilato uno scapaccione.<br \/><\/b>\u00abMa no. Sar\u00e0 stato uno scappellotto, a fin di bene. Cassano era un talento vero, ma ascoltava poco. A Madrid sentiva che non poteva esprimersi come al solito: pure lui, cos\u00ec guascone, percepiva il terrore del Bernabeu. Anche se non voleva ammetterlo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Vi sentite ancora?<br \/><\/b>\u00abL\u2019altro giorno ci siamo parlati al telefono. Lui mi ha richiamato per dirmi che i figli erano stupefatti: \u201cPap\u00e0, chi \u00e8 questo signore a cui dai del lei?\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Capello era considerato un duro, un sergente di ferro.<br \/><\/b>\u00abNon direi. Per me la questione era il rispetto. I ritardi, la maleducazione non erano ammessi. Se questo vuol dire essere un sergente di ferro, allora s\u00ec, lo ero. Alla Roma cominciai a raccogliere le bottigliette d\u2019acqua che i calciatori gettavano via; se ne accorsero, e non lo fecero pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La ricordo commentatore ai mondiali in Messico nell\u201986. Dopo il secondo gol al Belgio lei invoc\u00f2: \u00abPalla a Maradona, per piacere!\u00bb.<br \/>\u00ab<\/b>Quando davi la palla a Maradona vedevi qualcosa di unico. Come Pel\u00e9. Io ho giocato con Pel\u00e9 in America, nel 1976: torneo del Bicentenario, Italia-Inghilterra-Stati Uniti, lui era con gli Stati Uniti. Per tutta la partita fece pochissimo. A dieci minuti dalla fine prese palla e ribalt\u00f2 il match. Maradona, Pel\u00e9 e Messi sono i tre geni della storia del calcio. Hanno fatto cose che gli altri non osano neanche pensare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Chi \u00e8 stato il pi\u00f9 grande?<br \/><\/b>\u00abNon riesco a scegliere. Sono nati a vent\u2019anni di distanza l\u2019uno dall\u2019altro. Ogni vent\u2019anni nasce qualcuno che calcisticamente inventa qualcosa di nuovo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Chi metterebbe al quarto posto?<br \/><\/b>\u00abRonaldo il fenomeno. Anche se per vincere l\u2019ho dovuto mandare via\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come mai?<br \/><\/b>\u00abRonaldo arriva infortunato al Real Madrid e un po\u2019 mal messo, un po\u2019 gordo, come dicono gli spagnoli\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Grasso.<br \/><\/b>\u00abGli chiedo quanto pesava ai mondiali in Giappone, che aveva vinto. Mi risponde: 84 chili. Era arrivato quasi a 94. Era un leader negativo: portava i compagni a far baldoria tutte le sere. Cos\u00ec con il presidente del Real decidiamo di mandarlo via. Mi chiama Berlusconi, mi chiede un parere, gli dico che era il giocatore pi\u00f9 forte che avessi mai allenato. Il giorno dopo leggo la Gazzetta: Ronaldo al Milan\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lo prese subito.<br \/><\/b>\u00abL\u2019aveva gi\u00e0 preso Galliani. Berlusconi mi aveva chiamato solo per capire che giocatore fosse\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ha giocato pure con Crujff.<br \/><\/b>\u00abUn giocatore di grandissima qualit\u00e0, molto altruista. Nel \u201973 ho avuto la fortuna e la sfortuna di giocare contro di lui a Belgrado con la Juve, finale di Coppa Campioni. Ci dominarono\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Si prese la rivincita da allenatore con il Milan, battendo nella finale di Champions del \u201994 il Barcellona di Crujff.<br \/><\/b>\u00abDa tecnico lui \u00e8 stato molto bravo, ma anche un po\u2019 spocchioso. Aveva una certa superbia, come tutti gli olandesi. \u00c8 difficile spiegare a un olandese qualcosa di diverso; \u00e8 sempre lui che ti spiega cosa devi fare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ad esempio?<br \/><\/b>\u00abFaccio comprare Seedorf. Aveva 19 anni, lo porto dalla Samp al Real Madrid. Dopo cinque partite, durante l\u2019intervallo, dico ai ragazzi: non parlate di quello che \u00e8 successo in campo; ora vi dico cosa dovete fare. Si alza Seedorf e comincia a dire la sua, a spiegare come si deve muovere la squadra. Mi alzo, vado da lui, mi tolgo la giacca e gli dico: ecco, avete un nuovo allenatore\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Van Basten era cos\u00ec?<br \/><\/b>\u00abNo. Era molto serio, molto attento, molto educato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il suo vero miracolo \u00e8 lo scudetto con la Roma del 2001.<br \/><\/b>\u00abIl presidente ha creduto in me. Ci serviva un centravanti e abbiamo chiamato Batistuta, anche se sapevamo che aveva problemi alle ginocchia. Abbiamo costruito una grande squadra. Io non ho mai avuto un procuratore, non volevo dare una percentuale del mio guadagno a qualcuno. Lo dissi anche a Totti, credo che ci abbia ragionato su\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei non and\u00f2 alla festa scudetto.<br \/><\/b>\u00abUna brutta cosa, mi \u00e8 rimasta dentro. Avevamo rischiato di perdere lo scudetto durante l\u2019ultima partita di campionato contro il Parma, per colpa dei tifosi che avevano invaso il campo; mi sono arrabbiato come mai in vita mia. Alla fine chiesi: dove festeggiamo? Mi dissero: da nessuna parte. Festeggiamo gioved\u00ec, perch\u00e9 ci sono i politici. I politici? Avevo gi\u00e0 prenotato l\u2019aereo per il Per\u00f9. Partii per il Per\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Al Real Madrid lei \u00e8 andato due volte. Ogni volta ha vinto la Liga e ha lasciato. Perch\u00e9?<br \/><\/b>\u00abLa prima volta avevo 43 anni, \u00e8 stata un\u2019esperienza interessantissima. Me ne andai perch\u00e9 mi chiam\u00f2 Berlusconi e mi chiese di rientrare al Milan. Fu un errore; ma volevo restituire qualcosa all\u2019uomo cui dovevo tutto. La seconda volta eravamo a nove punti dal Barcellona e nessuno pensava potessimo vincere. Avevano gi\u00e0 ingaggiato il nuovo allenatore. Parlai con i ragazzi: \u201cIo credo che non valiamo meno del Barcellona. Proviamo a vincerle tutte\u201d. Le vincemmo tutte. Conquistammo la Liga. E mi mandarono a casa\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ibra ha raccontato che quando arriv\u00f2 alla Juve lei lo accolse leggendo la Gazzetta dello Sport, senza neanche salutarlo.<br \/><\/b>\u00abNon \u00e8 vero. Se c\u2019\u00e8 una cosa a cui tengo \u00e8 l\u2019educazione. Nelle prime riunioni con ogni squadra nuova dicevo ai ragazzi che se mi volevano vedere arrabbiato avrebbero dovuto trattare male lo staff: massaggiatori, camerieri, magazzinieri. \u201cVi farebbe piacere se queste persone fossero vostri parenti e venissero trattate male? Allora cercate di essere rispettosi\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E a Ibra rifer\u00ec il vecchio consiglio di Fabbri: stare davanti alla porta.<br \/><\/b>\u00abGli dissi che a me non interessava il circo che faceva per gli spettatori; a me interessava che facesse gol. Venne Raiola a dirmi che rompeva le mani ai portieri. Risposi che per il momento aveva rotto solo i cristalli della palestra\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Alla Juve vi revocarono due scudetti.<br \/><\/b>\u00abEravamo talmente pi\u00f9 forti degli altri che non avevamo bisogno di aiuti di nessun genere. Le chiacchierate con gli arbitri le facevano tutti. Noi le facevamo forse pi\u00f9 intensamente\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Di Moggi cosa pensa?<br \/><\/b>\u00abUno che capiva di calcio. Ovunque andava costruiva squadre molto buone. Ha sempre cercato di fare gli interessi della societ\u00e0, non i suoi personali. Ancora adesso ho grande rispetto e grande amicizia per lui\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei ha allenato anche la Russia.<br \/><\/b>\u00abSono stato benissimo, mi sono innamorato di Mosca. Andavo a vedere ogni partita viaggiando in aereo, avevo un autista che mi seguiva ovunque. Portai la Russia ai Mondiali in Brasile. Poi ci qualificammo per l\u2019Europeo, ma perdemmo in casa contro l\u2019Austria. Mentre stavo andando in aeroporto per tornare in Italia, mi richiamarono negli uffici di Mosca e mi licenziarono, senza spiegazioni. Queste sono le decisioni prese da una dittatura\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E in Cina?<br \/><\/b>\u00abIncredibile. Per le riunioni tecniche avevo sei interpreti. Uno parlava spagnolo, uno inglese, due italiano&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 due per l\u2019italiano?<br \/><\/b>\u00abPerch\u00e9 uno era il mio interprete personale, e si rifiutava di fare da interprete per i giocatori, che ne avevano un altro. Alle riunioni con il presidente non volava una mosca e il vice era dietro di lui, sempre. \u00c8 un mondo dove chi comanda lo fa in maniera molto dura. Un regime\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come mai torn\u00f2 dalla Cina?<br \/><\/b>\u00abPerch\u00e9 mia moglie, a differenza del solito, non aveva potuto seguirmi, per motivi di salute. Non sopportavo di sentirla piangere al telefono. Quella volta il presidente cap\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 l\u2019Italia non si qualifica pi\u00f9 ai Mondiali?<br \/><\/b>\u00abPerch\u00e9 ci siamo innamorati della tattica. Abbiamo cercato di copiare il guardiolismo senza avere i giocatori adatti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il tiki-taka. Il possesso palla.<br \/><\/b>\u00abNei settori giovanili si fa troppa tattica e poca tecnica. Insegnare la tecnica \u00e8 pi\u00f9 difficile, richiede tempo e pazienza. Licenzierei quegli allenatori che fanno solo tattica ai bambini\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Se dovessero darle come ultimo incarico quello di ricostruire la Nazionale?<br \/><\/b>\u00abPer sentirmi dire vecchio rimbambito? No, grazie\u00bb.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-14T08:44:51+02:00\">14 giugno 2026 ( modifica il 14 giugno 2026 | 08:44)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Aldo Cazzullo \u00abI figli di Cassano sono stupefatti: &#8220;Pap\u00e0, chi \u00e8 quel signore a cui dai 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