{"id":538921,"date":"2026-06-14T16:31:13","date_gmt":"2026-06-14T16:31:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/538921\/"},"modified":"2026-06-14T16:31:13","modified_gmt":"2026-06-14T16:31:13","slug":"sentenza-storica-google-e-legalmente-responsabile-delle-risposte-che-da-ai-overviews","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/538921\/","title":{"rendered":"Sentenza storica: Google \u00e8 legalmente responsabile delle risposte che d\u00e0 AI Overviews"},"content":{"rendered":"<p class=\"summary-art is-normal-b-light\">Germania, il tribunale di Monaco ha deciso: i creatori dei modelli generativi sono responsabili delle loro risposte. Il caso partito da due editori screditati da AI Overviews e classificati come autori di frodi e pratiche commerciali dubbie<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La prossima volta che incorreremo nell&#8217;ennesima <b>allucinazione di AI Overviews<\/b> sapremo con chi prendercela, legalmente e moralmente. Dalla Germania, infatti, arriva una <b>sentenza storica <\/b>che potrebbe cambiare le regole dell&#8217;intelligenza artificiale. Un tribunale di Monaco ha emesso una <b>ingiunzione provvisoria nei confronti di Google<\/b> per alcuni risultati errati a discapito di due editori. \u00c8 la prima volta che viene riconosciuta la <b>responsabilit\u00e0 e paternit\u00e0 delle risposte generate artificialmente<\/b>.<\/p>\n<p>    Il caso: due editori contro Google<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Prima di arrivare alla sentenza, bisogna per\u00f2 partire dall&#8217;inizio e dai due editori di Monaco che hanno dato il via a questo processo. Il tutto \u00e8 nato dalle <b>risposte errate di Google, o meglio del suo AI Overviews<\/b>, il motore generativo artificiale del colosso californiano che permette di <a href=\"\">riassumere dati e informazioni presenti nel web<\/a> in un&#8217;unica breve risposta. Un modo per velocizzare la navigazione in rete rendendo obsoleti link e collegamenti classici.<br \/>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cercando il nome di questi due editori uscivano risultati non lusinghieri nei loro confronti. I <b>nomi delle aziende venivano associati a truffe<\/b> e tentativi di frode, senza la minima esitazione: \u00abSi l&#8217;azienda \u00e8 conosciuta per pratiche commerciali dubbie\u00bb, per fare un esempio. Ebbene, niente di quello detto da Google \u00e8 risultato vero e le due case editrici hanno inviato al gigante del web una diffida e richiesto la modifica. Un tentativo che per\u00f2 non ha portato ad alcun esito, ed ecco che si \u00e8 <b>passati per\u00a0vie legali.<\/b>\u00a0<\/p>\n<p>    La sentenza<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il tribunale di Monaco non solo ha premiato la temerariet\u00e0 dei due che hanno osato sfidare il totem dell&#8217;internet, ma potrebbe aver tracciato la scia per una <b>nuova regolamentazione<\/b> delle risposte generate da AI. Qualcosa che potrebbe andare ben oltre il semplice Google, ma essere applicata anche ad altri cervelli digitali, ChatGpt e Claude per citarne alcuni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come si legge dagli atti, la decisione sarebbe stata presa perch\u00e8 le risposte generate da AI \u00abproducono <b>dichiarazioni indipendenti<\/b> e nuove\u00bb. Non sono quindi un semplice riassunto di quello che \u00e8 gi\u00e0 presente su internet, ma veri e propri <b>testi generati <\/b>da zero di propriet\u00e0 del creatore del modello di AI e quindi, in questo caso, Google. Ecco perch\u00e8 sull&#8217;azienda californiana ricade anche la <b>responsabilit\u00e0<\/b> di controllare e farsi carico degli errori.<\/p>\n<p>    La risposta di Google<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sia durante l&#8217;udienza, sia post, la risposta di Google non ha tardato ad arrivare. Davanti ai giudici di Monaco uno dei cavalli di battaglia della difesa \u00e8 stato: \u00abAgli utenti viene detto di <b>non fidarsi ciecamente<\/b> e hanno facolt\u00e0 di verificare le fonti per controllare che sia tutto vero\u00bb. Argomentazioni che per\u00f2 non hanno convinto, anzi, la corte ha respinto dichiarando che: \u00abLa possibilit\u00e0 di confutare le informazioni fornite, <b>non esime in modo automatico<\/b> chi le fornisce dalla responsabilit\u00e0\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come se non bastasse, facendo una ricerca pi\u00f9 approfondita, \u00e8 emerso anche che <b>alcune delle notizie<\/b> associate ai due editori, come quella delle frode \u00ab<b>non risultano presenti in nessun link o risultato di ricerca<\/b>\u00bb. Quindi si tratterebbe di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/26_aprile_11\/google-ai-overview-quanto-sono-accurate-le-risposte-generate-con-intelligenza-artificiale-cosa-dicono-i-numeri-505c9ce4-bae2-4556-a571-01c1d0feexlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">vere e proprie allucinazioni<\/a>. Successivamente in una nota dell&#8217;azienda, Google ha fatto sapere che il suo Overviews \u00e8 fatto <b>appositamente per riflettere ci\u00f2 che gi\u00e0 \u00e8 presente su internet<\/b> e che stanno \u00abesaminando con attenzione questa sentenza, che non \u00e8 ancora definitiva. Investiamo tanto nell&#8217;AI apposta per renderla il pi\u00f9 precisa possibile\u00bb. Un<b> margine di errore<\/b> c&#8217;\u00e8 sempre e anche se si tratta del 91% di affidabilit\u00e0 (come emerso dalle analisi del New York Times), quando parliamo di un numero cos\u00ec elevato di ricerche, <b>quel 9%<\/b> pu\u00f2 rappresentare milioni di risposte potenzialmente sbagliate.<\/p>\n<p>    Il cambio di prospettiva<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per la prima volta <b>cambia il punto di vista<\/b> per quanto riguarda i motori di ricerca. Se prima essi potevano essere scagionati da accuse simili dimostrando che il loro lavoro \u00e8 quello di <b>elencare e ordinare<\/b>, secondo algoritmi, una serie di link e siti, su cui per\u00f2 non hanno doveri o responsabilit\u00e0. Con <a href=\"\">l&#8217;ingresso in campo dell&#8217;AI Overviews<\/a> il motore di ricerca diventa <b>parte attiva della navigazione<\/b> e non solo una semplice lista da cui l&#8217;utente pu\u00f2 scegliere. Proprio su questa transizione si sarebbe basata la giuria di Monaco prima emettere il verdetto costringendo, inoltre, Google a farsi carico dell&#8217;80% delle spese legali.<\/p>\n<p>Per non perdere le ultime novit\u00e0 su tecnologia e innovazione<br \/>iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?id=53\" style=\"text-decoration: underline;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter di Login<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-14T15:34:08+02:00\">14 giugno 2026 ( modifica il 14 giugno 2026 | 15:34)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Germania, il tribunale di Monaco ha deciso: i creatori dei modelli generativi sono responsabili delle loro risposte. 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