{"id":540168,"date":"2026-06-15T13:35:05","date_gmt":"2026-06-15T13:35:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/540168\/"},"modified":"2026-06-15T13:35:05","modified_gmt":"2026-06-15T13:35:05","slug":"arca-di-santagostino-il-capolavoro-gotico-di-pavia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/540168\/","title":{"rendered":"Arca di Sant&#8217;Agostino: il capolavoro gotico di Pavia"},"content":{"rendered":"<p>        di <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/54p_finestre-sull-arte.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Federico Giannini,  Ilaria Baratta<\/a>, pubblicato il 12\/06\/2026        <br \/>Categorie:<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/12c_opere-e-artisti.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n            Opere e artisti        <\/a><\/p>\n<p>         \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-antica.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte antica<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-medievale.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte medievale<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/lombardia.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lombardia<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/pavia.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pavia<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/trecento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Trecento<\/a> <\/p>\n<p>Nella basilica di San Pietro in Ciel d\u2019Oro a Pavia, l\u2019Arca di Sant\u2019Agostino, capolavoro della scultura gotica,\u00a0eleva un monumento al santo con oltre quattrocento figure scolpite e raccpmta una storia segnata da enigmi, spostamenti e riscoperte. L\u2019articolo di Federico Giannini e Ilaria Baratta.<\/p>\n<p>Si trova a <strong>Pavia<\/strong>, all\u2019interno della basilica di <strong>San Pietro in Ciel d\u2019Oro<\/strong>, uno dei vertici della <strong>scultura gotica italiana<\/strong>: l\u2019<strong>Arca di Sant\u2019Agostino<\/strong>. Questo imponente cenotafio (ovvero un monumento funebre non destinato ad accogliere le spoglie del defunto, come andrebbe pi\u00f9 propriamente definito, dal momento che all\u2019epoca della commissione si era persa la memoria dell\u2019ubicazione dei resti di sant\u2019Agostino), realizzato in marmo bianco di Carrara e marmo di Candoglia, non \u00e8 soltanto una grande teca dove sono custodite le spoglie del santo, ma pu\u00f2 esser considerato una sorta di <strong>enciclopedia visiva<\/strong> che celebra la vita e il pensiero del Dottore della Chiesa. Si trova nel presbiterio di questa basilica ch\u2019\u00e8 simbolo della Pavia longobarda ma anche di quella viscontea, in una posizione che domina lo spazio sacro, ancorch\u00e9 la collocazione attuale sopra l\u2019altar maggiore sia il risultato di una sensibilit\u00e0 settecentesca che ha in certa misura alterato il modo in cui l\u2019Arca si vedeva in origine, dal momento che \u00e8 stata elevata a una quota che rende difficile l\u2019osservazione dei dettagli pi\u00f9 minuti: il grande basamento su cui si staglia l\u2019Arca venne infatti commissionato nel 1738 (fu realizzato a Roma) e, di fatto, ha comportato la perdita del punto di vista originario.<\/p>\n<p>L\u2019opera si presenta come una <strong>complessa macchina scultorea isolata<\/strong>, concepita per essere ammirata da ogni lato, circostanza che si colloca contro la tradizione dei monumenti funebri addossati alle pareti. Caratterizzata da dimensioni monumentali (oltre tre metri d\u2019altezza), l\u2019Arca ospita oltre <strong>quattrocento elementi figurativi<\/strong>, tra cui <strong>novantacinque statue<\/strong> e <strong>cinquanta bassorilievi<\/strong>, che descrivono non solo la biografia agostiniana ma anche il sistema delle virt\u00f9 cristiane e le gerarchie angeliche. Il marmo alterna superfici levigate a dettagli cesellati con precisione millimetrica, e sorprende per i suoi passaggi di luce e di ombre, a volte tenui e graduali e a volte improvvisi e taglienti, che conferiscono un elevato, inusuale dinamismo alla materia. Il monumento si sviluppa su pi\u00f9 registri narrativi e si slancia dalla terra verso il cielo in una <strong>progressione simbolica<\/strong> che guida il fedele dalla <strong>dimensione terrena delle virt\u00f9<\/strong> alla <strong>gloria celeste<\/strong>. La sua funzione originaria era quella di commemorare la figura del santo, le cui spoglie erano state traslate a Pavia dal re Liutprando nell\u2019VIII secolo, ma per lunghi periodi l\u2019Arca rimase un monumento puramente celebrativo, poich\u00e9, come detto, la memoria dell\u2019esatta ubicazione delle reliquie and\u00f2 perduta fino alla loro riscoperta fortuita nel 1695 (all\u2019epoca della traslazione, il luogo in cui vennero riposte le spoglie fu mantenuto segreto per impedire trafugamenti). Oggi l\u2019Arca rappresenta anche una sfida continua per la critica d\u2019arte, dal momento che non si \u00e8 ancora chiuso il dibattito sulla cronologia e sull\u2019attribuzione del lavoro, dibattito che continua a stimolare nuove ricerche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-1.jpg\" width=\"750\" height=\"1053\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-2.jpg\" width=\"750\" height=\"1332\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-3.jpg\" width=\"750\" height=\"1332\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-4.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-5.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-6.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-7.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-8.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p>Le origini dell\u2019Arca di Sant\u2019Agostino risalgono al XIV secolo: la committenza \u00e8 attribuita agli <strong>agostiniani eremitani<\/strong>, insediatisi nella basilica nel 1327, che desideravano un monumento in grado di legittimare il loro legame con il santo fondatore, in contrapposizione ai canonici regolari che erano gi\u00e0 presenti nel monastero. Il principale ideatore del programma iconografico fu verosimilmente <strong>Bonifacio Bottigella<\/strong>, priore dell\u2019ordine e influente \u201cintellettuale\u201d, diremmo oggi, legato alla corte viscontea, e l\u2019inizio dell\u2019impresa si fa risalire al 1362 sulla base dell\u2019iscrizione apposta sul monumento, anche se un documento del 1578, redatto da un certo frate Antonio da Tortona e centrato proprio sulla storia dell\u2019Arca (una fonte giudicata \u201cmolto affidabile\u201d da Francesca Girelli, studiosa che ha dedicato nel 2020 un dettagliato saggio all\u2019Arca di Sant\u2019Agostino), sembrerebbe fissare l\u2019inizio dei lavori verso il 1350 circa, dodici anni prima di quel 1362 ricordato nell\u2019iscrizione. Nell\u2019impresa sarebbe stato coinvolto anche<strong> Galeazzo II Visconti<\/strong>, signore di Pavia, e il suo coinvolgimento non fu solo politico ma anche finanziario: lo spostamento della corte da Milano a Pavia nel 1365 rese la basilica di San Pietro in Ciel d\u2019Oro una chiesa sepolcrale cui la dinastia attribuiva un considerevole prestigio, un prestigio tale da indurre il signore a finanziare un\u2019opera che fosse in grado di superare per splendore l\u2019Arca di San Pietro Martire che era stata scolpita a Milano circa vent\u2019anni prima (oggi la si ammira nella Basilica di Sant\u2019Eustorgio). Ad ogni modo, verso il 1365 l\u2019opera doveva gi\u00e0 essere conclusa almeno in buona parte, stando alle fonti (un termine cronologico rilevante \u00e8 il 20 agosto 1365, giorno in cui il basamento dell\u2019Arca sarebbe stato trasportato nella sacrestia, indicando che la parte inferiore era conclusa). Sempre a proposito del documento di frate Antonio, non \u00e8 detto che quel \u201c1350\u201d non sia da interpretare in altro modo: la fonte ci \u00e8 infatti nota solo da trascrizioni ottocentesche, e non \u00e8 da escludere che il frate, citando un \u201cgiornale\u201d, ovvero un registro dei pagamenti, che comincia dal 1350, alluda invece al 1380, data a partire dalla quale effettivamente cominciano le registrazioni nel volume di conti che sopravvive. Si pu\u00f2 dunque immaginare che le operazioni attorno all\u2019Arca dovettero protrarsi fino al 1380, epoca in cui il lavoro venne ultimato con la realizzazione della doratura e delle cancellate che proteggevano l\u2019Arca.<\/p>\n<p>La storia dell\u2019Arca \u00e8 stata segnata da continui spostamenti che ne hanno messo a rischio l\u2019integrit\u00e0. Inizialmente collocata, a partire dal 1382, nella perduta sacrestia degli Eremitani, l\u2019Arca vi rimase fino al 1738, quando fu trasferita nel presbiterio. Tuttavia, la sconsacrazione della basilica per decreto di Giuseppe II d\u2019Asburgo-Lorena nel 1781 segn\u00f2 l\u2019inizio di un periodo particolarmente travagliato: l\u2019ordine agostiniano dovette riparare a Milano e l\u2019opera fu smontata e trasportata prima nella chiesa del Ges\u00f9 e successivamente nel Duomo di Pavia. Durante questi passaggi, il monumento sub\u00ec anche periodi di abbandono in magazzini comunali, situazione che comport\u00f2 il rischio della dispersione dei materiali, che tuttavia ci sono arrivati fortunatamente integri. Solo nel 1900, dopo il completamento del restauro della basilica, l\u2019Arca torn\u00f2 finalmente in San Pietro in Ciel d\u2019Oro, dove fu ricollocata nella posizione che occupa tuttora. Particolarmente significativa \u00e8 la vicenda delle reliquie di Agostino: nascoste per timore di furti in un luogo segreto della cripta, furono ritrovate solo il primo ottobre 1695 durante alcuni lavori di restauro. Il ritrovamento scaten\u00f2 una lunga disputa tra Canonici e Eremitani sull\u2019autenticit\u00e0 dei resti, risolta ufficialmente solo nel 1728 da papa Benedetto XIII (oggi i resti sono collocati dentro un\u2019urna ottocentesca sistemata nel basamento). Il monumento che osserviamo oggi porta dunque i segni di questa storia complessa, inclusi gli interventi di restauro cinquecenteschi e ottocenteschi che hanno talvolta alterato la disposizione originale di alcune statuette e la fisionomia di certi volti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-9.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-10.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-11.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-12.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-13.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-14.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-15.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-16.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p>L\u2019<strong>attribuzione dell\u2019Arca<\/strong> rimane uno degli <strong>enigmi pi\u00f9 discussi della scultura trecentesca<\/strong>. In assenza di documenti contrattuali diretti, la critica si \u00e8 divisa tra chi ascrive l\u2019opera ai <strong>Maestri Campionesi <\/strong>e chi sostiene la paternit\u00e0 del pisano <strong>Giovanni di Balduccio<\/strong> (Pisa, 1300 circa \u2013 1365). Sebbene la cultura campionese fosse dominante in Lombardia in quel periodo, studi recenti, a partire da quello di Girelli, tendono a confermare l\u2019ipotesi che il progetto generale e la direzione dei lavori spettino a Giovanni di Balduccio e alla sua bottega: questa convinzione si basa su stringenti confronti stilistici con l\u2019Arca di San Pietro Martire a Milano, firmata dal maestro pisano, di cui il monumento pavese ricalca <strong>l\u2019impostazione tipologica<\/strong>\u00a0oltre a\u00a0<strong>molti schemi compositivi<\/strong>, per non parlare della <strong>concezione spaziale<\/strong>: \u201cun modo del tutto anti\u2013naturalistico e ancora medievale di pensare lo spazio, in cui\u201d, scrive Girelli, \u201cci\u00f2 che sta dietro viene spostato sopra, e le figure si scalano in altezza invece che in profondit\u00e0, schiacciate tra un invisibile piano frontale e un fondo neutro del tutto cieco e privo di vita. Quest\u2019ultimo \u00e8 diverso sia da quello magmatico dei rilievi di Giovanni Pisano \u2014 da cui le figure entrano ed escono in una continua generazione e disgregazione di forme \u2014 sia da quello atmosferico e sfumato di Giovanni d\u2019Agostino; ma differisce anche dalla prospettiva empirica di Andrea Pisano\u201d. L\u2019analisi tecnica rivela dettagli tipicamente balducceschi, come l\u2019uso di riempire le iridi di piombo per conferire vivacit\u00e0 allo sguardo e l\u2019impiego estensivo del trapano per intagliare barbe e capigliature, visibile ad esempio nella figura dell\u2019Apostolo Filippo (\u201cun mezzo prettamente tecnico che contribuisce al raggiungimento di effetti stilistici propri della scultura pisana e specificamente balduccesca\u201d).\u00a0Giovanni di Balduccio, documentato a Milano fino al 1349, avrebbe continuato a operare in territorio lombardo almeno fino alla met\u00e0 degli anni Sessanta del Trecento, agendo di fatto come il regista di un cantiere complesso.\u00a0Si pu\u00f2 presumere infatti che l\u2019opera sia il frutto della collaborazione di diverse maestranze coordinate da un unico capo cantiere, il che spiegherebbe le lievi variazioni qualitative tra i diversi registri. Mentre le figure delle Virt\u00f9 alla base mostrano infatti una raffinatezza che rimanda direttamente al maestro, alcune parti dei rilievi superiori tradiscono l\u2019intervento di aiuti, inclusi lapicidi di formazione locale.<\/p>\n<p>L\u2019attribuzione ai maestri campionesi, sostenuta in passato da studiosi come Pietro Toesca, si scontrava con la palese aderenza dell\u2019Arca al <strong>linguaggio toscano<\/strong> introdotto da Balduccio, capace di coniugare la lezione di Giovanni Pisano con le esigenze della <strong>committenza viscontea<\/strong>. Anche la scelta del <strong>marmo di Carrara<\/strong> depone a favore dello scultore pisano, che disponeva dei canali di approvvigionamento necessari per un ottenere un considerevole quantitativo di materiale pregiato quale \u00e8 quello che occorreva per l\u2019impresa. Nonostante Giovanni di Balduccio fosse ormai anziano durante le fasi finali dell\u2019esecuzione dell\u2019opera, l\u2019unit\u00e0 del progetto architettonico e la coerenza stilistica complessiva rendono difficile immaginare un autore alternativo con una personalit\u00e0 cos\u00ec definita.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, la realizzazione si protrasse probabilmente per diversi decenni: nel 1399 Gian Galeazzo Visconti dispose nel suo testamento che l\u2019opera venisse portata a termine, e questo elemento suggerisce che alcune parti, come il coronamento superiore, fossero ancora incompiute (e in effetti ancor oggi manca il coronamento). L\u2019analisi stilistica delle cuspidi triangolari non rivela elementi tipici del primo Quattrocento, il che fa supporre che il progetto originario degli anni Sessanta sia stato seguito fedelmente anche nelle fasi finali. \u00c8 probabile che la morte del capo cantiere originale abbia rallentato i lavori, tanto da lasciare alcuni volti dei rilievi superiori solo abbozzati, come si evince dall\u2019analisi ravvicinata di alcune scene dei miracoli. Le discrepanze strutturali tra le basi delle colonnine e le modanature della cornice indicano inoltre una fase di montaggio forse affrettata o priva della supervisione dell\u2019autore principale. In definitiva, l\u2019arco temporale pi\u00f9 accreditato per la costruzione principale si colloca tra il 1362 e il 1365, con successivi interventi di completamento e rifinitura che si estesero fino all\u2019inizio del quindicesimo secolo, quando l\u2019Arca fu descritta come un lavoro eccelso (\u201copus egregium\u201d) in occasione delle esequie di Gian Galeazzo Visconti nel 1402.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-17.jpg\" width=\"750\" height=\"1332\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-18.jpg\" width=\"750\" height=\"1332\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-19.jpg\" width=\"750\" height=\"1332\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-20.jpg\" width=\"750\" height=\"1332\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-21.jpg\" width=\"750\" height=\"1332\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-22.jpg\" width=\"750\" height=\"1332\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-23.jpg\" width=\"750\" height=\"1332\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" title=\"Pavia, Arca di Sant'Agostino. Foto: Finestre sull'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/arca-s-agostino-pavia-24.jpg\" width=\"750\" height=\"1332\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPavia, Arca di Sant\u2019Agostino. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p>Oggi, quello che s\u2019impone agli occhi dei visitatori della basilica di San Pietro in Ciel d\u2019Oro \u00e8 uno dei pi\u00f9 spettacolari monumenti della scultura gotica lombarda. L\u2019architettura dell\u2019Arca di Sant\u2019Agostino \u00e8 un<strong> sistema tripartito <\/strong>di <strong>straordinaria complessit\u00e0 formale<\/strong> che si sviluppa verticalmente. Il primo registro funge da zoccolo: qui, le statue dei dodici apostoli si alternano a rappresentazioni delle Virt\u00f9 teologali e cardinali, che sporgono come pilastri di sostegno. Le Virt\u00f9 sono caratterizzate da due modalit\u00e0 espressive: alcune presentano panneggi crestati con ombre nette che sottolineano il <strong>vigore plastico<\/strong>, come nella figura della <strong>Giustizia<\/strong>, mentre altre mostrano ampie campiture lisce che danno origine a passaggi luminosi delicati. Il secondo registro \u00e8 costituito da una <strong>cella <\/strong>aperta da archi, sostenuta da colonnine sottili, al cui interno giace la figura dormiente del santo. <strong>Agostino<\/strong> \u00e8 dunque rappresentato come gisant, ovvero sdraiato supino, nell\u2019atto di dormire, con l\u2019artista che ha profuso una curacestrema cura negli abiti e nei guanti cesellati, circondato da sei diaconi che sollevano simbolicamente il lenzuolo funebre. Il soffitto di questa camera funeraria \u00e8 una <strong>volta a crociera<\/strong> interamente rivestita da<strong> cherubini e busti di santi<\/strong>, con al centro la figura di Cristo entro una mandorla che accoglie l\u2019anima del defunto: queste figure centrali, peraltro, sono state accostate alla sensibilit\u00e0 di <strong>Matteo da Campione<\/strong> per la finezza dell\u2019intaglio marmoreo. Il terzo registro ospita dieci riquadri narrativi con scene della vita del santo, dove lo spazio \u00e8 concepito, come detto, in modo anti-naturalistico: le figure si sovrappongono verticalmente per indicare la profondit\u00e0, secondo un linguaggio che privilegia la chiarezza didascalica rispetto alla credibilit\u00e0 e alla verosimiglianza. Gli episodi narrano la vita di sant\u2019Agostino: vediamo il santo mentre ascolta la predica di sant\u2019Ambrogio, l\u2019episodio della conversione, il battesimo a opera di Ambrogio, e poi, con un salto temporale, l\u2019arrivo delle spoglie di sant\u2019Agostino a Pavia e l\u2019ingresso in San Pietro in Ciel d\u2019Oro al seguito di Liutprando, il re Liutprando assieme al vescovo Pietro che trasporta il corpo del santo e, proseguendo a ritroso, i funerali di santa Monica (madre di sant\u2019Agostino), l\u2019istituzione dell\u2019ordine agostiniano, e due episodi con Agostino colto mentre impartisce i suoi insegnamenti. La sommit\u00e0 del monumento \u00e8 coronata da una cimasa composta da timpani triangolari che illustrano i miracoli postumi di Agostino (la liberazione di un prigioniero pavese che l\u2019aveva pregato di condurlo fuori dal carcere, la guarigione di un\u2019indemoniata, l\u2019apparizione miracolosa a un gruppo di pellegrini diretti a Roma, la discussione con tre teologi ritenuti eretici) e la scena della sua morte, alternati a statue delle gerarchie angeliche. Un dettaglio rivelatore della perizia balduccesca \u00e8 la mancata corrispondenza perfetta tra i pilastri e le cornici, un\u2019irregolarit\u00e0 che testimonia la natura artigianale e vivace del cantiere. L\u2019uso costante del marmo bianco di Carrara consente di apprezzare la variet\u00e0 delle tecniche di finitura: alcune superfici appaiono perfettamente lucide, mentre altre mantengono una superficie pi\u00f9 opaca, probabilmente intenzionale per differenziare i piani del racconto. L\u2019opera \u00e8 allora leggibile come una grande <strong>enciclopedia marmorea <\/strong>dove la scultura a tutto tondo dialoga con l\u2019altorilievo, creando un percorso devozionale che culmina nei cori angelici della parte pi\u00f9 alta.<\/p>\n<p>Proprio la parte pi\u00f9 alta rimane una delle porzioni peggio visibili del monumento, tanto che, negli ultimi anni, la difficolt\u00e0 di osservare direttamente i dettagli dell\u2019Arca a causa della sua posizione elevata ha spinto l\u2019<strong>Universit\u00e0 di Pavia<\/strong> a intraprendere un avveniristico <strong>progetto di digitalizzazione<\/strong>. Sotto la guida del professor <strong>Virginio Cantoni<\/strong> e con la collaborazione degli studenti del corso di <strong>Computer Vision<\/strong>, \u00e8 stato pertanto realizzato un modello tridimensionale completo dell\u2019intero monumento: questo lavoro di ricerca, confluito peraltro, nel 2022, in una pubblicazione dedicata, ha fatto uso di tecnologie digitali per consentire un approccio innovativo al capolavoro gotico, e ha reso finalmente ben visibili elementi che per secoli, ovvero dall\u2019elevazione della quota dell\u2019Arca, sono rimasti celati all\u2019occhio umano (a meno di non volersi arrampicare fin sulla sommit\u00e0 del monumento&#8230; !). La ricostruzione ha richiesto un impegno notevole per gestire <strong>l\u2019illuminazione e la rifrazione delle superfici marmoree<\/strong> e\u00a0per garantire una <strong>resa fedele dell\u2019apparato decorativo<\/strong>. Ogni ordine dell\u2019Arca \u00e8 stato dunque modellato singolarmente, circostanza che ha permesso di analizzare separatamente le virt\u00f9 del basamento, le figure all\u2019interno della cella, la fitta trama narrativa dei bassorilievi del registro superiore.<\/p>\n<p>Grazie a questi modelli tridimensionali, \u00e8 possibile compiere una<strong> visita virtuale completa<\/strong> che consente di osservare da vicino i dettagli dei cherubini sulla volta della cella o, per esempio, le espressioni dei teologi eretici raffigurati con piedi artigliati nei rilievi dei miracoli. Il progetto non ha solo una valenza accademica, ma rappresenta uno strumento fondamentale per la conservazione e il restauro, poich\u00e9 permette di mappare con precisione lo stato delle superfici e di identificare eventuali segni di degrado non percepibili a distanza. Questa operazione di archeologia digitale, se cos\u00ec la si vuol chiamare, \u00e8 stata intesa per restituire all\u2019Arca la sua funzione originaria di \u201clibro di pietra\u201d e per rendere nuovamente visibile bene, nella sua interezza, il complesso programma iconografico ideato da Bonifacio Bottigella per l\u2019edificazione dei fedeli. L\u2019integrazione tra le finezze, la maestria, la tecnica degli artisti e dei lapicidi del XIV secolo e la tecnologia informatica del XXI secolo finisce allora per aprire nuove, interessanti vie alla valorizzazione del patrimonio artistico pavese, che trova nell\u2019Arca di Sant\u2019Agostino non solo uno dei suoi vertici, ma una materia ancora in grado di dialogare con la modernit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.castellogamba.vda.it\/it\/sole-caduto-aosta-gio-pomodoro\" target=\"_blank\" data-etichetta=\"Banner 3 - Castello Gamba, Pomodoro\" onclick=\"ga(&#039;send&#039;, &#039;event&#039;, &#039;Click&#039;, &#039;Banner 3 - Castello Gamba, Pomodoro&#039;, 1);\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/castellogamba_2026_pomodoro_adv_728x90pxl.jpg\" alt=\"Sole caduto Aosta. Gio' Pomodoro - Castello Gamba, fino al 21 giugno\" onmouseover=\"ga('send', 'event', 'Dwell', 'Banner 3 - Castello Gamba, Pomodoro', 1);\" title=\"Sole caduto Aosta. Gio' Pomodoro - Castello Gamba, fino al 21 giugno\" class=\"banner_fsa\" fetchpriority=\"high\" id=\"banner_3\" width=\"728\" height=\"90\" style=\"width:728px\"\/><br \/>\n\t\t\t<\/a>\t<\/p>\n<p style=\"font-size:16px\">Gli autori di questo articolo: <strong>Federico Giannini e Ilaria Baratta<\/strong><\/p>\n<p><strong>Federico Giannini<\/strong>. Giornalista, co-fondatore di Finestre sull&#8217;Arte, direttore responsabile della testata. Nato a Massa nel 1986, si \u00e8 laureato nel 2010 in Informatica Umanistica all\u2019Universit\u00e0 di Pisa. Nel 2025 ha scritto il libro Vero, Falso, Fake. Credenze, errori e falsit\u00e0 nel mondo dell&#8217;arte (Giunti editore). Per la tv \u00e8 stato autore del documentario Le mani dell\u2019arte (Rai 5) ed \u00e8 stato tra i presentatori del programma Dorian \u2013 L\u2019arte non invecchia (Rai 5).<\/p>\n<p><strong>Ilaria Baratta<\/strong>. Giornalista, co-fondatrice di <strong>Finestre sull&#8217;Arte<\/strong>, caporedattrice della testata. \u00c8 nata a Carrara nel 1987 e si \u00e8 laureata a Pisa in Lingue e Letterature Straniere.<\/p>\n<p>                La consultazione di questo articolo \u00e8 e rimarr\u00e0 sempre gratuita. Se ti \u00e8 piaciuto o lo hai ritenuto interessante,<br \/>\n                iscriviti alla nostra newsletter gratuita!<br \/>\n            <br \/> Niente spam, una sola uscita la domenica, pi\u00f9 eventuali extra, per aggiornarti su tutte le nostre novit\u00e0!<\/p>\n<p class=\"claim\">La tua lettura settimanale su tutto il mondo dell&#8217;arte<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/newsletter.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER<\/a><\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Federico Giannini, Ilaria Baratta, pubblicato il 12\/06\/2026 Categorie: Opere e artisti \/ Argomenti: Arte antica &#8211; Arte&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":540169,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1657,1613,34474,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,5762,8141,91162],"class_list":["post-540168","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-antica","tag-arte-e-design","tag-arte-medievale","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lombardia","tag-pavia","tag-trecento"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/540168","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=540168"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/540168\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/540169"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=540168"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=540168"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=540168"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}