{"id":544513,"date":"2026-06-18T07:54:16","date_gmt":"2026-06-18T07:54:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/544513\/"},"modified":"2026-06-18T07:54:16","modified_gmt":"2026-06-18T07:54:16","slug":"milan-niente-krosche-ora-boto-e-ozek-tra-i-candidati-per-larea-tecnica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/544513\/","title":{"rendered":"Milan, niente Kr\u00f6sche: ora Boto e Ozek tra i candidati per l\u2019area tecnica"},"content":{"rendered":"<p>                                L\u2019Eintracht non libera il direttore tecnico e blocca cos\u00ec il direttore sportivo Hardung. Rispuntano Boto del Flamengo e Ozek, ex Fenerbahce<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Il primo tassello del nuovo Milan \u00e8 stato messo marted\u00ec pomeriggio con l\u2019ufficialit\u00e0 dell\u2019ingaggio di Ruben Amorim. Fatto l\u2019allenatore, la speranza dei tifosi rossoneri \u00e8 che si arrivasse velocemente alla definizione di tutta l\u2019area tecnica, che nella testa di Gerry Cardinale vede come figura chiave quella del Ceo of football. L\u2019ad del progetto dal lato meramente calcistico, volendo tradurre la carica in italiano. Negli ultimi giorni, per il ruolo era emerso un nome su tutti gli altri, quello del tedesco Markus Kr\u00f6sche, 45 anni, attualmente all\u2019Eintracht Francoforte. Ieri, per\u00f2, quella che sembrava un\u2019operazione in discesa \u2013 a Milano sarebbe sbarcato anche l\u2019attuale direttore sportivo del club tedesco, Timmo Hardung &#8211; ha subito una brusca (e probabilmente definitiva) frenata.<\/p>\n<p>        Nein\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">L\u2019Eintracht, infatti, ha alzato il muro sull\u2019uscita di Kr\u00f6sche. Questione soprattutto di tempistiche. Siamo nella seconda met\u00e0 di giugno e a Francoforte hanno gi\u00e0 iniziato a pianificare la nuova stagione, tra l\u2019altro dopo un\u2019annata \u2013 quella scorsa \u2013 parecchio deludente. A dispetto delle molteplici critiche ricevute dai tifosi, il club tedesco non vuole perdere l\u2019uomo che ha costruito la squadra degli ultimi anni. E lo ha ripetuto allo stesso Kr\u00f6sche, che nel frattempo aveva gi\u00e0 raggiunto un accordo verbale con il Diavolo, nelle molteplici riunioni di questi giorni: meeting intensi da sabato a ieri mattina, quando il manager ha infine deciso di rinunciare al sogno Milan, confermando la sua permanenza sul Meno, dove ha un contratto fino al 2028. Il nodo contrattuale non \u00e8 un dettaglio da poco: in Germania, per una figura come Kr\u00f6sche che fa parte del board della societ\u00e0, non sono previste le dimissioni unilaterali. In pratica, anche facendo saltare il banco Kr\u00f6sche sarebbe rimasto legato ai termini dell\u2019accordo e la cosa avrebbe potuto comportare problemi legali, in caso di suo arrivo a Milano. Tralasciando poi il risvolto delle penali probabilmente contenute nei contratti. Situazione irrisolvibile? Una piccola finestrella si pu\u00f2 pure lasciare aperta, nel caso la linea dell\u2019Eintracht si ammorbidisca di fronte magari a un indennizzo economico. Scenario comunque improbabile a oggi, perch\u00e9 a Francoforte la vicenda ha creato parecchia irritazione.<\/p>\n<p>        E ora?\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Kr\u00f6sche, nei colloqui con Cardinale e i suoi uomini, aveva indicato Amorim come tecnico adatto a raccogliere in eredit\u00e0 la panchina di Massimiliano Allegri. Il Milan fa sapere, comunque, che il tedesco non era l\u2019unico candidato al ruolo di Ceo of football ad aver espresso la sua preferenza per l\u2019allenatore portoghese. Amorim ha gi\u00e0 firmato il suo triennale con opzione per una quarta stagione a circa 3,5 milioni di euro di stipendio. Un impegno importante, sia nella durata contrattuale che nello sforzo economico, a sottolineare come il progetto rossonero sia ambizioso e a lunga gittata. Ecco perch\u00e9 \u00e8 logico pensare che il nuovo responsabile dell\u2019area tecnica esca dalla ristretta cerchia di direttori tecnici che nei meeting con il Milan hanno fatto il nome dell\u2019ex Manchester United. Tra questi, uno potrebbe essere Jos\u00e9 Boto, oggi al Flamengo, ma connazionale di Amorim e con un passato comune al prossimo allenatore rossonero risalente ai tempi del Benfica. Nelle scorse settimane, il Diavolo aveva sondato pure il giovane Devin Ozek, appena separatosi dal Fenerbah\u00e7e e ambito pure da altri club europei: chiss\u00e0 che non torni in auge, ora che \u00e8 sfumata quella che sembrava la prima opzione (la coppia Kr\u00f6sche-Hardung, appunto). Sullo sfondo  spunta  la candidature dell\u2019ex Borussia Dortmund Sebastian Kehl,  mentre nelle ultime ore un intermediario ha proposto Jason Ayto, reduce dall\u2019esperienza al Brighton. Quest\u2019ultimo parla italiano, cos\u00ec come Richard Hughes, direttore sportivo del Liverpool con un\u2019adolescenza vissuta in Italia, a Bergamo, dove tra l\u2019altro era diventato tifosissimo del Milan, anche se per il momento il suo addio ai Reds resta improbabile.<\/p>\n<p><a class=\"is-partner-link\" href=\"https:\/\/abbonamenti.gazzetta.it\/de-promo-mondiali\/?pwcmp=cta&amp;forceBrowser=true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gazzetta Mondiale: ogni notte un\u2019edizione straordinaria esclusiva. Non perdertela, abbonati a 1\u20ac\/mese!<\/a><\/p>\n<p>        fretta\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Tante opzioni, ma non moltissimo tempo. Al 18 giugno i rossoneri sono gi\u00e0 in netto ritardo nella programmazione del mercato. Una considerazione non banale, se unita al cambio radicale di progetto con l\u2019assunzione di Amorim, allenatore che ha un preciso credo calcistico e certamente bisognoso di adattare un poco la rosa  alle proprie idee. Il portoghese, invece, per ora \u00e8 sbarcato da solo, senza una societ\u00e0 ad accoglierlo e con cui iniziare a parlare attivamente della squadra.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Eintracht non libera il direttore tecnico e blocca cos\u00ec il direttore sportivo Hardung. 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