{"id":544528,"date":"2026-06-18T08:05:19","date_gmt":"2026-06-18T08:05:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/544528\/"},"modified":"2026-06-18T08:05:19","modified_gmt":"2026-06-18T08:05:19","slug":"warsh-le-due-sorprese-al-suo-debutto-alla-fed-la-rottura-che-ha-in-mente-e-cosa-hanno-capito-i-mercati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/544528\/","title":{"rendered":"Warsh, le due sorprese al suo debutto alla Fed: la rottura che ha in mente e cosa hanno capito i mercati"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Mario Platero<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Non c\u2019\u00e8 stata la riduzione dei tassi  invocata daTrump, ipotesi aumento gi\u00e0 nel 2026. E nei vari annunci del nuovo presidente si nascondono cambiamenti potenzialmente radicali per la Banca centrale e le sue politiche<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">NEW YORK \u2013 Al suo debutto pubblico alla guida della Fed, il nuovo Presidente Kevin Warsh ha annunciato in prospettiva una vera e propria <b>rivoluzione per la Banca Centrale e per le sue politiche<\/b>, cosa che i mercati hanno recepito con una certa freddezza. Certo, Warsh non ha fatto alcun annuncio con effetto immediato. Sulla carta promette di tenere la barra dritta e negli annunci concreti di ieri niente sorprese immediate: come ci aspettavamo <b>non c\u2019\u00e8 stata quella riduzione dei tassi di interesse invocata dal Presidente Donald Trump (e meno male!)<\/b>. Ma nei vari annunci casuali subito dopo il primo Comitato Monetario (FOMC) da lui presieduto si nascondono cambiamenti potenzialmente radicali nella gestione delle politiche di bilancio della Fed, della sua comunicazione, dell\u2019approccio ai dati utili a individuare scelte di politiche monetarie segnalando l\u2019avvio di una nuova era, appunto l\u2019era Warsh.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questa chiara percezione di cambiamenti radicali in arrivo, insieme a una <b>ipotesi pi\u00f9 concreta di aumenti dei tassi gi\u00e0 nel 2026<\/b> ha indotto la <b>reazione tiepida del mercato<\/b> a questo debutto: subito dopo la prima conferenza stampa di Warsh ci sono state cadute \u2013 per ora solo fisiologiche &#8211; dei valori in borsa e un leggero aumento dei tassi di mercato.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma veniamo a lui, al nuovo presidente della Fed. Al suo primo incontro \u00ablive\u00bb con la stampa e i mercati, Kevin Warsh \u00e8 apparso s<b>olido, sorridente, pragmatico, giovanile e soprattutto sicuro di s\u00e9 <\/b>e con le idee chiare su come si \u00abvolter\u00e0 pagina\u00bb alla \u00absua\u00bb Federal Reserve. Cominciamo dagli aspetti di cronaca e dal cosiddetto <b>\u00abDot Plot\u00bb<\/b>, letteralmente una immagine grafica a puntini composta dai 19 governatori che formano il consiglio allargato della Banca Centrale americana. Ciascun governatore indica una previsione sui tassi mettendo appunto un puntino sul livello previsto nel prossimo futuro.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Alla compilazione di ieri <b>due sorprese<\/b>. La prima: <b>9 governatori su 18 ( e il diciannovesimo??) hanno espresso una previsione di aumento dei tassi<\/b> di interesse gi\u00e0 nel 2026. Si tratta di una maggioranza. Finora, chi sul mercato ipotizzava aumenti, pensava al 2027. Invece <b>si gioca d\u2019anticipo. <\/b>Non solo, alcuni governatori hanno addirittura pronosticato ben due aumenti nel corso del 2026 anche perch\u00e9 le previsioni aggiornate sull\u2019andamento del tasso di inflazione che nello scorso incontro si attestavano attorno al 2,7% per il 2026 mostrano ora un balzo al 3,6%.\u00a0<br \/>La <b>riapertura promessa dello Stretto di Hormutz<\/b> assieme al cessate il fuoco in Iran non avranno dunque un impatto immediato su un indice dei prezzi ai consumi che all&#8217;ultima lettura ha segnato un aumento del 4,2%, il pi\u00f9 forte dal 2023, e con un indice \u00abcentrale\u00bb, cio\u00e8 depurato dai prezzi energetici e alimentari al 2,9%.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Su questo Warsh \u00e8 stato chiarissimo: \u00abManterr\u00f2 invariata la missione scritta e istituzionale della Fed, garantire stabilit\u00e0 dei prezzi e preservare l\u2019occupazione\u00bb.  Questa parte delle dichiarazione sembra indicare che voglia tenere i piedi per terra. Sappiamo dei suoi voli pindarici sulla necessit\u00e0 di introdurre l\u2019impatto dell\u2019Intelligenza Artificiale sull\u2019economia per determinare scelte di politica monetaria, tenendo conto degli aumenti della produttivit\u00e0 del paese e il conseguente impatto riduttivo sul tasso di inflazione. Qui Warsh, nel breve, d\u00e0 un messaggio chiaro: non staremo a correre rischi e <b>se aumenti dei tassi saranno necessari li perseguiremo<\/b>. <b>Che questo non piacer\u00e0 a Donald Trump,<\/b> che continua a chiedere riduzioni dei tassi e aveva persino minacciato di licenziare Jerome Powell per non essersi piegato ai suoi voleri per Warsh <b>\u00e8 irrilevante.<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ha chiarito che per la Fed e per l\u2019economia americana \u00e8 molto pi\u00f9 importante mantenere invariata la credibilit\u00e0 dell\u2019autonomia della missione della Banca Centrale che cedere a pressioni politiche.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E tuttavia i segnali di cambiamento anche radicale ci sono gi\u00e0. Ieri ad esempio c\u2019\u00e8 stata la sorpresa del voto del \u00abdot plot\u00bb. Finora ha sempre raccolto i pareri dei 19 governatori in materia di tassi futuri, ma ieri ci sono stati solo 18 voti. <b>L\u2019astenuto?<\/b> <b>Proprio lui, Warsh, cosa che ha generato non poco dibattito<\/b> tra gli operatori. Come mai? Perch\u00e9 proprio al debutto un segnale di rottura con una tradizione importante? Chiariamo subito che da sempre Warsh ha detto di non amare il Dot Plot. Alcuni pensavano che addirittura lo avrebbe abolito. Non \u00e8 arrivato a tanto, ma un voto, per quanto anonimo, che esclude il numero uno, perde certamente di peso.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La ragione di questo atteggiamento di Warsh \u00e8 semplice: secondo lui nel contesto digitale del nostro tempo le cose cambiano con rapidit\u00e0 estrema. <b>Esprimere una veduta su un futuro secondo lui imprevedibile \u00e8 errato<\/b> e sarebbe dunque meglio evitare di dare al mercato segnali che potrebbero risultare fuorvianti. Comprensibile. Se non fosse che per definizione e al di l\u00e0 dell\u2019era digitale il futuro \u00e8 da sempre stato incerto. E i governatori della Fed esprimono una loro visione informata sulla base di dati ed elaborazioni statistiche che li preparano a decidere quando sar\u00e0 il momento sempre tenendo in qualche modo il mercato per mano. Per questo negli ultimi anni <b>il mercato si era abituato ad essere guidato dalla Fed che anticipava in vario modo le sue possibili variazioni<\/b> proprio per non cogliere gli operatori di sorpresa, cosa che avrebbe potuto avere impatti traumatici sui valori di borsa o del mercato obbligazionario. Questo per dire che \u00e8 nell\u2019interesse della Fed stessa mantenere una comunicazione costante e affidabile con il mercato.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma Warsh ha confermato il suo punto di vista presentando anche un comunicato della Fed stringatissimo, appena un terzo in lunghezza del precedente, molto fattuale, 13 righe per dire che i tassi sui Fed Funds resteranno invariati fra il 3,5 e il 3,75%, che l\u2019obiettivo resta quello di un tasso di inflazione al 2% e che il Comitato produrr\u00e0 stabilit\u00e0 dei prezzi. Powell, che pure faceva un comunicato corto, ma pur sempre di 35 righe, dava maggior contesto e offriva agli analisti pi\u00f9 informazioni su cosa potesse influire il pensiero dei banchieri centrali. <b>La novit\u00e0 immediata \u00e8 dunque soprattutto sul piano della comunicazione<\/b>, ma saggiamente Warsh ha deciso di procedere per gradi.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per questo, scegliendo l\u2019approccio morbido, ha annunciato la costituzione di gruppi di lavoro che<b> lavoreranno a cinque progetti<\/b> distinti per mettere a fuoco procedure e strategie della Banca Centrale su comunicazione, bilancio, fonti dati, produttivit\u00e0 e lavoro e inflazione. Sono i temi caldi che gli stanno a cuore sul piano operativo. Per ora ci sono i gruppi di studio. Domani dovremo aspettarci i risultati e cambiamenti pi\u00f9 radicali di cui abbiamo gi\u00e0 avuto un assaggio, come si diceva, sulla comunicazione (abolir\u00e0 davvero il Dot Plot?).\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per l\u2019impatto dell\u2019intelligenza artificiale sulla produttivit\u00e0 e sul mercato del lavoro e sull\u2019inflazione sappiamo come la pensa, ma preferisce che quando sar\u00e0 il momento le decisioni emergano in modo pienamente consensuale e graduale. Per i dati ci si immagina che voglia una diversa gerarchia nella priorit\u00e0 attribuibile ai valori statistici mensili. Di nuovo, <b>secondo lui, i dati hanno un valore relativo se non sono interpretati e inseriti in un contesto dinamico e pi\u00f9 vicino al tempo reale piuttosto che basarsi solo sul risultato storico<\/b>, tanto pi\u00f9 che spesso i dati mensili sono poi corretti appena settimane dopo. infine \u00e8 sullo \u201cStudio sul Bilancio\u201d dove potrebbe esserci l\u2019impatto piu\u2019 diretto sui mercati. Warsh infatti aveva attaccato quelli che considerava eccessi nelle operazioni di \u00abquantative easing\u00bb che ha considerato eccessive in risposta alla crisi del 2007-2009 e poi al COVID e che hanno aumentato il passivo di bilancio della Fed.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ritiene che il bilancio della Banca Centrale si sia allargato troppo a causa degli interventi di acquisto sul mercato di vari titoli per garantire liquidit\u00e0 in tempi di crisi. Vuole in sostanza un <b>minore interventismo della Fed sui mercati <\/b>ed \u00e8 favorevole a una riduzione  delle posizioni investite dalla Fed nel suo bilancio, cosa che, sostiene, consentir\u00e0 &#8211; tutto da provare &#8211; una pi\u00f9 agevole riduzione dei tassi. Stiamo parlando insomma di una vera e propria rivoluzione. \u00c8 chiaro che Warsh non vuole imporre a caso e improvvisamente i cambiamenti che desidera nell\u2019impostazione delle politiche della Fed. E sappiamo quanto gli \u00abstudi\u00bb siano spesso una scusa per dare un contesto pi\u00f9 scientifico e di consenso allargato a decisioni gi\u00e0 prese. Sappiamo anche quanto Warsh creda alle novit\u00e0 che vorrebbe promuovere. Sente che il mondo \u00e8 cambiato e continua a cambiare rapidamente, mentre la Fed opera ancora seguendo parametri del passato con protagonisti del passato.    Sar\u00e0, ma non sembra, considerando le condizioni dell\u2019economia americana, i continui sbocchi imprenditoriali e innovativi che hanno tenuto questo paese sempre all\u2019avanguardia, i recuperi dalla crisi del 2007\/2009 o dal COVID, i continui massimi in borsa, persino l\u2019esuberanza, forse irrazionale, delle borse, che le politiche della Fed di Powell, Janet Yellen e Ben Bernanke prima di loro, sempre in continuit\u00e0 evolutiva, non abbiano funzionato.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il mercato ha capito benissimo<\/b> che cosa si intende fare coi \u00abgruppi di studio\u00bb, ha capito che invece di una \u00abcontinuit\u00e0 evolutiva\u00bb <b>Warsh punter\u00e0 a una rottura e per questo ha accolto con evidente distacco il suo debutto.<\/b> Anche perch\u00e9, nella cultura popolare americana, \u00e8 sempre meglio aderire a questa antica massima del meridione della Nazione :\u00abIf it ain\u2019t broken don\u2019t fix it\u00bb, che, tradotto, suona:\u00a0\u00abNon ti inventare riparazioni se non c\u2019e\u2019 nulla di rotto\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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