{"id":545044,"date":"2026-06-18T15:14:22","date_gmt":"2026-06-18T15:14:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/545044\/"},"modified":"2026-06-18T15:14:22","modified_gmt":"2026-06-18T15:14:22","slug":"ckm-tutto-sulla-sindrome-che-colpisce-cuore-reni-e-metabolismo-di-11-milioni-di-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/545044\/","title":{"rendered":"Ckm, tutto sulla sindrome che colpisce cuore, reni e metabolismo di 11 milioni di italiani"},"content":{"rendered":"<p>Roma, 17 giugno \u2013 Se ne parla poco, se si considera che soltanto nel nostro Paese colpisce pi\u00f9 di 11 milioni di persone, spesso del tutto ignare di esserne colpite, trattandosi di una patologia che viaggia sotto-traccia. Eppure, la sindrome cardio-nefro-metabolica (nota anche con l\u2019acronimo Ckm), che come suggerisce il nome colpisce cuore, reni e metabolismo, \u00e8 considerata una \u201cepidemia silenziosa e nascosta\u201d che intrecccia obesit\u00e0, diabete di tipo 2, malattia renale cronica e patologie cardiovascolari in un circolo vizioso difficile da spezzare, colpendo legioni di ignari cittadni.<\/p>\n<p>Per la Ckm non esisteva nemmeno, almeno fino al 9 giugno scorso, una \u201cbussola\u201d scientifica di riferimento \u2013 fino a quando, appunto otto giorni fa quattro grandi societ\u00e0 scientifiche americane \u2013 American Heart Association (Aha), American College of Cardiology (Acc), American Diabetes Association (Ada) e American Society of Nephrology (Asn) \u2013 hanno firmato insieme le prime linee guida per la prevenzione, la diagnosi e la gestione della sindrome, <a href=\"https:\/\/www.ahajournals.org\/doi\/10.1161\/CIR.0000000000001453\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>pubblicate simultaneamente su<\/strong> Circulation<\/a> <a href=\"https:\/\/www.ahajournals.org\/doi\/10.1161\/CIR.0000000000001453\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">e Journal of the American College of Cardiology<\/a>.<\/p>\n<p>Se ne \u00e8 parlato anche in occasione dell\u2019International Symposium on Cardiometabolic Risk and Vascular Disease \u2013 From Mechanisms to Treatment che si \u00e8 aperto ieri e si concluder\u00e0 oggi a Stoccolma: due giorni di lavori scientifici co-organizzati da Fondazione Menarini e Karolinska University Hospital nel corso dei quali le novit\u00e0 delle linee guida messe a punto negli USA e considerate storiche (in particolare, l\u2019indicazione di un approccio multidisciplinare e la disponibilit\u00e0 di nuovi farmaci tre-in-uno) sono \u201csbarcate\u201d in Europa. <img loading=\"lazy\" data-lazyloaded=\"1\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-84169 alignright\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/francesco-cosentino.jpg\" alt=\"\" width=\"103\" height=\"142\"\/><\/p>\n<p>L\u2019evento (inserito nel programma di iniziative per celebrare i 50 anni di Fondazione Menarini) ha accolto nella capitale svedese oltre 300 partecipanti da 29 Paesi ed \u00e8 stato presieduto dall\u2019italiano <strong>Francesco Cosentin <\/strong>(nella foto)<strong>,<\/strong> direttore della Medicina cardiovascolare del Karolinska Institutet e dell\u2019ospedale universitario di Stoccolma, nonch\u00e9 direttore del Laboratorio di Cardiologia molecolare.<\/p>\n<p><strong>Cfk sempre pi\u00f9 causa predominante di rischio cardiovascolare nella popolazione<\/strong><\/p>\n<p>Alcuni numeri riferiti dai promotori del simposio. Degli 11,6 milioni di pazienti diagnosticati con la sindrome Ckm nel nostro Paese (fonte: Fondazione Charta, Osservatorio sulla sindrome cardio-renale-metabolica, 2024), 4,7 milioni presentano in media 2,5 fattori di rischio contemporaneamente: il 79,6% \u00e8 iperteso, il 67% ha il diabete di tipo 2, il 44,4% l\u2019ipercolesterolemia, il 40% l\u2019insufficienza renale. E la situazione \u00e8 aggravata dal fatto che la maggior parte di questi pazienti non \u00e8 a target terapeutico: il 72% non ha la pressione sotto controllo, il 47% non raggiunge i valori glicemici raccomandati, il 45% non \u00e8 a target per il colesterolo.<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti la fotografia \u00e8 altrettanto preoccupante: <strong>quasi il 90% degli adulti presenta almeno un fattore di rischio per la sindrome Ckm<\/strong>. L\u2019obesit\u00e0 da sola colpisce il 40% degli adulti americani e il 21% dei bambini e adolescenti. \u201cIl peso globale della malattia \u00e8 confermato anche dall\u2019ultimo rapporto del Global Burden of Disease del Lancet (ottobre 2025): le malattie non trasmissibili costituiscono quasi i due terzi della mortalit\u00e0 e della disabilit\u00e0 globali, e le prime tre responsabili sono la cardiopatia ischemica, l\u2019ictus e il diabete\u201d ha ricordato . \u201cLa mortalit\u00e0 cardiovascolare \u00e8 determinata per almeno un terzo da fattori di rischio metabolici (ipertensione, aumento dell\u2019indice di massa corporea Bmi, iperglicemia, ipercolesterolemia e disfunzione renale) e il burden metabolico continua ad aumentare di pari passo con l\u2019invecchiamento della popolazione\u201d.<\/p>\n<p>Se fino a oggi diabete, malattia renale e patologie cardiache venivano trattati come problemi separati, affidati a specialisti diversi che raramente dialogavano tra loro, le nuove linee guida Usa segnano per i medici \u201cuna svolta culturale prima ancora che clinica: impongono un approccio integrato e introducono un sistema di stadiazione in quattro livelli \u2013 dallo stadio 0, in assenza di fattori di rischio, allo stadio 4, con malattia cardiovascolare conclamata \u2013 per identificare il rischio prima che il danno d\u2019organo sia irreversibile\u201d.<\/p>\n<p>Osserva <img loading=\"lazy\" data-lazyloaded=\"1\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-84170 alignleft\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/del-prato-206x300.jpg\" alt=\"\" width=\"98\" height=\"143\"  data-\/><strong>Stefano Del Prato<\/strong>, presidente di Fondazione Menarini (nella foto): \u201cLa sindrome Ckm sta diventando la causa predominante di rischio cardiovascolare nella popolazione, ma molte delle sue componenti non vengono messe a fuoco tempestivamente e questo ne peggiora gli esiti clinici. Non possiamo pi\u00f9 permetterci di guardare al cuore, ai reni e al metabolismo come capitoli di patologia separati, a compartimenti stagni. Questi pazienti non possono essere rimbalzati dal cardiologo all\u2019endocrinologo al nefrologo: il futuro della medicina cardio-nefro-metabolica \u00e8 superare i confini delle varie specialit\u00e0. Bisogna affrontare il problema della sotto-diagnosi della sovrapposizione di queste patologie\u201d.<\/p>\n<p>Per Cosentino, \u201cil razionale fisiopatologico di questo approccio integrato \u00e8 molto solido: adiposit\u00e0, insulino-resistenza, disfunzione endoteliale, infiammazione cronica e attivazione neuro-ormonale si intrecciano e si alimentano a vicenda, determinando il progressivo avanzamento del danno aterosclerotico, il rimodellamento del miocardio, lo sviluppo della malattia renale e, in ultima analisi, la disfunzione multiorgano\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ckm e farmaci, il ruolo di glifozine e agonisti del Glp-1<\/strong><\/p>\n<p>Al centro della discussione scientifica ci sono due categorie di farmaci che negli ultimi anni hanno ridisegnato il panorama terapeutico, evidenziano gli specialisti. Le gliflozine (inibitori Sglt2), nate come ipo-glicemizzanti, sono oggi somministrate anche a pazienti non diabetici per i loro documentati benefici cardiovascolari: riducono la mortalit\u00e0 globale e cardiovascolare, gli infarti, gli ictus e i ricoveri per scompenso cardiaco.<\/p>\n<p>Gli agonisti del Glp-1 e i dual agonist Glp-1\/Gip, introdotti come farmaci anti-diabete e anti-obesit\u00e0, hanno dimostrato potenti azioni anti-aterosclerotiche, trovando oggi indicazione nella malattia aterosclerotica cardiovascolare e nella riduzione di mortalit\u00e0 e ricoveri nei pazienti con coronaropatie. Per Cosentino, si tratta di \u201cuna nuova generazione di farmaci che deve essere conosciuta e utilizzata non solo da endocrinologi e diabetologi, ma da internisti, cardiologi e nefrologi, perch\u00e9 estremamente efficace nei pazienti con comorbilit\u00e0 cardiometabolica\u201d.<\/p>\n<p>Accanto alla rivoluzione farmacologica, il simposio riporta al centro dell\u2019attenzione lo strumento pi\u00f9 antico e ancora insostituibile per combattere queste patologie: la prevenzione. \u201cNon dobbiamo dimenticare lo stile di vita\u201d ammonisce al riguardo Cosentino: \u201cDue studi pubblicati quest\u2019anno confermano il valore di questo approccio: il Diabetes Prevention Program statunitense e il Da Qing Diabetes Prevention Outcome Study cinese hanno dimostrato che un miglioramento della dieta e dell\u2019attivit\u00e0 fisica non si limita a prevenire l\u2019insorgenza del diabete, ma ha un effetto protettivo cardiovascolare significativo attraverso la remissione del pre-diabete (oggi pi\u00f9 correttamente chiamato \u2018iperglicemia intermedia\u2019). Passare da una condizione di disglicemia alla normo-glicemia si traduce in una protezione a lungo termine dalle complicanze cardiovascolari. Un dato tanto pi\u00f9 urgente di fronte ad una generazione di bambini obesi fin dall\u2019infanzia, con rischio cardiovascolare che si anticipa drammaticamente\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ckm e ambiente, anche le microplastiche giocano un ruolo negativo<\/strong><\/p>\n<p>Sul versante ambientale, uno studio di due anni fa <strong><a href=\"https:\/\/www.nejm.org\/doi\/full\/10.1056\/NEJMc2404154\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pubblicato su The New England Journal of Medicine<\/a><\/strong> ha documentato la presenza di un\u2019elevata concentrazione di microplastiche anche all\u2019interno delle placche di aterosclerosi carotidea. \u201cI pazienti con microplastiche nelle placche presentavano un rischio combinato di mortalit\u00e0 cardiovascolare per ictus e infarto significativamente superiore rispetto a chi, a parit\u00e0 di grado di stenosi, ne era privo\u201d riferisce al riguardo Cosentino. \u201cStudi in corso presso il nostro Laboratorio di Cardiologia molecolare confermano il potere ossidante e infiammatorio delle micro e nanoplastiche nelle cellule endoteliali, con effetti diretti sull\u2019innesco della malattia aterosclerotica\u201d.<\/p>\n<p>Una mano d\u2019aiuto per fare fronte all\u2019epidemia silenziosa di Ckm pu\u00f2 arrivare dall\u2019intelligenza artificiale, che \u2013\u00a0 applicata ai grandi registri sanitari come quelli svedesi, descritti come \u201ctra i pi\u00f9 completi al mondo\u201d \u2013 apre prospettive inedite per la ricerca data-driven. \u201cL\u2019Ai \u2018nutrita\u2019 con questa grande mole di dati, raccolta in maniera completa ed esaustiva, dar\u00e0 una svolta all\u2019avanzamento della gestione dei pazienti. In futuro\u201d \u2013 prospetta il cardiologo del Karolinska Insitutet \u2013 potrebbe non essere pi\u00f9 necessario ricorrere ai trial clinici tradizionali. Fondamentale \u00e8 registrare il dato, non solo produrlo, per addestrare l\u2019intelligenza artificiale\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Roma, 17 giugno \u2013 Se ne parla poco, se si considera che soltanto nel nostro Paese colpisce pi\u00f9&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":545045,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[300263,3635,2615,239,1537,90,89,20828,374,240,46127,300264,19793,32478,410],"class_list":["post-545044","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-ckm","tag-diagnosi","tag-gestione","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-linee-guida","tag-prevenzione","tag-salute","tag-simposio","tag-sindrome-cardio-nefro-metabolica","tag-stoccolma","tag-studi-scientifici","tag-usa"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116771768098405063","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/545044","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=545044"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/545044\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/545045"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=545044"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=545044"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=545044"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}