{"id":545075,"date":"2026-06-18T15:41:18","date_gmt":"2026-06-18T15:41:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/545075\/"},"modified":"2026-06-18T15:41:18","modified_gmt":"2026-06-18T15:41:18","slug":"alzheimer-la-pelle-rivela-indizi-per-una-diagnosi-precoce-svolta-per-lo-screening-in-uno-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/545075\/","title":{"rendered":"Alzheimer, la pelle \u00abrivela indizi per una diagnosi precoce\u00bb. Svolta per lo screening in uno studio"},"content":{"rendered":"<p>La nostra pelle pu\u00f2 rivelare lo stato di salute del cervello. <strong>Parametri come pH, idratazione e vascolarizzazione potrebbero consentire di diagnosticare precocemente l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/alzheimer\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Alzheimer<\/a><\/strong>, intercettando la neuroinfiammazione prima che si trasformi in danno degenerativo. \u00abLa pelle \u00e8 il pi\u00f9 grande organo recettoriale che possediamo, ricco di terminazioni nervose che inviano messaggi al nostro cervello\u00bb, spiega Arianna Di Stadio, docente di Otorinolaringoiatria presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi Link e ricercatrice onoraria presso il celebre Laboratorio di Neuroinfiammazione del UCL Queen Square Institute of Neurology di Londra, uno dei centri pi\u00f9 importanti al mondo per lo studio delle malattie del sistema nervoso.<\/p>\n<p> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/a091074f69a124e0955b5ca5fdb311f80aace5805285c7d04d23cda84a360c35.jpg\"\/>  <strong>Il legame<\/strong> <\/p>\n<p>\u201cIl cervello e la pelle &#8211; continua Di Stadio &#8211; hanno molto in comune, innanzitutto hanno la stessa derivazione embrionale, ovvero nello sviluppo fetale condividono la stessa origine dall&#8217;ectoderma. Inoltre, lo stress e l\u2019ansia, condizioni che ad oggi sappiamo essere correlate alla neuroinfiammazione, sono in grado di scatenare delle reazioni cutanee attivando l&#8217;asse ipotalamo-ipofisi-surrene con il rilascio di cortisolo. Bisogna anche sottolineare che la pelle risponde, cos\u00ec come il cervello, ai neurotrasmettitori\u201d. La solidit\u00e0 di questa connessione \u00e8 supportata da tre importanti ricerche scientifiche che hanno individuato specifiche anomalie cutanee nei pazienti affetti da patologie neurodegenerative o destinati a svilupparle.<\/p>\n<p><strong>La ricerca<\/strong><\/p>\n<p>\u201cUno studio pubblicato nel 2023 sull\u2019<a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/journal\/ijms\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">International Journal of Molecular Science<\/a> &#8211; spiega l\u2019esperta &#8211; ha identificato dei parametri specifici nella pelle dei pazienti con l\u2019Alzheimer che erano diversi dal gruppo sano di controllo, come l\u2019acidit\u00e0 della pelle, la vascolarizzazione e l\u2019idratazione, parametri che si modificavano grazie a farmaci specifici &#8211; prosegue l\u2019esperta &#8211; Uno studio su campioni di pelle di oltre 300 persone, pubblicato su Jama Neurology, ha identificato la presenza dell\u2019alfa-sinucleina solamente nella pelle di coloro affetti da malattie neurodegenerative, convalidando l&#8217;ipotesi che un esame istologico potrebbe confermare la diagnosi. Infine, uno studio pubblicato su Scientific Reports ha identificato dei marcatori precoci della neurodegenerazione in un gruppo di oltre 2000 persone analizzando l\u2019auto-fluorescenza della pelle, indicativa dell\u2019accumulo di prodotti di glicazione altamente infiammatori. Tutti questi studi, sebbene debbano considerarsi preliminari, sono assolutamente promettenti\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>La neuroinfiammazione<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLe malattie neurodegenerative in fase precoce hanno una grande componente neuroinfiammatoria, che \u00e8 pi\u00f9 facilmente trattabile di quella neurodegenerativa &#8211; afferma Di Stadio &#8211; Se gli studi sulla pelle ci permettessero di intercettare la neuroinfiammazione si potrebbero analizzare i parametri cutanei sotto forma di screening, cos\u00ec da poter trattare tali patologie con largo anticipo. Sebbene ci sar\u00e0 un incremento delle malattie neurodegenerative nel prossimo ventennio, l\u2019auspicio \u00e8 che lo sviluppo delle tecnologie, intelligenza artificiale inclusa, e il lavoro di ricerca permetteranno di cogliere il momento giusto per invertire il processo e ridurre il rischio di demenze\u201d.\u00a0<\/p>\n<p> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/be8dfeffec4a4670894104991d9c9304eef277ea14f6494819273b7f2da8abdd.jpg\"\/>  <\/p>\n<p><strong>Terapie<\/strong><\/p>\n<p>\u201cInoltre, poter disporre di uno strumento di screening basato sull\u2019analisi della pelle assume grande rilevanza in considerazione del fatto che oggi il medico ha a disposizioni molecole anti-neuroinfiammatorie efficaci e sicure come, ad esempio, quelle che abbiamo utilizzato in passato per trattare il Long Covid, in grado di intervenire precocemente e sulla progressione delle patologie neurodegenerative. Ritengo che studi combinati di neurologia e dermatologia siano fondamentali ed utili per identificare i biomarcatori precoci delle malattie neurodegenerative analizzando le caratteristiche della pelle, in particolare del viso\u201d, conclude Di Stadio.\u00a0<\/p>\n<p> \u00a0<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Ricerca, salute e nuove terapie, il gioved\u00ec alle 18<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La nostra pelle pu\u00f2 rivelare lo stato di salute del cervello. 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