{"id":54547,"date":"2025-08-18T15:27:10","date_gmt":"2025-08-18T15:27:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/54547\/"},"modified":"2025-08-18T15:27:10","modified_gmt":"2025-08-18T15:27:10","slug":"perdere-peso-aumenta-le-chance-di-gravidanza-lo-studio-di-oxford","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/54547\/","title":{"rendered":"Perdere peso aumenta le chance di gravidanza: lo studio di Oxford"},"content":{"rendered":"<p><strong>Perdere peso<\/strong> pu\u00f2 aumentare le possibilit\u00e0 di <strong>concepimento naturale<\/strong>. A rilevarlo \u00e8 una revisione sistematica della <strong>Oxford University<\/strong>, finanziata dal National Institute for Health and Care Research, che ha analizzato 12 studi internazionali e <strong>coinvolto 1.921 donne<\/strong>. Oltre all\u2019aumento delle possibilit\u00e0 di concepimento naturale, lo studio ha rilevato che <strong>perdere peso aumenta la possibilit\u00e0 di successo di una gravidanza<\/strong> anche nei <strong>casi di fecondazione in vitro<\/strong>, fino ad un <strong>+21%<\/strong>.<\/p>\n<p>Gravidanza e peso: quale legame?<\/p>\n<p>La ricerca, la pi\u00f9 esaustiva del suo genere fino ad oggi, ha analizzato 12 studi clinici randomizzati internazionali, coinvolgendo un totale di quasi 2mila partecipanti. I risultati sono stati pubblicati negli Annals of Internal Medicine. Ci\u00f2 che \u00e8 emerso dallo studio \u00e8 che le donne che hanno partecipato a percorsi per<strong> la perdita di peso prima di una fecondazione in vitro erano il 47% pi\u00f9 propense a concepire naturalmente<\/strong> rispetto a quelle che ricevevano un supporto minimo o nullo per la perdita di peso. Questi interventi hanno aumentato le probabilit\u00e0 di qualsiasi tipo di gravidanza del 21%.<\/p>\n<p>La dottoressa Moscho Michalopoulou, autrice principale dello studio e ricercatrice del Dipartimento di Scienze della Salute dell\u2019Assistenza Primaria di Nuffield a Oxford, ha dichiarato: \u201cAttualmente, le donne obese possono affrontare una doppia sfida: <strong>tassi pi\u00f9 elevati di infertilit\u00e0 e potenziale esclusione dalla fecondazione in vitro finanziata dal Servizio Sanitario Nazionale<\/strong> (inglese, ndr). I nostri risultati danno speranza. Suggeriscono che offrire un supporto strutturato per la perdita di peso potrebbe aumentare le possibilit\u00e0 di concepimento naturale, evitando cos\u00ec la necessit\u00e0 di ricorrere alla fecondazione in vitro. I programmi che aiutano le donne a ottenere perdite di peso hanno il potenziale di aiutare pi\u00f9 donne a raggiungere un esito positivo e dovrebbero essere testati in studi clinici pi\u00f9 ampi e di alta qualit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Con il termine \u201c<strong>obesit\u00e0<\/strong>\u201d, i ricercatori indicano la condizione fisica caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo, tale da rappresentare un rischio per la salute. Si misura principalmente attraverso l\u2019<strong>Indice di massa corporea<\/strong> (Bmi), un valore calcolato dividendo il peso in chili per il quadrato dell\u2019altezza in metri: <strong>pari o superiore a 30 kg\/m\u00b2 indica obesit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo studio e i limiti<\/p>\n<p>Lo studio ha rilevato anche dei limiti. Nelle ricerche si parla di \u201csuccesso della gravidanza\u201d, ma non si analizzano i tassi di mortalit\u00e0 neonatale. La professoressa associata Nerys Astbury, che ha guidato la ricerca, ha osservato: \u201cLe prove sui tassi di nati vivi erano di bassissima certezza perch\u00e9 molti studi non hanno seguito le gravidanze fino al parto e non hanno riportato questo risultato, che \u00e8 cos\u00ec importante per le pazienti. Sebbene non vi siano prove di un aumento delle perdite di gravidanza, <strong>abbiamo bisogno di studi pi\u00f9 ampi e di alta qualit\u00e0 per confermare l\u2019effetto sui nati vivi<\/strong>. \u00c8 stato anche interessante notare che, quando abbiamo limitato l\u2019analisi ai soli programmi di sostituzione della dieta a basso contenuto energetico, che portano a una maggiore perdita di peso, si \u00e8 verificato un aumento dei nati vivi, ma questo deve essere confermato da studi pi\u00f9 ampi\u201d.<\/p>\n<p>Inoltre, il team ha osservato che negli studi condotti sulle donne affette da <a target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\" href=\"https:\/\/demografica.adnkronos.com\/fertilita\/endometriosi-ovaio-policistico-rischio-cuore\/\">sindrome dell\u2019ovaio policistico<\/a> (Pcos), una condizione comune legata sia all\u2019obesit\u00e0 che all\u2019infertilit\u00e0, sembrava esserci una tendenza verso minori benefici per il concepimento naturale, sebbene sottolineino che si trattava di un\u2019osservazione esplorativa che richiede ulteriori indagini.<\/p>\n<p>I risultati<\/p>\n<p>I risultati sono particolarmente significativi considerando che gli organismi di commissione del Servizio Sanitario Nazionale in Inghilterra, ad esempio, spesso limitano l\u2019accesso alla fecondazione in vitro per le donne che presentano Bmi superiore a 30.<\/p>\n<p>Lo studio suggerisce che fornire un supporto strutturato per la perdita di peso potrebbe non solo aiutare le donne a qualificarsi per il trattamento finanziato a spese dello Stato, ma anche aumentare le loro possibilit\u00e0 di concepire senza assistenza medica. \u201cNon si tratta solo di migliorare i tassi di gravidanza, ma anche di <strong>migliorare l\u2019equit\u00e0 nell\u2019accesso ai trattamenti per la fertilit\u00e0<\/strong>\u201c, ha spiegato la professoressa Astbury. \u201cSappiamo che le persone provenienti da aree pi\u00f9 svantaggiate e quelle di determinate origini etniche hanno maggiori probabilit\u00e0 di convivere con l\u2019obesit\u00e0. I responsabili politici dovrebbero valutare se integrare un supporto strutturato per la perdita di peso nei servizi per la fertilit\u00e0 possa migliorare i risultati per le pazienti, <strong>riducendo potenzialmente i costi complessivi<\/strong> grazie all\u2019aumento del numero di donne che concepiscono naturalmente\u201d.<\/p>\n<p>La normativa italiana in materia di fecondazione in vitro<\/p>\n<p>A differenza di quanto accade in Inghilterra, in Italia non esiste un limite imposto dalla legge al Bmi delle donne che si sottopongono a fecondazione in vitro. La procreazione medicalmente assistita \u00e8 attualmente disciplinata dalla <a target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\" href=\"https:\/\/demografica.adnkronos.com\/fertilita\/fecondazione-assistita-legge-40-pma\/\">legge del 19 febbraio 2004, n. 40<\/a>, che stabilisce le \u2018Norme in materia di procreazione medicalmente assistita\u2019 con successive sentenze della Corte costituzionale che l\u2019hanno progressivamente modificata. Il Registro nazionale Pma dal 2006 raccoglie i dati relativi ai trattamenti eseguiti nei centri autorizzati dalle Regioni. Escludendo il 2020, anno in cui la pandemia ha determinato la sospensione o il rinvio di molte procedure, i dati mostrano <a target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\" href=\"https:\/\/demografica.adnkronos.com\/fertilita\/istat-2025-giovani-desiderio-figli-fecondita-pma\/\">un forte incremento del ricorso alla Pma<\/a>: il numero dei trattamenti \u00e8 passato da 63.585 nel 2005 a 109.755 nel 2022 (+72,6%), come riporta l\u2019Istat.<\/p>\n<p>Nel nostro Paese possono quindi accedere alle tecniche di pma coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in et\u00e0 potenzialmente fertile, entrambi viventi. Saranno le singole cliniche, poi, a identificare il \u201cproblema Bmi\u201d nel caso in cui si decida di procedere con il trattamento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Perdere peso pu\u00f2 aumentare le possibilit\u00e0 di concepimento naturale. A rilevarlo \u00e8 una revisione sistematica della Oxford University,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":54548,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-54547","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54547","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=54547"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54547\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/54548"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=54547"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=54547"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=54547"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}