{"id":545901,"date":"2026-06-19T03:58:17","date_gmt":"2026-06-19T03:58:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/545901\/"},"modified":"2026-06-19T03:58:17","modified_gmt":"2026-06-19T03:58:17","slug":"il-divieto-ai-social-in-australia-non-funziona-il-70-degli-under-16-continua-a-usarli-gli-effetti-positivi-sulle-prossime-generazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/545901\/","title":{"rendered":"Il divieto ai social in Australia non funziona: il 70% degli under 16 continua a usarli. Gli effetti positivi sulle prossime generazioni"},"content":{"rendered":"<p class=\"summary-art is-normal-b-light\">Il New York Times fa il punto della situazione a sei mesi dall&#8217;entrata in vigore del blocco delle piattaforme nel Paese: troppo semplice superarlo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019\u00e8 chi ricorre alla creativit\u00e0 e s<b>i disegna dei baffi<\/b> sul volto quando gli viene chiesto di scansionarlo per verificare la sua et\u00e0: un camuffamento per sembrare pi\u00f9 grande. Altri semplicemente <b>creano un nuovo account<\/b>, con una data di nascita falsa. Oppure sfruttano il profilo di un amico o un fratello pi\u00f9 grande. Tra i pi\u00f9 scaltri c\u2019\u00e8 chi, per sicurezza, <b>si \u00e8 installato una Vpn <\/b>sullo smartphone: una rete virtuale che fa in modo che il dispositivo che si sta utilizzando risulti essere in un altro Paese. Lontano da quelle regolamentazioni <a href=\"\">entrate in vigore a dicembre 2025<\/a>, che proibiscono ai minori di 16 anni di utilizzare i social media. <b>Per la maggior parte, comunque, non \u00e8 cambiato assolutamente niente<\/b>. Nessun blocco, nessuna restrizione. Gli adolescenti australiani continuano a usare le dieci piattaforme che, legalmente, sono a loro proibite.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo racconta il <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2026\/06\/10\/world\/australia\/australia-social-media-ban-under-16.html?campaign_id=346&amp;emc=edit_wor_20260618&amp;instance_id=177383&amp;nl=the-world&amp;regi_id=53865086&amp;segment_id=221695&amp;user_id=a56df057310135af4238ee0d92c0f5af\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">New York Times<\/a>, che ha intervistato diversi ragazzi e genitori: \u00abI ragazzi ci ridono sopra: \u201cChe barzelletta, non ci hanno tolto niente\u201d\u00bb, spiega la 42enne Lauren Hillier. Lei, rigida sull\u2019uso del telefono e spesso etichettata come \u201ccattiva\u201d, sperava che questa legge avrebbe cambiato le cose. Ma assicura: \u00ab<b>Non conosco una sola persona a cui sia stato chiuso l\u2019account<\/b>\u00bb. La figliastra 15enne \u00e8 sempre su Snapchat, il figlio 13enne su Instagram. <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/26_marzo_31\/social-vietati-agli-under-16-l-australia-pronta-a-multe-salata-instagram-tiktok-e-youtube-violano-la-legge-bc0404f7-4016-4486-b28d-adfdea4f1xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Secondo un sondaggio<\/a> dello scorso marzo, il 70 per cento delle famiglie australiana dichiarava che niente era cambiato rispetto a prima della legge: <b>i social sono ancora accessibili agli under 16.<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le legge australiana prevede che la <b>responsabilit\u00e0<\/b> di scovare e bloccare coloro che non hanno l\u2019et\u00e0 minima per accedere ai social sia interamente in mano alle piattaforme. E saranno loro a pagarne le conseguenze, se le regole vengono violate. Genitori e famiglie non hanno nessuna ripercussione. L<b>e societ\u00e0 tech potrebbero dover pagare fino a 28 milioni di euro <\/b>se non si conformeranno alla legge. Al momento, i sorvegliati speciali sono cinque: <b>Facebook, Instagram, Snapchat, TikTok e YouTube<\/b>. Ma siamo ancora in un periodo di osservazione: le prime decisioni verranno prese verso la met\u00e0 dell\u2019anno.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Intanto legislatori, esperti e accademici si interrogano su come implementare un sistema che sia davvero efficace per evitare i danni che l\u2019accesso precoce ai social pu\u00f2 portare. <b>L\u2019opzione di lasciare in mano alle piattaforme l\u2019applicazione dei divieti non sta funzionando <\/b>nel primo Paese che ha deciso di intervenire a livello giuridico sulla questione. Alcune hanno inserito sistemi di intelligenza artificiale che identificano utenti che potrebbero essere troppo giovani, ma non tutti. Mentre gli account pensati per i teenager &#8211; con restrizioni inserite di default &#8211; sono troppo facilmente aggirabili. Basta impostare la data di nascita sbagliata. Anche i fornitori di sistemi operativi stanno intervenendo:<b> Google (per Android) e Apple<\/b>, che con il prossimo aggiornamento di iOS, su iPhone, inserir\u00e0 dei controlli parentali pi\u00f9 stringenti, dando la possibilit\u00e0 ai genitori di controllare di pi\u00f9 ci\u00f2 che il figlio fa, cosa installa, con chi comunica.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dall\u2019altra parte sempre pi\u00f9 Paesi sentono la necessit\u00e0 di mettere un freno a quello che sta diventando un problema globale. <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/26_giugno_16\/le-app-bloccate-il-sistema-di-verifica-dell-eta-come-funziona-il-blocco-dei-social-ai-minori-nel-regno-unito-3fb2ca14-2f10-4b69-8bfe-b0f2540ebxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">L\u2019ultimo ad aver annunciato di voler lavorare a una legge<\/a> dedicata \u00e8 il <b>Regno Unito,<\/b> con l\u2019ipotesi di inserire anche un coprifuoco per tutti coloro che hanno meno di 18 anni. <b>Ma il tema di come gestire la verifica dell\u2019et\u00e0 rimane il pi\u00f9 urgente e delicato<\/b>. In Unione europea si sta lavorando proprio a questo: un sistema di identit\u00e0 digitale uniformato &#8211; in Italia si baser\u00e0 sulla Carta d&#8217;identit\u00e0 elettronica &#8211; dove sono le istituzioni a fare da garante sulle informazioni che vengono condivise con le piattaforme. Un modo per trovare equilibrio tra rispetto per la privacy e rispetto dei divieti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un po\u2019 di ottimismo c\u2019\u00e8, ma non facendo affidamento sui blocchi creati dalle stesse piattaforme: la speranza \u00e8 che queste regolamentazioni abbiano effetti sulle prossime generazioni. Su chi ancora un account non l\u2019ha aperto. I genitori di chi oggi ha 10-12 anni stanno prendendo consapevolezza dell\u2019importanza di affidare uno smartphone ai propri figli e dunque stanno diventando sempre pi\u00f9 reticenti a permettere qualcosa che, in fondo, \u00e8 illegale. Come Naomi Parrish, madre del 12enne Ethan che ha ricevuto il suo primo telefono a Natale. Da allora continua a inviare richieste continue per poter scaricare TikTok. Lei non cede e ammette che il governo \u00abmi ha dato una ragione per cui non posso concederglielo. \u00c8 contro la legge\u00bb.<\/p>\n<p>Per non perdere le ultime novit\u00e0 su tecnologia e innovazione<br \/>iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?id=53\" style=\"text-decoration: underline;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter di Login<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-18T13:02:50+02:00\">18 giugno 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il New York Times fa il punto della situazione a sei mesi dall&#8217;entrata in vigore del blocco delle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":545902,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[173],"tags":[10667,2719,12925,8642,2295,934,7881,300710,29744,18191,2096,2152,943,2716,10814,2753,7808,230,1537,90,89,1207,962,300711,272,11040,11041,16859,12581,10422,4401,300712,1699,300713,1270,195,198,199,197,200,201,2099,6341,8970,92847,1686,194,196,5485,3161,6504,4315,12363,5955,16860,16861],"class_list":["post-545901","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-scienza-e-tecnologia","tag-accademici","tag-account","tag-australiana","tag-blocco","tag-cambiato","tag-continua","tag-data","tag-data-nascita","tag-diventando","tag-divieti","tag-effetti","tag-eta","tag-famiglie","tag-figlio","tag-generazioni","tag-genitori","tag-identita","tag-instagram","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-legge","tag-mano","tag-mano-piattaforme","tag-nascita","tag-new","tag-new-york","tag-new-york-times","tag-piattaforme","tag-potrebbero","tag-prossime","tag-prossime-generazioni","tag-ragazzi","tag-regolamentazioni","tag-rispetto","tag-science","tag-science-and-technology","tag-scienceandtechnology","tag-scienza","tag-scienza-e-tecnologia","tag-scienzaetecnologia","tag-sistema","tag-sistemi","tag-smartphone","tag-snapchat","tag-social","tag-technology","tag-tecnologia","tag-telefono","tag-tiktok","tag-times","tag-under","tag-vengono","tag-vigore","tag-york","tag-york-times"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/545901","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=545901"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/545901\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/545902"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=545901"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=545901"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=545901"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}