{"id":54605,"date":"2025-08-18T16:10:13","date_gmt":"2025-08-18T16:10:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/54605\/"},"modified":"2025-08-18T16:10:13","modified_gmt":"2025-08-18T16:10:13","slug":"alain-delon-un-anno-senza-luomo-piu-bello-e-malinconico-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/54605\/","title":{"rendered":"Alain Delon, un anno senza l\u2019uomo pi\u00f9 bello (e malinconico) del mondo"},"content":{"rendered":"<p>Il sorriso di <strong>Alain Delon<\/strong> \u00e8 rimasto nel cinema, come gli occhi di Bette Davis o la sigaretta di Bogart. Immagine di giovinezza eterna, un giro di valzer con Claudia Cardinale, la bellezza sfolgorante di entrambi nel Gattopardo. La fine di un\u2019epoca di divismo europeo, solare e impegnato il cui ricordo, nell\u2019autunno della vita, continuava ad accendergli lo sguardo. Ne eravamo state testimoni al Festival di Cannes, nel 2019, quando premiato con la Palma d\u2019oro aveva voluto parlare del suo amore e dei suoi ricordi italiani, nel salone pieno di luce al quarto piano del Palais.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/spettacoli\/2024\/08\/18\/news\/alain_delon_morto-423451245\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Alain Delon moriva il 18 agosto di un anno fa<\/a>, nella sua casa di Douchy-Montcorbon, a 88 anni. Con lui non scompariva soltanto un attore, ma <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/spettacoli\/people\/2024\/01\/05\/news\/anthony_delon_i_soldi_non_centrano_la_lite_con_mia_sorella_perche_lei_vuole_portare_nostro_padre_in_svizzera-421816517\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">un\u2019intera idea di cinema europeo<\/a>, fatta di divi magnetici e di registi capaci di scolpire personaggi diventati archetipi. Nato nel 1935 a Sceaux, cresciuto tra famiglie disfunzionali e collegi, poi la Marina francese e i viaggi fino all\u2019Indocina.<\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/125949303-d32f4b6e-21e8-4329-8384-6a6e09fdcae8.jpg\" class=\"lazyload\"\/><\/p>\n<p>Al cinema era arrivato per caso, amava ricordarlo, \u201cun com\u00e9dien come Belmondo recita, studia, passa anni a imparare. Io no. Io sono un attore vivente: non ho mai recitato, ho sempre vissuto i miei ruoli. La mia carriera \u00e8 un incidente\u201d. Ma da quel bell\u2019incidente si era dipanata una filmografia tra le pi\u00f9 notevoli del secondo Novecento: ottanta titoli, capolavori e successi popolari, volti indimenticabili del noir e del dramma.<\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/125944576-00cd7ee6-30ef-46ba-903d-1da922781d36.jpg\" class=\"lazyload\"\/><\/p>\n<p>Negli anni Sessanta era diventato il simbolo di un nuovo cinema europeo. Recitava in sottrazione. Ren\u00e9 Cl\u00e9ment lo volle assassino ambiguo in Delitto in pieno sole (1960), Luchino Visconti lo trasform\u00f2 nel fragile e disperato Rocco e nel Tancredi che incarnava il passaggio di un mondo nel Gattopardo. Di lui il regista italiano diceva \u201c\u00c8 un attore naturale, capace di esprimere emozioni profonde senza eccessi. La sua bellezza non \u00e8 un ostacolo, \u00e8 uno strumento narrativo: magnetico e insieme misterioso\u201d. A quella bellezza, sottolineava il regista, si accompagnava la disciplina: \u201c\u00e8 un interprete serio, che cresce film dopo film. La sua dedizione \u00e8 totale\u201d.<\/p>\n<p>Jean-Pierre Melville aveva scolpito in lui il killer silenzioso de Le Samoura\u00ef (1967), \u201csamurai del cinema\u201d destinato a consegnare alla storia l\u2019immagine di creatura impenetrabile e solitaria, in chiaroscuro.Recitava, dirigeva, produceva, decenni di film e popolarit\u00e0, una presenza puntuale. Non mancarono riconoscimenti ufficiali: nel 1985 vinse il C\u00e9sar come miglior attore per Notre histoire; nel 2019 Cannes gli tribut\u00f2 la Palma d\u2019oro onoraria, suggello a una carriera che aveva attraversato oltre mezzo secolo di cinema. Quella sera, davanti a un pubblico in piedi, Delon si commosse fino alle lacrime: \u201cNon volevo questa Palma, non spetta a me ma ai registi che mi hanno diretto: Visconti, Cl\u00e9ment, Melville, Jacques Deray. Loro non ci sono pi\u00f9 e io la accetto per loro\u201d.<\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/125922379-3d4d96e2-f2cf-45a1-8fb6-9d351cbc5ab1.jpg\" class=\"lazyload\"\/><\/p>\n<p>      (fotogramma)<\/p>\n<p>Il legame con l\u2019Italia era stato decisivo \u201cSono venuto con Visconti per Il Gattopardo, con Cl\u00e9ment per Delitto in pieno sole. Tutto \u00e8 cominciato in Italia. Ho imparato tutto e l\u2019ho messo a frutto nei miei film. La mia scuola \u00e8 stata italiana\u201d, ci raccontava. Visconti fu il maestro che lo aveva plasmato e Claudia Cardinale la sorella d\u2019arte che lo accompagn\u00f2 nel mito, Di lei diceva: &#8220;Arriv\u00f2 a diciannove anni sul set di Rocco e i suoi fratelli, era magnifica. Siamo amici da sessant\u2019anni\u201d.<\/p>\n<p>Non solo cinema, ma anche relazioni turbolenti e un\u2019anima politica di destra, era stato criticato per il suo legame con Jean-Marie Le Pen e il Front National negli anni \u201980, pur dichiarando di non essere iscritto a partiti. La relazione con <strong>Romy Schneider<\/strong>, iniziata nel 1958, fu una delle storie d\u2019amore pi\u00f9 amate dal grande pubblico e cavalcate dai tabloid, che avrebbe segnato entrambi. Poi ci sarebbero state Nathalie Delon, Mireille Darc, altre relazioni tumultuose scomode, conflitti familiari.<\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/125940773-3ed1de2d-dae0-4435-9eb9-41cfed30c7d7.jpg\" class=\"lazyload\"\/><\/p>\n<p>Negli ultimi anni la malattia e l\u2019isolamento alimentarono l\u2019immagine di un uomo malinconico, ritiratosi <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/spettacoli\/people\/2024\/01\/27\/news\/anthony_delon_sul_papa_alain_voglio_rispettare_la_sua_volonta_di_morire_nella_sua_casa_di_campagna-421996815\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">nella sua tenuta di Douchy<\/a>, dove aveva sepolto i suoi cani \u2013 quarantacinque, amava ricordare con orgoglio \u2013 e preparato la sua cappella funebre. Parallelamente aveva coltivato un\u2019altra passione: l\u2019arte. Collezionista attento, mise insieme opere che raccontavano di un gusto raffinato, sobrio e lontano dal clamore.<\/p>\n<p>Da tempo aveva spento i riflettori sulla carriera. Nel 2018, in un\u2019intervista, aveva annunciato il suo addio definitivo: \u201cNon voglio rovinare tutto per girare il film di troppo. Ho visto pugili pentirsi di un incontro di troppo. Per me non ce ne sar\u00e0 uno di troppo\u201d. <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/spettacoli\/people\/2019\/08\/12\/news\/alain_delon-233463223\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Legami familiari difficili, l\u2019ombra della depressione<\/a>, l\u2019impressione di essere rimasto tra i pochi a rappresentare un\u2019epoca. \u201cRimorsi non ne ho, perch\u00e9 la vita non mi ha permesso di fare altrimenti. Se sono qui lo devo solo a me stesso, alle donne che ho incontrato e ai registi che mi hanno diretto\u201d, raccontava. Forse Alain Delon fu davvero, come era autodefinito, un incidente, su cui per\u00f2 ha costruito un\u2019immagine che cattura, ogni volta che lo sguardo enigmatico di Jef Costello in Le Samoura\u00ef o il sorriso ambiguo di Tancredi nel Gattopardo tornano a illuminare lo schermo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il sorriso di Alain Delon \u00e8 rimasto nel cinema, come gli occhi di Bette Davis o la sigaretta&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":54606,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-54605","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54605","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=54605"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54605\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/54606"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=54605"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=54605"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=54605"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}