{"id":546059,"date":"2026-06-19T06:44:17","date_gmt":"2026-06-19T06:44:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/546059\/"},"modified":"2026-06-19T06:44:17","modified_gmt":"2026-06-19T06:44:17","slug":"accordo-iran-cosa-cambia-per-litalia-prezzi-giu-verso-luglio-ma-tassi-di-interesse-piu-alti-serve-rafforzare-la-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/546059\/","title":{"rendered":"Accordo Iran, cosa cambia per l\u2019Italia: prezzi gi\u00f9 verso luglio, ma tassi di interesse pi\u00f9 alti. Serve rafforzare la Ue"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Carlo Cottarelli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Ogni valutazione ha bisogno per\u00f2 di una premessa: parliamo di un memorandum tempoiraneo, che durer\u00e0 due mesi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cosa cambia  nel panorama economico e geopolitico dopo l\u2019accordo tra Stati Uniti e Iran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz? Cosa torna come prima e quali effetti invece saranno di pi\u00f9 lungo periodo? Rispondo a queste domande con la <b>necessaria premessa che, come sapete, si tratta di un accordo temporaneo, per due mesi<\/b>. Quanto segue assume che allo scadere di questo periodo non riprendano i bombardamenti e che quindi lo Stretto resti aperto per un periodo prolungato.<\/p>\n<p>    Prezzi, discesa lenta<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In questa situazione, \u00e8 <b>probabile che l\u2019economia mondiale continui a crescere<\/b> a ritmi soddisfacenti. Il Fondo monetario internazionale, nel suo scenario \u00abdi riferimento\u00bb (quello in cui la chiusura di Hormuz sarebbe stata temporanea), prevedeva una crescita del Pil mondiale del 3,1% nel 2026, in leggera discesa dal 3,4% del 2025.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019eurozona sarebbe cresciuta dell\u20191,1% (contro l\u20191,4% del 2025); l\u2019Italia dello 0,5%, lo stesso tasso dell\u2019anno scorso. Sembrano previsioni del tutto realistiche. Peraltro, <b>non mi stupirei se la crescita del Pil italiano fosse anche pi\u00f9 alta<\/b>: alla luce dei dati del primo trimestre (non disponibili alla data della finalizzazione delle previsioni del Fondo) potremmo finire con qualcosa pi\u00f9 vicino all\u20191%.<\/p>\n<p>    Strascichi da valutare<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019inflazione nell\u2019area euro \u00e8 arrivata al 3,3% a maggio<\/b> (3,2% in Italia). Ci metter\u00e0 un po\u2019 di tempo a scendere, ma, visto che soprattutto in Italia, l\u2019aumento aveva riguardato prevalentemente i prodotti energetici e gli alimentari freschi (non era ancora iniziato un processo di aumento generalizzato dei prezzi), <b>dovremmo vedere qualche risultato concreto gi\u00e0 entro luglio.<\/b> Meno male, perch\u00e9 i lavoratori dipendenti non avevano ancora assorbito lo shock inflattivo del 2021-22: le retribuzioni a inizio anno stavano ancora sotto dell\u20198% rispetto ai livelli di inizio 2021.<\/p>\n<p>    La scelte della Bce<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tutto sommato, in tempi relativamente brevi (sempre col caveat di cui ho parlato all\u2019inizio), <b>la situazione si dovrebbe normalizzare<\/b>. Detto questo, la crisi di Hormuz lascer\u00e0 degli strascichi, pi\u00f9 o meno prolungati nel tempo.<br \/>Alcuni riguardano le politiche economiche intraprese per fronteggiare la crisi. Ne cito due. La Bce ha alzato, seppur di poco (un quarto di punto) i tassi di interesse, con un <b>impatto sul costo dei prestiti per famiglie e imprese<\/b>. Lo ha fatto, pi\u00f9 per <b>prevenire un contagio <\/b>dagli aumenti del prezzo del greggio agli altri settori, che per rispondere a un contagio gi\u00e0 in corso. Se i prezzi del petrolio continuassero a scendere, il rischio di ulteriori aumenti dovrebbe essere scongiurato. Ma difficile che la Bce torni sui suoi passi rapidamente: sarebbe come ammettere di aver agito prematuramente. Dovremo cos\u00ec convivere con<b> tassi di interesse a breve termine un po\u2019 pi\u00f9 alti <\/b>di quelli pre-Hormuz.<\/p>\n<p>    Le spese extra dell\u2019Italia\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il secondo effetto sulle politiche economiche che perdurer\u00e0 nel tempo riguarda l\u2019Italia. Il governo, con notevole destrezza, \u00e8 riuscito a <b>convincere la Commissione Europea che l\u2019eccezionale crisi energetica che fronteggiavamo richiedeva di sfondare i tetti di spesa<\/b> concordati due anni fa. Abbiamo ottenuto, cos\u00ec, la possibilit\u00e0 di spendere 7 miliardi in pi\u00f9 nel 2026 e 16 nel 2027. Aggiungendo almeno 6 miliardi in pi\u00f9 per la spesa militare (anche questa fuori tetto), il deficit del prossimo anno potr\u00e0 salire di 22 miliardi. Non \u00e8 cosa da poco in un anno di elezioni. <b>Con buona pace dei nostri figli su cui ricadr\u00e0 il  debito pubblico.<\/b><\/p>\n<p>    L\u2019energia\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Poi ci sono le conseguenze geopolitiche di pi\u00f9 lungo termine a livello mondiale e nazionale. Riguardano almeno due aree: energia e rapporti con gli Stati Uniti, anche se sono pi\u00f9 conferme che novit\u00e0. Energia:<b> il mondo occidentale non pu\u00f2 essere pi\u00f9 sottoposto al vincolo di Hormuz<\/b>. Spero che il regime di Teheran crolli al pi\u00f9 presto, ma chi pensava che bastasse qualche bomba per un cambio di regime \u00e8 stato deluso. <b>Il regime imploder\u00e0 prima o poi<\/b> (come \u00e8 imploso il regime sovietico), ma non possiamo continuare a dipendere da quel pezzo di mare che rimarr\u00e0 per il momento controllato dagli ayatollah. C\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di accedere agli idrocarburi dell\u2019area aggirando Hormuz. Ci si \u00e8 gi\u00e0 parzialmente mossi in quella direzione, ma non illudiamoci che sia sufficiente. Per ora Hormuz rimane una fondamentale arma di ricatto per il regime iraniano e non possiamo restare esposti a tale ricatto. In particolare per l\u2019Italia, c\u2019\u00e8 anche la pi\u00f9 generale urgenza di<b> liberarci della dipendenza dei combustibili fossili,<\/b> da qualunque parte provengano: avanti al pi\u00f9 presto con le rinnovabili e col ritorno al nucleare.<\/p>\n<p>    Rafforzare l\u2019Unione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Rapporti con gli Stati Uniti: al di l\u00e0 dei sorrisi e degli abbracci durante il recente incontro dei G7, \u00e8 chiaro che <b>la decisione unilaterale presa da Trump <\/b>di scatenare una guerra che avrebbe potuto avere potenzialmente implicazioni enormi per i suoi alleati Nato senza nessuna forma di consultazione conferma (semmai ce ne fosse stato bisogno) l\u2019allontanamento del Paese leader del mondo occidentale dai suoi tradizionali alleati. <b>Non \u00e8 una frattura, naturalmente, ma non \u00e8 neppure una cosa da poco<\/b>. Motivo ulteriore per cui noi europei dobbiamo rafforzare al pi\u00f9 presto le nostre istituzioni, nonostante le forze centrifughe che sembrano ora crescere nei principali Paesi dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. 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