{"id":546105,"date":"2026-06-19T07:28:26","date_gmt":"2026-06-19T07:28:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/546105\/"},"modified":"2026-06-19T07:28:26","modified_gmt":"2026-06-19T07:28:26","slug":"bischof-lumanita-del-fotoreporter","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/546105\/","title":{"rendered":"Bischof, l\u2019umanit\u00e0 del fotoreporter"},"content":{"rendered":"\n<p>Werner Bischof ha solo 38 anni quando muore a Trujillo, in una zona remota del Per\u00f9. La sua vita si conclude con un tragico incidente stradale sulle Ande nella primavera del 1954. Il viaggio del grande fotografo svizzero nelle Americhe era cominciato l\u2019anno prima negli Stati Uniti, per poi proseguire attraverso il Messico, Panama e il Cile &#8211; inizialmente con l\u2019amata moglie Rosellina Mandel &#8211; verso nuovi paesaggi e territori inesplorati, scattando immagini caratterizzate da grande serenit\u00e0, nella continua scoperta del rapporto strettissimo tra presenza umana e natura. <\/p>\n<p>Rimane impressionato dall\u2019antica civilt\u00e0 Inca e dai territori selvaggi di quelle zone. Prosegue con le sperimentazioni tecniche e cerca nuovi modi per ritrarre le persone nei loro ambienti, iniziando a lavorare con il formato 35 millimetri. Il 16 maggio 1954 l\u2019appuntamento con il destino: il geologo Ali de Szepessy lo invita a fotografare una miniera in alta quota sulle Ande e l\u2019auto precipita in un burrone. Pochi giorni dopo sarebbe nato il suo secondo figlio, Daniel. <\/p>\n<p>  Profondo rispetto per la dignit\u00e0 <\/p>\n<p>Il Museo Diocesano di Milano presenta oggi, a 110 anni dalla nascita, la mostra \u201cWerner Bischof. Point of View\u201d, che offre un\u2019ampia panoramica sulla vita e sull\u2019opera del fotografo svizzero, tra i pi\u00f9 importanti fotoreporter del XX secolo. Membro dell\u2019agenzia Magnum Photos dal 1949 (fu il primo fotografo a unirsi ai fondatori), Bischof ha saputo distinguersi per un approccio profondamente umanistico al fotogiornalismo, capace di coniugare rigore documentario e intensit\u00e0 poetica.<\/p>\n<p>L\u2019antologica milanese, a cura del figlio Marco Bischof, di Andr\u00e9a Holzherr e Tania Kuhn, propone fino al 18 ottobre duecento fotogra\ufb01e vintage originali, affiancate da una serie di provini a contatto e da un documentario che, con uno sguardo ancora oggi straordinariamente attuale, \u00abraccontano la storia con empatia, attenzione e profondo rispetto per la dignit\u00e0 umana\u00bb.<\/p>\n<p><a data-credits=\"Werner Bischof\/Magnum\" data-title=\"Sulla via di Cuzco, Valle Sagrado, Per\u00f9 1954\" href=\"https:\/\/storage.laprovinciadicomo.it\/media\/photologue\/2026\/6\/18\/photos\/bischof-lumanita-del-fotoreporter_6a5efec0-6b37-11f1-95d4-c97359618b3c_1920_1924.jpeg\" title=\"Sulla via di Cuzco, Valle Sagrado, Per\u00f9 1954\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n<img decoding=\"async\" alt=\"Bischof, l\u2019umanit\u00e0 del fotoreporter\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bischof-lumanita-del-fotoreporter_6a5efec0-6b37-11f1-95d4-c97359618b3c_1920_1924_v3_vert_large_liber.jpeg\" title=\"Sulla via di Cuzco, Valle Sagrado, Per\u00f9 1954\" width=\"100%\"\/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p>        Sulla via di Cuzco, Valle Sagrado, Per\u00f9 1954<\/p>\n<p>(Foto di<br \/>\n            Werner Bischof\/Magnum)<\/p>\n<p>Il percorso espositivo si sviluppa in quattro sezioni cronologiche che ripercorrono le tappe fondamentali della carriera di Bischof (Zurigo, 1916): Svizzera 1932-1944 racconta gli anni della formazione e le prime sperimentazioni; Europa 1945-1950 raccoglie foto che documentano l\u2019Europa devastata dalla Seconda guerra mondiale, tema che segna profondamente il lavoro e la visione dell\u2019autore; Asia 1949-1953 raccoglie i reportage realizzati in India, Giappone, Corea, Hong Kong e Indocina; Nord e Sud America 1953-1954 testimonia infine l\u2019ultima fase di ricerca di Bischof, con le nuove esplorazioni visive nel continente americano, anche attraverso l\u2019uso del colore.<\/p>\n<p><a data-credits=\"Werner Bischof\/Magnum\" data-title=\"Danzatrice a Bombay, India 1951\" href=\"https:\/\/storage.laprovinciadicomo.it\/media\/photologue\/2026\/6\/18\/photos\/bischof-lumanita-del-fotoreporter_6b1fe5d6-6b37-11f1-95d4-c97359618b3c_1920_1455.jpeg\" title=\"Danzatrice a Bombay, India 1951\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n<img decoding=\"async\" alt=\"Bischof, l\u2019umanit\u00e0 del fotoreporter\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bischof-lumanita-del-fotoreporter_6b1fe5d6-6b37-11f1-95d4-c97359618b3c_1920_1455_v3_large_libera.jpe\" title=\"Danzatrice a Bombay, India 1951\" width=\"100%\"\/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p>        Danzatrice a Bombay, India 1951<\/p>\n<p>(Foto di<br \/>\n            Werner Bischof\/Magnum)<\/p>\n<p>  Immediatezza e forza espressiva <\/p>\n<p><a data-credits=\"Werner Bischof\/Magnum\" data-title=\"Orfanotrofio in Ungheria 1947\" href=\"https:\/\/storage.laprovinciadicomo.it\/media\/photologue\/2026\/6\/18\/photos\/bischof-lumanita-del-fotoreporter_6bd032e2-6b37-11f1-95d4-c97359618b3c_1920_2550.jpeg\" title=\"Orfanotrofio in Ungheria 1947\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n<img decoding=\"async\" alt=\"Bischof, l\u2019umanit\u00e0 del fotoreporter\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/bischof-lumanita-del-fotoreporter_6bd032e2-6b37-11f1-95d4-c97359618b3c_1920_2550_v3_medium_libera.jp.jpeg\" title=\"Orfanotrofio in Ungheria 1947\" width=\"100%\"\/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p>        Orfanotrofio in Ungheria 1947<\/p>\n<p>(Foto di<br \/>\n            Werner Bischof\/Magnum)<\/p>\n<p>\u00abImmediatezza e forza espressiva &#8211; scrivono i curatori &#8211; caratterizzano ogni fotogra\ufb01a di Bischof, la cui continua tensione verso una lettura profonda della realt\u00e0 si esprimeva attraverso la rigorosa cura formale, le composizioni equilibrate e le misurate gradazioni del bianco e nero con cui curava i suoi scatti\u00bb. <\/p>\n<p>Tratti distintivi che gli valsero, gi\u00e0 all\u2019epoca, il riconoscimento della critica e la de\ufb01nizione, rara per un fotogiornalista, di vero e proprio \u201cartista\u201d. <\/p>\n<p>\u00abDel resto &#8211; spiegano ancora Marco Bischof, Andr\u00e9a Holzherr e Tania Kuhn &#8211; era solito prendere appunti, fare schizzi veloci o veri e propri disegni, come si osserva nei suoi diari, in modo da entrare in totale sintonia con i luoghi, le vicende e le persone che intendeva raccontare, rispettando la loro dimensione e avvicinandosi a queste realt\u00e0 con \ufb01nezza intellettuale e con sensibilit\u00e0 da puro umanista\u00bb. Che ancora oggi, a distanza di decenni, riesce a emozionare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Werner Bischof ha solo 38 anni quando muore a Trujillo, in una zona remota del Per\u00f9. 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