{"id":546243,"date":"2026-06-19T09:23:15","date_gmt":"2026-06-19T09:23:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/546243\/"},"modified":"2026-06-19T09:23:15","modified_gmt":"2026-06-19T09:23:15","slug":"bombarolo-mancato-sponsor-dei-comunisti-o-vittima-di-un-attentato-politico-i-misteri-sulla-morte-di-giangiacomo-feltrinelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/546243\/","title":{"rendered":"Bombarolo mancato, sponsor dei comunisti o vittima di un attentato politico? I misteri sulla morte di Giangiacomo Feltrinelli"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Mattia Giopp<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il 19 giugno Feltrinelli, editore geniale e poi dissidente in fuga, avrebbe compiuto 100 anni. E a 44 dalla sua scomparsa, nessuno sa ancora dire con certezza come mor\u00ec<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C&#8217;\u00e8 una fotografia della terza moglie <b>Inge Sch\u00f6nthal<\/b> che lo ritrae a Cuba, accanto a <b>Fidel Castro<\/b>. L\u2019italiano con folti baffi, il cubano con la barba. Per entrambi, un tratto distintivo. <b>Feltrinelli <\/b>sorride. Ha trentasette anni, \u00e8 l&#8217;editore pi\u00f9 famoso d&#8217;Italia, ha gi\u00e0 pubblicato Il Dottor Zivago e Il Gattopardo, ha trasformato una casa editrice milanese in un motore culturale senza precedenti per la sinistra europea del dopoguerra.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E ora \u00e8 l\u00ec, nell\u2019isola dove la guerriglia rivoluzionaria ha avuto successo. Ufficialmente per siglare un accordo per la pubblicazione delle memorie del leader cubano. Ma, forse, anche per <b>imparare qualcosa<\/b>, qualcosa che avrebbe potuto usare una volta rientrato in Italia.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Otto anni dopo, il suo corpo viene trovato dilaniato ai piedi di un traliccio dell&#8217;alta tensione a <b>Segrate<\/b>, periferia nord-est di <b>Milano<\/b>. Accanto a lui, candelotti di dinamite.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAlle 15,30 del 15 marzo 1972, viene scoperto a Segrate, alle porte di Milano, il cadavere di <b>un uomo sotto un traliccio<\/b>. Ha il ventre dilaniato dalla dinamite. Lo scoppio gli ha troncato di netto una gamba. \u00c8 Giangiacomo Feltrinelli\u00bb. Si apre cos\u00ec uno dei <b>tanti articoli<\/b> sulla morte di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/22_marzo_08\/feltrinelli-carlo-padre-giangiacomo-intervista-16b6bd88-9e5b-11ec-aa45-e6507f140451.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Feltrinelli<\/a> conservati nell\u2019archivio del Corriere della Sera. In realt\u00e0, ci vorranno alcuni giorni prima che l\u2019identit\u00e0 dell\u2019editore venga resa pubblica. Al momento della morte, infatti, ha addosso <b>documenti falsi<\/b> intestati a un certo Vincenzo Maggioni. La prima a identificarlo ufficialmente \u00e8 la moglie Inge, convocata in piena notte per il riconoscimento del cadavere.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Venerd\u00ec 19 giugno, nel giorno del centenario della sua nascita, la domanda che ha attraversato mezzo secolo di storia italiana resta aperta: <b>Giangiacomo Feltrinelli mor\u00ec per un incidente <\/b>durante la preparazione di un attentato, oppure fu <b>assassinato?<\/b><\/p>\n<p>    I primi anni e l\u2019inizio della militanza politica<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl Giangi\u00bb <b>nasce a Milano il 19 giugno 1926, <\/b>in quella che \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti e facoltose famiglie dell\u2019alta borghesia italiana del tempo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da giovane \u00e8 un grande sostenitore del <b>fascismo <\/b>ma, nel \u201944, il suo credo politico d\u00e0 una decisa sterzata a sinistra. Si sposta a <b>Roma<\/b>, e prende parte attivamente alla <b>Resistenza<\/b>. Terminata la guerra torna a Milano dove, nel \u201948, inizia la costruzione di una biblioteca che raccolga documenti utili a ricostruire la storia del movimento operaio: \u00e8 la futura <b>Fondazione Feltrinelli.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel 1955 nasce ufficialmente la <b>Giangiacomo Feltrinelli Editore<\/b>, e il successo \u00e8 quasi immediato: nel \u201957 la casa editrice pubblica in anteprima mondiale Il Dottor Zivago dell\u2019autore russo <b>Boris Pasternak<\/b>, l\u2019anno dopo \u00e8 la volta de Il Gattopardo di <b>Giuseppe Tomasi di Lampedusa<\/b>. La pubblicazione di Pasternak, considerato ostile dall\u2019<b>Unione Sovietica<\/b>, segna l\u2019inizio della rottura di Feltrinelli con il <b>Partito Comunista Italiano<\/b>, di cui era membro dal \u201947, che gli ritira la tessera.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La frattura si allarga negli anni successivi. Feltrinelli, come molti altri all\u2019epoca, crede che <b>Palmiro Togliatti <\/b>abbia tradito gli ideali rivoluzionari. Iniziano i viaggi a Cuba e in Sudamerica, che lo porteranno anche ad essere arrestato in Bolivia, nel 1967.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019editore \u00e8 convinto che un <b>golpe neofascista<\/b>, sul modello di quello dei colonelli in Grecia, sia imminente anche in Italia. Nel \u201968 pubblica il suo pamphlet Persiste la minaccia di un colpo di stato in Italia!. L\u2019anno dopo, <b>la strage di piazza Fontana<\/b>. Inizialmente la colpa viene data agli anarchici: si scoprir\u00e0 solo molti anni dopo che dietro all&#8217;attentato c&#8217;erano, invece, <b>gruppi di estrema destra.<\/b><\/p>\n<p>    La clandestinit\u00e0 e la morte<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sentita alla radio la notizia della strage, e venuto a sapere che <b>la polizia presidia l\u2019ingresso della casa editrice<\/b>, si d\u00e0 alla clandestinit\u00e0. In un\u2019intervista per spiegare i motivi delle sue scelte, \u00e8 tra i primi a suggerire che dietro le stragi possa esserci il <b>terrorismo nero<\/b> e non gli anarchici, e a usare il termine \u00ab<b>strategia della tensione\u00bb<\/b>. Lancia un avvertimento: \u00abMi riprometto di intervenire pi\u00f9 direttamente nello sviluppo degli avvenimenti\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In pochi, per\u00f2, credono che Feltrinelli possa davvero essere una figura attiva della <b>sinistra extraparlamentare: <\/b>al massimo, un finanziatore. I soldi, d\u2019altronde, non gli mancano.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da quel momento, <b>scompare dai radar.<\/b> Si nasconde soprattutto in Austria, in Carinzia, nella tenuta di famiglia. Ma questo si sapr\u00e0 solo dopo la sua morte. Dell\u2019editore milanese non si hanno pi\u00f9 notizie fino a quella <b>tragica notte del 14 marzo<\/b>, quando l\u2019esplosione lo riporta al centro delle cronache nazionali.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Appena la notizia della morte di Feltrinelli viene resa pubblica <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/12_marzo_12\/feltrinelli-inchiesta_f191ccf6-6c41-11e1-bd93-2c78bee53b56.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">le ipotesi di un <b>complotto<\/b><\/a> cominciano ad inseguirsi. Siamo nel pieno degli <b>anni di piombo: <\/b>le operazioni che oggi chiameremmo \u00abfalse flag\u00bb sono all\u2019ordine del giorno.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per stampa e opinione pubblica <b>le tesi sono sostanzialmente<\/b> <b>tre. <\/b>Per alcuni Feltrinelli sarebbe a capo di una rete di persone e <b>gruppi terroristici<\/b> di estrema sinistra, e la sua morte sarebbe stata una conseguenza della sua goffaggine nel maneggiare l\u2019esplosivo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per altri, si tratterebbe di una messinscena, <b>un omicidio politico<\/b> per distogliere l\u2019attenzione dagli attentati neofascisti e le responsabilit\u00e0 dello Stato. A supporto di questa tesi arriv\u00f2 anche una lettera firmata da un nutrito gruppo di intellettuali, capeggiati da <b>Camilla Cederna<\/b>. Per loro, Feltrinelli sarebbe stato trasportato a Segrate contro la sua volont\u00e0, probabilmente <b>drogato<\/b>, e ucciso facendo attenzione a lasciarne ben riconoscibile il volto.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ultimo, il pensiero intermedio, che \u00e8 anche il pi\u00f9 condiviso: simpatizzante dell\u2019estrema sinistra s\u00ec, parte attiva del meccanismo no, eccetto <b>il tentativo di sabotaggio<\/b> che gli si rivel\u00f2 fatale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Emblematica la disamina di <b>Indro Montanelli <\/b>(che in quanto amico di <b>Luigi Barzini jr<\/b>, secondo marito della madre di Feltrinelli e storico inviato di questo giornale, lo conosceva da quando era piccolo) sulla Domenica del Corriere del marzo &#8217;72: \u00abPosso garantire che l\u2019ideologia non c&#8217;entra per il semplice motivo che questo ragazzo <b>non era in grado di capirne nessuna<\/b> (\u2026). Non dategli del delinquente. Non lo era. Era soltanto <b>un ragazzo di poca testa<\/b>, che ha fatto il terrorista perch\u00e9 oggi questa \u00e8 l&#8217;unica attivit\u00e0 che \u201cfa notizia\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>    Le indagini tra ombre e dubbi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sono diverse le zone d\u2019ombra nello svolgimento delle indagini. Che, inizialmente, vengono affidate ad <b>Antonio Bevere<\/b>, salvo poi essere rimosso dall\u2019incarico perch\u00e9, si dice, \u00abtroppo di sinistra\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il timone passa al giovane magistrato <b>Guido Viola: <\/b>scartata rapidamente la tesi dell\u2019omicidio in seguito alle analisi tossicologiche, che escludevano la possibilit\u00e0 che Feltrinelli fosse stato drogato, procede lungo la pista dell\u2019<b>incidente<\/b> <b>durante un tentativo di attentato<\/b>. Lo scopo sarebbe stato causare un blackout in un\u2019ampia area di Milano, forse per disturbare lo svolgimento del <b>XIII congresso del Pci<\/b>, previsto in quei giorni in citt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Viene invece completamente ignorata un\u2019altra perizia medico-legale, redatta dai professori <b>Gilberto Marrubini <\/b>e <b>Antonio Fornari<\/b>. \u00abDobbiamo far rilevare come alcune delle lesioni riscontrate sul cadavere di Giangiacomo Feltrinelli non possano e non debbano automaticamente ed acriticamente essere ascritte ad esplosione\u00bb, affermano i periti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sul corpo e sul cranio dell\u2019editore ci sono, infatti, <b>numerosi segni di trauma<\/b> che gli investigatori imputano alla caduta dal traliccio. Per Marrubini e Fornari la spiegazione \u00e8 un\u2019altra: <b>un\u2019aggressione o un pestaggio<\/b>, con Feltrinelli che sarebbe stato colpito alle spalle, ben prima dell\u2019esplosione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un altro dubbio riguarda <b>le mani del cadavere. <\/b>Se la detonazione fosse avvenuta mentre il presunto terrorista maneggiava la dinamite, dovrebbero essere maciullate. Invece, <b>sono praticamente intatte<\/b>, quasi fossero state legate dietro la schiena: a sostegno di questa tesi, un grosso livido con escoriazione sul polso destro. La perizia, come detto, <b>non viene presa in considerazione.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nonostante i dubbi dell\u2019opinione pubblica, gli elementi a carico di Feltrinelli si accumulano. Vengono trovati <b>testimoni, collaboratori e covi:<\/b> emerge una struttura di sinistra extraparlamentare ampia e (relativamente) coordinata. Sono i <b>Gap, gruppi d\u2019azione partigiana,<\/b> creati all\u2019inizio del 1970 dallo stesso editore milanese ricalcando la sigla dei Gruppi d\u2019azione patriottica, attivi durante la Resistenza.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019immagine di Feltrinelli come <b>semplice simpatizzante<\/b> della sinistra radicale si sgretola: dei gappisti decide le azioni e le strategie, ne delinea l\u2019ideologia e, soprattutto, li finanzia. \u00abRibadiva <b>\u201cSono io che pago\u201d<\/b> ogni volta che i compagni lo contestavano\u00bb, scriver\u00e0 nel \u201979 <b>Luigi Vinci <\/b>sul Quotidiano dei lavoratori.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un notevole impatto hanno le dichiarazioni del bandito sardo <b>Graziano Mesina<\/b>. Il campione di evasioni conferma, infatti, di essere stato contattato alcuni anni prima da Feltrinelli per diventare il leader dei\u00a0\u00ab<b>guerriglieri sardi\u00bb: <\/b>nella sua visione, l\u2019editore voleva trasformare la Sardegna nella \u00abCuba italiana\u00bb, attraverso strategie di guerriglia apprese nei suoi viaggi in Sudamerica. Inutile specificare che il progetto non and\u00f2 in porto.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mesina rifiuta di partecipare al piano nonostante le <b>cospicue offerte in denaro<\/b>, e cita l\u2019intervento di un membro del <b>Sid <\/b>(Servizio informazione difesa) che lo contatt\u00f2 per capire chi ci fosse dietro all\u2019iniziativa. \u00c8 la prima volta che <b>i servizi segreti<\/b> fanno la loro comparsa ufficiale nella storia: sul loro ruolo torneremo pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A convincere definitivamente la procura della dinamica accidentale dello scoppio due anni dopo, nel \u201974, \u00e8 <b>un nastro ritrovato in un covo delle Brigate Rosse<\/b> a Robbiano di Mediglia in cui tale <b>Gunther <\/b>(vero nome Ernesto Grassi), compagno di Feltrinelli presente a Segrate la sera dell\u2019esplosione, racconta la sua versione dei fatti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAll\u2019inizio <b>Osvaldo <\/b>(nome di battaglia di Feltrinelli, ndr) ha i candelotti di dinamite in mezzo alle gambe. (\u2026) \u00c8 in questo momento che quello a mezz\u2019aria sul traliccio (secondo indagini e testimonianze erano due gli uomini presenti con l\u2019editore, ndr) sente <b>uno scoppio fortissimo.<\/b> Guarda verso l\u2019alto e non vede nulla. Guarda verso il basso e vede Osvaldo a terra, rotolante\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A riconferma arrivano le parole di <b>Renato Curcio<\/b>, uno dei fondatori delle Br, che all\u2019ultima udienza lesse, insieme ad altri esponenti della sinistra radicale, un comunicato in cui si rivendicava l\u2019azione terroristica dell\u2019editore: \u00abOsvaldo non \u00e8 una vittima, ma <b>un rivoluzionario morto combattendo<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>    Chi voleva la morte di Feltrinelli?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La possibilit\u00e0 che ci fossero degli <b>infiltrati <\/b>tra i compagni di Feltrinelli non \u00e8 mai stata scartata del tutto. \u00c8 assodato che l\u2019editore italiano venisse tenuto sotto controllo dai <b>servizi segreti<\/b> di diversi paesi: Inge Sch\u00f6nthal sosteneva che l&#8217;ex marito venisse spiato dai servizi \u00abdi cinque Paesi diversi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019interesse della <b>Cia <\/b>\u00e8 documentato dai rapporti acquisiti negli anni dalla famiglia Feltrinelli. L\u2019intelligence americana era fortemente presente sul territorio italiano in quegli anni, con piani come <b>l\u2019operazione Gladio<\/b>, pensata per mettere in atto un golpe in caso il Pci fosse arrivato al potere.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per quanto riguarda il <b>Sid<\/b>, ci sono diverse voci a testimoniare l\u2019attenzione che veniva data a Feltrinelli, oltre a quella del gi\u00e0 citato Mesina. \u00abNon ho mai saputo se i Servizi segreti del ministero  <b>sapessero di pi\u00f9 di quel che la questura mi riferiva<\/b> \u2013 dichiar\u00f2 il pm Guido Viola in <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/12_marzo_12\/feltrinelli-inchiesta_f191ccf6-6c41-11e1-bd93-2c78bee53b56.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">un\u2019inchiesta<\/a>\u00a0uscita su\u00a0Sette nel 2012 -. Certo \u00e8 che i Servizi seguivano Feltrinelli\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nella stessa inchiesta si spiega come <b>Pietro Rossi<\/b>, il maggiore dei Carabinieri che dalla caserma Moscova di Milano <b>coordinava le indagini<\/b> sulla morte dell\u2019editore, fosse l\u2019uomo di collegamento tra l\u2019Arma e i Servizi. Inviato da Padova appositamente per occuparsi del caso Feltrinelli, <b>Rossi era anche un membro de L\u2019Anello<\/b>, un servizio segreto clandestino che incorporava membri delle forze armate e dei gruppi di estrema destra in funzione anticomunista.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La stessa inchiesta ci racconta anche della paura che Feltrinelli nutriva verso <b>i Servizi israeliani<\/b>, confessata all\u2019amico ed ex partigiano <b>Giambattista Lazagna<\/b>, indagato a sua volta come membro dei Gap e poi assolto. <b>\u00abA uccidermi sar\u00e0 il Mossad\u00bb<\/b>, gli disse l\u2019editore milanese. Il servizio segreto israeliano aveva una sede a Milano, e non ci sono dubbi che Feltrinelli simpatizzasse per la resistenza palestinese. Per alcuni, ne era anche stato un finanziatore.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tanti indizi, nessuna prova. In molti tra gli amici pi\u00f9 vicini all\u2019editore <b>lo avevano avvisato<\/b>, gi\u00e0 all\u2019epoca, di fare attenzione alle persone di cui si stava circondando: glielo dissero i suoi ex compagni del Pci, glielo disse l\u2019ultima moglie <b>Sibilla Melega<\/b>. Lo stesso <b>Alberto Franceschini<\/b>, fondatore delle Br insieme a Curcio, <b>espresse dubbi <\/b>sulla figura di Gunther, che dopo la morte di Feltrinelli sarebbe scappato con dieci milioni di lire dei brigatisti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La verit\u00e0 giudiziaria \u00e8 una sola: incidente. Ma i dubbi intorno alla figura di un uomo che le cronache dell&#8217;epoca descrivono come <b>schiacciato tra ci\u00f2 che era e ci\u00f2 che voleva essere<\/b> rimarranno, probabilmente, per sempre.<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/milano.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_milano\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Milano<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=41&amp;intcmp=IIIcolonna_NL_CorMilano\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter di Corriere Milano<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-12T15:20:32+02:00\">19 giugno 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Mattia Giopp Il 19 giugno Feltrinelli, editore geniale e poi 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