{"id":546541,"date":"2026-06-19T13:47:23","date_gmt":"2026-06-19T13:47:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/546541\/"},"modified":"2026-06-19T13:47:23","modified_gmt":"2026-06-19T13:47:23","slug":"arte-di-comunita-rosy-santella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/546541\/","title":{"rendered":"Arte di comunit\u00e0 &#8211; Rosy Santella"},"content":{"rendered":"<p>Non seguite le luci recita il titolo del lavoro fotografico di Claudio Palma dedicato al Vallo di Diano, un\u2019ampia valle situata nella provincia di Salerno, al confine con la Basilicata. \u00c8 un invito a non percorrere tragitti gi\u00e0 conosciuti e quindi rassicuranti, ma a esplorare il paesaggio in maniera personale, cercando elementi in grado di scrivere una nuova storia del territorio, avvalendosi del contributo di una comunit\u00e0. Palma ha scelto di non trattare il paesaggio solo come un luogo, ma come un insieme di relazioni tra persone, ricordi, case, oggetti e ambiente naturale.  <\/p>\n<p>Il suo lavoro fa parte dell\u2019<a href=\"https:\/\/archivioatena.com\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Archivio Atena<\/a>, un progetto fondato nel 2021 dal comune di Atena Lucana (provincia di Salerno) in collaborazione con l\u2019universit\u00e0 Isia di Urbino e la Federico II di Napoli, e guidato dal fotografo Alessandro Imbriaco che ne \u00e8 il direttore artistico. Nato come iniziativa di censimento e valorizzazione del patrimonio culturale dell\u2019area, nel tempo si \u00e8 strutturato come uno spazio per connettere pratiche artistiche, ricerca, politiche pubbliche e processi di rigenerazione territoriale.  <\/p>\n<p>L\u2019idea \u00e8 di mettere in discussione il concetto di comunit\u00e0 per arrivare a concepirlo non come un gruppo definito, ma una condizione che si costruisce nel tempo, nell\u2019incontro tra chi abita un territorio da sempre, chi ci vive da poco e chi lo attraversa solo temporaneamente. \u201cLa fotografia \u00e8 l\u2019asse centrale di questo metodo: uno strumento di ricerca capace d\u2019interrogare il reale, analizzare le trasformazioni e restituire la complessit\u00e0 del patrimonio culturale\u201d, ha detto Imbriaco.  <\/p>\n<p>            Non seguite le luci<\/p>\n<p>            (Claudio Palma)<\/p>\n<p>In cinque anni il progetto ha coinvolto pi\u00f9 di duecento persone tra studenti, docenti, artiste e ricercatrici, producendo pi\u00f9 di diecimila file digitali dedicati alla documentazione del territorio contemporaneo e circa settemila immagini provenienti dagli archivi familiari. Da questo patrimonio sono nati pi\u00f9 di cento progetti artistici.  <\/p>\n<p>Ora dopo anni di raccolta, produzione e lavoro condiviso, il progetto si presenta al territorio nella sua complessit\u00e0 per far conoscere un archivio \u201cvivo\u201d, fatto di immagini, relazioni e domande ancora aperte: che cosa \u00e8 stato costruito finora, che cosa pu\u00f2 essere rimesso in circolo, che cosa resta da immaginare? La mostra Opera paese, che inaugura il 20 giugno e sar\u00e0 visitabile fino al 31 luglio, \u00e8 il luogo in cui queste domande saranno condivise con il pubblico.  <\/p>\n<p>            Lune nei pozzi<\/p>\n<p>            (Studio Figure)<\/p>\n<p>Il centro storico di Atena Lucana ospiter\u00e0 una rete di mostre diffuse che testimoniano il processo di rigenerazione culturale del territorio: \u201cIn una comunit\u00e0 di circa duemila persone, di cui solo una novantina sono residenti nel centro storico, numerosi spazi fino a poco tempo fa inutilizzati o chiusi \u2013 chiese, abitazioni private e altri luoghi storici \u2013 sono stati riaperti e riconvertiti in sedi espositive\u201d, spiega Imbriaco. Invece nella Certosa di Padula una selezione di circa duemila fotografie sar\u00e0 esposta sotto forma di vero e proprio archivio: \u201cTutte le foto sono state uniformate a livello di carta e formato e sono poi state catalogate con delle schede informative. \u00c8 l\u2019archivio che diventa mostra\u201d.   <\/p>\n<p>Ci\u00f2 che accomuna i numerosi progetti \u00e8 il coinvolgimento della comunit\u00e0 locale, che siano gli abitanti, i residenti o persone che sono state nel territorio solo di passaggio. In-equilibrio \u00e8 la mostra, a cura di Alessandro Imbriaco e Luca Capuano, che raccoglie i progetti realizzati dagli studenti dell\u2019Isia di Urbino che hanno partecipato a una residenza ad Atena Lucana. Attraverso foto, installazioni, video e altri linguaggi, i lavori hanno esplorato il Vallo di Diano con una particolare attenzione ai cosiddetti \u201cterzi paesaggi\u201d, aree spesso trascurate ma capaci di conservare biodiversit\u00e0, memorie e forme di resistenza.  <\/p>\n<p>            E ti dicevano le cose cos\u00ec<\/p>\n<p>            (Nunzia Pallante)<\/p>\n<p>Un\u2019altra esperienza che sar\u00e0 riportata in mostra \u00e8 quella dell\u2019artista Nunzia Pallante, che ha lavorato per quattro anni con le donne ricamatrici del paese, raccogliendo racconti, memorie e storie familiari. Da questo percorso sono nate diciassette opere tessili, realizzate insieme alle abitanti.  <\/p>\n<p>Lune nei pozzi \u00e8 invece il lavoro realizzato da Studio Figure formato da Giulia Ticozzi e Giuseppe Fanizza, che esplora il rapporto tra Atena Lucana e le sue acque sotterranee, prendendo i pozzi come simboli di memoria, vita quotidiana e immaginazione.  <\/p>\n<p>            Cosa vuol dire abitare?<\/p>\n<p>            (Chiara Solimene)<\/p>\n<p>Gaia Credentino e Marco Gennari hanno realizzato invece il progetto Ella \u00e8 guarita, in cui hanno fotografato gli ex voto che si trovano nel santuario di San Ciro ad Atena Lucana. Alcune foto sono state riprodotte sotto forma di gigantografie e saranno allestite sui camion di vari trasportatori locali, che porteranno questo progetto in giro per l\u2019Italia, a partire dal 27 giugno.  <\/p>\n<p>In Cosa vuol dire abitare? Chiara Solimene ha raccontato le storie di cinque famiglie e dei loro spazi domestici riflettendo sul modo in cui gesti, oggetti, memorie e pratiche quotidiane diano forma al nostro modo di vivere uno spazio.  <\/p>\n<p>            Geography of strata<\/p>\n<p>            (Fabio Barile)<\/p>\n<p>Il lavoro Geography of strata di Fabio Barile \u00e8 nato dall\u2019osservazione della particolare conformazione geografica del territorio: un altopiano situato a circa 450 metri sul livello del mare, circondato da due catene montuose. Un paesaggio apparentemente pianeggiante che, all\u2019improvviso, si innalza verso le vette. Nella sua ricerca Barile ha indagato questa dimensione verticale, dalle grotte di Pertosa fino alle montagne, mettendo in relazione geografia, percezione e comunit\u00e0.   <\/p>\n<p>\u201c\u00c8 ancora difficile prevedere quale sar\u00e0 l\u2019evoluzione futura di questo percorso, ma una parte importante del risultato \u00e8 gi\u00e0 stata raggiunta: \u00e8 stato prodotto, catalogato e restituito alla comunit\u00e0 un patrimonio materiale e immateriale , diventando una risorsa permanente del territorio e adesso c\u2019\u00e8 la cooperativa di comunit\u00e0 Archivio Atena a prendersene cura. L\u2019obiettivo ora \u00e8 trasferire questo metodo in altri contesti, attraverso una nuova generazione di professionisti che si sono formati qui e hanno cominciato a lavorare insieme a noi all\u2019Archivio\u201d, conclude Imbriaco.  <\/p>\n<p>Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo.<br \/>\n                Scrivici a: <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/rosy-santella\/2026\/06\/19\/mailto:posta@internazionale.it?subject=Arte di comunit\u00e0\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">posta@internazionale.it<\/a>\n                <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non seguite le luci recita il titolo del lavoro fotografico di Claudio Palma dedicato al Vallo di Diano,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":546542,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1644,1612,203,4663,204,1537,90,89,107518,184816],"class_list":["post-546541","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-cultura","tag-design","tag-entertainment","tag-fotografia","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-portfolio","tag-rosy-santella"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116777087553855428","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/546541","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=546541"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/546541\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/546542"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=546541"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=546541"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=546541"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}