{"id":546642,"date":"2026-06-19T15:13:19","date_gmt":"2026-06-19T15:13:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/546642\/"},"modified":"2026-06-19T15:13:19","modified_gmt":"2026-06-19T15:13:19","slug":"carlo-verdone-gli-algoritmi-aiutano-ma-il-genio-resta-umano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/546642\/","title":{"rendered":"Carlo Verdone: &#8220;Gli algoritmi aiutano, ma il genio resta umano&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>La musica come &#8220;una carezza&#8221; nei momenti difficili, Roma amata e sofferta, l\u2019amicizia con un sacerdote e la preoccupazione per una societ\u00e0 in cui &#8220;manca soprattutto l\u2019etica&#8221;. In un dialogo con i media vaticani, Carlo Verdone ripercorre le passioni e le esperienze che hanno segnato la sua vita, ribadendo il ruolo decisivo della famiglia e difendendo la creativit\u00e0 umana: &#8220;La scintilla creativa nasce dentro una persona&#8221;.<\/p>\n<p><b>Fabio Colagrande e Andrea Monda &#8211; Citt\u00e0 del Vaticano<\/b><\/p>\n<p>Arriva in scooter a Piazza Pia, saluta tutti con la cordialit\u00e0 che il pubblico gli riconosce da sempre e si accomoda davanti ai microfoni di Radio Vaticana-Vatican News. Carlo Verdone porta con s\u00e9 un bagaglio di ricordi, passioni e riflessioni che attraversano pi\u00f9 di mezzo secolo di vita italiana, spesso raccontata dal suo cinema, con umorismo e una punta di malinconia. Dalla scoperta dei Beatles negli anni Sessanta all&#8217;amore per Roma, dall&#8217;amicizia con un sacerdote della Sabina alle inquietudini per una societ\u00e0 che fatica a trasmettere valori condivisi, fino alla sfida dell&#8217;intelligenza artificiale e al futuro della creativit\u00e0, il regista e attore romano ripercorre alcuni dei temi che pi\u00f9 gli stanno a cuore.<br \/>L\u2019incontro si apre in modo leggero, con un piccolo quiz musicale. Bastano pochi secondi di ascolto perch\u00e9 l\u2019attore e regista romano riconosca immediatamente alcuni brani dei Beatles, di Bob Dylan, di David Sylvian e Ryuichi Sakamoto e dei Pink Floyd. Ma il gioco diventa presto l\u2019occasione per raccontare una passione che accompagna Verdone fin dall\u2019infanzia e che considera inseparabile dalla propria formazione umana e artistica.<\/p>\n<p>La musica che cambia la vita <\/p>\n<p>Il rapporto con la musica nasce nella casa di famiglia. Da una parte il padre, critico cinematografico, che riportava a casa le colonne sonore dei film; dall\u2019altra la madre, che organizzava serate con gli amici accompagnate dai dischi dei Platters o di Harry Belafonte. Quel giradischi acceso nel salotto di casa diventa per il giovane Verdone una finestra sul mondo.<\/p>\n<p>La svolta arriva con l\u2019ascolto dei Beatles. Ricordando l&#8217;ascolto di Twist and shout, l\u2019attore confessa: &#8220;La mia vita cambi\u00f2 in pochi minuti. Pensai che quella fosse la musica che avevo sempre cercato senza saperlo&#8221;. Da allora nasce una passione destinata a non spegnersi pi\u00f9, alimentata dalla scoperta di Bob Dylan, dei Rolling Stones e di molti altri protagonisti di una stagione musicale che considera irripetibile.<\/p>\n<p>Per Verdone la musica non \u00e8 mai stata soltanto intrattenimento. Ha influenzato il suo immaginario, il suo modo di raccontare storie e perfino alcune scelte cinematografiche. Parlando del brano Heartbeat di David Sylvian e Ryuichi Sakamoto, inserito nel film Perdiamoci di vista, spiega come la musica possa trasformare una scena e darle una profondit\u00e0 diversa. In alcuni casi, racconta, \u00e8 stata proprio una composizione musicale a suggerirgli un\u2019idea narrativa o addirittura il finale di un film.<\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-original=\"https:\/\/www.vaticannews.va\/content\/dam\/vaticannews\/multimedia\/2026\/giugno\/17\/Screenshot-2026-06-17-alle-16.52.57aem.jpg\/_jcr_content\/renditions\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg\" alt=\"Un momento dell'intervista negli studi di Radio Vaticana Vatican News\" title=\"Un momento dell'intervista negli studi di Radio Vaticana Vatican News\"\/><\/p>\n<p>\n   Un momento dell&#8217;intervista negli studi di Radio Vaticana Vatican News\n  <\/p>\n<p>Una carezza nei momenti difficili <\/p>\n<p>La musica continua ancora oggi a occupare uno spazio centrale nella sua vita quotidiana. Verdone ammette di acquistare ancora vinili e di continuare a cercare artisti capaci di sorprenderlo. Definisce questa passione il suo vero vizio, molto pi\u00f9 di qualsiasi altra abitudine.<\/p>\n<p>Commentando una celebre frase di Friedrich Nietzsche, secondo cui la musica sarebbe la prova che il mondo non \u00e8 un errore, osserva: &#8220;La musica riesce a rendere il mondo migliore, o almeno a fartelo vedere in modo diverso&#8221;. E aggiunge una delle immagini pi\u00f9 efficaci dell\u2019intervista: &#8220;Se attraversi un momento difficile, se sei amareggiato, deluso o depresso, un brano musicale pu\u00f2 diventare una carezza&#8221;.<\/p>\n<p>Secondo Verdone, la forza della musica consiste proprio nella sua capacit\u00e0 di parlare alla dimensione pi\u00f9 profonda della persona, offrendo conforto senza bisogno di spiegazioni e stimolando continuamente l\u2019immaginazione.<\/p>\n<p>\n    Carlo Verdone e la musica: &#8220;Pu\u00f2 trasformare il mondo. \u00c8 come una carezza&#8221;\n  <\/p>\n<p>Roma, tra bellezza e ferite <\/p>\n<p>Dalla musica il discorso si sposta inevitabilmente su Roma, citt\u00e0 alla quale Verdone ha dedicato gran parte del suo cinema. Un legame fortissimo, che tuttavia non gli impedisce di guardare con preoccupazione ad alcune trasformazioni degli ultimi anni.<\/p>\n<p>Se dovesse raccontare oggi la Capitale attraverso una sola immagine, confessa che probabilmente partirebbe da una ferita pi\u00f9 che da uno scorcio di meraviglia. Pur riconoscendo gli interventi di riqualificazione realizzati negli ultimi anni e gli effetti positivi del Giubileo, ritiene che Roma soffra soprattutto per problemi strutturali e per una crescente difficolt\u00e0 nel gestire l\u2019enorme afflusso di persone che la attraversano ogni giorno.<\/p>\n<p>Il turismo rappresenta una risorsa preziosa, osserva, ma richiede equilibrio e regole. Da qui una riflessione che va oltre l\u2019urbanistica e tocca la vita civile: &#8220;Roma continua ad avere un enorme bisogno di regole condivise. Quando mancano le regole, tutto rischia di trasformarsi in una grande anarchia. E allora anche la bellezza finisce per essere soffocata&#8221;.<\/p>\n<p>Nonostante tutto, l\u2019affetto per la citt\u00e0 resta immutato. &#8220;\u00c8 la mia citt\u00e0 e continuer\u00f2 sempre ad amarla&#8221;, assicura, pur ammettendo di sentire spesso il bisogno di rifugiarsi nella campagna sabina per ritrovare tranquillit\u00e0 e silenzio.<\/p>\n<p>I sacerdoti, la fede e l\u2019amicizia con don Luca <\/p>\n<p>Nel corso della conversazione emerge anche il rapporto di Verdone con il mondo ecclesiale, ben visibile in diversi suoi film, popolati da sacerdoti memorabili e spesso molto amati dal pubblico.<\/p>\n<p>L\u2019attore spiega che alcune di quelle figure nascono dall\u2019osservazione diretta e dal ricordo di parroci incontrati negli anni. L\u2019esperienza vissuta da ragazzo come lupetto e chierichetto gli ha lasciato un patrimonio di voci, gesti e atteggiamenti che sono riaffiorati naturalmente nel suo lavoro di autore e interprete.<\/p>\n<p>\n    Carlo Verdone e la figura del sacerdote nel suo cinema\n  <\/p>\n<p>Ma il legame con i sacerdoti non appartiene soltanto al passato. Verdone racconta infatti la sua amicizia con don Luca, parroco di Cantalupo in Sabina ed ex missionario in Sud America. &#8220;Con lui si parla bene. \u00c8 una persona equilibrata, pacata. Ti ascolta davvero&#8221;. Parole che diventano anche un augurio affettuoso per il sacerdote. &#8220;Gli voglio molto bene&#8221;, afferma.<\/p>\n<p>La famiglia, l\u2019etica e la sfida dell\u2019intelligenza artificiale <\/p>\n<p>Tra i temi che pi\u00f9 gli stanno a cuore c\u2019\u00e8 quello dell\u2019etica. &#8220;Manco le basi!&#8221; era una celebre battuta di Mario Brega nel suo film Un sacco bello. Alla domanda su quali siano oggi le \u201cbasi\u201d che mancano alla societ\u00e0 contemporanea, Verdone risponde senza esitazioni: &#8220;Credo che manchi soprattutto l\u2019etica&#8221;. Un\u2019etica che, a suo giudizio, nasce anzitutto in famiglia, attraverso l\u2019esempio concreto offerto dai genitori ai figli.<\/p>\n<p>\n    Le basi da cui ripartire per Carlo Verdone: etica, famiglia, condivisione\n  <\/p>\n<p>L\u2019attore vede con preoccupazione una societ\u00e0 in cui spesso gli adulti rinunciano al proprio ruolo educativo e in cui il desiderio di apparire giovani a ogni costo rischia di diventare un modello dominante. Pur riconoscendo che nessun genitore pu\u00f2 determinare il destino dei propri figli, resta convinto che la famiglia continui a essere il luogo decisivo in cui si formano il carattere e il senso della responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>&#8220;Se una famiglia trasmette principi solidi, quei ragazzi saranno pi\u00f9 preparati a distinguere ci\u00f2 che \u00e8 giusto da ci\u00f2 che non lo \u00e8&#8221;, afferma. La famiglia, in questa prospettiva, diventa una bussola indispensabile per orientarsi in una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 complessa.<\/p>\n<p>     <a href=\"https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/papa\/news\/2025-11\/papa-leone-xiv-udienza-mondo-cinema-attori-registi-giubileo.html\" title=\"Il Papa: il cinema linguaggio di pace, non tema il confronto con le ferite del mondo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-original=\"https:\/\/www.vaticannews.va\/content\/dam\/vaticannews\/agenzie\/images\/ansa\/2025\/11\/15\/14\/1763212010096.jpg\/_jcr_content\/renditions\/cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg\" alt=\"Il Papa: il cinema linguaggio di pace, non tema il confronto con le ferite del mondo\"\/><\/p>\n<p>      <\/a><\/p>\n<p>\n      Nel suo incontro con pi\u00f9 di 160 registi, attori e maestranze, in Sala Clementina, Leone XIV li ringrazia per mettere \u201cin movimento la speranza\u201d e promuovere \u201cla dignit\u00e0 umana\u201d, non &#8230;\n     <\/p>\n<p>Il dialogo si conclude con una riflessione sull\u2019intelligenza artificiale e <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/speeches\/2025\/november\/documents\/20251115-mondo-del-cinema.html\" target=\"_blank\" rel=\"external nofollow noopener\">sulle parole di Papa Leone XIV riguardo al rapporto tra arte e algoritmi<\/a>. Verdone riconosce le enormi potenzialit\u00e0 delle nuove tecnologie in molti ambiti della conoscenza e della ricerca, ma pone un limite preciso quando si parla di creativit\u00e0.<\/p>\n<p>&#8220;La creativit\u00e0 nasce dall\u2019anima dell\u2019artista&#8221;, afferma. E ancora: &#8220;Non puoi chiedere a un algoritmo di avere sensibilit\u00e0. Non puoi delegargli un\u2019intuizione, una folgorazione, un colpo di genio&#8221;. Per il regista romano, un sistema informatico pu\u00f2 elaborare dati, suggerire soluzioni e combinare elementi esistenti, ma non pu\u00f2 sostituire l\u2019esperienza, la memoria, la sofferenza e l\u2019immaginazione da cui nasce un\u2019opera d\u2019arte. &#8220;La scintilla creativa nasce dentro una persona&#8221; e &#8220;il computer pu\u00f2 aiutare l\u2019artista. Non potr\u00e0 mai sostituirlo&#8221;.<\/p>\n<p>\n    Carlo Verdone sull&#8217;IA: &#8220;L&#8217;artista non pu\u00f2 delegare la sensibilit\u00e0 all&#8217;algoritmo&#8221;\n  <\/p>\n<p>\u00c8 una convinzione che riassume efficacemente l\u2019intera conversazione: la fiducia nella tecnologia non pu\u00f2 prescindere dalla centralit\u00e0 della persona e dalla sua irriducibile capacit\u00e0 di creare, immaginare e dare significato al mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La musica come &#8220;una carezza&#8221; nei momenti difficili, Roma amata e sofferta, l\u2019amicizia con un sacerdote e la&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":546643,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1442],"tags":[640,11097,203,3084,1909,454,668,1282,204,1537,90,89,1521,1539,987,83805],"class_list":["post-546642","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-film","tag-cinema","tag-cultura-e-societa","tag-entertainment","tag-etica","tag-famiglia","tag-film","tag-intelligenza-artificiale","tag-intervista","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-movies","tag-musica","tag-roma","tag-sacerdoti"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116777425827073161","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/546642","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=546642"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/546642\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/546643"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=546642"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=546642"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=546642"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}