{"id":547007,"date":"2026-06-19T20:13:14","date_gmt":"2026-06-19T20:13:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/547007\/"},"modified":"2026-06-19T20:13:14","modified_gmt":"2026-06-19T20:13:14","slug":"cinema-toy-story-5-il-franchise-sempre-volutamente-vintage-anche-nella-denuncia-alla-supremazia-degli-schermi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/547007\/","title":{"rendered":"Cinema, \u00abToy Story 5\u00bb: il franchise sempre volutamente vintage. Anche nella denuncia alla supremazia degli schermi"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Sara D&#8217;Ascenzo<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Al nuovo capitolo della saga Disney-Pixar si vuol bene per l&#8217;atmosfera fan\u00e9. Tra Woody stempiato e con la pancetta e Jessie finalmente protagonista<\/p>\n<p>    \u00abToy Story 5\u00bb di\u00a0Andrew Stanton<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il franchise creato dalla Disney-Pixar ormai 31 anni fa conserva sempre in s\u00e9 un gusto vintage. Fin dal primo titolo, quando Woody e Buzz gi\u00e0 denunciavano la fine dell&#8217;era dei giocattoli imponendo una controestetica colorata e fantasiosa a una desertificazione del mondo dei bambini che gi\u00e0 era partita negli anni &#8217;80. <b>Sempre un passo indietro eppure, magicamente,<\/b> almeno per il momento della visione, <b>sempre a fianco dei bambini, <\/b>questa animazione divenuta ormai un\u00a0<b>\u00abfranchise\u00bb longevo e tenace <\/b>non smette di raccontare continuamente lo stesso apologo &#8211; il bambino o la bambina che smettono di giocare con i propri amati giocattoli, che per\u00f2 si ribellano &#8211; ma con qualche trovata e qualche dettaglio visivo che di anno in anno, di capitolo in capitolo &#8211; alcuni pi\u00f9 altri meno, ovviamente &#8211; lasciano una piccola tacca nel cuore degli spettatori. Intelligente, ironico, con una caratterizzazione dei personaggi sempre pi\u00f9 raffinata e al passo con una sensibilit\u00e0 pi\u00f9 squisitamente femminile, il quinto capitolo vede Jessie prendere il comando della storia: \u00e8 lei a cercare di contrastare Lilypad, il tablet che i genitori della piccola Bonnie acquistano per lei arrendendosi all&#8217;idea che non ci sia altro modo per farsi degli amici.\u00a0\u00c8 lei a cavarsela quando &#8211; come al solito &#8211; si ritrova lontana da casa impegnata in una personale Odissea che la mette di fronte anche ai ricordi pi\u00f9 dolorosi. <b>C&#8217;\u00e8 qualcosa di fan\u00e9 in questa denuncia dello strapotere degli schermi<\/b>, strapotere che non \u00e8 certo di oggi, ma di almeno dieci o quindici anni fa, anche se agisce in maniera esponenziale, strappando sempre pi\u00f9 tenacemente i bambini ai passatempi di una volta. Non c&#8217;\u00e8 nemmeno una grande originalit\u00e0: la dinamica con cui il giocattolo o il passatempo nuovo scalza i vecchi \u00e8 sempre la stessa, ma \u00e8 il segreto delle cose che piacciono ai bambini. Basate sulla ripetizione, la rassicurazione, i personaggi sempre uguali a s\u00e9 stessi. Le sfumature &#8211; Woody che invecchia, Buzz innamorato, Jessie pi\u00f9 sicura &#8211; sono per i genitori che li accompagnano al cinema.<br \/><b>Voto: 7. Sincero, divertente, con qualche trovata. Un buon capitolo di raccordo dal quale ci si aspetta che introduca, tra i canonici quattro o cinque anni, a uno snodo narrativo ancora pi\u00f9 spinto nel confronto con la macchina. E pazienza per il solito indulgere a cercare voci vip tra cui questa volta anche Sal Da Vinci che, opportunamente, interpreta un pezzo di pizza.\u00a0<\/b><\/p>\n<p>    \u00abAllora balliamo\u00bb di\u00a0Am\u00e9lie Bonnin<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La quarantenne C\u00e9cile (la cantautrice\u00a0Juliette Armanet) \u00e8 un astro nascente della cucina stellata francese<\/b>, si \u00e8 fatta un nome in un talent e sta per aprire il suo ristorante insieme al compagno Sofiane (Tewfik Jallab). Nel momento in cui scopre di essere incinta (e non vuole tenere il bambino) \u00e8 costretta a tornare al paesello natio nel cuore della Francia perch\u00e9 il padre &#8211; che gestisce con la madre una trattoria per camionisti &#8211; ha avuto un infarto. Lo schema del ritorno al paesello \u00e8 perfettamente rispettato:<b> C\u00e9cile ormai \u00e8 estranea alla piccola comunit\u00e0 di amici che nel frattempo \u00e8 rimasta\u00a0\u00aba casa\u00bb<\/b>. La sua vita \u00e8 andata avanti e viene presa per una snob, come il padre non manca di farle notare citandole alcune frasi carpite durante il programma tv che le ha regalato la popolarit\u00e0. <b>Ma puntualmente il ritorno a casa porta con s\u00e9 anche la scoperta di tensioni sopite e di affetti tenuti opportunamente nel cassetto<\/b> dei ricordi insieme alle cianfrusaglie adolescenziali e C\u00e9cile si immerge nella vita di paese con la consapevolezza che sar\u00e0 un ritorno a tempo, seppure doloroso e intenso. Il meccanismo narrativo classico \u00e8 arricchito dall&#8217;uso di canzoni famose adattate nel testo alla situazione che i personaggi vivono, un&#8217;operazione che cita ben pi\u00f9 nobile\u00a0 <b>\u00abParole, parole, parole&#8230; (On conna\u00eet la chanson)\u00bb, film del 1997 di Alain Resnais<\/b>. Qui la storia \u00e8 esilina, e il tema del ritorno a casa, che ha precedenti illustri &#8211; pensiamo a\u00a0\u00abA casa per le vacanze\u00bb di Jodie Foster &#8211; \u00e8 trattato in modo un po&#8217; superficiale, senza grandi complessit\u00e0 o originalit\u00e0. Si lascia guardare ma nulla di pi\u00f9.<b><br \/>Voto: 6,5. Un\u00a0\u00abback home\u00bb in salsa francese senza troppe pretese.<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    \u00abFuze\u00bb di David Mackenzie<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Will Tranter (Aaron Taylor-Johnson) \u00e8 un aitante comandante dell&#8217;esercito specializzato nel disinnescare bombe e sminare territori. <b>Nel suo passato non tutto probabilmente \u00e8 filato liscio<\/b>, qualche ombra si intuisce, ma quando viene chiamato a Londra per un ordigno della II Guerra mondiale scoperto in un cantiere, sembra l&#8217;uomo giusto nel posto giusto. L&#8217;area viene completamente evacuata, le famiglie sgomberate, diversi personaggi entrano in scena: viene montata una control room e tutti gli occhi elettronici sul quartiere sono l\u00ec a capire che nell&#8217;area non sia rimasto nessuno. <b>Cos\u00ec il comandante pu\u00f2 mettere in scena il suo copione per tentare di non far saltare in aria la bomba ma qualcosa va storto ed \u00e8 inutile anticipare cosa<\/b>, come e perch\u00e9, visto che questo\u00a0\u00abFuze\u00bb funziona (diciamo fino a tre quarti del film) proprio per i continui e ben sostenuti colpi di scena.\u00a0\u00c8 un film d&#8217;azione con un ottimo ritmo, buoni attori (soprattutto nella versione originale, dove si pu\u00f2 godere dell&#8217;accento britannico di molti) e non indulge troppo nel dogma dell&#8217;invincibilit\u00e0 di certi film d&#8217;azione. Dunque\u00a0\u00abFuze\u00bb si beve tutto d&#8217;un fiato, ha una durata perfetta (sotto le due ore, evviva) e si sbrindella un po&#8217; solo verso la fine, ma a quel punto vi ha portato dove voleva e va bene cos\u00ec.<b> Mentre guarda, lo spettatore sa pi\u00f9 cose dei personaggi che vengono raccontati e messi in scena<\/b>, ma non sa tutto, anche se tutto \u00e8 facilmente intuibile. Ma per una serata estiva adrenalinica al cinema \u00e8 gi\u00e0 molto.<br \/><b>Voto: 7. Godibile, con ritmo, \u00e8 un ottimo prodotto nel genere action movie , genere di cui non \u00e8 neanche troppo schiavo.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                                    <a href=\"https:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/venezia-mestre\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_venezia\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Venezia Mestre<\/a><br \/>\n                        <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=39&amp;intcmp=NL-artic_nd_060624_corriere_ss_veneto\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-19T21:12:55+02:00\">19 giugno 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Sara D&#8217;Ascenzo Al nuovo capitolo della saga Disney-Pixar si vuol bene per l&#8217;atmosfera fan\u00e9. 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