{"id":547549,"date":"2026-06-20T04:56:13","date_gmt":"2026-06-20T04:56:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/547549\/"},"modified":"2026-06-20T04:56:13","modified_gmt":"2026-06-20T04:56:13","slug":"vietare-i-social-agli-under-16-serve-la-ricerca-guardano-fino-a-30mila-video-al-mese-su-tiktok-anche-di-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/547549\/","title":{"rendered":"Vietare i social agli under 16 serve? La ricerca: \u00abGuardano fino a 30mila video al mese su TikTok. Anche di notte\u00bb"},"content":{"rendered":"<p class=\"summary-art is-normal-b-light\">I dubbi dopo la stretta di Starmer, i limiti delle leggi australiane. Forse il problema non sono i social in generale, ma il tipo di social media e l&#8217;uso che se ne fa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;annuncio del premier britannico<b> Keir Starmer<\/b>, luned\u00ec, ha fatto il giro del mondo: il Regno Unito intende approvare entro Natale il divieto di accesso ai social media per i minori di 16 anni, che entrer\u00e0 in vigore nella primavera del 2027.<b> Il divieto si applicher\u00e0 a piattaforme come Snapchat, TikTok, YouTube, Instagram, Facebook e X<\/b>, ma non a YouTube Kids n\u00e9 a servizi di messaggistica come WhatsApp e Signal. Il governo vuole anche introdurre misure per impedire che estranei contattino i minori sulle piattaforme di gioco e di live streaming e vietare ai minori l&#8217;accesso ai chatbot basati sull\u2019intelligenza artificiale progettati per simulare relazioni romantiche o sessuali.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Inoltre le aziende tecnologiche dovranno sviluppare o attivare soluzioni tecniche su smartphone e tablet per <b>individuare e bloccare le immagini di nudo destinate ai minori.<\/b> Il governo infine sta valutando di introdurre <b>il coprifuoco notturno e il blocco dello scorrimento infinito di video e post per i minori di 18 anni<\/b>.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;annuncio arriva dopo mesi di pressioni, da parte sia dei laburisti che dei conservatori, per limitare l&#8217;accesso degli adolescenti ai social. E dopo una consultazione pubblica che ha raccolto 116 mila risposte da genitori, dal settore tecnologico e dai minori stessi: oltre il 90%, secondo il governo, era favorevole a un divieto per i minori di 16 anni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L&#8217;esecutivo di Starmer cos\u00ec segue la strada segnata dall&#8217;Australia<\/b>, che a dicembre \u00e8 diventata il primo Paese al mondo a vietare l&#8217;uso dei social media ai minori di 16 anni, impedendo loro l&#8217;accesso a TikTok, YouTube, Instagram e Facebook. E sceglie misure ancora pi\u00f9 rigorose. Intanto oggi gli <b>Emirati Arabi Uniti <\/b>hanno approvato una risoluzione che vieta l&#8217;uso dei social ai minori di 15 anni. E anche <b>Canada, Brasile e Indonesia<\/b> hanno introdotto leggi o annunciato restrizioni o limiti basati sull\u2019et\u00e0. <b>Francia, Spagna, Danimarca, Thailandia e Corea del Sud<\/b> sono tra i Paesi che stanno studiando o sviluppando approcci simili.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il perch\u00e9 dell&#8217;annuncio a sorpresa di Starmer, intanto, \u00e8 abbastanza chiaro: <b>il premier britannico \u00e8 in un momento di grande difficolt\u00e0 politica<\/b>, e una parte del suo partito chiede che si dimetta dopo gli ultimi insuccessi elettorali. Ieri Starmer doveva affrontare l&#8217;elezione suppletiva a Makerfield, vicino a Manchester, convocata dopo le dimissioni del deputato laburista Josh Simons, che ha permesso al sindaco della Greater Manchester <b>Andy Burnham <\/b>di essere eletto in parlamento. E che gli consentir\u00e0 quindi di <a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2026\/6\/17\/why-uks-makerfield-by-election-matters-far-beyond-one-parliamentary-seat\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">rivendicare la leadership del Labour e la guida del governo<\/a>. La preoccupazione per gli effetti dei social media sugli adolescenti \u00e8 molto diffusa e <b>il divieto di Starmer era un modo per incassare consensi immediati a costo zero<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Al di l\u00e0 delle strategie elettorali, per\u00f2, la questione \u00e8 importante. E pone domande altrettanto importanti.<b> La prima \u00e8 se i divieti siano davvero efficaci<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L&#8217;esperienza dell&#8217;Australia, per ora, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/26_marzo_31\/social-vietati-agli-under-16-l-australia-pronta-a-multe-salata-instagram-tiktok-e-youtube-violano-la-legge-bc0404f7-4016-4486-b28d-adfdea4f1xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dice di no<\/a><\/b>. \u00abSecondo l\u2019autorit\u00e0 di regolamentazione australiana incaricata di applicare la legge, circa sette genitori su dieci affermano che gli adolescenti di et\u00e0 compresa tra i 13 e i 15 anni, che utilizzavano le piattaforme dei social media prima del divieto, non sono mai stati espulsi o sono riusciti a creare nuovi account\u00bb, riporta il New York Times. Secondo alcuni, peraltro, le piattaforme non sono state particolarmente rigorose nello stabilire i criteri di identificazione, visto che sulla base dei dati di utilizzo dei social media sono in grado di ricostruire in estremo dettaglio il profilo degli utenti. Invece<b> in molti casi si limitano a chiedere una foto di chi si iscrive<\/b>, facilmente falsificabile (<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/26_giugno_18\/il-divieto-ai-social-in-australia-non-funziona-il-70-degli-under-16-continua-a-usarli-gli-effetti-positivi-sulle-prossime-48db8613-b692-4231-b5cc-4af20eaa7xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">lo spiega qui Michela Rovelli<\/a>).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Starmer comunque sostiene che la bassa efficacia del divieto non basti a renderlo inutile. \u00abGli adolescenti bevono prima di quanto dovrebbero, ma non per questo diciamo: \u201cIn tal caso, abbandoniamo ogni tentativo di impedire loro di acquistare alcolici\u201d\u00bb ha dichiarato.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E per molti genitori il divieto \u00e8 un modo per legittimare le regole sull&#8217;uso dei social che vogliono imporre ai figli<\/b>. Finora, in un contesto in cui quasi tutti gli adolescenti avevano accesso ai social, erano molto difficili da far rispettare.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anche ammettendo la funzione dissuasiva del divieto, per\u00f2, rimane il fatto che gli adolescenti a 16 anni e un giorno potranno avere accesso ai social. Se \u00e8 vero che sono dannosi, il problema \u00e8 solo rimandato. Forse bisogna porre la questione diversamente. <b>Chiedendosi intanto se la presunta pericolosit\u00e0 dei social \u00e8 davvero cos\u00ec scontata come pensiamo che sia<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa comunit\u00e0 scientifica <b>non \u00e8 riuscita a fornire una risposta definitiva<\/b>. Molti studi segnalano gli effetti negativi che l\u2019uso dei social media ha sugli adolescenti. Molti altri forniscono prove degli effetti positivi, o addirittura evidenziano l\u2019assenza totale di effetti. Il quadro delle prove \u00e8 contrastante e incoerente\u00bb <a href=\"https:\/\/theconversation.com\/social-media-and-teenagers-what-the-evidence-says-284606\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">scrive The Conversation<\/a>. \u00abAd esempio, uno studio recente ha seguito per tre anni oltre 100 mila adolescenti australiani. \u00c8 emerso che un uso moderato dei social media era associato a esiti positivi in termini di benessere. Un altro studio su larga scala evidenzia la relazione positiva tra l\u2019autostima degli adolescenti e l\u2019uso dei social media come fonte di sostegno sociale. Al contrario, altre ricerche hanno riscontrato un legame costante tra l\u2019uso dei social media e esiti di salute mentale pi\u00f9 negativi per gli adolescenti, in particolare per le ragazze. A complicare ulteriormente il quadro, altri studi concludono che il legame tra i social media e il benessere degli adolescenti \u00e8 debole e non pu\u00f2 essere considerato clinicamente rilevante\u00bb. Anche in caso di correlazione tra disagio psichico e uso dei social, non \u00e8 chiaro se sia perch\u00e9 gli adolescenti che non stanno bene tendono a passare pi\u00f9 tempo sui social, o se questi sono una causa. N\u00e9 se i social &#8220;fanno male&#8221; perch\u00e9 distolgono da attivit\u00e0 che fanno bene, come lo sport o passare il tempo in presenza con i coetanei.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Forse il problema non sono i social in generale, <b>ma il tipo di social media e l&#8217;uso che se ne fa<\/b>. In questo senso \u00e8 particolarmente interessante una ricerca fatta da 5Rights Foundation, Together Creative, e Revealing Reality, su 21 teenager. La Fondazione si \u00e8 fatta \u00abdonare\u00bb da alcuni di questi ragazzi e ragazze i dati di utilizzo di TikTok, e li ha analizzati nel dettaglio. <a href=\"https:\/\/think.revealingreality.co.uk\/infinite-scroll\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Sul sito di Revealing Reality<\/a> \u00e8 possibile guardare un minuto del feed personalizzato di un ragazzino di 14 anni, che passa in media tre ore e mezzo al giorno sul social. \u00c8 impressionante.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dalla ricerca (che riguarda un campione molto piccolo, ma fornisce dati interessanti dal punto di vista qualitativo) emerge che <b>i bambini hanno guardato in media 708 video al giorno, in met\u00e0 dei casi per 5 secondi o meno.<\/b> In un mese fanno circa 10 mila video (trentamila nel caso della ragazzina che stava pi\u00f9 tempo su TikTok). I bambini analizzati, che avevano tra i 14 e i 16 anni,<b> passavano in media 1 ora e 41 minuti al giorno su TikTok<\/b>, con diversi di loro che ci sono stati oltre 3 ore al giorno.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tre bambini su quattro (76%) hanno usato TikTok tra mezzanotte e le 6 del mattino. Alcuni di loro lo hanno usato soprattutto di notte, invece di dormire<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sono stati gli stessi bambini a dire che<b> la piattaforma creava \u00abdipendenza\u00bb e a definire i social media \u00abasociali\u00bb<\/b>, spiegando che la piattaforma li portava a ridurre il tempo trascorso con gli amici o dedicato agli hobby. Molti bambini hanno raccontato che avevano intenzione di guardare il social per poco tempo, per poi rendersi conto solo dopo che ci avevano passato ore.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abGli annunci pubblicitari apparivano con una frequenza pari a uno ogni cinque video, mentre molti altri contenuti sembravano avere finalit\u00e0 commerciali. I ricercatori hanno riscontrato la presenza regolare di contenuti sessualizzati nei feed di alcuni bambini\u00bb scrive inoltre la fondazione 5Rights. Anche da <b>account che sembravano indirizzare gli utenti verso contenuti per adulti a pagamento <\/b>su altre piattaforme.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La cosa pi\u00f9 significativa \u00e8 che<b> la maggior parte dei contenuti che hanno guardato i ragazzini era priva di significato<\/b>, gli stessi adolescenti li hanno descritti come meme, o video spesso generati dall\u2019intelligenza artificiale, assurdi, inutili o di scarso valore: <b>\u00ab<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/25_maggio_14\/cos-e-l-italian-brain-rot-il-trend-di-meme-che-sta-conquistando-tutto-il-mondo-f6a6ce57-0f76-4f56-82b3-c3dc31e7exlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Brainrot<\/a>\u00bb<\/b>. Secondo la ricerca, <b>la condivisione di video con gli amici rappresenta invece solo una piccola parte del tempo che gli adolescenti trascorrono su TikTok<\/b>, e le conversazioni sono spesso piuttosto superficiali, come l\u2019invio quotidiano di emoji per mantenere i rapporti online. E i ragazzini usano spesso TikTok per combattere la noia o per \u00abrilassarsi\u00bb: molti ne hanno parlato come qualcosa a cui ricorrere facilmente quando non hanno altro da fare o quando vogliono riempire un momento di noia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Forse allora pi\u00f9 che introdurre divieti netti, sarebbe opportuno costringere le aziende tecnologiche a introdurre <b>meccanismi di tutela interni ai social<\/b>. Per esempio eliminare l&#8217;avvio automatico di nuovi contenuti (cio\u00e8 il meccanismo che permette di scrollare all&#8217;infinito), limitare il tempo totale di utilizzo, introdurre blocchi notturni per gli utenti minorenni, e modificare l&#8217;algoritmo che personalizza i feed per evitare contenuti potenzialmente pericolosi o che creano dipendenza. \u00c8 una strada molto pi\u00f9 difficile, e che richiede una modifica delle tecnologie. <b>Ma che introduce il principio di una limitazione dei profitti delle aziende digitali in nome della salute pubblica<\/b>. La responsabilit\u00e0 deve essere delle aziende, non dei ragazzi. Lo si \u00e8 gi\u00e0 fatto per altri settori: la legge, per esempio, limita in modo molto restrittivo il contenuto e la composizione delle sigarette. Si pu\u00f2 cercare di fare altrettanto con i prodotti digitali, almeno per i minori.\u00a0<\/p>\n<p>Per non perdere le ultime novit\u00e0 su tecnologia e innovazione<br \/>iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?id=53\" style=\"text-decoration: underline;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter di Login<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-19T13:12:55+02:00\">19 giugno 2026 ( modifica il 19 giugno 2026 | 13:12)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I dubbi dopo la stretta di Starmer, i limiti delle leggi australiane. 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