{"id":548375,"date":"2026-06-20T17:35:14","date_gmt":"2026-06-20T17:35:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/548375\/"},"modified":"2026-06-20T17:35:14","modified_gmt":"2026-06-20T17:35:14","slug":"leuropa-brucia-lia-sullaltare-del-green","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/548375\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa brucia l\u2019IA sull\u2019altare del green"},"content":{"rendered":"<p>Molto lontani dalle cinque strutture colossali da 100.000 chip ciascuna, immaginate in partenza. Il contributo pubblico europeo nella prima fase scender\u00e0 fino a un massimo di 1 miliardo di euro, una frazione dei 4,1 miliardi che Bruxelles aveva promesso in una proposta precedente, mentre i finanziamenti per la seconda fase restano subordinati al bilancio comunitario 2028, ancora in fase di negoziazione.<\/p>\n<p>Per misurare la portata della frenata conviene tornare all\u2019entusiasmo dell\u2019aprile 2025, quando la Commissione presentava l\u2019AI continent action plan come la mossa capace di trasformare i punti di forza europei in acceleratori dell\u2019Intelligenza artificiale. <\/p>\n<p>I numeri sbandierati erano imponenti, dai 200 miliardi di euro per spingere lo sviluppo dell\u2019IA attraverso l\u2019iniziativa InvestAI ai 20 miliardi per finanziare fino a cinque gigafactory,  e poi una rete di diciannove AI factory appoggiate sui supercalcolatori europei. <\/p>\n<p>Il piano prometteva di costruire un\u2019infrastruttura di calcolo su larga scala in grado di addestrare modelli complessi a un livello senza precedenti, e di assicurare all\u2019Unione la leadership nella frontiera dell\u2019IA. Sul versante delle infrastrutture digitali, il Cloud and AI development act doveva almeno triplicare in cinque anni la capacit\u00e0 dei data center europei, con una clausola che gi\u00e0 allora suonava sospetta, ovvero \u00abpriorit\u00e0 ai data center sostenibili\u00bb.<\/p>\n<p>Il contorno di tutto ci\u00f2 \u00e8 il pacchetto sulla sovranit\u00e0 tecnologica, pensato per ridurre la dipendenza europea da Stati Uniti e Asia nei semiconduttori, nell\u2019Intelligenza artificiale e nel cloud. Il Cloud and AI development act, ripreso in quella sede, mirava a obbligare i governi a conservare i dati critici su servizi cloud controllati nell\u2019Unione, in un mercato dove i tre operatori americani Amazon, Microsoft e Google detengono oltre il 70%. Sul fronte dei chip, la riedizione del Chips act fissava un fabbisogno di 120 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati entro il 2035, con uno stabilimento per la produzione di semiconduttori da 30 miliardi. Insomma, come sempre a Bruxelles, Much ado about nothing. <\/p>\n<p>Il ridimensionamento europeo \u00e8 il prodotto di due problemi. Il primo \u00e8 lo stesso limite che ha gi\u00e0 fatto fallire altri programmi industriali, cio\u00e8 l\u2019entit\u00e0 e la rapidit\u00e0 dei fondi. Il Chips act del 2022 puntava a raddoppiare la quota europea nella produzione mondiale di chip portandola al 20% entro il 2030, ma la stessa Corte dei conti europea stima che il continente ne controller\u00e0 appena il 12%, e nel frattempo Intel ha congelato i cantieri in Polonia e Germania mentre Berlino ha dirottato 3 miliardi di aiuti al settore verso strade e ponti. A questo si aggiunge la sproporzione delle risorse, perch\u00e9 un singolo investimento privato come quello annunciato da SoftBank in Francia, fino a 75 miliardi di euro, vale da solo pi\u00f9 dell\u2019intero programma europeo. Le incertezze su tempi e dimensioni hanno raffreddato l\u2019interesse di consorzi importanti come quello del gruppo Schwarz in Germania, e diversi candidati hanno cominciato a riconsiderare la partecipazione proprio mentre le strutture finanziabili si rimpicciolivano.<\/p>\n<p>Sul secondo versante c\u2019\u00e8 il nodo energetico e ambientale. La Commissione punta a triplicare la capacit\u00e0 dei data center, ma la rete elettrica non \u00e8 pronta, l\u2019espansione delle infrastrutture procede a rilento e i piccoli reattori nucleari modulari arriveranno comunque tardi. In assenza di rete e di accumuli sufficienti (cio\u00e8 un volume enorme) l\u2019unico combustibile capace di colmare il divario nel breve periodo resta l\u2019odiato gas, con un ritorno che gi\u00e0 negli Stati Uniti ha spinto gli ordini di nuovi impianti termoelettrici ai massimi degli ultimi 25 anni. Affidarsi soltanto a solare ed eolico con le batterie per nutrire la fame di energia dei data center significa accettare dei rischi enormi che nessuno in realt\u00e0 vuole accollarsi.<\/p>\n<p>Il commissario all\u2019Energia <strong>Dan J\u00f8rgensen<\/strong> ripete che i data center sono benvenuti soltanto se contribuiscono alla transizione, sostenendo le rinnovabili e recuperando il calore di scarto, e i gruppi ambientalisti invitano la Commissione a tenere il punto contro l\u2019idea di bruciare altro gas per i profitti del settore. Se \u00e8 cos\u00ec, \u00e8 evidente che la partita \u00e8 gi\u00e0 chiusa. Pretendere energia rinnovabile per ogni data center significa perdere tempo, aumentare i costi e i rischi di instabilit\u00e0 mentre i concorrenti avanzano. <\/p>\n<p>Resta sullo sfondo la usuale e ben nota contraddizione tutta dell\u2019Unione. Lo sviluppo dell\u2019Intelligenza artificiale e dei data center, con i consumi elettrici e la continuit\u00e0 di alimentazione che richiede, non \u00e8 compatibile con i tempi e i vincoli del Green deal. O, se si vuole, i tempi e i vincoli del Green deal non sono compatibili con la corsa europea all\u2019Intelligenza artificiale. \u00c8 il vecchio trilemma dell\u2019energia che ripresenta il conto, perch\u00e9 sicurezza degli approvvigionamenti, accessibilit\u00e0 dei costi e cosiddetta sostenibilit\u00e0 ambientale non si lasciano massimizzare insieme. Chi pretende di tenere fermi tutti e tre i vertici finisce per sacrificarne almeno uno, senza ammetterlo. Aggiungendo la pretesa di sovranit\u00e0 tecnologica, Bruxelles si \u00e8 caricata di un\u2019equazione che non ha soluzione. Il ridimensionamento di questi giorni rischia di essere soltanto il primo di una lunga serie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Molto lontani dalle cinque strutture colossali da 100.000 chip ciascuna, immaginate in partenza. 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