{"id":549396,"date":"2026-06-21T11:59:38","date_gmt":"2026-06-21T11:59:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/549396\/"},"modified":"2026-06-21T11:59:38","modified_gmt":"2026-06-21T11:59:38","slug":"recensione-mostra-andy-warhol-a-palazzo-dei-diamanti-ferrara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/549396\/","title":{"rendered":"Recensione mostra Andy Warhol a Palazzo dei Diamanti Ferrara"},"content":{"rendered":"<p>        di <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/179p_ilaria-baratta.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ilaria Baratta<\/a>, pubblicato il 20\/06\/2026        <br \/>Categorie:<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/16c_recensioni-mostre.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n            Recensioni mostre        <\/a><\/p>\n<p>         \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/andy-warhol.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Andy Warhol<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/ferrara.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ferrara<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/palazzo-dei-diamanti.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Palazzo dei Diamanti<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/pop-art.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pop Art<\/a> <\/p>\n<p>A Palazzo dei Diamanti torna, a cinquant\u2019anni di distanza, la storica mostra di Andy Warhol dedicata a Ladies and Gentlemen, ma non solo. Oltre 150 opere raccontano il rapporto di Andy Warhol con identit\u00e0, celebrit\u00e0 e ritratto, mostrando quanto la sua visione parli ancora al presente. La recensione di Ilaria Baratta.<\/p>\n<p>Tornare indietro nel tempo non ci \u00e8 possibile; si pu\u00f2 tuttavia <strong>ricreare un evento passato<\/strong>, che \u00e8 stato particolarmente significativo, sia per riportarlo alla memoria di chi lo ha vissuto sia per cercare di spiegarne la portata a chi non era ancora nato o era troppo piccolo, immedesimandolo in una situazione che pertanto non pu\u00f2 aver vissuto. Pu\u00f2 per\u00f2 una <strong>rievocazione <\/strong>ricreare esattamente quel momento, quella determinata situazione? La domanda nasce spontanea a chi come me, per et\u00e0 anagrafica, non c\u2019era all\u2019inaugurazione della mostra Ladies and Gentlemen a <strong>Palazzo dei Diamanti <\/strong>di <strong>Ferrara <\/strong>cinquant\u2019anni fa, il <strong>25 ottobre del 1975<\/strong>. Posso solo immaginare come dev\u2019essere stato veder comparire <strong>Andy Warhol<\/strong> in persona, uno degli artisti americani pi\u00f9 influenti e pi\u00f9 famosi dell\u2019epoca, il maggior interprete della <strong>Pop Art <\/strong>che aveva gi\u00e0 ritratto nel suo stile colorato e inconfondibile, tra gli altri, <strong>Marilyn Monroe<\/strong> e <strong>Mao Tse-Tung <\/strong>e aveva gi\u00e0 trasformato oggetti della quotidianit\u00e0 in <strong>vere icone pop<\/strong>, come le lattine di zuppa Campbell, a Palazzo dei Diamanti, squarciando in una sorta d\u2019improvvisato happening i manifesti della mostra che erano stati collocati sulle aperture di passaggio tra le sale espositive. E vederlo fare un <strong>grande autografo <\/strong>su un pannello all\u2019ingresso della sede espositiva, accompagnato da <strong>due lattine di Campbell\u2019s Soup<\/strong> disegnate estemporaneamente, il tutto documentato con foto, ovviamente.<\/p>\n<p>Ora, quando si entra all\u2019attuale esposizione Ladies and Gentlemen (dal 14 marzo al 19 luglio 2026) con cui Palazzo dei Diamanti ha voluto ricordare e celebrare il <strong>cinquantesimo anniversario<\/strong> di quella \u201cmostra esplosiva\u201d, come la defin\u00ec il curatore di allora, <strong>Janus<\/strong>, si \u00e8 accolti da un video che ripropone quella<strong> storica inaugurazione<\/strong> su schermo, dal passaggio nella prima sala espositiva che ricorda il citato squarcio dei manifesti da parte dell\u2019artista, e dal carboncino con l\u2019autografo e disegni della zuppa, ma credo che quella atmosfera, quella \u201cgrande euforia nell\u2019aria\u201d, come ha ricordato <strong>Franco Farina<\/strong>, l\u2019allora direttore della <strong>Galleria Civica d\u2019Arte Moderna di Palazzo dei Diamanti<\/strong>, sia <strong>irreplicabile<\/strong>. Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 <strong>l\u2019elemento novit\u00e0<\/strong>: la serie delle<strong> drag queen afro e latino americane<\/strong>, riproposta ora in mostra e che nell\u2019esposizione del 1975 rappresentava una <strong>svolta nella produzione di Warhol<\/strong>, non \u00e8 pi\u00f9 inedita, pur essendo meno presente nelle mostre dedicate all\u2019artista rispetto alle sue pi\u00f9 celebri icone. Veder raffigurati <strong>soggetti marginalizzati<\/strong>, appartenenti alle<strong> sottoculture urbane <\/strong>della <strong>scena underground di Manhattan<\/strong> piuttosto che le celebrit\u00e0 entrate ormai nell\u2019immaginario e nella cultura di tutti e soprattutto rappresentarli nello stesso stile con cui Warhol aveva rappresentato i suoi soggetti pi\u00f9 famosi era qualcosa di <strong>estremamente innovativo<\/strong>, rivoluzionario nella sua produzione. Un\u2019assoluta novit\u00e0. E secondariamente perch\u00e9 <strong>sono cambiati i tempi<\/strong>: Ferrara era in quegli anni <strong>punto di riferimento per l\u2019arte contemporanea<\/strong>, grazie alla volont\u00e0 e all\u2019impegno del direttore Farina, che nei trent\u2019anni della sua direzione, dal 1963 al 1993, port\u00f2 in citt\u00e0 artisti come Roberto Sebasti\u00e1n Matta, Man Ray, Robert Rauschenberg, Emilio Vedova, oltre a molti critici italiani e internazionali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen\" title=\"Allestimenti della mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/allestimenti-mostra-andy-warhol-1.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen\" title=\"Allestimenti della mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/allestimenti-mostra-andy-warhol-2.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen\" title=\"Allestimenti della mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/allestimenti-mostra-andy-warhol-3.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen\" title=\"Allestimenti della mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/allestimenti-mostra-andy-warhol-4.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen\" title=\"Allestimenti della mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/allestimenti-mostra-andy-warhol-5.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen. Foto: Finestre sull\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p>L\u2019idea di portare Andy Warhol a Palazzo dei Diamanti venne a Farina dopo la grande esposizione al <strong>Mus\u00e9e Galliera di Parigi <\/strong>del 1974 resa possibile dalla gallerista <strong>Ileana Sonnabend<\/strong>, dove protagonista fu la <strong>serie dedicata a Mao Tse-Tung<\/strong>; vennero quindi coinvolti il critico Janus e il proprietario della galleria torinese Il Fauno, <strong>Luciano Anselmino<\/strong>, curatori nel 1972 della mostra ferrarese dedicata a <strong>Man Ray<\/strong>, per trasferire la mostra parigina a Ferrara, ma nel corso dei preparativi il progetto cambi\u00f2 radicalmente, poich\u00e9 Anselmino, di sua iniziativa, dopo aver visto il film Women in Revolt, prodotto dallo stesso Warhol, uscito nel 1971 e diretto da Paul Morissey che aveva come protagoniste t<strong>ransgender legate alla Factory,<\/strong> ovvero il luogo in cui Andy lavorava a New York (significativamente denominato fabbrica, e non studio), commission\u00f2 a Warhol una <strong>nuova serie di 105 dipinti pi\u00f9 10 serigrafie<\/strong> dedicata proprio alle drag queen. L\u2019artista accett\u00f2 solo a patto di coinvolgere non le celebri protagoniste del film, ma <strong>drag queen anonime<\/strong> afro e latino americane reclutate al Gilded Grape, un nightclub frequentato dalla comunit\u00e0 queer newyorchese. Al reclutamento seguirono poi le <strong>sessioni fotografiche<\/strong>: vennero realizzate <strong>oltre cinquecento Polaroid<\/strong>, che servirono successivamente come immagini di riferimento per i dipinti definitivi. Le modelle ricevettero un compenso di cinquanta dollari per posare per i ritratti presso la Factory. Dalle Polaroid, molte delle quali esposte anche nell\u2019attuale mostra ferrarese, si nota da parte delle modelle una certa attenzione per gli abiti e la scelta di <strong>pose glamour <\/strong>ed esuberanti, ma l\u2019<strong>anonimato <\/strong>era veramente un punto fermo dell\u2019intero progetto: inizialmente le loro identit\u00e0 rimasero sconosciute, ma oggi, grazie a una recente ricerca accurata del 2014 della <strong>Andy Warhol<\/strong> <strong>Foundation <\/strong>si \u00e8 arrivati a identificare quasi tutte le quattordici drag queen protagoniste della serie Ladies and Gentlemen (solo una resta tuttora completamente sconosciuta) confrontando le firme apposte sulle Polaroid con altre testimonianze. Una sezione in mostra presenta proprio una selezione di Polaroid, con accanto la<strong> ricostruzione dell\u2019identit\u00e0 di ciascuna modella<\/strong>, che ha costituito la base del <strong>portfolio di serigrafie<\/strong> (esposte di fronte) in cui Warhol ha esaltato con colori intensi a collage sull\u2019impronta fotografica non solo i look vistosi di ognuna, ma soprattutto la loro <strong>individualit\u00e0 e personalit\u00e0<\/strong>. Vi sono dunque Alphanso Panell, Michele Long, Broadway, Easha McCleary, Iris, Lurdes, Ivette, Helen\/Harry Morales, Marsha P. Johnson, Kim, Vicki Peters, Monique, e la pi\u00f9 famosa, che Andy Warhol ritrasse in cinquantatr\u00e9 Polaroid e raffigur\u00f2 in settantatr\u00e9 ritratti dipinti: <strong>Wilhelmina Ross<\/strong>, soggetto dei grandi dipinti che s\u2019incontrano nella prima sala dell\u2019esposizione provenienti dalla <strong>Fondation Louis Vuitton <\/strong>di Parigi e dall\u2019Andy Warhol Museum di Pittsburgh.<\/p>\n<p>La mostra del 1975 fu un \u201cavvenimento eccezionale\u201d, come scrisse Flavio Caroli sul Corriere della Sera dopo l\u2019inaugurazione, in occasione della quale vennero organizzate anche una <strong>conferenza stampa<\/strong> e una <strong>tavola rotonda<\/strong> (visibili alla mostra ora in corso in un video) alla presenza dell\u2019artista, dell\u2019amico e collaboratore Bob Colacello, del gallerista Luciano Anselmino, del curatore Janus e del direttore di Palazzo dei Diamanti Franco Farina, da cui emerse dal pubblico una <strong>fraintesa lettura politica di denuncia <\/strong>di una condizione di sfruttamento delle drag queen. L\u2019esposizione riscosse un tale successo da valerle la proroga di un mese, fino a gennaio 1976, e un ulteriore tappa nella galleria milanese di Anselmino, quest\u2019ultima introdotta dal testo di <strong>Pier Paolo Pasolini<\/strong>, uno degli ultimi scritti che l\u2019intellettuale produsse prima del suo omicidio. Una sezione \u00e8 dedicata dunque al giudizio di Pasolini sui soggetti di Ladies and Gentlemen: \u201cL\u2019impressione \u00e8 di essere di fronte a un affresco [sic] ravennate rappresentante figure isocefale, tutte, s\u2019intende, frontali. Iterate al punto da perdere la propria identit\u00e0 e di essere riconoscibili, come i gemelli, dal colore del loro vestito [\u2026] Il \u2018Diverso\u2019 nel suo ghetto permissivo di New York pu\u00f2 trionfare a patto di non uscire da un comportamento che lo renda riconoscibile e tollerabile\u201d. Una critica che denunciava la<strong> stereotipizzazione <\/strong>e l\u2019<strong>omologazione <\/strong>repressiva in favore della <strong>diversit\u00e0<\/strong>, pur essendo i soggetti ritratti apparentemente liberi di esprimere la propria identit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Andy Warhol, Ladies and Gentlemen (Wilhelmina Ross) (1975; Acrilico e inchiostro serigrafico su tela, 305 x 205 cm; Parigi, Fondation Louis Vuitton) \u00a9 foto Primae \/ Louis Bourjac \u00a9 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2026\" title=\"Andy Warhol, Ladies and Gentlemen (Wilhelmina Ross) (1975; Acrilico e inchiostro serigrafico su tela, 305 x 205 cm; Parigi, Fondation Louis Vuitton) \u00a9 foto Primae \/ Louis Bourjac \u00a9 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2026\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/andy-warhol-ladies-and-gentlemen-wilhelmina-ross.jpg\" width=\"750\" height=\"1106\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAndy Warhol, Ladies and Gentlemen (Wilhelmina Ross) (1975; Acrilico e inchiostro serigrafico su tela, 305 x 205 cm; Parigi, Fondation Louis Vuitton) \u00a9 foto Primae \/ Louis Bourjac \u00a9 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2026&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Andy Warhol, Ladies and Gentlemen (Wilhelmina Ross) (1975; Acrilico e inchiostro serigrafico su lino, 127 x 101,6 cm; Pittsburgh, the Andy Warhol Museum, Founding Collection, Contribution The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc., 1998.1.167) \u00a9 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2026\" title=\"Andy Warhol, Ladies and Gentlemen (Wilhelmina Ross) (1975; Acrilico e inchiostro serigrafico su lino, 127 x 101,6 cm; Pittsburgh, the Andy Warhol Museum, Founding Collection, Contribution The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc., 1998.1.167) \u00a9 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2026\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/andy-warhol-ladies-and-gentlemen-wilhelmina-ross-1.jpg\" width=\"750\" height=\"937\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAndy Warhol, Ladies and Gentlemen (Wilhelmina Ross) (1975; Acrilico e inchiostro serigrafico su lino, 127 x 101,6 cm; Pittsburgh, the Andy Warhol Museum, Founding Collection, Contribution The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc., 1998.1.167) \u00a9 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2026&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Andy Warhol, Ladies and Gentlemen (1975; Serigrafia su carta, 100 x 70 cm; Pittsburgh, the Andy Warhol Museum, Founding Collection, Contribution The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc., 1998.1.2409) \u00a9 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2026\" title=\"Andy Warhol, Ladies and Gentlemen (1975; Serigrafia su carta, 100 x 70 cm; Pittsburgh, the Andy Warhol Museum, Founding Collection, Contribution The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc., 1998.1.2409) \u00a9 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2026\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/andy-warhol-ladies-and-gentlemen-2409.jpg\" width=\"750\" height=\"1121\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAndy Warhol, Ladies and Gentlemen (1975; Serigrafia su carta, 100 x 70 cm; Pittsburgh, the Andy Warhol Museum, Founding Collection, Contribution The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc., 1998.1.2409) \u00a9 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2026&#13;<\/p>\n<p>L\u2019attuale mostra, curata da <strong>Chiara Vorrasi<\/strong>, intende essere s\u00ec la <strong>rievocazione<\/strong> a distanza di cinquant\u2019anni della mostra del 1975, il \u201creenactment attraverso la rivisitazione non letterale\u201d, nelle parole della stessa curatrice, ma ci\u00f2 che emerge con una straordinaria potenza \u00e8 il modo in cui Warhol ha affrontato il <strong>tema del ritratto e dell\u2019autoritratto<\/strong> nel corso della sua produzione. \u00c8 questo l\u2019elemento che emerge in maniera preponderante attraverso le<strong> oltre 150 opere esposte<\/strong>. Dai ritratti delle drag queen che, come si \u00e8 detto, rappresentano le sottoculture urbane della scena underground di Manhattan, si passa a una sorta di galleria interamente dedicata alla serie di Mao Tse-Tung protagonista della citata mostra parigina del 1974 da cui nacque l\u2019idea di portare l\u2019artista americano a Ferrara: Warhol aveva utilizzato l\u2019immagine ufficiale del presidente cinese per poi <strong>reinterpretarla in icona pop <\/strong>con colori accesi, trucco eccentrico ed effetto parodistico, e riproducendola in diversi formati. L\u2019immagine cos\u00ec trasformata aveva perso il suo potere propagandistico per entrare nella cosiddetta celebrity culture.<\/p>\n<p>E poi ci si immerge nell\u2019<strong>atmosfera rock <\/strong>dei <strong>Rolling Stones <\/strong>con il video del concerto Ladies and Gentlemen del 1974. Warhol realizz\u00f2 infatti ritratti dell\u2019amico <strong>Mick Jagger<\/strong>, partendo anche in questo caso dalle Polaroid che scaturirono da diverse sezioni fotografiche in cui il frontman della band espresse tutto il suo appeal, visibili in mostra insieme al dipinto ad acrilico proveniente dall\u2019Andy Warhol Museum di Pittsburgh, caratterizzato dai riflessi turchesi delle luci, e insieme alle copertine degli album Love You Live e Emotional Tattoo disegnate da Andy. Ritratti che testimoniano una vera<strong> contaminazione tra le arti<\/strong>, tra pittura e musica. Nella stessa sala si trovano anche le Polaroid e i ritratti ad acrilico e inchiostro serigrafico che ritraggono <strong>Liza Minnelli<\/strong>, un\u2019altra celebrit\u00e0 vicina all\u2019universo di Warhol, entrambi frequentatori dello Studio 54, la discoteca della mondanit\u00e0 newyorchese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Andy Warhol, Mao Tse-Tung (1972; Serigrafia a colori, 91,5 x 91,5 cm; Intesa Sanpaolo \u2013 Collezione Luigi e Peppino Agrati) \u00a9 foto Patrimonio Artistico Intesa Sanpaolo \/ Luca Carr\u00e0 \u00a9 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2026\" title=\"Andy Warhol, Mao Tse-Tung (1972; Serigrafia a colori, 91,5 x 91,5 cm; Intesa Sanpaolo \u2013 Collezione Luigi e Peppino Agrati) \u00a9 foto Patrimonio Artistico Intesa Sanpaolo \/ Luca Carr\u00e0 \u00a9 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2026\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/andy-warhol-mao-agrati.jpg\" width=\"750\" height=\"742\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAndy Warhol, Mao Tse-Tung (1972; Serigrafia a colori, 91,5 x 91,5 cm; Intesa Sanpaolo \u2013 Collezione Luigi e Peppino Agrati) \u00a9 foto Patrimonio Artistico Intesa Sanpaolo \/ Luca Carr\u00e0 \u00a9 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2026&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Andy Warhol, Mick Jagger (1975; Acrilico e inchiostro serigrafico su lino, 101,6 x 101,6 cm; Pittsburgh, the Andy Warhol Museum, Founding Collection, Contribution Dia Center for the Arts, 1997.1.8a) \u00a9 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2026\" title=\"Andy Warhol, Mick Jagger (1975; Acrilico e inchiostro serigrafico su lino, 101,6 x 101,6 cm; Pittsburgh, the Andy Warhol Museum, Founding Collection, Contribution Dia Center for the Arts, 1997.1.8a) \u00a9 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2026\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/andy-warhol-mick-jagger-1997-1-8a.jpg\" width=\"750\" height=\"755\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAndy Warhol, Mick Jagger (1975; Acrilico e inchiostro serigrafico su lino, 101,6 x 101,6 cm; Pittsburgh, the Andy Warhol Museum, Founding Collection, Contribution Dia Center for the Arts, 1997.1.8a) \u00a9 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2026&#13;<\/p>\n<p>Il tema del ritratto prosegue inoltre nell\u2019ultima parte espositiva, dedicata proprio alla <strong>reinvenzione della ritrattistica<\/strong> operata da Warhol tra gli anni Sessanta e Ottanta. Ne sono esempi la celebre immagine di <strong>Marilyn Monroe<\/strong> (qui nelle serigrafie della Collezione Luigi e Peppino Agrati di Intesa Sanpaolo) nata dalla foto pubblicitaria dell\u2019attrice per il film Niagara e trasformata artificialmente attraverso diverse combinazioni di colori e di contrasto con lo sfondo, e ancora di <strong>Liza Minnelli<\/strong>, dove Warhol cancella le naturali imperfezioni del volto ed esalta il trucco di occhi e bocca. I ritratti di <strong>Robert Mapplethorpe<\/strong> sono invece cos\u00ec illuminati da far sparire le linee del volto, mentre l\u2019immagine di <strong>Grace Jones<\/strong> assume un aspetto fortemente virtuale. Ma Andy non reinventa solo i ritratti delle altre persone; reiventa anche il proprio <strong>autoritratto<\/strong>, come si vede nella penultima sala: il suo volto diventa <strong>campo di sperimentazione<\/strong>. Il suo volto si eclissa, si moltiplica, si mimetizza, si staglia su fondo nero quasi come una presenza spettrale. Trasformando e stravolgendo continuamente la propria immagine, Warhol <strong>reinventa persino la propria identit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Pare infine prevedere <strong>l\u2019attuale sovraesposizione mediatica<\/strong> e<strong> l\u2019incessante produzione di contenuti video<\/strong> che straripa oggi dai <strong>social <\/strong>la frase dell\u2019artista americano con cui si conclude la mostra: \u201cNel futuro saranno tutti famosi per quindici minuti\u201d, diceva. E cos\u00ec in effetti \u00e8 stato. Una parete di piccoli schermi che trasmettono spezzoni della trasmissione televisiva Andy Warhol\u2019s Fifteen Minutes, in onda su MTV tra il 1986 e il 1987, dove protagonisti erano le celebrit\u00e0 della musica, dello spettacolo, dell\u2019arte. Warhol aveva gi\u00e0 intuito come il ritratto cominciasse ad <strong>uscire dalle arti visive<\/strong> per entrare inevitabilmente, e con una<strong> velocit\u00e0 irrefrenebile<\/strong>, nei <strong>nuovi mezzi comunicativi<\/strong>. Il futuro predetto da Warhol \u00e8 sui nostri smartphone. Ogni secondo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.castellogamba.vda.it\/it\/sole-caduto-aosta-gio-pomodoro\" target=\"_blank\" data-etichetta=\"Banner 3 - Castello Gamba, Pomodoro\" onclick=\"ga(&#039;send&#039;, &#039;event&#039;, &#039;Click&#039;, &#039;Banner 3 - Castello Gamba, Pomodoro&#039;, 1);\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/castellogamba_2026_pomodoro_adv_728x90pxl.jpg\" alt=\"Sole caduto Aosta. Gio' Pomodoro - Castello Gamba, fino al 21 giugno\" onmouseover=\"ga('send', 'event', 'Dwell', 'Banner 3 - Castello Gamba, Pomodoro', 1);\" title=\"Sole caduto Aosta. 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