{"id":549656,"date":"2026-06-21T16:12:15","date_gmt":"2026-06-21T16:12:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/549656\/"},"modified":"2026-06-21T16:12:15","modified_gmt":"2026-06-21T16:12:15","slug":"germania-anno-zero-le-tre-ragioni-di-una-crisi-il-mondo-a-cui-berlino-si-era-ispirata-e-andato-in-frantumi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/549656\/","title":{"rendered":"Germania, anno zero: le tre ragioni di una crisi. \u00abIl mondo a cui Berlino si era ispirata \u00e8 andato in frantumi\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Mara Gergolet<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">La prima \u00e8 economica: il \u00abtransatlantico\u00bb d\u2019Europa si \u00e8 arenato, il Paese non cresce da sette anni. Poi ci sono il tormento per il riarmo (gi\u00e0 nel 2027 la spesa militare sar\u00e0 pari a quella di Francia e Gran Bretagna insieme) e l\u2019ascesa dell\u2019estrema destra, con l\u2019AfD diventato il primo partito. C\u2019\u00e8 di nuovo una \u00abquestione tedesca\u00bb?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se la Germania \u00e8 un transatlantico, che vira molto lentamente, quanto c\u2019\u00e8 da preoccuparsi di questa nave che sembra immobile, mentre le distanze da ogni sponda si allungano e si disperde dietro di lei anche la traccia d\u2019acqua e schiuma che aveva alzato?<br \/>Quella del transatlantico \u00e8 una vecchia metafora, un po\u2019 ag\u00e9 come pu\u00f2 esserlo nelle nostre teste l\u2019idea di Germania. E non a caso la usava Peter Glotz, il grande \u201csignore\u201d della cultura di Berlino Ovest, ci ricorda il germanista Angelo Bolaffi. Glotz diceva anche, a proposito del transatlantico: \u00abMa poi procede spedito\u00bb. Sennonch\u00e9, la crisi stavolta sembra paralizzante: il Paese nel centro d\u2019Europa quasi non \u00e8 cresciuto in sette anni. Per\u00f2 si sono affacciate due novit\u00e0, due forze squassanti che cambiano lo status quo: <b>il riarmo veloce e il ritorno di idee e partiti d\u2019estrema destra, che per ottant\u2019anni erano stati ricacciati sottoterra<\/b>. Ce n\u2019\u00e8 di che interrogarsi e discutere, e infatti il Grand Continent \u2014 giovane rivista parigina con lettori in tutta Europa, che vuol essere Foreign Affairs se non fosse tr\u00e8s chic e molto colta \u2014 \u00e8 andata dritta al punto: c\u2019\u00e8 di nuovo, ha titolato, \u00abuna questione tedesca\u00bb?<\/p>\n<p>    <b>QUANDO SI \u00c8 INCEPPATO IL MOTORE?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Occorre prima capire da dove arriva la crisi. Giovanni di Lorenzo, mitico direttore di Die Zeit di origini italiane, dice che \u00e8 \u00abstrutturale\u00bb. Sono emersi tutti insieme, in tempi turbolenti, problemi profondi accumulati nel tempo, ma trascurati: energia, infrastrutture, ritardo digitale. \u00abQuando sono arrivato qui a 11 anni, magari fuori era tutto grigio, ma i treni funzionavano che era una meraviglia. Oggi sono un disastro. E il mito \u00e8 crollato\u00bb. <b>Colloca l\u2019inizio della crisi nel 2015, quando Angela Merkel decise di accogliere un milione di siriani<\/b>: \u00abFu un gesto di straordinaria solidariet\u00e0, generosit\u00e0. Ma mi chiesi ben presto come avrebbe retto il peculiare Stato sociale tedesco. La pressione sul sistema educativo, e sociale, fu enorme. Quando ne scrissi le prime volte, mi diedero del matto. Invece, avevamo visto giusto\u00bb. Fu quello anche il detonatore dell\u2019AfD.<br \/>Angelo Bolaffi \u2014 cos\u00ec noto in Germania che per i suoi recenti 80 anni i giornali tedeschi gli hanno dedicato pagine di interviste \u2014 vede una doppia matrice. Intanto la crisi della politica, perch\u00e9 in un Paese che non ha avuto la regina ma Bismarck ci deve essere un cancelliere forte. Non basta solo l\u2019impopolare Merz a spiegarla. E il secondo motivo: \u00ab\u00c8 andato in frantumi quel mondo, ispirandosi al quale la Germania \u00e8 rinata nel dopoguerra. Semplicemente, non esiste pi\u00f9\u00bb. Regole e valori, di cui l\u2019America \u00e8 stata il simbolo. <b>Perch\u00e9 la latitanza degli Stati Uniti \u2014 della vecchia America \u2014 in nessun posto \u00e8 avvertita tanto come in Germania. <\/b>Uno scrittore famoso come Daniel Kehlmann, quando lo incontriamo in un bar berlinese per parlare dei suoi libri, liquida con una fulminante battuta la crisi esistenziale dei tedeschi: \u00abTutto quello che hanno a fatica imparato, non vale pi\u00f9\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    <b>CHI AVR\u00c0 PI\u00d9 ARMI DEI TEDESCHI?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Licenza di scrittore di casa in America, quella di Kehlmann. Per tornare invece con i piedi per terra, in questo tentativo di capire i tormenti della Germania, <b>non si pu\u00f2 prescindere dal riarmo. Che nasce, appunto, per rimediare al ripiegamento degli Stati Uniti. Almeno tanto quanto per contenere l\u2019espansionismo putiniano.<\/b> I tedeschi, in altre parole, si sono mossi per riempire la voragine che si \u00e8 creata in Europa: tirati per la giacchetta, invocati da tutti, e proprio per questo non riescono a capacitarsi che il loro riarmo incuta allo stesso tempo paura e tante obiezioni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La leader dei Verdi Franziska Brantner nota che due frasi, entrambe vere, fanno sobbalzare molti europei: \u00abLa Germania sta per diventare la prima potenza militare convenzionale in Europa\u00bb. L\u2019altra: \u00abMai nella storia moderna il nostro continente aveva al suo centro una Germania allo stesso tempo pacifica e militarmente dominante\u00bb. E poi ci sono i numeri: <b>gi\u00e0 l\u2019anno prossimo, la spesa militare tedesca sar\u00e0 pari a quella di Francia e Gran Bretagna sommate. Nel 2035, a regime, non ci sar\u00e0 partita<\/b>.<br \/>\u00c8 vero che la Germania si riarma in ottica europea e non contro i Paesi vicini. Ma questo non basta. Per Brantner, \u00abdobbiamo conquistare la fiducia \u2014 contro l\u2019esperienza storica, contro gli stessi istinti \u2014 delle popolazioni che hanno tutte le ragioni per diffidare di noi\u00bb. Questo dibattito per\u00f2, nota, manca del tutto nel Bundestag dal 2022. E ignorarlo potrebbe essere il pi\u00f9 grande errore che Berlino fa, verso gli alleati europei, dalla crisi dell\u2019euro.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>DA DOVE ARRIVA L\u2019AFD?<\/b><br \/>La terza domanda che si deve fare chi vuol capire la Germania oggi \u00e8 da dove arrivano i voti dell\u2019estrema destra AfD, che \u00e8 diventata il primo partito, sfiorando il 30% dei consensi nei sondaggi. Vale la pena di farsi una chiacchierata con Kerstin Kohlenberg, giornalista di Die Zeit che ha appena vinto l\u2019European Press Award, l\u2019equivalente dei Pulitzer europei, categoria commenti. Titolo: \u00abNot Again!\u00bb, non di nuovo.<br \/>\u00c8 un viaggio nel Paese, dai nuovi L\u00e4nder dell\u2019Est a Hannover, dalle fabbriche alle pizzerie, dai tedeschi biondissimi ai turchi di seconda generazione. La tesi \u00e8 questa: tutto ci\u00f2 Kohlenberg l\u2019ha gi\u00e0 visto succedere, <b>quand\u2019era in America da corrispondente; questo popolo che magari aiuta i vicini di casa, che \u00e8 coinvolto nelle comunit\u00e0 locali e guida i pulmini del basket, che fa il sindacalista in fabbrica, ha votato per Donald Trump<\/b>. \u00abNegli ultimi 80 anni, guardare dalla Germania all\u2019America voleva spesso dire guardare il futuro\u00bb. Probabilmente non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Ma la lezione per lei \u00e8 chiara: \u00abCi sono mille spiegazioni per il successo di Donald Trump. Per\u00f2 \u00e8 diventato cos\u00ec potente perch\u00e9 l\u2019hanno sostenuto gruppi di persone che non ti aspetteresti. Se l\u2019avessero votato solo i razzisti, i nazionalisti, gli odiatori della democrazia, non ce l\u2019avrebbe fatta. Negli Usa, conservatori moderati, sindacalisti, migranti, giovani accademici erano per lui\u00bb. In Germania lo stesso. E la lezione che ne trae per i partiti \u00e8 che ai sentimenti di queste persone non si risponde snocciolando fatti.<br \/>Certo, parlando dell\u2019AfD \u00e8 legittimo chiedersi se non cresca la voglia, tra i tedeschi, anche di sminuire la colpa dei nazisti, farla finita con la cultura della memoria, spiegare \u00abstoricamente\u00bb Auschwitz. Per\u00f2 se alcuni leader estremisti dell\u2019AfD proprio a questo puntano \u2014 e se dagli Usa uno come Musk \u00e8 pronto ad amplificare i loro messaggi \u2014 a tutti i nostri interlocutori, invece, la cultura della memoria, la condanna del passato nazista che tanta parte ha avuto nel fare della Germania quel che \u00e8 stata \u2014 una storia di incredibile successo per 80 anni \u2014 pare salda. Condivisa da gran parte della popolazione.<br \/>Nelle scorse settimane sono state pubblicate dagli archivi Usa tutte le tessere dei membri del partito nazista, la NSDAP: 10,5 milioni di schede. \u00c8 stato un assalto, tutti volevano sapere dei nonni. \u00abC\u2019\u00e8 pi\u00f9 distanza temporale, la gente \u00e8 pronta ad affrontare il nazismo nelle proprie famiglie\u00bb, osserva il direttore Di Lorenzo. Il sito di Die Zeit non ha mai avuto numeri cos\u00ec grandi, sono stati perfino fatti decine di migliaia di abbonamenti al giornale. Mai successo nulla di simile.<br \/>Non si pu\u00f2 non domandare a Di Lorenzo, alla fine, se sia ottimista o pessimista. Riflette un po\u2019. \u00abIn questo momento abbiamo la responsabilit\u00e0 di essere fiduciosi. Nonostante tutto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-21T16:56:30+02:00\">21 giugno 2026 ( modifica il 21 giugno 2026 | 16:56)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Mara Gergolet La prima \u00e8 economica: il \u00abtransatlantico\u00bb d\u2019Europa si \u00e8 arenato, il Paese non cresce da&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":549657,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[19425,302846,302847,10667,302848,302849,12788,302850,47267,178,2032,2940,302833,5310,302834,2478,6475,95384,302835,3986,177,6880,6969,104,7714,1644,302836,3177,302837,8241,302831,1109,1113,206,18152,18153,302838,3085,1727,4031,4300,302839,302840,13040,3044,302841,3336,6874,25936,1537,90,89,302842,302843,381,10324,3417,12572,794,30386,852,1294,14711,302844,302845,30572,29,860,206594,13977,22462,12985,2258,7313,22466,1567,1886,3729,19397,302830,379,3414,410,47168,18640,68639,24770,302832],"class_list":["post-549656","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-abbonamenti","tag-abbonamenti-giornale","tag-abbonamenti-giornale-successo","tag-accademici","tag-accademici-germania","tag-accademici-germania-lezione","tag-accogliere","tag-accogliere-milione","tag-afd","tag-affari","tag-america","tag-andato","tag-andato-frantumi","tag-angelo","tag-angelo-bolaffi","tag-arriva","tag-berlino","tag-bolaffi","tag-brantner","tag-bretagna","tag-business","tag-capire","tag-ce","tag-centro","tag-crisi","tag-cultura","tag-cultura-memoria","tag-destra","tag-destra-afd","tag-die","tag-die-zeit","tag-direttore","tag-donald","tag-donald-trump","tag-estrema","tag-estrema-destra","tag-estrema-destra-afd","tag-europa","tag-europei","tag-fatti","tag-francia","tag-francia-gran","tag-francia-gran-bretagna","tag-frantumi","tag-germania","tag-glotz","tag-gran","tag-gran-bretagna","tag-guardare","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-kehlmann","tag-kohlenberg","tag-leader","tag-lezione","tag-lorenzo","tag-memoria","tag-militare","tag-nazista","tag-nota","tag-numeri","tag-pari","tag-pari-francia","tag-pari-francia-gran","tag-partiti","tag-partito","tag-questione","tag-questione-tedesca","tag-ragioni","tag-riarmo","tag-scrittore","tag-sociale","tag-spesa","tag-spesa-militare","tag-storia","tag-successo","tag-tedesca","tag-tedeschi","tag-transatlantico","tag-trump","tag-uniti","tag-usa","tag-vecchia","tag-vicini","tag-votato","tag-vuol","tag-zeit"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/549656","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=549656"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/549656\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/549657"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=549656"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=549656"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=549656"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}