{"id":550326,"date":"2026-06-22T04:23:36","date_gmt":"2026-06-22T04:23:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/550326\/"},"modified":"2026-06-22T04:23:36","modified_gmt":"2026-06-22T04:23:36","slug":"paolo-crepet-i-ragazzi-devono-imparare-a-perdere-il-telefono-scrolling-infinito-e-il-problema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/550326\/","title":{"rendered":"Paolo Crepet: \u201cI ragazzi devono imparare a perdere\u201d. Il telefono? \u201cScrolling infinito \u00e8 il problema\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Fano (Pesaro e Urbino) domenica 21 giugno 2026 &#8211;\u00a0Una <strong>Rocca Malatestiana piena.<\/strong> Le sedie occupate fino a quasi l&#8217;ultimo posto disponibile. Il brusio che si spegne lentamente mentre <strong>sul palco sale <a rel=\"follow nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ilrestodelcarlino.it\/cultura\/lantidoto-di-paolo-crepet-abbiate-3d1861af\" target=\"_blank\">Paolo Crepet<\/a><\/strong> e in sottofondo scorrono<strong> le note dei Pink Floyd. <\/strong>Poi il silenzio. Quello di chi \u00e8 venuto ad ascoltare uno dei divulgatori<strong> pi\u00f9 amati e discussi <\/strong>d&#8217;Italia e quello di chi, forse, sa gi\u00e0 che rider\u00e0 molto, ma non sempre per motivi allegri.<\/p>\n<p><strong>Paolo Crepet a Fano, oltre 1 ora e mezzo per \u201cRiprendersi l\u2019anima\u201d<\/strong> <\/p>\n<p>\u00c8 successo<strong> ieri sera a Fano, <\/strong>per il secondo appuntamento di <strong>&#8220;Comizi d&#8217;Amore<\/strong>&#8220;, il cartellone estivo ideato dal professor Massimo Puliani alla Rocca Malatestiana. Oltre un&#8217;ora e mezza di spettacolo-conferenza <strong>con &#8220;Riprendersi l&#8217;anima&#8221;, <\/strong>un viaggio che parte dalla cronaca pi\u00f9 stretta e arriva alle grandi <strong>domande sulla libert\u00e0, sull&#8217;educazione, sulla tecnologia <\/strong>e sul futuro.<\/p>\n<p>Il tempo scorre<strong> in modo curioso. Lento, <\/strong>perch\u00e9 i temi affrontati sono tanti e profondi. <strong>Veloce,<\/strong> perch\u00e9 Crepet alterna racconti, provocazioni, ricordi personali e battute fulminanti che tengono il pubblico agganciato dall&#8217;inizio alla fine. <strong>La platea ride spesso.<\/strong> A volte ride di gusto. Altre volte ride e poi si ferma, quasi sorpresa di aver trovato divertente qualcosa che in fondo fa riflettere e forse anche un po&#8217; male.<\/p>\n<p>Perch\u00e9<strong> il bersaglio di Crepet <\/strong>non sono soltanto i social network, l&#8217;intelligenza artificiale o gli adolescenti. Il bersaglio <strong>siamo noi.<\/strong><\/p>\n<p> <img alt=\"Paolo Crepet: \u201cI ragazzi devono imparare a perdere\u201d. Il telefono? \u201cScrolling infinito \u00e8 il problema\u201d\" loading=\"lazy\" width=\"762\" height=\"429\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/xahkwrq.jpeg\"\/><br \/>\n<strong>Da Starmer a Kate Middleton: i bambini che non giocano pi\u00f9<\/strong> <\/p>\n<p>Tutto parte da <strong>una notizia.\u00a0<\/strong>Crepet cita il premier britannico Keir Starmer e il dibattito aperto nel Regno Unito <a rel=\"follow nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.quotidiano.net\/ultimaora\/starmer-annuncia-il-divieto-dei-53c06466\" target=\"_blank\">sulle limitazioni ai social per gli under 16. <\/a>Una proposta che in molti Paesi europei viene discussa seriamente e che in Italia, osserva, sembra ancora quasi impronunciabile. Da l\u00ec il salto \u00e8 immediato.<\/p>\n<p>Qualche giorno fa la principessa\u00a0<a rel=\"follow nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ilrestodelcarlino.it\/reggio-emilia\/cronaca\/kate-middleton--resoconto-viaggio-p13ikff1\" target=\"_blank\">Kate \u00e8 arrivata in Italia. <\/a>E cosa le \u00e8 stato mostrato? <strong>Bambini che giocano<\/strong>. La battuta arriva leggera e strappa le prime risate della serata. Ma il senso \u00e8 molto meno leggero. Possibile che nel 2026 vedere dei bambini che giocano, disegnano, colorano e usano delle matite <strong>sia diventato quasi qualcosa da esibire?<\/strong><\/p>\n<p>Crepet racconta allora di una bambina incontrata in treno durante<strong> il viaggio verso Fano. <\/strong>Tre o quattro anni al massimo. Davanti a lei uno smartphone appoggiato su due elefantini rosa. Silenziosa. Immobile. Ipnotizzata. &#8220;Quella bambina era gi\u00e0 una consumatrice\u201d, osserva. E da quel momento la conferenza entra nel vivo.<\/p>\n<p><strong>La fabbrica dell\u2019indifferenza<\/strong> <\/p>\n<p>Per Crepet il problema non \u00e8 soltanto il telefono. \u00c8 il meccanismo. Lo scrolling infinito. Un serpente. <strong>Un bombardamento.<\/strong> Un bambino sotto le macerie. Una signora con un cappello di fiori. Una tragedia. Una pubblicit\u00e0. Tutto scorre con la stessa velocit\u00e0 e lo stesso peso. \u201c<strong>\u00c8 la fabbrica dell&#8217;indifferenza\u201d<\/strong>, dice. La Rocca ascolta. Qualcuno ride ancora. Molti annuiscono. Perch\u00e9 la sensazione \u00e8 che sul palco si stia parlando di qualcosa che tutti conoscono molto bene.<\/p>\n<p><strong>Trump, Meloni e la societ\u00e0 del selfie<\/strong> <\/p>\n<p>Uno dei momenti pi\u00f9 divertenti arriva quando il discorso<strong> si sposta dalla scuola alla politica<\/strong> internazionale. Crepet parla della societ\u00e0 della valutazione permanente. Like. Follower. Tripadvisor. Recensioni. Classifiche. Tutti vogliono essere giudicati. Tutti vogliono consenso.<\/p>\n<p>Poi arriva la stoccata. \u201cNon si era mai visto un presidente degli Stati Uniti<a rel=\"follow nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.quotidiano.net\/politica\/trump-contro-meloni-al-g7-mi-ha-implorato-di-fare-una-foto-mi-ha-fatto-pena-diretta-nvzohhs9\" target=\"_blank\"> litigare per un selfie<\/a>. Il riferimento \u00e8 all&#8217;episodio che ha coinvolto Donald Trump e Giorgia Meloni. La Rocca esplode in una risata.<\/p>\n<p>Crepet <strong>rincara immaginando John Kennedy<\/strong> impegnato a contendersi una fotografia con Nikita Krusciov. \u00c8 una battuta. Ma \u00e8 anche <strong>una fotografia del presente.<\/strong> Perch\u00e9 secondo lui perfino la politica rischia ormai di piegarsi alle logiche dei social.<\/p>\n<p> <img alt=\"Il professor Paolo Crepet alla Rocca per &quot;Riprendersi l'Anima&quot;\" loading=\"lazy\" width=\"2048\" height=\"1536\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;max-width:100%;height:auto\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1782102215_780_il-professor-paolo-crepet-alla-rocca-per-riprendersi-l-anima.webp\"\/><\/p>\n<p>Il professor Paolo Crepet alla Rocca per &#8220;Riprendersi l&#8217;Anima&#8221;<\/p>\n<p><strong>&#8220;Senza telefono? guarder\u00f2 il muro\u201d<\/strong> <\/p>\n<p>La frase che pi\u00f9 colpisce l&#8217;intera serata arriva per\u00f2 da una ragazza inglese. Crepet racconta di <strong>una studentessa intervistata<\/strong> proprio sul possibile divieto dei social per i minori. La giovane \u00e8 convinta che una misura del genere <strong>non potr\u00e0 mai essere approvata.\u00a0<\/strong>Quando la giornalista le chiede cosa farebbe senza smartphone, la risposta \u00e8 disarmante. \u201cGuarder\u00f2 il muro&#8221;.<\/p>\n<p>Per qualche secondo la Rocca smette di ridere. Perch\u00e9 in quella frase Crepet<strong> vede il ritratto di una generazione<\/strong> che rischia di non sapere pi\u00f9 cosa fare quando si spegne uno schermo.<\/p>\n<p>\u00a0<strong>Figli fragili e genitori che non mollano<\/strong>\u00a0 <\/p>\n<p>Da qui il discorso si allarga ai genitori. Uno dei temi centrali della serata. Quelli <strong>che accompagnano i figli fin davanti al liceo.<\/strong> Quelli che contestano insegnanti e interrogazioni. Quelli che, scherza Crepet, <strong>continuano a soffiare il naso<\/strong> a ragazzi ormai adulti.<\/p>\n<p>La platea ride spesso. Soprattutto quando racconta di mamme e pap\u00e0 che si trasformano in avvocati difensori permanenti dei propri figli. Ma il messaggio \u00e8 chiaro. Abbiamo paura della frustrazione. Abbiamo paura delle sconfitte. <strong>Abbiamo paura di vedere soffrire<\/strong> i nostri figli. E cos\u00ec <strong>finiamo per impedirgli di crescere.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Barbara, gli scacchi e il diritto di sbagliare<\/strong> <\/p>\n<p>Uno dei passaggi pi\u00f9 belli \u00e8 quello dedicato a Barbara. <strong>Una ragazza immaginaria.\u00a0<\/strong> Il simbolo del primo amore. Crepet racconta di quel ragazzo che esce prima di casa per incontrarla, sceglie il maglione giusto, cerca il coraggio per rivolgerle la parola.  Un&#8217;immagine quasi d&#8217;altri tempi. Ma che serve a spiegare una cosa molto semplice: \u201c<strong>bisogna lasciare ai ragazzi il diritto di tentare<\/strong>, fallire, soffrire e riprovare. Lo stesso concetto ritorna quando <strong>parla degli scacchi.<\/strong> Imparare a perdere. Accettare che qualcuno sia pi\u00f9 bravo. Tollerare la frustrazione\u201d. Per Crepet <strong>\u00e8 l\u00ec che nasce la forza<\/strong><\/p>\n<p><strong>Woodstock, Erasmus e la libert\u00e0 di partire<\/strong> <\/p>\n<p>Le risate tornano quando ricorda Woodstock. \u201c<strong>Fuori non c&#8217;erano le mamme ad aspettare\u201d<\/strong>. La frase scatena un applauso spontaneo. Poi arrivano gli studenti Erasmus. Secondo Crepet le prime domande dei genitori sono sempre le stesse. \u201c<strong>Hai mangiato?\u201d<\/strong>\u00a0\u201cFa freddo?\u201d\u00a0Molto pi\u00f9 raramente qualcuno chiede: \u201c<strong>Sei felice?\u201d<\/strong>\u00a0\u201cStai costruendo il tuo futuro?\u201d.<\/p>\n<p>Ancora una volta la battuta nasconde <strong>una critica profonda<\/strong> a una societ\u00e0 che fatica a lasciare andare.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;intelligenza artificiale che consola<\/strong> <\/p>\n<p>Tra i momenti pi\u00f9 riusciti c&#8217;\u00e8 quello dedicato all&#8217;intelligenza artificiale. Una ragazza viene lasciata dal fidanzato. Alle tre di notte <strong>chiede consiglio alla chat.\u00a0<\/strong> La risposta \u00e8 rassicurante, accomodante, quasi da vecchio confessore. La Rocca ride.<\/p>\n<p>Ma Crepet si chiede <strong>cosa stiamo perdendo quando affidiamo alle macchine <\/strong>perfino il dolore, i dubbi e le relazioni.<\/p>\n<p> <img alt=\"Il professor Paolo Crepet alla Rocca per &quot;Riprendersi l'Anima&quot;\" loading=\"lazy\" width=\"2048\" height=\"1152\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;max-width:100%;height:auto\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1782102216_795_il-professor-paolo-crepet-alla-rocca-per-riprendersi-l-anima.webp\"\/><\/p>\n<p>Il professor Paolo Crepet alla Rocca ha rapito il pubblico per un&#8217;ora e mezza con le sue riflessioni sulla societ\u00e0 contemporanea<\/p>\n<p><strong>Musk, Putin e i 130 anni di vita<\/strong> <\/p>\n<p>Nel finale il viaggio si allarga fino ai grandi profeti della tecnologia. Elon Musk. Putin. Xi Jinping. Le promesse di una vita lunga fino a 130 anni. I robot che lavoreranno al posto nostro. L&#8217;intelligenza artificiale che risolver\u00e0 ogni problema.  La domanda \u00e8 semplice. <strong>Se vivremo fino a 130 anni<\/strong> e non lavoreremo pi\u00f9, cosa faremo? La risposta che gli fornisce una professionista del settore \u00e8 quasi comica. <strong>Portare il cane al parco.\u00a0<\/strong> Sedersi su una panchina. Aspettare.<\/p>\n<p>La Rocca ride. Ma \u00e8 una risata amara.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;infermiera vera e l&#8217;ospedale robotico<\/strong> <\/p>\n<p>Poi il tono cambia. Crepet racconta<strong> un incidente in motocicletta <\/strong>ai Caraibi. Ricorda l&#8217;infermiera che gli mostr\u00f2 il casco spaccato spiegandogli che gli aveva salvato la vita. Ricorda una notte in ospedale dopo un intervento al cuore. La paura. L&#8217;insonnia.<strong> Il bisogno di una voce. <\/strong>Di una presenza. Di qualcuno che passasse in corridoio.  \u00c8 il modo con cui <strong>smonta il sogno di una societ\u00e0 completamente automatizzata.<\/strong> Perch\u00e9 ci sono momenti in cui nessun algoritmo pu\u00f2 sostituire un essere umano.<\/p>\n<p><strong>La quercia, Bowie e le scintille<\/strong> <\/p>\n<p>Uno dei racconti pi\u00f9 emozionanti \u00e8 quello dell&#8217;amico stilista e della quercia colpita da un fulmine. Un padre che spiega al figlio come da un albero spezzato possano nascere nuove piante. Una metafora che diventa lezione di vita. Cadere non significa finire. Pu\u00f2 significare ricominciare.<\/p>\n<p><strong>Nel finale arrivano David Bowie, Annie Lennox e Bob Dylan. <\/strong>Artisti che per Crepet hanno insegnato una lezione sempre pi\u00f9 rara: essere s\u00e9 stessi senza inseguire il consenso.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Badati\u201d<\/strong> <\/p>\n<p>Alla fine, per\u00f2, Trump, Musk, Starmer, Kate, l&#8217;intelligenza artificiale e i social spariscono. <strong>Resta soltanto Maddalena.\u00a0<\/strong> La nonna del Montefeltro.  Quella che quando lo vedeva correre troppo forte in bicicletta gli diceva<strong> una parola sola. \u00abBadati\u00bb.<\/strong> Abbi cura di te.  Crepet immagina che, vedendolo parlare davanti a una Rocca piena, lei gli avrebbe detto: \u00abTutta questa gente ad ascoltarti?<strong> Dici tante banalit\u00e0. <\/strong>Non hai fatto altro che ripetere <strong>quello che dicevo io\u00bb.<\/strong>  La Rocca ride. Poi applaude a lungo. E forse \u00e8 davvero l\u00ec che si nasconde il senso dell&#8217;intera serata. Dietro social, algoritmi, robot, miliardari della tecnologia e politica internazionale, Crepet continua a parlare delle stesse cose di sempre. <strong>Libert\u00e0. Coraggio. Responsabilit\u00e0. <\/strong>E della necessit\u00e0, sempre pi\u00f9 rara, di diventare s\u00e9 stessi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Fano (Pesaro e Urbino) domenica 21 giugno 2026 &#8211;\u00a0Una Rocca Malatestiana piena. Le sedie occupate fino a quasi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":550327,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[174],"tags":[42851,822,203,11829,204,1537,90,89,652,8013,1885,1699,111834,5485],"class_list":["post-550326","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-intrattenimento","tag-crepet","tag-devono","tag-entertainment","tag-imparare","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-paolo","tag-perdere","tag-problema","tag-ragazzi","tag-scrolling","tag-telefono"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116791857329446545","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/550326","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=550326"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/550326\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/550327"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=550326"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=550326"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=550326"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}