{"id":551486,"date":"2026-06-22T21:27:20","date_gmt":"2026-06-22T21:27:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/551486\/"},"modified":"2026-06-22T21:27:20","modified_gmt":"2026-06-22T21:27:20","slug":"la-lista-della-spesa-di-michelangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/551486\/","title":{"rendered":"La lista della spesa di Michelangelo"},"content":{"rendered":"<p>        di Redazione , pubblicato il 22\/06\/2026        <br \/>Categorie:<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/12c_opere-e-artisti.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n            Opere e artisti        <\/a><\/p>\n<p>         \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte e cibo<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/firenze.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Firenze<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/michelangelo.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Michelangelo<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/toscana.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Toscana<\/a> <\/p>\n<p>Un foglio conservato nell\u2019Archivio Buonarroti di Firenze svela le abitudini quotidiane di Michelangelo nel 1518: una lista della spesa con pane, vino, aringhe e verdure da cui emerge\u00a0un ritratto molto umano dell\u2019artista durante gli anni del progetto per la facciata di San Lorenzo.<\/p>\n<p>Quando si pensa a <strong>Michelangelo Buonarroti <\/strong>(Caprese, 1475 \u2013 Roma, 1564) l\u2019immaginazione non pu\u00f2 che correre, ed \u00e8 inevitabile, ai grandi capolavori che hanno segnato la storia dell\u2019arte occidentale. La Piet\u00e0 vaticana custodita nella Basilica di San Pietro, il David scolpito per Firenze e oggi alla Galleria dell\u2019Accademia, gli affreschi della Cappella Sistina, le architetture monumentali progettate negli ultimi decenni della sua vita: tutti capolavori che hanno contribuito a costruire l\u2019immagine di <strong>un artista quasi sovrumano<\/strong>, un creatore divino, riconosciuto come tale gi\u00e0 dai suoi contemporanei, un genio capace di confrontarsi con il marmo, la pittura e l\u2019architettura come pochi altri nella storia. Eppure, accanto a questa dimensione monumentale e straordinaria, \u00e8 esistito, come possiamo ben immaginare, un <strong>Michelangelo quotidiano<\/strong>, fatto di abitudini semplici, commissioni domestiche e necessit\u00e0 pratiche. \u00c8 il lato di Michelangelo che emerge dalla sua corrispondenza privata. Non ci sono, tuttavia, soltanto le lettere. A restituirci questo volto meno noto dell\u2019artista \u00e8 anche un documento tanto umile quanto prezioso: una<strong> lista della spesa<\/strong> compilata di suo pugno oltre cinquecento anni fa.<\/p>\n<p>Il manoscritto con questa curiosa lista della spesa, peraltro<strong> illustrata<\/strong>, \u00e8 conservato a <strong>Firenze<\/strong>, a <strong>Casa Buonarroti<\/strong>, tra le carte dell\u2019<strong>Archivio Buonarroti<\/strong>, uno dei pi\u00f9 importanti archivi privati legati a un artista rinascimentale giunti fino a noi. La sua collocazione archivistica \u00e8 AB, X 578v. Si tratta di un foglio apparentemente ordinario, redatto sul verso di una lettera ricevuta da un nobile suo corrispondente, <strong>Bernardo Niccolini<\/strong>, il 13 maggio 1517 e utilizzato da Michelangelo nel 1518 per annotare <strong>una serie di alimenti da acquistare<\/strong>.<\/p>\n<p>Il documento, pur nella sua semplicit\u00e0, rappresenta <strong>una testimonianza eccezionale<\/strong>. Pochissimi grandi artisti del Rinascimento ci hanno lasciato infatti tracce cos\u00ec dirette e spontanee della loro vita quotidiana: se lettere, contratti e documenti ufficiali permettono di seguire le grandi vicende professionali di Michelangelo, questa lista della spesa apre invece una finestra su una <strong>dimensione privata e domestica raramente documentata<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Michelangelo Buonarroti, Lista della spesa (1518; penna su carta; Firenze, Archivio Buonarroti, inv. AB, X, 578v)\" title=\"Michelangelo Buonarroti, Lista della spesa (1518; penna su carta; Firenze, Archivio Buonarroti, inv. AB, X, 578v)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/michelangelo-lista-della-spesa.jpg\" width=\"750\" height=\"1016\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMichelangelo Buonarroti, Lista della spesa (1518; penna su carta; Firenze, Archivio Buonarroti, inv. AB, X, 578v)&#13;<\/p>\n<p>La straordinaria ricchezza del carteggio michelangiolesco consente agli studiosi di seguire quasi giorno per giorno molte fasi dell\u2019esistenza dell\u2019artista. Attraverso lettere, appunti, ricevute e annotazioni varie emergono non soltanto le vicende legate alle sue opere, ma anche le preoccupazioni economiche, i rapporti familiari, le questioni amministrative e gli aspetti pi\u00f9 ordinari della vita, e ci si pu\u00f2 anche fare un\u2019idea del <strong>temperamento di Michelangelo<\/strong>, che non era certo dei pi\u00f9 facili. La lista della spesa appartiene proprio a questa categoria di documenti apparentemente marginali che, osservati con attenzione, permettono di comprendere meglio la realt\u00e0 concreta vissuta dall\u2019artista.<\/p>\n<p>All\u2019epoca della stesura del documento Michelangelo si trovava impegnato in una delle imprese pi\u00f9 ambiziose della sua carriera: il progetto della facciata della <strong>Basilica di San Lorenzo a Firenze.<\/strong> L\u2019opera era stata commissionata da papa Leone X, appartenente alla famiglia Medici, e avrebbe dovuto trasformare la chiesa medicea in uno dei pi\u00f9 straordinari monumenti del Rinascimento. Sebbene il progetto non venisse mai realizzato, esso impegn\u00f2 l\u2019artista per diversi anni, costringendolo a frequenti spostamenti tra Firenze, Roma e le cave di marmo della costa toscana. \u00c8 proprio durante questo periodo intenso e complesso che Michelangelo annota su un foglio una serie di alimenti necessari alla gestione della casa. Il testo elenca pane, vino, pesce, verdure e altri prodotti di uso comune, offrendo una rara testimonianza diretta delle abitudini alimentari dell\u2019artista: \u201cPani dua \/ Un bocal di vino \/ Un aringa \/ Tortegli \/ Una nsalata \/ Quattro pani \/ Un bochal di tondo \/ Un quartuccio di bruscho \/ un piattello di spinaci \/ Quattro alici \/ Tortelli \/ Sei pani \/ Due minestre di finocchio \/ Un\u2019aringa \/ Un boccal di tondo\u201d.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 che rende davvero celebre questo documento \u00e8 un dettaglio particolare. Accanto ai nomi degli alimenti Michelangelo realizz\u00f2 infatti <strong>piccoli schizzi raffiguranti i prodotti elencati<\/strong>. Pane, pesce, bottiglie e altri cibi vengono sintetizzati attraverso pochi rapidi tratti di penna. Non si tratta naturalmente di disegni elaborati o destinati a essere conservati, ma di s<strong>emplici immagini funzionali<\/strong>. Secondo gli studiosi, la presenza di questi schizzi potrebbe essere spiegata dalla necessit\u00e0 di rendere la lista <strong>comprensibile a un servitore analfabeta <\/strong>o con <strong>scarsa dimestichezza con la scrittura<\/strong>. Attraverso i disegni il destinatario avrebbe potuto riconoscere facilmente i prodotti da acquistare senza dover interpretare le parole scritte. Questa ipotesi rende ulteriormente interessante la lettura del documento, dal momento che Michelangelo utilizza qui il linguaggio che meglio conosce, quello delle immagini, anche per risolvere un problema pratico della vita quotidiana. Il disegno, che nelle sue mani era strumento di progettazione artistica e mezzo espressivo di altissimo livello, diventa qui un <strong>semplice supporto alla comunicazione domestica<\/strong>. Si potrebbe poi aggiungere che anche in un contesto tanto informale emerge tuttavia la straordinaria abilit\u00e0 grafica dell\u2019artista. Le piccole figure tracciate sul foglio mostrano infatti una capacit\u00e0 di sintesi e una sicurezza nel tratto che tradiscono immediatamente la mano di un disegnatore consapevole.<\/p>\n<p>Il contenuto della lista \u00e8 altrettanto interessante. Tradotta, la lista suonerebbe grosso modo cos\u00ec, in italiano odierno: \u201cdue pagnotte, un boccale di vino (un quarto di vino), un\u2019aringa, tortelli, un\u2019insalata, quattro pagnotte, un quarto di vino tondo, un quarto di vino brusco, un piatto di spinaci, quattro alici, tortelli, sei pagnotte, due minestre di finocchio, un\u2019aringa, un quarto di vino tondo\u201d. Le ripetizioni probabilmente sono dovute all\u2019organizzazione dell\u2019elenco, forse una successione che potrebbe corrispondere a diversi pasti oppure a pi\u00f9 giornate consecutive. Gli studiosi hanno osservato che il foglio sembra infatti suddiviso in<strong> sezioni distinte<\/strong>, probabilmente riferibili a differenti momenti di approvvigionamento alimentare.<\/p>\n<p>Analizzando il contenuto emerge comunque una dieta caratterizzata da <strong>alimenti semplici<\/strong> e tipici della tradizione toscana del primo Cinquecento. Il<strong> pane<\/strong> occupa una posizione centrale, come accadeva nella <strong>maggior parte delle tavole italiane dell\u2019epoca<\/strong>. A esso si affiancano <strong>vino <\/strong>(di due qualit\u00e0: \u201ctondo\u201d, un vino pi\u00f9 corposo, e \u201cbrusco\u201d, ovvero un vino secco), <strong>pesce conservato<\/strong>, verdure e preparazioni a base di pasta ripiena (i tortelli, gi\u00e0 diffusi all\u2019epoca). Particolarmente significativa \u00e8 l\u2019<strong>assenza totale della carne<\/strong>. Questo dettaglio \u00e8 stato spesso interpretato come una conferma della <strong>proverbiale frugalit\u00e0<\/strong> di Michelangelo, descritta da numerosi biografi e contemporanei. Tuttavia gli storici hanno proposto una spiegazione pi\u00f9 precisa: la lista sarebbe stata infatti compilata durante il periodo quaresimale. Nel 1518 la Pasqua cadeva il 4 aprile e le norme religiose allora vigenti prevedevano restrizioni alimentari che limitavano fortemente il consumo di carne. In questo contesto la presenza di aringhe e alici appare perfettamente coerente con le abitudini alimentari della Quaresima. Il documento contribuisce quindi anche alla ricostruzione delle pratiche religiose e sociali dell\u2019epoca: attraverso una semplice lista della spesa \u00e8 possibile cogliere il peso delle tradizioni liturgiche nella vita quotidiana delle persone, comprese quelle degli ambienti pi\u00f9 prestigiosi della cultura rinascimentale.<\/p>\n<p>La fama di Michelangelo come uomo austero, dunque, trova in questo foglio una parziale conferma. Numerose testimonianze descrivono infatti l\u2019artista come una persona <strong>poco incline al lusso e agli eccessi<\/strong>. Nonostante il successo professionale e gli importanti guadagni accumulati nel corso della carriera, Michelangelo mantenne spesso uno stile di vita relativamente sobrio, e la sua lista della spesa sembra riflettere questa inclinazione. Nessuno dei prodotti elencati pu\u00f2 essere considerato particolarmente costoso o raffinato. Si tratta piuttosto di alimenti comuni, facilmente reperibili e adatti a una dieta essenziale. Non si tratta comunque di un documento raro: non abbiamo molte testimonianze delle abitudini alimentari di Michelangelo, ma esistono. C\u2019\u00e8 per esempio foglio in cui Michelangelo scrive, probabilmente rivolgendosi a un suo collaboratore: \u201cfacti dare una pera chotognia bella e matura \/ porta un pocho di zucchero rosso \/ quattro pani dal fornaio \/ due libre di castrone\u201d. E ancora, sul retro di una lettera del 1557 Michelangelo scrive di aver mangiato aringhe, panini, vino, insalata, spinaci, acciughe, tortelli, zuppa di finocchio. \u201cLa semplicit\u00e0 del cibo, l\u2019atto naturale del mangiare, purch\u00e9 non travalichi e si trasformi in convivialit\u00e0\u201d, ha ricordato lo scrittore Filippo Tuena nel suo libro su Michelangelo, \u201c\u00e8 sempre presente nel carteggio\u201d.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi da aggiungere che, malgrado l\u2019apparenza, il documento suggerisce una realt\u00e0 pi\u00f9 articolata. La quantit\u00e0 dei prodotti acquistati e la variet\u00e0 degli alimenti indicano infatti una <strong>disponibilit\u00e0 economica non trascurabile<\/strong>. Michelangelo era ormai un artista affermato, richiesto dalle pi\u00f9 importanti corti italiane e dai pontefici. La spesa annotata sul foglio lascia inoltre intuire la presenza di una piccola comunit\u00e0 domestica composta da servitori e collaboratori che vivevano accanto all\u2019artista (e particolarmente rivelatrici, in questo senso, sono le illustrazioni). Proprio questa combinazione tra semplicit\u00e0 e benessere economico rende il documento particolarmente significativo. Michelangelo non appare come un asceta isolato dal mondo, ma come un uomo che gestisce una casa, organizza approvvigionamenti e si confronta quotidianamente con questioni pratiche.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 tuttavia chi ha fornito un\u2019interpretazione diversa e ha considerato questa lista come un documento molto pi\u00f9 sofisticato di quel che si potrebbe pensare, un foglio quasi ironico. Secondo lo studioso di letteratura Leonard Barkan, questi tre \u201cmen\u00f9\u201d sono troppo frammentari e informali per essere considerati come qualcosa di pratico, e sempre a suo avviso Michelangelo avrebbe annotato le spese in maniera molto pi\u00f9 rigorosa. Barkan, in particolare, si \u00e8 concentrato sul contesto della lista, il retro di una lettera che ha un tono ufficiale, pomposo, con una calligrafia elaborata (basti vedere come \u00e8 scritta la parola \u201cPietrasanta\u201d, il luogo in cui si trovava per cavare i marmi necessari all\u2019impresa di San Lorenzo, luogo peraltro in cui era andato controvoglia e pressoch\u00e9 obbligato, dal momento che lui preferiva le cave di Carrara), e ha osservato che trasformare il retro di quella lettera in una lista della spesa potrebbe esser stato un gesto ironico, una sorta di risposta che riduce la solennit\u00e0 dell\u2019ordine alle necessit\u00e0 pi\u00f9 elementari della vita quotidiana. \u201cIl passaggio dalla convocazione reale alla lista della spesa, da una sfera principesca di eccessi a una bottega di beni di prima necessit\u00e0\u201d, scrive Barkan, \u201cpotrebbe sembrare una risposta appropriata quando non \u00e8 possibile scrivere una lettera di risposta diretta\u201d. E ancora: \u201cL\u2019intera sequenza si conclude quando l\u2019immagine finale (la terza e pi\u00f9 grande brocca di vino, realizzata con tratti particolarmente pesanti) si sovrappone al testo preesistente. In un certo senso, questa collisione pu\u00f2 segnalare il gesto definitivo di disprezzo dell\u2019artista nei confronti del suo corrispondente burocratico\u201d.<\/p>\n<p>Anche le illustrazioni non sarebbero, secondo Barkan, annotazioni per un servitore analfabeta, anche perch\u00e9 con disegni come quelli della lista sarebbe stato arduo comunicare, per esempio, la qualit\u00e0 del vino. Senza contare che n\u00e9 la parola n\u00e9 il disegno possono riprodurre il gusto del pane o del vino. \u201cUn obiettivo al di l\u00e0 della portata sia della pictura che della poesis\u201d, scrive Barkan, \u201cin un luogo dove il corpo possiede un proprio discorso intraducibile\u201d. Potrebbe dunque trattarsi, a suo avviso, di una riflessione sui limiti della parola e anche su quelli dell\u2019immagine.<\/p>\n<p>Dal punto di vista storico il manoscritto appartiene a quella vasta categoria di <strong>fogli d\u2019uso comune<\/strong> che popolano l\u2019Archivio Buonarroti. Lontani dalla monumentalit\u00e0 dei disegni preparatori e dei documenti ufficiali, questi materiali, comunque la si voglia pensare sul loro significato, costituiscono una <strong>fonte insostituibile per comprendere la vita reale dell\u2019artista<\/strong>. Spesso la storia dell\u2019arte tende a concentrarsi esclusivamente sulle opere finite, sui grandi cantieri e sulle imprese creative. Documenti come la lista della spesa permettono invece di recuperare una dimensione pi\u00f9 umana e concreta, ricordando che dietro ogni capolavoro si trovava una persona immersa nelle stesse necessit\u00e0 quotidiane che accomunano gli uomini di ogni epoca. Per questo motivo il piccolo foglio conservato a Casa Buonarroti continua ad affascinare studiosi e visitatori. In quelle poche righe vergate rapidamente e in quei semplici schizzi si manifesta una vicinanza sorprendente tra il presente e il passato. Il Michelangelo che ordina pane, vino, spinaci e aringhe appare improvvisamente meno distante dal nostro mondo rispetto a quel titano che affresc\u00f2 la volta e la parete della Cappella Sistina.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.castellogamba.vda.it\/it\/sole-caduto-aosta-gio-pomodoro\" target=\"_blank\" data-etichetta=\"Banner 3 - Castello Gamba, Pomodoro\" onclick=\"ga(&#039;send&#039;, &#039;event&#039;, &#039;Click&#039;, &#039;Banner 3 - Castello Gamba, Pomodoro&#039;, 1);\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/castellogamba_2026_pomodoro_adv_728x90pxl.jpg\" alt=\"Sole caduto Aosta. 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